LA MIA ESPERIENZA DI PROFESSIONISTA ESPERTA SUI DSA

6 Responses

  1. Laura Lasagna scrive:

    Gent.ma sig.ra Grenci

    Sono una pedagogista e da 25 anni mi occupo di disturbi dell’apprendimento in una struttura privata, in collaborazione con il presidente dell’Aid sezione di Cuneo.
    Intanto mi preme sottolineare che la figura del pedagogista non e’ nuova in questo campo ma, al massimo, rara.
    Il nostro corso di laurea prevedeva esami sull’apprendimento ed i suoi disturbi, metodi e strategie, didattica, ecc.
    Prima di iniziare la mia professione in autonomia, ho insegnato in ogni ordine e grado scolastico come supplente per alcuni anni.
    Mi preme sottolineare che la mia figura non e’ prevista nel percorso di diagnosi ma nel successivo percorso di riabilitazione, potenziamento e accompagnamento del soggetto dsa , della famiglia e degli insegnanti, dai quali mi sento sempre bene accolta in quanto competente sulla didattica e sulle strategie compensative proposte, maturate nel tempo con esperienza e professionalità.
    Personalmente il mio lavoro mi appaga sia professionalmente che economicamente.
    Partecipando, anche io a mie spese, a vari congressi in tutta Italia, mi e’ capitato di acquistare libri molto interessanti e utili, pur notando un po’ di pubblicazioni a mio avviso inutili….che non ho ovviamente acquistato (esiste la libertà di stampa e di acquisto).
    Sono d’accordo con lei se il discorso si rivolge alle facili pubblicazioni giornalistiche o televisive, le quali offrono spesso informazioni errate o frammentarie.
    Sono dell’avviso che nel nostro campo ci sia spazio per ogni professionista che sappia mantenere i confini della propria professionalità per cui e’ stata formata e non si “allarghi” a competenze non proprie ma ritengo anche che occorra documentarsi prima di scrivere che una professione non sia idonea a svolgere un certo tipo di lavoro.
    Sono comunque disponibile ad un libero confronto
    Laura Lasagna

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Laura, innanzitutto benvenuta! Quello che volevo dire è che il pedagogista clinico, in confronto alle altre professioni, è stato quello che è arrivato dopo ai DSA, perlomeno in Italia. Ma non voglio fare polemica, soprattutto non ho scritto che non è figura idonea. Mi spiace se si è potuto intendere questo. Buon lavoro!

      • Laura Lasagna scrive:

        Ci mancherebbe, era solo uno scambio di opinioni, mi premeva soltanto far emergere un altro punto di vista sulla questione. Buon lavoro anche a lei!

  2. veronica scrive:

    Mi scusi se la disturbo per questo …ma credo che la cosa migliore sia capire e apprendere da gente con una esperienza come la sua anziché navigare a fondo cieco nel web. La ringrazio

  3. ro' scrive:

    Gentile sig.ra Grenci,
    non sono logopedista, ma sulla base della mia formazione, dei corsi universitari, della docenza universitaria in qualità di cultore della materia in Logopedia nel Corso di Laurea per la formazione delle insegnanti di sostegno, dei 15 anni di esperienza nel campo, ma soprattutto sulla base dei risultati significativi ottenuti nel trattamento risolutivo dei DSA (e non solo) il mio titolo di dottore in lettere si inserisce, legittimamente, all’interno di un confronto interdisciplinare e metodologico innovativo che si avvale della mia competenza. Per la passione, l’impegno e la serieta’ profuse nel mio lavoro a detta di chi mi ha conosciuta, le dico che, nella mia vita non potrei fare altro! Cordialità, R.N.

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