EDUCARE LA CREATIVITA' CON CREATIVITA'

C’è una contraddizione nel modo in cui sono educati i bambini e i ragazzi nelle società contemporanee, almeno in quelle dei paesi che hanno avuto un elevato sviluppo economico. Da un lato si afferma, infatti, la necessità di consentire loro di far emergere tutte le potenzialità di cui dispongono, dall’altro si lascia che parti sempre più consistenti dell’esperienza dei bambini e dei ragazzi sia soggetta a processi di condizionamento, i cui intenti nulla hanno a che fare col rivelarsi delle potenzialità di ciascuno… quel che ne deriva è che si confonda la creatività con forme di spontaneità povere di simboli, e che l’educazione formale si riduca ad un trasferimento di procedure cui corrisponde un livello molto modesto di comprensione.
È oggi diffusa la preoccupazione per il regredire nelle popolazioni dei paesi industrializzati del livello delle competenze alfabetiche. Si può ipotizzare che sia questo il sintomo di una trasformazione dei profili culturali che vede progressivamente ridursi lo spazio per l’espressione di un pensiero libero. Occorre ripensare le scelte educative analizzando criticamente i processi che investono non solo l’infanzia e l’adolescenza, ma anche gli adulti. Si potrebbe giungere alla conclusione che non è utile ciò che appare tale al momento, ma ciò che potrà esserlo, perché capace di sostenere ed accrescere la capacità di capire il nuovo che si presenta.
Prof. Vertecchi, pedagogista, intervento convegno sulla creatività nel 2004 a Firenze

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