QUANDO LA DISLESSIA CONDIZIONA LA VITA

13 Responses

  1. Edizioni Angolo Manzoni scrive:

    Una testimonianza forte, di scuola e soprattutto di vita. Carissima S. se ce l’hai fatta nonostante tutto e tutti ad arrivare a un passo dalla laurea, anche nella vita riuscirai a farti riconoscere per quella che sei. Ne siamo sicuri. Gli altri, di cui parli, sono loro ad avere un “problema”! Devono ancora diventare umani…

  2. anonymus scrive:

    ciao s io non credo che la tua storia sia surreale perche lo passata sulla mia stessa pelle. le elementari sono stato il peggior periodo della mia vita un vero inferno. a scuola facevo casino e cosi mi mettevo contro le insegnanti ai miei compagni stavo antipatico amici non ne havevo, tutti i giorni veni preso per il culo da tutti, èro come un fantoccio per i miei compagni non contavo niente cercavo di ribbelarmi a questa situazione e quando ci provavo ce le prendevoun episodio che mi ricordo è questo un giorno stavamo giocando a acchiapparella presi una compagna e lei mi disse che non voleva essere presa da me.a casa ce le prendevo perche facevo casino e non studiavo, a scuola le maestre non mi aiutavano per niente e i miei compagni mi deridevano tuti i giorni insomma èro in un fuoco incrociato.comunque passate le elementari arrivo alle medie li riesco a farmi rispettare, mi bocciarono 2 volte nonostante questo la mia autostima sali.un giorno di luglio scorso mentre stavo litigando con mia madre mi confessa candidamente che sono dislessico e mi fa vedere una diagnosi vecchia del 2002 di quando facevo la seconda elementare sulle prime sto zitto e non faccio domande sconvolto da questa scoperta. poi dopo un po prendo coraggio e faccio una ricerca su internet e scopro che la dislessia non come me la spiegata mia madre tipo un handicap ma una caratterstica è che cosi glie ne parlo sclera un po ma alla fine riesco a farla ragionare cosi arriviamo ad oggi tra 2 giorni devo andare a ritirare la nuova diagnosi

  3. sophia scrive:

    che tristezza pensare ce delle persone debbano soffrire così….io sono una docente e di bambini dislessici ne ho incontati molti….ho sempre partecipato con tatto e delicatezza alla loro crescita, li ho accompagnati all’apprendimento cercando di far emergere le loro capacità (ed è proprio vero che spesso i dislessici hanno un’intelligenza al di sopra della media). ma non facile, perchè ancora non ci sono gli strumenti necessari, e soprattutto perchè c’è ancora poca cultura in merito, nonotante ormai se ne parli molto. Ho ncontrato delle collehe veramente ottuse, che afffrontavano le mamme di quei bimbi quasi dicendo che erano degli imbecilli o, nel migliore dei casi, svogliati. Non posso che esprimervi tutti i miei piu’ cari auguri, ve lo dico di vero cuore!

  4. sophia scrive:

    scusatemi per gli errori di battitura del precedente post!

  5. manuela scrive:

    è incredibile come certi esseri umani sono vigliacchi.!!!!!qualcuno mi sa dire come chiamare la difficoltà che nella discalculia ti fa leggere i numeri invertiti!!!

  6. Ele scrive:

    Sono una mamma di un ragazzo con disturbo misto (dislessico, disortografico, disgrafico e discalculico)
    Non si è fatto mancare nulla.
    L’ho aiutato e appoggiato.
    Ha passato e sta passando la scuola come un ‘inferno.
    Ora è in prima superiore, usa il computer della terza elementare ed è visto come un ufo.
    Soprattutto quest’anno.
    Ha avuto delle offese da tutti.
    Ho lottato e sto lottando per fargli finire queste benedette scuole.
    Ho incontrato un’ignoranza e una cattiveria che fa paura.

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Elena, è triste sentire che nel 2017 debbano succedere ancora queste cose. Significa che c’è ancora tanta strada da fare… Un augurio di bene 🙂

  7. Nausica scrive:

    Sto ospitando una ragazza dislessica e anche lei lamenta, oltre alle difficoltà di apprendimento, il fatto di essere vittima di bullismo a scuola. Ho notato che sebbene abbia 14 anni, a volte è un po’ infantile nei comportamenti, quando va in bagno spesso si dimentica di tirare l’acqua o magari non si lava le mani, dopo che finisce di mangiare non lava il suo piatto, ma lo lascia sul lavandino, si relaziona meglio agli adulti che ai suoi coetanei e tende a raccontare a chiunque dettagli poco importanti della sua vita o di quella degli altri come il fatto che il mese scorso ha preso i pidocchi da sua sorella, o che l’altro giorno si è allagato il bagno di casa mia dove sta abitando, o che a volte io rifletto a voce alta. Quando si è allagato il bagno è scoppiata in una risata irrefrenabile come se avesse una crisi di panico. Vorrei sapere se tutto questo ha un nesso con la dislessia.

