DISLESSIA, INGLESE ED ESAMI DI STATO SECONDO LA LEGGE 170

7 Responses

  1. Daniele Chiarelli scrive:

    Gentile Rossella, seguo con attenzione la normativa sulla dislessia e dintorni. Mi permetto di esprimere un personalissimo parere che spero non venga frainteso. Il diritto allo studio e alla formazione – istruzione dei ragazzi con problemi di DSA è affrontato malissimo nel sistema scolastico italiano. Invece di elementi di flessibilità del sistema (percorsi davvero individualizzati, possibilità di scelta delle materie, ecc., come negli altri paesi civili) si danno complicate e astruse indicazioni che sostanzialmente devono consentire di arrivare al diploma (il famoso valore legale del titolo di studio). Negli istituti tecnici (spesso frequentati da ragazzi con DSA) abbondano e sono professionalmente decisive materie come matematica, elettronica, topografia, costruzioni, informatica, ecc. ecc. che indicazioni arrivano? Privilegiare l’orale sullo scritto, semplificare e ridurre i quesiti e simili. Ma qualcuno ha mai fatto un rilievo topografico orale? Qualcuno ha mai impostato due righe di programma a voce? Spiace dirlo, ma tutto ciò si traduce in un danno per i ragazzi, in un firewall di carta dietro cui la scuola si nasconde parandosi dai ricorsi… Chissà quando le associazioni dei genitori e dei docenti riusciranno a fare la richiesta giusta: flessibilità dei percorsi, eliminazione del valore legale del titolo di studio, certificazione delle competenze e non diplomificio. Tutto ciò, ovviamente, vale per tutti, indipendentemente dai DSA. Grazie per la possibilità del commento e buon lavoro.

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Daniele, sono perfettamente d’accordo con lei. La prima cosa è il buon senso e il buon senso fa capire chiaramente che ci sono situazioni particolari legate al piano di studi di una Scuola Superiore o di una un’Università. Questi ragazzi possono fare molto, ma è necessario mettersi nei loro panni per essere in grado di aiutarli ad apprendere.

  2. Gianni scrive:

    E non dimentichiamoci che ci sono ragazzi con DSA educati e maleducati, seri e sciocchi, sinceri e furbi, intelligenti e meno intelligenti, prorpio come tutti gli altri ragazzi, ma c’è che vorrebbe che fossero considerati tutti come educati, seri, sinceri e intelligenti. Anche tra i DSA va fatta una valutazione da caso a caso, e quando il caso è di ragazzi maleducati, sciocchi, furbi e poco intelligenti, non nascondiamo la verità dietro una diagnosi.

  3. Maria Grazia Rossolini scrive:

    Mio figlio studente universitario dislessico.Ultimo esame Inglese.Il professore gli ha chiesto come argomento di esame di portargli il riassunto di un libro naturalmente scritto in inglese ed esporglielo! Vorrei sapere se come dislessico avendo grosse difficoltà con la lingua straniera abbia la facoltà di essere esonerato! Premetto che tutti gli esami che ha dato di solito hanno avuto una media di 26/27 In attesa di un Vs.riscontro porgo distinti saluti. Maria Grazia Rossolini.

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Maria Grazie, per l’Università le cose non sono chiare come per le altre scuole. Per quello che conosco credo che il ragazzo avrebbe dovuto mettersi d’accordo con il professore prima dell’esame, non per essere esoneraro, ma per trovare una modalità di verifica a lui confacente.

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