TESTIMONIANZE

Da quando ho aperto il blog (Maggio 2009) ci sono stati tanti dislessici e genitori di dislessici che mi hanno lasciato le loro testimonianze e storie. Alcune le trovate già pubblicate e sono molto utili a tutti per aiutare a comprendere.

Così a distanza di più di un anno ho deciso di creare questa sezione.

Se sei un dislessico e vuoi raccontare la tua storia, puoi scriverla come commento e io provvederò a pubblicarla (a mia discrezione). La stessa cosa vale per i genitori di dislessici o per i docenti che abbiano avuto a che fare con persone dislessiche. Se questi ultimi volessero raccontare la loro esperienza didattica o se hanno sviluppato delle buone pratiche utili per tutti, fanno cosa molto gradita!

I commenti che riterrò idonei saranno pubblicati sotto forma di articoli e, nel caso di persone o familiari di dislessici che gradiscono la privacy, non pubblicherò mai i loro dati personali, se non quelli da loro stessi raccontati.

Dalla mia esperienza (come mamma, logopedista e ora anche blogger) ho potuto notare che raccontarsi e/o leggere testimonianze simili può aiutare a sentirsi meno soli, a trovare nuovi spunti per andare avanti. 

Questo soprattutto nel caso della dislessia, argomento fino ad oggi rimasto in penombra, ma che speriamo esca sempre più allo scoperto dopo l’approvazione della nuova legge.

245 Responses

  1. Serena scrive:

    Ciao Rossella, ho una bimba dislessica di 10 anni , non sò se io o il papà siamo dislessici, abbiamo dei sospetti.Mio marito non legge bene ma ha una memoria di ferro,io invece leggo moltissimo .A scuola però facevo fatica, perchè studiavo,ma poi in classe facevo scena muta, non ricordavo piu’ niente.Con la matematica, la geometria e la tecnica un disastro,ero la preoccupazione del professore, facevo diventare le cose piu’ semplici complicatissime, infatti in seconda media sono stata bocciata, avevo le tre materie di matematica gravemente insufficiente e scienze non sufficiente, anche se studiavo tantissimo.Con mia figlia ho un’insegnante che la segue in matematica , geometria ,grammatica perchè io le complico tutto.Mi sono accorta che qualcosa non andava dalla prima elementare, ho iniziato subito a portarla a ripetizione , ma a metà anno le maestre non si spiegavano cosa c’era.Così ho iniziato a portarla per tre volte la settimana a fare logopedia privatamente(anche se non potevamo permettercelo, ma abbiamo fatto sacrifici), a fine anno le maestre non erano contente. Quando l’Ulss mi ha chiamato per vedere mia figlia ho sospeso la logopedia privata e ho iniziato con l’ulss, sono stata felicissima.Come l’hanno vista mi hanno detto che era dislessica, leggermente disgrafica.Hanno iniziato la riabilitazione per due volte la settimana. Le insegnanti , non erano contente, sono stata insultata ,mi hanno detto che mia figlia non arriverà mai.Poi abbiamo scoperto che si era ammalata del piccolo male(epilessia), quando l’ho detto alle insegnanti mi hanno risposto che siamo tutti epilettici. Non sò che diritto hanno di dare sentenze, volevo far bocciare la bambina perchè non ne potevo piu’.Poi invece il distretto mi ha consigliato di cambiare scuola e così abbiamo fatto.Il cambiamento è stato positivo,mia figlia è guarita, le hanno tolto il farmaco ed è migliorata, segue la classe e in italiano, grammatica,storia , geografia segue il programma della classe, le verifiche sono uguali della classe, in matematica, scienze e inglese ha le verifiche a crocette , seguono le direttive A.I.D.Ora sono tranquilla.Ho trovato insegnanti diverse , che amano il loro lavoro e portano avanti i meno bravi , perchè cara Rossella è troppo facile lavorare con i bravi, le insegnanti qualificate portano avanti tutta la classe, non solo i bravi.
    La mia preoccupazione è per il prossimo anno, mia figlia vuole tornare nel nostro paese a scuola, prossimo anno andrà alle medie,spero di non ricominciare a soffrire.Scusami se ci sono errori , se vuoi pubblicarlo fà pure, correggilo se vuoi.Ciao e grazie .Sono felice che ci dai la possilbilità di sfogarci e di sentire altre storie simili alle nostre.Baci da Serena.

    • admin scrive:

      Intanto è la prima testimonianza della nuova sezione, la lascio tra i commenti e ti ringrazio. Auguri per il futuro!

    • piera scrive:

      Scrivo la mia testimonianza per rassicurare chi è vicino alla dislessia.
      In prima elementare mi è stato riscontrato il problema della dislessia, non avevo alcun problema nella lettura ma non distinguevo alcuni suoni o forme delle lettere (mi parevano uguali) es la C con G e la D con B e per questo sbagliavo a scrivere e avevo anche problemi nel ragionamento logico.
      Alle elementari anche se venivo isolata dalle maestre, le quale avevo soltanto avvisato i miei dicendo che ero “stupida” incapace di imparare a contare bene e scrivere correttamente, i miei genitori mi hanno fatto fare vari esami, tra cui il test di intelligenza, perché a quel tempo si conosceva poco sull’argomento. Risultai essere molto intelligente, con molta memoria e un ottimo spirito di osservazione visiva per forme e figure, da qui iniziò il mio percorso.
      Incontrai (dopo averne conosciute alcune che mi facevano soltanto disegnare o fare righe dritte sui fogli, facendomi sentire parecchio fuori luogo e stupida) una brava logopedista, mi insegnò a riconoscere il suono tramite il gioco e la lettura, e soprattutto fu in grado di darmi autostima.
      Successivamente durante il liceo non ebbi alcun tipo di problema in nessuna materia, avevo bei voti sia in italiano, sia in fisica, in chimica e in matematica. OVVIO Il ragionamento logico è arrivato con il tempo, ho dovuto mettere forse più impegno degli altri nei primi due anni del liceo per comprendere fisica e matematica, ma dalla terza in poi è stato sempre tutto più facile. Idem per inglese, dove bisogna studiare bene il suono delle lettere, molto diverse da quelle italiane. Gli otto iniziavano ad arrivare sempre più facilmente e sapevo di aver consolidato un mio metodo di studio.
      Che dire di altro? Mi sono diplomata al liceo e ora studio per il test d’ingresso all’università.
      Ho sempre creduto che la prima cosa che bisogna insegnare a un bambino dislessico e l’autostima, arrivata quella si comprendono molte cose e nulla sembra irraggiungibile.
      Ps ( non ho mai avuto l’insegnante di sostegno, me la sono sempre cavata da sola, studiando e correggendomi strada facendo, ovvio i casi di dislessia più gravi hanno bisogno di una figura di sostegno, ma chi può farcela da solo deve essere spronato, non adagiarsi e pensare che ci sarà sempre un aiuto dietro).