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno, sinceramente non mi pare che questi suoi atteggiamenti siano direttamente collegati alla dislessia, se non forse come conseguenza di difficoltà che hanno minato la sua autostima…Ma è sicura che abbia diagnosi di dislessia?

    • Nicole scrive:

      Ciao, ho 25 anni e per caso mi sono messa a leggere questo articolo, sono dislessica, lo scoprì una mia insegnate di psicologia quando avevo 15 anni, confermo ciò che ho letto e ringrazio perché non mi capita mai di sentire di essere capita. Ci si fa l abitutdine e ci si rassegna ad essere vista come una rincoglionita.. essere dentro qualcosa che non si riesce ad esprimere fino in fondo. Sto prendendo solo ora consapevolezza di questo, l ho sempre ignorato.. dopo aver passato elementari e medie da incubo, senza sapere perché ero presa di mira da tutti, accumulando un sacco di rabbia, dalle superiori e come se mi fossi trasformata in un altra persona, strafottente e menefreghista, mi sono creata una maschera per difendermi da chi mi circondava .. mi sono sempre sentita sbagliata, ho iniziato a conoscermi soltanto due anni fa, quando sono partita per l australia.. ho finalmente iniziato a volermi bene ed accettare me stessa.. ho sempre avuto un rifiuto mentale riguardo la dislessia, anche perché se lo dico mi sento rispondere “bah se.. pff ” come se fosse nulla ed è stato sempre nulla anche per me! Un niente che ora che ci penso ha sempre influenzato la mia vita.. E ci dovrò convivere per sempre, silenziosamente, come una compagna di viaggio immaginaria che mi fa fare tante tante figure di merda;)

  8. Alessandro scrive:

    Sono un “presunto” e ripeto “presunto” ragazzo Dislessico di 24 anni e non perchè non abbia la diagnosi perchè ce l’ho ma perchè continuo a non fidarmi dei test ma solo delle emozioni e vissuti provati nel tempo.
    Ero a scuola quando non facevo altro che mangiare ed ingerire caramelle a più non posso per evitare il dolore e il dispiacere di non sentirmi partecipe al gruppo.
    Ero il ragazzo più simpatico della scuola, forse della classe per essere più precisi perchè riuscì a trasformare il dolore fortunatamente in simpatia.
    Crescevo e le cose andavano sempre peggio da un punto di vista emotivo ma sempre meglio perchè ero ancora più ignaro della cosa a quell’età fino al punto che mi ritrovai alle scuole medie in un quartiere “Rinomato di Napoli, il Vomero” dove tutti i ragazzi gia di per se erano avvantaggiati per le buone istruzioni locali mentre io provenivo solo dal quartiere sottostante “Soccavo”.
    Ero l’ultimo della classe assieme a Due poveretti ma l’instancabile simpatia non mi lasciava e mi riusciva a far andare avanti in quei contesti.
    Iniziamo tutti a crescere e quando si parlava si Donne fuggivo sempre io, la mia autostima era sotto 0, la realtà della difficoltà iniziava ad uscire fuori. Mi sono sentito oltre che un inutile ciccione anche un inutilissimo Uomo, “all’epoca maschietto” che doveva non fare altro che le valigie ed andr via dal beato Paradiso “Vomero”.
    Da li inizia il calvario, giorni e anni di puro e vero buio, crisi di crescita, crisi adolescenziali, davvero non me ne sapevo uscire. I miei decisero di Mandarmi da un Psicologo, 3 anni di calvario anche li ma sempre consapevole che la problematica “Non fossi io ma mia (dislessia) poi scoperta anni dopo”.
    Passano le crisi, passano i momenti negativi, dopo altri 5 anni di “Psico-Analisi” da me scelta, conobbi la mia Ragazza (adesso separati per ora) Flavia
    Che al suo esame di Maturitá mi chiese di leggerle un brano che avrebbe dovuto portare nei giorni seguenti all’esame di stato.
    Incomincio:
    Primo rigo, secondo Rigo, Mi interrompe (anche lei dislessica) :
    Ale tu sei dislessico, devi fare un test.
    -Dislessico? Cos’è la dislessia?
    Da li incominciai tutte le mie ricerche sulla dislessia fino al punto che allo “scoccare dei 23 anni” non riconobbi la mi Dislessia…
    Tutto questo per dirvi che in primis mi rispecchio molto con tanti “Racconti” e in “secundis” che la Dislessia va seguita in modo attento perchè se così non fosse, il rischio di rimanere indietro in qualsiasi campo è davvero elevato, per non parlare poi della non conoscenza di queste cosa all’epoca dalle mie insegnati e dalla mia famiglia.
    Quindi Signori Cari, state molto attenti e siate molto cordiali con i vs figli in età infantile perchè dietro a qualche svogliatezza ci potrebbe essere qualcos’altro (Non per forza Dislessia) ma è bene che li seguiate.
    Vi abbraccio forte e in Tanti.
    Alessandro.

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