CHE FINE HA FATTO IL MIO e-BOOK?

5 Responses

  1. nunzia scrive:

    Ciao, sono un’insegnante di sostegno, seguo da tempo il tuo blog che mi ha dato ottimi spunti per il mio lavoro. In passato ho letto il tuo libro “le aquile sono nate per volare” che ho trovato molto interessante e utile per comprendere la dislessia. Qualche giorno fa ho letto alcuni articoli sui “disturbi dell’apprendimento” pubblicati dall’associazione “pensare oltre”che mi hanno fatto sorgere dei dubbi riguardo alle cause della dislessia e alle metodologie di intervento. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi..questo è il documento
    http://www.pensareoltre.org/images/come_pensare_oltre/Biondetti_Alla%20ricerca%20del%20principio%20alfabetico_2011.pdf
    un caro saluto
    nunzia

  2. nunzia scrive:

    nel documento pubblicato si lega l’insorgenza della dislessia al metodo utilizzato oggi nella maggior parte delle scuole per l’apprendimento della lettura e della scrittura. Nello specifico si parla del metodo globale, e si sottolinea come oggi nelle nostre scuole viene data poca attenzione all’aspetto fonologico. .” l’insegnamento a memorizzare le parole attraverso le loro configurazioni visive, una volta che è diventato un automatismo, crea un blocco rispetto alla fonetica e all’ automatismo nella decodifica..”Inoltre sempre in questo documento si punta il dito su tutti i test che vengono somministrati per diagnosticare il disturbo che a questo punto disturbo non è ma è il frutto di una metodologia sbagliata.

    • Rossella Grenci scrive:

      Ok, ma ci se così fosse basterebbe poco per recuperare i misfatti della scuola, e invece non è così. Così come un bambino che è dislessico impara in qualsiasi modo gli venga presentata la lettura, metodo globale, fonologico o misto, il dislessico, ahimè, non impara facilemente. E’ chiaro che il metodo è importantissimo per non aggravare ulterioremente il disturbo, sicuramente un dislessico apprende prima e meglio con un metodo di tipo fono-sillabico. Spero di aver risposto al tuo quesito.

  1. agosto 27, 2012

    […] un breve post con un esempio di gioco. Per saperne di più potete leggere qualcosa sul mio blog Rossella Grenci e l’ […]

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