      • rossella grenci scrive:

        Grazie Piera per avercelo raccontato e augurissimi per il tuo futuro!

      • rodica scrive:

        Ho una figlia di 16 anni che va alle superiore va benino a tutto a parte la matematica e dritto che i crea tanti problemi ma quella che a creato sempre problemi e matematica sono anni che ha una insegniate privata che dice che e brava ma a scola ha sempre probleme . Ora sia scoperto che sua sorella e dislessica e possibile che anche Anna e.Si po sapere qualcosa

        • rossella grenci scrive:

          Certo Rodica, potrebbe essere anche lei, puoi fare comunque i test per accertarlo!

          • gabriel scrive:

            Ciao sono Gabriel ,ho 14 anni ho scoperto dai professori di essere dislessico ma non ho fatto nessun esame,vorrei sapere cosa si fa nella visita , io ho una caligrafia pessima e vedo le lettere da lontano doppie mi sembrano uguali le lettere b e d …spero mi rispondete a presto.

          • rossella grenci scrive:

            Ciao Gabriel, nella visita farai diversi test per verificare la scrittura, le lettura, il calcolo, la memoria, l’attenzione… tranquillo, non dovrai avere un voto ma verificare se ci sono difficoltà e come potrai essere aiutato!

      • Marietta scrive:

        Bravissima

  2. luisa scrive:

    cara ro.mio figlio ha 13 anni e sta ripetendo la 2° media. Alla fine della 2° element. sbagliava a scrivere il suo cognome ma per le sue maestre era solo svogliato pelandrone viziato e chi oiù ne ha ne metta!! volevo cambiare scuola ma la direttrice delle ist. dove pensavo di mandarlo mi ha sconsigliato suggerendomi che poteva trattarsi di dislessia. L ho portatato alla asl ed ed ho avuto conferma. Purtroppo x non farlo sentire malato nn ho approfittato della competenza dell ospedale gaslinima mi sn rivolta al centro Reul.,però avevano troppi utenti e poco personale così dopo 10 sedute ci hanno liquidati. Non ne faccio una colpa: Nessuno ci ha suggerito la logopedia. Ha finito la 5° che nn sapeva ne leggere ne scrivere ne tantomeno studiare,e le sue maestre han detto che per loro il ragazzo nn era dislessico ma solo svogliato(nonostante i test e le certificazioni Reul e ASL!!!! Alle medie si è visto capito ed incoraggiato e la 1° l ha passata,ma intanto il muro che si era costruito tra lui e la scuola si è ispessito ed in 2°,davanti alle lacune che comunque ha si è arreso. Come ho detto sta ripetendo ma le cose nn vanno tanto meglio,il primo mese ha preso circa 12 note sul diario xkè nn scriveva i compiti e di conseguenza nn li faceva. Sta andando da una psicologa che lo aiuta a reintrodursi nella realtà scolastica dalla quale si stava estraniando(e nn scrivere i compiti era un chiaro sintomo!). Purtroppo o per fortuna è molto vivace,intelligente ma ormai si è costruito la fama del Giamburrasca(è pure rosso di capelli)quindi ora,dato ke viene seguito nei compiti a casa da un educatore,le note sn salite a 19!! per il comportamento troppo vivace.. Non so come andrà e quante volte dovrà ripetere prima di finire lemedie. Spero che maturi quel tanto da capire qual è la retta via.Grazie per lo sfogo. Luisa

    • admin scrive:

      Ciao Luisa, quanti luoghi comuni nella tua storia, purtroppo. E come sempre sento una mamma che ha capito suo figlio, molto più degli insegnanti. Credo che tu stia facendo tutto il possibile per lui, per il resto bisogna attendere più che la sua maturazione, la maturazione dei docenti!!! Continua a sostenere tuo figlio e il suo futuro, anche se pieno di ostacoli, sarà migliore!

      • silvia scrive:

