CHI HA ORECCHI PER INTENDERE… I DISLESSICI A SCUOLA DOPO LA LEGGE 170

21 Responses

  1. sonia scrive:

    Cara Rossella,
    Mi trovi perfettamente d’ accordo e capisco il tuo sfogo.
    Io mi trovo spesso nella condizione di dover “schiaffare” in faccia ad alcuni insegnanti curricolari le diagnosi dei ragazzi perché mi chiedono di giustificare le misure dispensative o compensative attuate.
    Per non parlare dei casi più gravi, quando magari si rende necessaria una semplificazione delle verifiche o del programma.
    Per assurdo da quest’ anno nella FP si potranno accogliere un massimo di due alunni con DSA e io mi chiedo: e gli altri? E quelli che a forza di girarci intorno a Natale viene fuori che “si in effetti, quando era piccolino…”? Pretenderanno mica che si faccia finta di nulla?
    L’ unica consolazione é che, come esistono colleghi di questo tipo ne esistono altrettanti sensilbili e con la voglia di lavorare insieme per i ragazzi.
    Un caro saluto!

  2. Betty Botturi scrive:

    Cara Rossella,
    anche questa volta concordo con te. Purtroppo la tanto attesa legge 170 sta diventando solo un fatto burocratico, cosa avviene poi nelle scuole..è tutt’altra cosa!
    E’ vero ci sono insegnanti che si mettono in gioco, ma purtroppo in molte scuole c’è ancora molta ignoranza e molta negligenza.
    Grazie.

  3. stefania scrive:

    Cara Rossella,
    mio figlio è in II liceo, diagnosi di luglio 2011 , diciamo che abbiamo vissuto sulla nostra pelle quello hai raccontato.
    E’ vero che ci sono insegnanti sensibili ( pochissimi ! ) , più spesso la scuola pensa di aver assolto il suo compito mettendo agli atti la diagnosi, stendendo pdp scandalosi e concedendo l’uso del pc. Insomma, l’importante è trovare il modo di lavarsene le mani e pararsi il c…..
    Nessuno parla mai del dirigente d’istituto, ma non sarebbe compito del preside tutelare il diritto allo studio degli studenti ?
    Non dovrebbe essere lui/lei, che pretende dagli insegnanti l’applicazione corretta della legge ?

  4. Vinicio Dolfi scrive:

    Credo che la nostra scuola, chi ci lavora e chi la dirige, sia impregnato di una certa ideologia, di una certa filosofia e di una visione del mondo che deriva direttamente dalla nostra struttura sociale (bisognerebbe leggere “Scuola e società” di Jhon Dewej). Tale visione è incompatibile con i problemi di chi è dislessico. Per questo qualunque qualunque legge venga fatta sarà interpretata soltanto in chiave “burocratica” e sarà sabotata dagli operatori di questo delicatissimo e cruciale settore (la scuola). Soltanto quando tale visione, nella maggior parte degli operatori, sarà rovesciata, potrà cambiare la situazione. Quella che è stata definita come la “contraddizione dislessica” può funzionare a tale scopo. Ma non sarà una cosa facile.

  5. Chiara scrive:

    ciao,
    io invece sto incontrando grosse difficoltà con i genitori.. sembra che l’importante sia solo che il figlio/la figlia raggiunga il 6 “politico”, a loro parere garantito dalla diagnosi, e basta.. non importa se non viene messo in condizione di imparare nulla.. quanta amarezza..

    • admin scrive:

      Se la scuola per molti genitori è solo questo è perchè a questo è stata data importanza, e non mi riferisco a lei personalmente, ma alla scuola italiana in generale. E’ chiaro che per un docente che lavora seriamente e una cosa triste!

  6. adriana scrive:

    Salve da ieri abbiamo la relazione medica che mia figlia ha la disgrafia. Comincia il mio cammino, a detta di molti duro, verso la sua scuola, un liceo classico. Quest’anno, al terzo anno, quindi 1° liceo, ha avuto tre debiti: latino, greco ed inglese, guarda caso tre linguaggi! E’ stato un anno scolastico veramente difficile, i docenti l’hanno veramente fatta stressare, lei , una ragazza solare, ha perso il suo sorriso, continui pianti di ritorno a casa, mi marito ed io l’abbiamo supportata in tutto e per tutto, fino alla decisione di sottoporla alle visite neuropsicoterapiche.
    Adesso mi chiedo, ma potremmo fare ricorso contro il responso, a mio avviso veramente ingiusto, che i docenti hanno deliberato? Accetto consigli ne ho bisogno!

