A FARI SPENTI NELLA NOTTE DELLA DISLESSIA

9 Responses

  1. simonetta felli scrive:

    Si è piaciuto anche a me, interessante e avvincente.

  2. alessandra scrive:

    Un film che descrive la dislessia in modo incorretto ….

  3. paola capitanucci scrive:

    Devo contraddirla sul giudizio che lei fa sul metodo Delacato. E’ un metodo scientificamente provato e non una sciocca pratica come lei la descrive.E’ vero che Umberto ha vissuto la terapia suddetta in maniera traumatica, ma il motivo è proprio nel fatto che nessuno fino a 14 anni aveva riconosciuto la sua dislessia. Il disagio che in lui è cresciuto durante il percorso scolastico in cui non riusciva a leggere come gli altri,lo ha reso ostile nei confronti di tutto e di tutti e in particolar modo nei confronti del padre che, anche se con enorme sacrificio e a caro prezzo, ha risolto il suo problema. Questo successo è stato raccontato dal padre, da Umberto e dal Neuropsichiatra infantile Augusto Paris,che ancora lavora e gode della stima dei suoi pazienti, nella trasmissione di Maurizio Costanzo. Se lei avesse letto il libro del padre di Umberto, come ho fatto io, avrebbe capito nella maniera giusta il messaggio del film in questione. Inoltre, avrebbe colto due importantissimi passaggi in cui il protagonista rivela di avere imparato a leggere. E, come succede per tantissimi figli, capisce di essere stato tanto amato, ma soprattutto di amare suo padre soltanto dopo la sua morte. Spero che questo lo abbia reso più libero.

    • Rossella scrive:

      Gentile Paola, conosco bene il metodo Delacato e a mio giudizio non è un metodo adeguato alle recenti ricerche scientifiche sul funzionamento del cervello nei dislessici. Per tutto il resto condivido con lei, tanto è che nel mio libro Le aquile sono nate per volare ho inserito proprio quel brano di Mio figlio non sa leggere di cui parla lei.

  4. paola capitanucci scrive:

    Lei quindi smentisce quello che Ugo Pirro racconta nel suo libro. Si è inventato soltanto una bella favola. A quali recenti ricerche scientifiche si riferisce? La mia attuale esperienza mi ha confermato che ancora la dislessia a scuola non viene riconosciuta. Quando finalmente emerge, soprattutto su sollecitazione dei genitori stanchi di sentirsi dire che il proprio figlio è soltanto uno sfaticato, la risposta è che non c’è niente da fare se non consigliare l’uso del computer che sicuramente facilita il compito, ma non risolve il problema. Io ho un’altra esperienza.

    • Rossella scrive:

      Gentile Paola, io non smentisco l’esperienza di Ugo Pirro, ma bisogna tenere conto che la dislessia viene compensata anche nei casi in cui non viene effettuato nessun intervento riabilitativo. Che non ci sia niente da fare lo dicono le persone ignoranti o gli insegnanti che non vogliono impegnarsi in un lavoro fatto di una didattica a misura di bimbi.

  5. paola capitanucci scrive:

    Gent.ma Rossella,
    E’ la prima volta che mi lascio tentare ad interloquire via e-mail. Sono arrivata a lei perché cercavo un modo per contattare Umberto Pirro.
    . A me piace parlare guardando le persone negli occhi e argomentare in maniera diretta. Avrei tante obiezioni da fare sulla sua teoria che lascia al caso e al tempo la riabilitazione e vorrei mettere in evidenza i rischi che questo comporto. Io parlo a ragion veduta. Sto vivendo questo problema, pratico il famigerato metodo Delacato e le assicuro con soddisfazione. La saluto scusandomi per essermi lasciata andare a contrapposizioni che lasciano il tempo che trovano. Le convinzioni personali sono difficili da rimuovere in maniera teorica e la lascio riproponendomi di leggere il suo libro. Le chiedo un favore. Conosce per caso un indirizzo di posta elettronica di Umberto Pirro? Grazie.

    • Rossella scrive:

      Gentile Paola, mi spiace ma non lo conosco. E’ vero interloquire sul web non è facile. Credo di essere un persona abbastanza aperta e sono comunque felice di sapere che con lei il metodo ha funzionato. Anche io lo conosco di persona, quando tanti anni fa ancora nessuno sapeva cosa fosse e l’ho utilizzato per altre patologie neurologiche. E’ una buona cosa, ma per me non è specifico per la dislessia. Buona vita

  1. febbraio 26, 2012

    […] giorni fa scrivero del film A fari spenti nella notte, dandone un mio giudizio, complessivamente positivo. Subito su Facebook si è accesa la discussione […]

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