        Salve, sono una ragazza di 24 anni dislessica pura, disortografica, disgrafica e con problemi pure di discalculia. Mia mamma dopo aver sentito questa diagnosi, si è davvero spaventata, le avevano detto che non sarei mai riuscita a leggere. I segnali, che fecero capire a mia mamma che qualcosa non andava, erano tanti: non si capiva nulla di quello che dicevo, scrivevo all’incontrario, non riuscivo a leggere l’orologio, ad’allacciarmi le scarpe, confondevo la destra con la sinistra ecc. Purtroppo, ho avuto una vita scolastica turbolenta, mi hanno affiancato un insegnante di sostegno alle elementari, le insegnanti mi chiamavano handicappata davanti ai mie compagni, che si divertivano a sediziarmi: mi picchiavano(mi hanno anche buttato giù dalle scale), ritornavo a casa piena di lividi, mi sfottevano, nessuno voleva giocare con me. Nell’ora di ginnastica, nessuno mi voleva in squadra. E come se non bastasse, i genitori dei mie compagni, chiesero che io me ne andassi da quella classe, perchè essendo handicappata, distraevo tutti i loro figli dall’apprendimento. Mia mamma, cercò in tutti i modi di farmi cambiare scuola, ma la preside si opponeva, quindi passai in quella terribile scuola 5 anni di torture. Una volta, mi difesi; un bambino cercò di picchiarmi, e io gli graffiai la faccia, mi mandarono dritta in presidenza. Tutti i giorni uscivo prima da scuola, andavo in un centro per bambini con problemi, li non facevo nulla, anzi, le logopediste che mi seguivano, non sapevano nemmeno cosa avessi, pensavano fossi ritardata, infatti mi davano della handicappata in mia presenza. Chiesi a mia mamma, di non mandarmi più in quel posto orribile, e lei per fortuna accondiscendette. A scuola, la maggior parte delle ore, le passavo nell’auletta degli handicappati, insieme a bambini con la sindrome di down, secondo i miei insegnanti non mi meritavo di imparare niente. Ho sempre imparato da sola, visto questa chiusura del mondo scolastico nei miei confronti, mi prendevo dei libri e studiavo da me : quanti libri ho letto (si ho detto letto, perchè nel giro di un mese di sforzi, leggevo alla perfezione) in quel periodo: cuore, il piccolo principe ecc. robe che i miei compagni delle elementari si sognavano. Andavo bene a scuola, tutti buoni, distinto e ottimo, nonostante tutto. Sapevo fare dei ritratti alle persone perfetti, li conservo ancora, e non sembrano fatti da una bambina di 9 anni. Alle medie, per fortuna non ho più l’insegnante di sostegno, però ancora tutti mi evitano, e mi sfottono. Ancora prendo bei voti, tutti buoni e distinto, a parte nei temi dove prendevo sempre l’insufficenza lieve, ma comunque mi riuscivo a sollevare anche in italiano, perchè poi nelle comprensioni del testo e in grammatica prendevo sempre ottimo. Nonostante i mie buoni voti, per 2 volte cercarono di bocciarmi, per problemi relazionari. In terza media, alla scelta della scuola superiore, mi consigliarono di lasciare la scuola, e di fare un corso per diventare vetraia. Ma io che sono sempre stata caparbia, me ne sono fregata e mi sono iscritta al liceo artistico, andando però contro la mia volontà, infatti volevo fare lo scientifico per poi prendere medicina, ma pensavo che per me fosse troppo difficile(nonostante in matematica e scienze avessi ottimo) . Al liceo le cose sono andate molto meglio, non avevo amici veri, però uscivo ogni tanto e nessuno mi prendeva in giro, anzi ero stata accettata, anche con i professori mi sono trovata bene. Purtroppo, avendo difficoltà nel parlato, relazionarmi per me è sempre stata un’impresa, oltretutto i dislessici gravi, hanno anche sempre un aspetto infantile e spaesato, che ci impedisce di essere presi sul serio dalla gente. Arriva il momento di iscriversi all’università, non avevo mai avuto dubbi, che mi sarei iscritta, però in quale facoltà, fi da bambina avrei voluto tanto fare il medico, ma avevo fatto l’artistico… e il test d’ingresso mamma mia, non lo avrei mai passato. Quindi da brava stupida, mi sono iscritta a farmacia. Gli esami li passo molto facilmente, anzi mi accorgo che i miei colleghi non dislessici gravi e usciti dallo scientifico, non se la cavano molto bene come me. Quindi incomincia a rinascere in me la voglia di fare medicina, ma ormai al terzo anno, penso che mi conviene laurearmi prima li. Ancora non ho amici, solo conoscenze superficiali, anche perchè, la mia parlantina è tutt’altro che fluente, e inoltre ogni volta che invio un messaggio, subito mi becco dell’analfabeta che passa gli esami perchè raccomandata, i più cafoni mi danno della minorata mentale. Avevo facebook, me lo sono tolto perchè ricevevo messaggi minatori, di miei compagni universitari, che mi sfottevano per i miei errori ortografici,per come parlavo e per la mia area spaesata. Mi hanno fatto anche molti scherzi, alcuni molto pesanti, anche perchè alcuni avevano scoperto che ero dislessica. Mi hanno incoronata regina delle deficinti di farmacia su facebbok, mi hanno fatto ritrovare la mia sciarpa piena di sostanze chimiche (argento nitrato, impossibile da togliere) ecc. la lista è lunghissima. Ora mi manca un’esame alla laurea, e quest’anno ho tentato finalmente il test di medicina( non passato per pochi punti), l’hanno prossimo lo ritenterò nuovamente (devo togliermi questo sfizio), però senza applicare le nuove leggi per i dislessici, perchè ho fatto sempre da sola, e perchè non mi conviene farmi dei nemici anticipatamente, un dislessico dichiarato viene distrutto fidatevi, sopratutto, se ha a che fare con gente ignorante, che pensa che dici che sei dislessico per impitosire, e per farti aiutare( per loro imbrogliare). Non ho certo avuto esperienze positive, anzi il mio racconto è surreale, non penso che mi crederete. Anche in ambito lavorativo, i dislessici trovano dei muri: sono entrata a lavorare in ambito scolastico come insegnante (mentre frequentavo l’università) solo perchè mia mamma è insegnante. Poi ho fatto solo qualche lavoretto, ma poco perchè con la mia aria da svampita è difficile, sopratutto in questo periodo in cui fanno fatica tutti. Il fidanzato non lo ho, nessuna relazione, solo qualche corteggiatore e nessun amico vero, anche se pratico sport quotidiatamente, e quindi frequentando altri ambienti. Molte cose le ho saltate, in realtà la mia storia è ancora più tragica. Ho scritto questo post, perchè non sempre è facile capire come vive un dislessico grave, di solito oltretutto ci si ferma solo all’ambito scolastico, dimenticandosi che un dislessico incontra muri in tutti i campi della vita quotidiana, non perchè abbia dei veri problemi, ma perchè la gente è ignorante.

        • patrizia scrive:

          ciao Sivia ho letto tuo acconto e mi meraviglio la forza che hai avuto ,hai incontrato tanta gente ignorante sulla tua strada ,io ho un figlio dislessico di 8 anni ,anche noi in prima elementare abbiamo trovato delle maestre molto ignoranti che pensavano che mio figlio avesse problemi piscologici ,per farla breve ho cambiato scuola ed ora stiamo benissimo.ciao e grazie per il tuo racconto che ci dara’ forza

        • Vy scrive:

          Anch’io sono rimasta colpita dalla tua storia. Di dislessia non se ne parla mai abbastanza e purtroppo nel nostro paese sembra che ogni persona che puo’ essere considerata diversa viene lasciata a se stessa. Mi dispiace tanto che non ci siano stati molti adulti con una mentalita’ piu’ aperta intorno a te. Sono sicura che chi leggera il tuo post si sentira’ ispirato e avra’ piu’ voglia di affrontare il mondo, per quanto brutto a volte sia. Spero che grazie a questo forum tu abbia anche trovato persone su cui contare =) grazie per aver condiviso la tua storia!

