DISLESSIA: 11 CONSIGLI PER I GENITORI

4 Responses

  1. Jonatan scrive:

    Sono un’insegnante di scuola paiirrma (specialista d’inglese) e ho avuto un’alunna certificata DSA per tre anni: il primo anno non ci sono stati grandi problemi; il secondo anno e8 stato quasi un disastro ho fatto tanti errori, ma ringrazio la mamma di questa alunna che mi ha fatto aprire gli occhi sul disagio che provano i ragazzi nel sentirsi impotenti nel fare alcune cose( nel mio caso la bambina non riusciva a discriminare alcuni suoni e aveva difficolte0 nella lingua scritta). Il terzo anno e8 andata molto bene, nel senso che ho visto la ragazza cambiare nei confronti della mia materia; partecipava nei dialoghi, era capace di intervenire appropriatamente, ma la sua difficolte0 rimaneva nella lingua scritta: completamento di frasi, copiatura dalla lavagna,memorizzazione dei numeri, giorni della settimana, mesi ..Quando e8 stato possibile ho evitato alla ragazza inutili stress modificando il lavoro ( es: numerare le frasi piuttosto che copiarle per intero), facendo dei test a risposta multipla, ecc .ma tutto cif2 non le ha evitato disagi in altre discipline. Spesso non faceva l’intervallo in cortile con gli altri ragazzi perche8 non aveva completato in tempo il lavoro di matematica in classe, oppure non aveva svolto il compito a casa, o non aveva il materiale ..Ora, nel mio caso, ho premiato la ragazza per il suo impegno e per i migliori risultati raggiunti,sentendomi anch’io molto gratificata, ma nella mia disciplina forse e8 pif9 facile che in matematica In conclusione, io desidererei avere una risposta concreta e non un attacco inutile e rabbioso di qualche genitore incattivito dalla propria frustrante esperienza, su che cosa noi insegnanti dobbiamo fare!!!!! Il sig. Norberto (una delle prime risposte) ha ragione : la scuola e8 povera di risorse materiali, ma soprattutto umane!!!Quindi, non potendo avere supporti tecnici come sintetizzatore vocale, correttore ortografico-perche8 c’e8 un computer in classe??!!a disposizione di un solo alunno, poi )non avendo personale insegnante per poter sdoppiare la classe e seguire adeguatamente il lavoro di ciascun alunno (perche8 se e8 vero che un ragazzo DSA per certe attivite0 ha bisogno di pif9 tempo , e8 anche vero che bisogna dare spazio agli altri alunni della classe).Desidero una risposta: cosa dobbiamo fare, su quale specchio arrampicare per salvaguardare il diritto allo studio e la gratificazione personale che da esso deve scaturire??Saluto tutti, Laura.

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao Laura, bella domanda! Vedi, al di là degli strumenti compensativi, mi sono sempre espressa a favore di una didattica inclusiva, che non significa per forza sdoppiare la classe, anzi, ma significa essere più attenti all’apprendimento dei ragazzi più che al nozionismo, ad incuriosirli più che ad ottenere precisi risultati sul registro di classe, ad attirare la loro attenzione e a dare diverse possibilità per approfondire un argomento, che non siano per forza legate alla lettura e alla scrittura.
      Buon lavoro!

  2. Annalisa scrive:

    La seguo sempre.Penso, da dislessica, che questo articolo sia molto bello e molto utile.
    Complimenti è davvero molto brava! Un caro saluto.
    Annalisa

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