    • Rossella Grenci scrive:

      Buongiorno Adriana, innanzitutto una diagnosi di sola disgrafia non può bastare per avere peso sulle decisioni della scuola. Siete sicuri che la ragazza sia solo disgrafica? E difficile trovare delle disgrafie pure, soprattutto fra i ragazzi grandi. Poi bisogna tener presente che seppure la diagnosi bastasse l’avete avuta solo ora, quindi, purtroppo è solo da oggi in poi che le cose potrebbero cambiare…Vi consiglio di entrare in contatto con la sezione dell’Ass. It. Dislessia della vostra provincia per saperne di più.

  7. annamaria scrive:

    Commenterò purtroppo anch’io. Figlio alla 3za liceo scientifico dislessico con disortografia e disnomia. Anche la scuola quest’anno (da 6) ha ribadito il concetto che loro non hanno soldi per poter accogliere questi ragazzi ed ancora io un’altra volta (l’enesima) ho cercato di spiegare che non occorrono sofware, lavagne misteriose e chi sa quant’altro per poter esercitare la didattica da un altro nuovo e stimolante punto di vista. E che ciò passa attraverso l’insegnamento (per tutti gli alunni) della costruzione di mappe mentali, mappe concettuali, dispense offerte dagli insegnanti, almeno da coloro che non seguono il libro perchè la loro lezione è frutto di anni e anni di letture saggistiche (presunzione, pure)….
    Dopo aver fatto una presentazione quasi da PNL, mi sono sentita dire che sono disponibili a farlo scrivere i temi d’italiano al computer ma che più tempo non gli si può dare perchè il loro tempo costa e nessuno glielo paga, che il PDP lo accettano ma che in realtà si può fare poco perchè all’esame di stato comunque le domande sono uguali per tutti: domande aperte e non a multiple choise… quindi tanto vale che il suo percorso didattico sia quello uguale per tutti…. che senso ha fare 8 domande anzichè 2 aperte ad uno studente dislessico quando poi in pratica il ministero non glielo farà al esame di stato? In fondo hanno ragione, però!
    Bene, mi rivolgo al Provveditorato agli Studi, mi confermano che purtroppo l’approccio è così un pò ovunque quindi….. non ha senso cambiare scuola (mi era stato suggerito dalla preside un pedagogico o un istituto tecnico ma “non volevo dire questo!”). Suggerisco al Provv agli Studi che ne pensassero di farlo rendere da privatista preparandolo a casa o da qualche parte tipo CEPU… guardata come se fosse una aliena!! Mio figlio studia assieme a me, scarico mappe concettuali, creo mappe mentali assieme a lui mentre leggo testi (pagine e pagine), lo mando da due insegnanti (latino e matematica) che lo abituano alla regolarità e con loro studia (non ha bisogno ma lo fa sentire più sicuro), è quasi madre lingua inglese (ha raggiunto la certificazione prof di Cambridge) è un ragazo impegnato nello sport a livello agonistico con ottimi risultati (ha rappresentato l’Italia agli europei), impeganto nel sociale, ma…. a italiano e latino ha 5 ed al resto delle materie ha 7… media che non li consentirà di aspirare ad una università anglossasone di prestigio perchè la loro ammissione è legata al nostro voto di maturità…..Vi chiederete perchè non studiera’ in Italia? Vi rispondo: anche presso le più famose università americane e inglesi ci sono interi corsi dedicati ai soli dislessici, perchè la percentuale di dislessici rappresenta il 30 per cento della loro popolazione studentesca. In Italia il diritto allo studio per i ragazzi dislessici è solo scritto nella 170. Siamo indietro anni luce.

  8. erika scrive:

    salve, mia figlia e stata diagnosticata con disturbo borderline. adesso con grande difficoltà è arrivata nella 5 di un istituto tecnico. vorrei sapere come verrà valutata al esame di maturità ?? come gli altri ??? disturbo borderline entra nella legge 170 ?grazie

    • Rossella Grenci scrive:

      All’esame di maturità dovranno sicuramente tenerne conto, ma dipende molto da quando ha avuto la diagnosi e cosa hanno fatto fino ad oggi i professori per applicare la legge 170, cioè se hanno stilato un Piano Didattico Personalizzato…

  9. Mat scrive:

    Quando leggo di tutte le brutte esperienze vissute dai ragazzi nelle nostre scuole mi sento a disagio. Io, come insegnante, faccio del mio meglio, come pure moltissimi miei colleghi, pero’ ci sono delle ”teste dure” che non vogliono capire, che non hanno
    mai dimostrato interesse verso quegli alunni che si discostano un po’ dalla media. Ho colleghi meravigliosi, e altri che sembrano non capire. Il problema, secondo me, è che la legge 170 e le relative Linee Guida sono state trasmesse come mera circolare, invece che enfatizzate come ”evento didattico straordinario”. Molti docenti non hanno mai fatto un corso sui DSA, nè letto le Linee Guida. C’è molta ignoranza e l’unico strumento è il PDP!!!