        • cynthia scrive:

          ciao Silvia; ho un bimbo di 10 anni anche lui un dislessico puro, ho il terrore che venga presso di mira dei bulli alle medie, a lui piace giocare e il suo unico pensiero , quando invitiamo i suoi amichetti a casa nostra vedo la differenza che ce nel comportamento, anche se da un po ho notato che i suoi gusti cominciano a cambiare,e buono troppo inocente e non ha malizia, se fida troppo del mondo ed e molto sensibile e leale e per questo ho paura che qualcuno senne approfitti. io lo consiglio, cerco di farle capire ma non sono mai sicura se capisce o no , la logopedista mi dice che ci vuole tempo per migliorare ,ma quanto; a scuola lui si impegna tantissimo, le maestre lo aiutanno,ma lui non dimostra tanto interesse per l’studio, anche se prende buoni voti, le maestre assieme alla logopedista sono favorevoli a farlo ripetere la 5 io sono un po’ combattuta perché lui questa cosa non la prenderà molto bene ma chissà se e la cosa giusta?..
          mi piace leggere che comunque tu sei riuscita a farti una carriera…anch’io voglio che mio figlio faccia ciò che desidera e ci riesca, so che non sarà facile.

        • Cristina Tarquini scrive:

          Ciao Silvia, sono insegnante da poco, ed ho quasi ultimato un master sui Disturbi Specifici di Apprendimento, iniziativa che il MIUR porta avanti in base a quanto previsto dalla Legga 170. Volevo dirti che ti abbraccio forte forte 🙂 e che ho scelto di utilizzare la tua testimonianza per aprire la mia Tesi di Master: vorrei che tanti, magari tutti, gli insegnanti capissero quanti danni e crudeltà si possono compiere, a causa dell’ignoranza e della superficialità. Ti ringrazio tanto per la tua testimonianza, anche se leggerla mi ha fatto male, ma è arrivata dritta al cuore. Ti faccio gli auguri più belli per ciò che desideri! Con affetto <3 Cristina

          • sara scrive:

            menomale che il miur sta facendo questi corsi e che ci sono insgnanti che si stanno formando e anno voglia di capire noi e il nostro mondo. ancora troppe maestre e professori non sanno come conportasi e non trattano i ragazzi nel modo giusto, la strada e lunga ma forse cualcosa si sta muovendo. Benissimo! 😀 abiamo bisogno di voi!! con un buon insegnate nessun bambino e perduto !!

  3. zanonadriana scrive:

    ciao mi chiamo adriana ricordo che già all’asilo avevo dei problemi di relazionarmi con gli altri bambini,a scuola in prima elementare ero molto entusiasta.Ma purtroppo non riuscivoa concentrarmi fu così che iniziò il mio calvario prima le vocali che non riuscivo a memorizzare,e quindi la maestra mi diede il primo castigo poi altri e altri ancora ,una maestra cattiva che mi umigliò centinaia di volte davanti agli altri bambini che vergogna!!!! La maestra faceva uso del classico bastone che ogni giorno batteva sulle mie manine esili, ricordo che dalla paura e lo stress dovevo andare spesso in gabinetto e più di una volta ho fatto la pipì sulla sedia e poi… con uno strofinaccio dovevo pulire davanti a tutti.In seconda classe ricordo che avevo talmente paura di andare a scuola che la notte facevo degli incubi tremendi ,dimagrivo sempre di più mi sentivo stupida cattiva inutile autostima a zero volevo morire…. Sono nata nel 1964 ho presto 47 anni e ogni giorno mi chiedo perchè sono nata così vorrei poter ricominciare tutto da capo per non dover soffrire ….

    • admin scrive:

      Ciao Adriana, siamo coetanee! Purtroppo tante storie uguali, anche se la tua è particolarmente triste… Le punizioni e le umilizioni che hai subìto ti hanno segnata. Questo non significa che tu sia “sbagliata”, sbagliate sono state le tue esperienze, le persone ignoranti che purtroppo hai incontrato. Se hai capito davvero cosa significa essere dislessico fatti forza e supera i tuoi momenti di scoraggiamento!

  4. Marinella scrive:

    Ciao, ho letto le testimonianze e mi sento tanto la fotocopia di Luisa. Anch’io ho un figlio 13 anni, frequenta la terza media con un sacco di problemi. Alle elementari non sapeva copiare alla lavagna e faceva spesso l’intervallo a sedere per punizione. Alle maestre spesso facevo presente che non era possibile che in quarta elementare sbagliasse tutte le doppie, gli apostrofi e gli accenti e tutti verbi con le h per non parlare delle m che sembravano n e delle a che sembravano o, ma la risposta era sempre la stessa era lui che non si impegnava , che non stava attento, era troppo agitato a volte aggressivo insomma era proprio un bambino antipatico! Alle medie speravo che la sistuazione migliorasse, dopo una prima e una seconda media faticosissima piena di insuccessi umiliazioni e rimproveri, anche da parte mia, finalmente all’inizio della terza l’insegnante di italiano mio dice che sospetta che mio figlio sia dislessico; facciamo i test e risulta che Niccolò non è solo dislessico ma anche disgrafico cion un autostima pari a zero e chiari segni di autosvalutazione e zero motivazione. Pensavo che a questo punto che le cose sarebbero migliorate ma invece se è possibile vanno ancora peggio e soprattutto con l’insegnante che ha fatto la segnalazione: i 4 volano per compiti non fatti (perchè non scritti sul diario ), interrograzioni programmate rimandate di 20 giorni, e poi fatte a sorpresa nei compiti c’è sempre la valutazione per la forma quando dovrebbe esserci solo quella per il contenuto , compiti in classe non facilitati e continui rimproveri proprio a lui che avrebbe bisogno di essere gratificato quando riesce a fare bene. E’ molto difficile far capire ad un ragazzino di 13 anni che lui è come gli altri e può fare tutto ciò che vuole quando tutti gli altri non fanno altro che sminuirlo di continuo. Scusate per lo sfogo. Marinella

  5. Aliquis scrive:

    Salve, le ho scritto altre volte. Leggendo questa sezione ed i relativi commenti,
    mi è venuta voglia di scrivere la mia storia personale, magari ritagliandola da un’ altro blog sul quale ero intervenuto l’ anno scorso. Premetto che sono un’ adulto e che il mio problema non è la dislessia, leggo e scrivo benissimo. Io sospetto una
    forma di discalculia, anche se non ne sono certo, forse io avevo delle difficoltà di apprendimento di natura diversa. Fatto sta che io, benchè mi sia sempre impegnato a fondo in tutto, e chi mi conosce sa che sono una persona seria e
    precisa, sono stato ai miei tempi un caso di fallimento scolastico. Ho sempre avuto anche seri problemi di socializzazione. Ho deciso di scrivere qui perchè,
    dopo tanti anni in cui credevo di aver trovato un relativo equilibrio, per motivi che
    ora sarebbe lungo e complesso specificare, sono tornato a soffrire per il mio
    fallimento scolastico di 30 anni fa. La mia storia, raccontata nel
    sito “L’ angolo di Euclide, discalculia, il 20 Febbraio 2010, è la seguente:

    19.Aliquis detto
    20 febbraio 2010 a 9:08 am
    E’ da un pò di tempo che, per motivi
    autobiografici, mi interesso del tema della discalculia. Il commento che lascerò è, quindi, diverso da tutti gli altri. Chi scrive è infatti un’ uomo di 44 anni che non si è mai diplomato; ho lasciato la scuola all’età di 16 anni, e lavoro fin quasi da allora. E se ripenso alla mia vita e a come lasciai la scuola,
    sono portato proprio a pensare che la causa sia stata la discalculia, o forse una delle sue varianti. Non mi ricordo come mi andò alle elementari,
    mi sembra solo di ricordare che avevo difficoltà a memorizzare le tabelline e che avevo difficoltà anche con le frazioni, oltre che ad essere lento con i calcoli. Ma i guai veri cominciarono in prima media. A partire da quel momento infatti, la matematica divenne per me del tutto incomprensibile, era come se mi parlassero in etrusco. Ripetei la prima media anche perchè non ero andato bene neanche nelle altre materie. Successivamente recuperai le altre materie, ma non la matematica.
    Finii la terza media con voti molto alti in italiano e in tutte le altre materie, tranne che in matematica e nella lingua straniera. In prima superiore il quadro si accentuò, tanto che mi sentivo una persona a metà. Avevo ottimo o quasi in tutte le materie, tranne che in matematica e lingue, dove avevo gravemente insufficiente. Questo legame tra matematica e lingue estere fece dire alla mia professoressa di lettere che io ero “privo di qualità logico-matematiche”. Io ero un ragazzo molto timido ed ansioso, quando facevo scena muta davanti a tutta la classe mi sentivo in un’ imbarazzo terribile, avrei fatto di tutto per non trovarmi in quella situazione. Mi ricordo che mi sforzavo a casa sui libri, per trovare la chiave non dico per risolvere, ma almeno per capire le equazioni. Nessuno mi aiutò. Non venne fatto nulla da parte di nessuno, a quell’epoca, che io sappia, non c’erano neanche gli insegnanti di sostegno. Quando alla fine di quell’ anno fui rimandato, io non credevo certo di poter recuperare in tre mesi quello che non avevo compreso in tutti gli anni precedenti. Se mi fossi presentato all’ esame di riparazione, avrei fatto scena muta. La cosa mi terrorizzava. Era il 1982, ed io pensavo che in qualsiasi altra scuola sarebbe successa la stessa cosa. Ero timido, solo, i miei genitori avevano fatto solo le elementari, e nessuno mi consigliò niente. Perciò decisi di abbandonare. Da allora ho sempre lavorato, ma ovviamente la mia vita sarebbe stata diversa se avessi capito la matematica. Ormai ho oltrepassato il mezzo del cammin di nostra vita, ma non posso fare a meno di considerarmi una persona incompleta. Sono sempre stato un lettore accanito, amo i libri e mi diletto pure a scrivere. Ma ancora oggi, quando provo a prendere in mano un testo di algebra, non riesco ad andare più in là della prima pagina, o al massimo della seconda. Non riesco a comprendere l’algebra. Perciò, quando per la prima volta ho sentito parlare della discalculia, ho subito pensato di poterla avere. Ormai, data la mia età, non ha più importanza, ma potrebbe essere stata quella? Ho narrato la mia storia credo per far notare quanto sia importante che le scuole siano attrezzate per aiutare gli studenti che hanno simili difficoltà. Purtroppo vedo che oggi l’organizzazione scolastica sta peggiorando, e questo mi dispiace molto, perchè io vorrei che nessun’ altro ragazzo passasse quello che ho passato io; i fallimenti scolastici hanno oggi conseguenze più gravi che in passato.

  6. pary burlando scrive:

    sono la mamma di un ragazzino di 16 anni che solo pochi mesi fa ha ottenuto una diagnosi di discalculia, disortografia e disgrafia. Come tutti i dislessici o, meglio, i pensatori visuo-spaziali ha avuto un percorso scolastico difficile. Da bambino felice, creativo e socievole alla scuola materna si è trasformato in solitario, e ombroso al punto che la sua insegnante di prima elementare riteneva che fosse autistico, non parlava con nessuno e disegnava grovigli neri sui fogli. Anni di psicologi, analisi mediche e altro. Per sua sfortuna non aveva particolari problemi con la scrittura e la lettura e così è andato avanti sino al liceo facendo un’enorme fatica mai riconosciuta da nessuno. Io, come mamma, non ho mai avuto il minimo dubbio sul fatto che fosse intelligente ma mi scontravo con la scuola e le insegnanti che mi dicevano ‘può fare di più’, ‘non si impegna abbastanza’. Non mi sono mai stancata di cercare strade nuove e dopo la diagnosi ho portato mio figlio a fare la rieducazione con il metodo Davis, ho parlato con le insegnanti e forse adesso qualcosa per lui cambierà. Per quanto riguarda i grandi problemi con la matematica mi sono imbattuta nel sito di Camillo Bortolato, un geniale insegnante delle elementari che ha ideato un metodo analogico per l’insegnamento della matematica. Anche se mio figlio è ormai adolescente ho intenzione di provare con lui a ‘guarire’ la ferita iniziale utilizzando questo metodo, con la incredibile velocità che questi ragazzini hanno nel processare immagini penso che l’intero programma possa essere svolto in poche settimane e poi troverò un bravo insegnante che possa colmare le lacune successive. Ritengo infatti che solo ripristinando l’iniziale fiducia nella sua capacità di calcolo istintivo possa affrontare con successo i calcoli algebrici più complessi. Infine per quanto riguarda l’inglese, che gli viene insegnato in un modo per lui incomprensibile, esistono tante altre possibilità di impararlo ad esempio mediante corsi sul computer ( es Rosetta Stone) che insegnano una lingua nello stesso modo in cui abbiamo imparato la nostra lingua madre, senza regole grammaticali: solo immagini e parole.