    • rossella grenci scrive:

      In realtà la legge è legge, e legalmente è cosa diversa da una circolare. Se ci sono docenti che non la applicano è grave, perchè la legge, di per sè, non ammette ignoranza!

      • alex scrive:

        Salve! Io sono sia una mamma di dsa sia un’insegnante. 10 anni sostegno e 13 sulla classe, tra scuola dell’infanzia e primaria. Mio figlio è stato certificato alle elementari. Ora è alla secondaria di secondo grado. Proprio per il mio tipo di lavoro ho sempre cercato di essere collaborativa con gli insegnanti, soprattutto con i “professori”, che spesso hanno ammesso di fronte a me di non essere assolutamente preparati e competenti sui dsa. Ho visto i risultati, in negativo, sulla salute fisica e psichica di mio figlio. Ma lui, testardo, continua a voler fare quel percorso di studi. Sono stata offesa, dileggiata da taluni membri del corpo docente; nonostante non siano stati forniti a mio figlio dispensativi e compensativi e non sia stato rispettato il pdp, il tutto fatto presente alla referente dsa ed alla dirigente, proprio su pressione di quest’ultima l’anno scorso mio figlio è stato bocciato. Ho, in ordine, pagato per 3 ricorsi: autotutela, tar, consiglio di stato. Ma con delle sentenze che hanno fatto drizzare i capelli in capo a me, all’avvocato e a chiunque ne sia venuto a conoscenza, hanno tutelato alla grande i professori ignoranti e la preside che ora si gode la ‘meritata’ pensione. Ho segnalato il tutto alla magistratura, ma dopo essermi sentita dare ragione (a voce, come sempre) da brigadieri e assistenti sociali, non ho più saputo nulla…Mio figlio ha perso un anno di vita, la famiglia soldi (come se non bastassero tutte le spese che sosteniamo per pc, corsi, ripetizioni…) e un’ampia ala di fegato…e quando parlo con alcuni “professori illuminati” mi si dice che è colpa mia:” se la scuola non è pronta per accogliere i dsa sei tu che sbagli a volerlo lasciare lì…devi cambiargli scuola e mandarlo dove sono più attrezzati –più insegnanti di sostegno che sensibilizzano i curricolari- e comunque ora lui l’obbligo scolastico l’ha finito e nessuno ha più obblighi verso di lui…fagli fare un corso di formazione…”. E quando parlo con altri genitori non mi sembra che le cose vadano meglio…bes e dsa i “professori” con la P maiuscola non li vogliono…e io fallisco 2 volte: come mamma non sono stata capace di tutelare mio figlio e come insegnante devo continuare ad illudere i miei alunni che veramente possono fare ciò che vogliono nella loro vita? Anch’io ero convinta che la legge fosse la legge….lei sa dirmi a chi si debbono denunciare le gravi mancanze degli insegnanti?

  10. Giuliana scrive:

    Salve sono una mamma di un ragazzo Dsa affetto da bordline con disturbi tic ,e comportamenti ossessivi compulsivi,lui frequenta il 1 superiore tecnico tecnologico programmatore informatico ,mio figlio ha la legge 104 e ha 12 ore di sostegno per il momento,sto cercando di fare ricorso al TAR per aumentare le ore cioè a 18 , intanto volevo chiedere se pensa che questa richiesta verrà accettata. In piu nell’ultimo Glh alcuni professori mi hanno detto esplicitamente in faccia se fosse il caso che il ragazzo poteva cambiare scuola avendo gravi problemi di matematica e fisica matematica, io gli ho risposto che da mamma non avrei mai attappato le ali a mio figlio, in più c’è un grandissimo insegnante che non ha firmato il piano di mio figlio e nelle verifiche lui dice di attenersi ai piani ministeriali tutto questo è possibile? Vorrei dei consigli grazie

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno, non saprei per il Tar, di sicuro gli insegnanti devono attenersi al GHL, per cui bisogna fare e rispettare un piano didattico individualizzato.

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