  7. angela visconti scrive:

    sono la mamma di una ragazza di 14 anni che ha iniziato i test per la dislessia presso l’asl. Mia figlia con grande sofferenza sta accettanto questo problema anche perchè dove frequenta la IV ginnasio, non sono minimamente sensibili al problema ma anzi le dicono che per l’anno prossimo, visto le grandi difficoltà ad imparare il lessico greco e lativo, è meglio che lei scelga un indirizzo più alla sua portata. Purtroppo lei non accetta di dover rinunciare al classico.
    Le schiedo come posso aiutare mia figlia nello studio per poter frequentare ancora questo indirizzo di studio?
    grazie per un suo eventuale interessamento.

    • admin scrive:

      Purtroppo la situazione di sua figlia non è l’unica. Se ha avuto modo di leggere in rete e anche in questo blog, sono tanti i genitori e i ragazzi che lamentano problemi con i docenti. Le posso anche dire che se sua figlia è convinta che quella è la scuola che vuole frequentare non c’è nessun motivo perchè non debba farlo! Anche qui le confermo che tanti ragazzi dislessici fanno il classico, forse con un pò di fatica in più, forse con qualche aiuto domiciliare in più, ma non è per loro impossibile, e glielo dice la mamma di un ragazzo dislessico che fa il IV Ginnasio (non senza difficoltà).
      Quindi armatevi di tanta pazienza e cominciate a cercare, insieme ai professori, il modo migliore perchè sua figlia possa imparare (i famosi strumenti compensativi e dispensativi).

  8. silvia costetti scrive:

    sono la mamma di un bambino dislessico,coraggio, oggi paolo frequenta l università,quanti pianti,nel1997 nessuno sapeva aiutarmi,quante lotte,soprattutto con le insegnanti,ma oggi posso dire di non avere più paura di nulla, la vittoria di mio figlio e mia sulla dislessia ci ha resi invincibili .tenete duro,baci a tutti

  9. nadia sanza scrive:

    Mi chiamo Nadia; mio figlio Luca.
    Luca ha 6 anni e mezzo ed ha frequentato la prima elementare. Aspetta con trepidazione e pazienza di ricevere un elicotterino radiocomandato di cui si è letteramente innamorato. Nel frattempo finisce diligentemente i suoi primi compiti delle vacanze. Studia in brevi sessioni giornaliere e appena ha finito mette una crocettona sul calendario; sabato prossimo (ma forse anche venerdì) lo avrà tra le sue mani perchè avrà finito i compiti.

    Proprio ieri tu, Rossella, ci hai aiutato a capire di più e a dare un nome alla “lotta” con i compiti… soprattutto nel leggere e nello scrivere, che abbiamo condotto in famiglia per tutto il suo primo anno di scuola e che è ripresa con i compiti del vacanze, quando abbiamo scoperto che aveva dimenticato molte cose e come si leggono e scrivono molte lettere.

    Ricordo l’emozione del suo primo giorno di scuola, lo aspettava da tanto tempo.
    Ricordo anche la mia di emozione nel vederlo andare a scuola così presto; Luca è tra i più piccoli della sua classe ma tra i più alti, composti e maturi.

    Ricordo anche i primi compiti a casa e la sua fierezza nel prendere carta, penna, libri…

    Poi, un poco alla volta, sono arrivati i rimproveri, i rifiuti, la fatica, le liti e le botte. Si, certe volte Luca mi picchiava quando io fermamente insistevo a fargli rileggere 10 volte (come diceva la sua maestra) un breve testo no a ricopiare i corsivo. E talvolta Luca andava a sbattere la fronte contro uno spigolo e si disperava, dicendo “non sono capace!”.
    Io e mio marito lo abbiamo protetto soprattutto da questo suo comportamento ma fino a poco tempo fa non avevamo capito niente e non sapevamo che pensare: testardo?… immaturo?… chi? Questo Luca? No.
    In qualche modo però non riconoscevamo più il nostro piccolo “genio”, intelligente e brillante delle cui parole e azioni spesso eravamo rimasti estasiati e compiaciuti fin dai primi mesi.

    Poi si è aperta la possibilità di questa spiegazione: un DSA?
    Anche grazie all’incontro con te e a questo sito, Luca e noi siamo stati aiutasti a capire.
    Te ne ringrazio.
    Ora la lotta non è più l’uno contro l’altro ma con qualcosa che è fuori di noi.

    … e, come ci aveva abituato fin da piccolissimo, Luca ha potuto spiegarsi e dire anche a noi, con una delle sue sintesi splendide, quello che stava e sta succedendo:

    “mamma a me la fatica diventava rabbia!”.

    Io lo amo e lo stimo tanto e ringrazio il cielo di aver fatto “pace” con lui.
    Tutto il resto si vedrà. Quel che conta è che ho ritrovato il mio piccolo grande Luca.

    Nadia

    PS: Mi è sembrato doveroso scrivere e condividere questo commento visto la tua gentilezza, cara Rossella.

    • admin scrive:

      Sono felice di aver contribuito nel mio piccolo. Luca è un bambino in gamba e ha due splendidi genitori. Sono sicura che, anche se la strada sarà ancora in salita (spero sempre meno), non siete più soli: voi avete ritrovato Luca e Luca ha ritrovato voi!

  10. Gian Luca scrive:

    Approfitto della disponibilità per un aiuto..
    Famiglia Mulino bianco…Però..figlia ha finito la 1 media con un calcio al sedere…non si impegna sullo studio o meglio credo che il problema sia mio non riesco a farle capire perchè studiare…i suoi hobbi giochi elettronici ma soprattutto LEGGERE…borse di libri da biblioteca le piace leggere cose non troppo impegnative collane per ragazzine ma legge quando le limito i vari ds psp lei legge quindi mi chiedo perchè non riesce a finalizzare leggendo i libri di scuola?lo so cos’è il senso di Dover fare una cosa ..prende ancora me questa ansia quindi la capisco ma come aiutarla? la 2 che sta iniziando mi sta stressando non sembra “maturata” tanto è sempre svogliata sugli OBBLIGHI…
    L altro figlio di 9 anni ottobre mi sfida in continuazione con smorfie non ascolta le mie indicazioni fino a costringermi dopo vari avvisi a sculacciarlo..odio farlo ma sembra chiedermele…poi si addolcisce e mi fa sembrare il mio “scattosculaccio giusto…è proprio così??Mia moglie non approva e quindi chiedo a lei come fare con la Ragazzina di 12 e ipiccolo di 9…
    GRAZIE

    • admin scrive:

      Buongiorno Gian Luca. Mi dispiace non riuscirle a dire niente di preciso, non è facile quando si tratta di ragazzi. Forse un incontro con uno psicologo che se ne intende di bambini e di Disturbi Specifici di Apprendimento potrebbe togliervi qualche dubbio o farvene venire altri, chissà.
      Certo è che se un ragazzo ha difficoltà scolastiche bisognerebbe indagare…
      Auguri!

  11. Patty scrive:

    Ciao mi chiamo Patrizia e ho 30 anni, un diploma e una laurea. Fino dalle elementari mi sono accorta di essere molto + lenta a leggere dei miei coetanei, facevo anche un enorme fatica a finire i compiti scritti nell’orario scolastico e di conseguenza dovevo finirli a casa. Avevo problemi con le doppie e con la sintassi. Dalle medie fino a tutte le superiori per me apprendere l’inglese è stato praticamente impossibile soprettutto per la parte grammatica. Tutt’ora mi rendo conto di leggere lentamente, ricordo la guida prima del navigatore… leggere le indicazioni che terrore!
    Secondo lei questi potrebbero essere sintomi di dislessia mi consiglia di fare il test a Reggio Emilia?

  12. tania scrive:

    mio figlio ha 10 anni e frequenta la I media la sua diagnosi è stata fatta da specialisti in materia di dislessia infatti, è risultato con difetto specifico di apprendimento in letto scrittura ed è più lento degli altri nel fare i compiti.
    il disagio consiste nel trovare le insegnanti che siano informate infatti , nella sua scuola c’è poca informazione in quanto nessuno ha voglia di informarsi. Ancora aspetto la convocazione per partecipare al consiglio di classe per stabilire il piano didattico personalizzato , ma intanto mio figlio ha dovuto fare le verifiche delle lingue straniere (francese e inglese) senza nessuna accortezza e si è sentito dire dall’Insegnante che doveva finire nel tempo stabilito 4 fogli con 5 esercizi ciascuno nell’arco di 1 ora, ma mio figlio non c’è riuscito infatti ha completato solo un foglio e l’insegnante gli ha detto che non glielo avrebbe fatto recuperare in seguito. Invece in fracese si è già beccato un bel 4. Cosa bisognerebbe fare??? che è da almeno 6 anni che mi vedo sbattere l’ignoranza dei così detti insegnanti??? dei miei….. stivaloni!!! comunque spero che in seguito riusciremo ad avere anche nelle scuole pubbliche, insegnanti degni di fare questo mestiere, con tutti gli aspetti positivi e negativi che gli potrebbero capitare fra le mani. Dovrebbero capire che certi ragazzi non sono soltanto dei semplici numeri, ma delle persone con tanta voglia di scoprire cose nuove e cercare di imparare il più possibile con il loro aiuto… come in questo caso mio figlio, voglioso di imparare e scoprire tutto ciò che lo circonda; il suo sogno è di diventare uno scrittore, spero con tutto il cuore, che solo una madre può capire, che un giorno ci riuscirà e tra l’altro spero anche che codesti “INSEGNANTI” non gli facciano svanire questo suo sogno!

  13. pina scrive:

    io ho un bambino di 12 anni frequenta la 2 media ,è stato riconosciuto dislessico in 4 elementare.In 1 elementare le maestre mi continuavano a dire che Matteo era svogliato e non voleva studiare e non stava mai fermo . io continuavo a ripetergli “forse Matteo è dislessico ” e loro dicevano di no . in quarta grazie ad una brava dirigente che si è resa conto del problema di mio figlio abbiamo iniziato tir alla ASL per il riconoscimento,che a breve è avvenuto . però nulla è cambiato !!!!!! Lui è rimasto sempre il bambino svogliato secondo loro! anche x iprofessori in particolar modo quello di matematica .io mi chiedevo se si può far fare un comito a sorpresa ad un bambino dislessico ? non fargli usare le tabelle? e quando lui gli chide un aiuto gli viene risposto se ti dico questo il compito lo faccio io? scusatemi x lo sfogo però questa mattina quando mio figlio mi ha detto questa cosa misono sentita una.m…..nei suoi confronti !

    • admin scrive:

      Ciao Pina, purtroppo niente di nuovo sotto il sole! Però devi farti sentire, ora c’è una legge che sancisce l’uso degli strumenti compensativi e dispensativi!!! Sfogati ma agisci, per il bene di tuo figlio!

      • pina scrive:

        per il bene di mio figlio farò di tutto .però ci sono dei momenti di sconforto + assoluto ,dove cerco nei suoi occhi il coraggio di reagire ! dimmi tu da dove devo iniziare! aiutami in questo cammino in questo tunnel cosi buio e senza uscita!

        • admin scrive:

          La cosa più semplice sarebbe cercare la sezione dell’Associazione Italiana Dislessia più vicina a te, in modo da confrontarti con altri genitori ed avere delle informazioni adeguate.

  14. Chiara Del prete scrive:

    Salve sono un’insegnante di sostegno con un’allieva con diagnosi di disturbi specifici di apprendimento, diagnosi per la verità molto sintetica, non dice altro. L’alunna è di origine albanese, ma vive in Italia dall’età di 4 anni, ora ne ha 14 e frequenta la I classe delle superiori; non riceve aiuto dai genitori che lavorano entrambi l’intera giornata e inoltre con la madre parla poco perchè la mamma
    parla solo albanese e la ragazza lo ha quasi completamenta dimenticato.E i problemi sono incominciati con alcuni insegnanti che non riscontrano i caratteristici disturbi DSA in quanto la ragazza legge abbastanza fluidamente , non è disgrafica, nè commette errori ripetuti di ortografia, mentre ha problemi con i calcoli e non memorizza le tabelline, ma soprattutto non riesce ad esporre il contenuto di ciò che legge, neanche se le viene spiegato più volte, riferisce di non trovare le parole per ripeterlo, per cui si blocca e non parla ed anche nei compiti scritti ha una produzione povera. Quest’ atteggiamento viene inteso dai docenti come un ritardo cognitivo per cui vorrebbero proporre un percorso differenziato in quanto non sanno come procedere per le verifiche e le valutazioni; io mi oppongo perchè credo che non gioverebbe affatto alla sua autostima che è già molto bassa. Mi rivolgo a lei per sapere se i disturbi specifici di apprendimento possono manifestarsi anche in questo modo cioè non con la dislessia, disortografia nè con disgrafia, ma solo con discalculia, che per la verità siamo riuscite ad affrontare con l’aiuto di calcolatrice,ma soprattutto con la difficoltà di esporre ciò che le è stato spiegato anche più volte.Potrebbe gentilmente segnalarmi qualche argomento specifico per questo tipo di manifestazione del disturbo così che io possa farlo leggere anche ai colleghi scettici. La ringrazio per ciò che potrà fare. Chiara

    • admin scrive:

      Il DSA può avere tante sfaccettature, soprattutto crescendo. La ragazza potrebbe avere compensato alcune sue difficoltà ed esserne rimaste altre residue. Mi meraviglio, però, che le sia stato dato il sostegno, dato che i ragazzi con DSA raramente usufruiscono della legge 104. Per cui il dubbio che possa avere anche un ritardo cognitivo sussiste… Per il resto una situazione di povertà linguistica e culturale di certo non aiuta.
      Spero di aver risposto alle sue domande.
      Saluti

  15. Maria Pia scrive:

    salve a tutti! sono la mamma di Daniele,12 anni, “riconosciuto” dislessico all’età di 7 anni.Oggi lui frequenta la 2° media, per quando riguarda la scuola non ci sono grossi problemi anche se lui non ha mai voluto avere il supporto di strumenti compensativi, soprattutto a scuola perchè vuole “fare come gli altri”(usando una sua frase).Per fortuna, come ho detto , a livello scolastico, per adesso,grossi problemi non ce ne sono e quindi lo lasciamo fare…. il problema la socilalizzazione….. fino a qualche anno fa voleva stare sempre con gli amici,adesso non vuole uscire più a giocare con loro: quando lo vengono a chiamare lui inventa tante scuse e spesso non va con loro…. noi gli abbiamo chiesto come mai… lui ci ha risposto che è più a suo agio da solo che in mezzo agli altri….Quelle poche volte che esce alla prima “scusa” se ne torna a casa…. gli amichetti per un po hanno insistito ma a poco a poco cominciano a non chiamarlo più!! Parlando con lui gli ho spiegato, con molto tatto, che se voleva parlare del suo disagio con qualcuno che non fossimo noi genitori ci sono delle persone che possono aiutarlo ma non ne vuole sapere, sono disperata non so più che cosa posso fare…. le ho provate tutte…. l’ho lasciato stare sperando che gli tornasse la voglia di stare con i suoi amici ma niente…. ho provato a spingerlo delicatamente a uscire… ma niente… gli ho detto che se voleva stare con altri amici diversi dai soliti non c’erano problemi….ma niente. Lo psicologo ,del aid di competenza ,ha detto che se non vuole parlare con lui di sua volontà non possiamo forzarlo se no è peggio….. cosa posso fare??? scusate il mio sfogo e scusate se ci sono errori di struttura ma anche io sono dislessica…..e non vorrei che mio figlio e i figli di altri passassero tutto quello che ho passato io….

    • admin scrive:

      Ciao Maria Pia, mi dispiace molto che tu e tuo figlio state passando questo periodo. Su due piedi mi verrebbe da dirti di consigliargli di fare uno sport di squadra, chissà che conosca nuovi amici… ma forse l’avrai già pensato. La preadolescenza è un periodo delicato… Chiedi anche ai suoi professori se a scuola sta bene con i compagni e cerca di capire da loro se a scuola sta accandendo qualcosa che non sai… Continua, comunque, a fare riferimento a qualcuno che possa darti una mano.

      • pina scrive:

        ciao Maria Pia mi permetto di darti un “consiglio ” anche Matteo x i primi momenti aveva iniziato come tuo figlio ad non voler + uscire ,ma poi ha iniziato a fare uno sport di squadra “””lui non voleve assolutamente!!!! ma noi ,fammi passare il termine ,ci siamo un pò imposti ed ora sono 3 anni che gioca nella squadra di calcio del paese e lui è talmente contento che non manca mai agli allenamenti e i giorni delle partite è sempre il primo ad arrivare al campo . pensa che normalmente quando non va a scuola si alza tardi invece la domenica alle 6,30 già è in piedi ! prova anche tu forse lì si sentirà + accettato ,gratificato che dagli altri suoi amici ..ciao e scusami se mi sono permessa ! pina

  16. Dil scrive:

    Salve, mi chiamo Diletta e ho 27 anni. Sin da piccola ho avuto problemi con l’analisi logica e la matematica, alle volte con l’apprendimento di lingue straniere e nello scrivere i numeri. I miei genitori mi hanno sempre colpevolizzata, umiliata e derisa (anche in età adulta) perchè, come dicono loro, “non so fare neanche due più due”. Anche alcune professoresse mi umiliavano, altre invece si sono accorte delle mie difficoltà segnalandole ai miei genitori che le hanno ignorate. Sono una buona persona e da piccola sono stata una “brava bambina”, sempre però tormentata dalla paura della matematica, del calcolo e dalla derisione sistematica che avveniva nella mia famiglia (anche da parte di nonni e zii). Sono insicura, non ho autostima, ho paura di fare la commessa perchè non riesco a dare il resto, ho paura in generale dei colloqui di lavoro e vado in ansia non appena mi viene richiesta una semplice operazione matematica. Ho studiato disegno, ma ovviamente non riesco a trovare un impiego stabile e abbastanza remunerativo, quindi prima o poi dovrò iniziare a “fare i conti” con me stessa e con dei lavori che mi metteranno sicuramente alla prova. La paura mi paralizza. So che sembra una cosa ridicola, ma nell’ultimo anno ho anche sofferto di depressione a causa di questo. Ho altri problemi psicologici (legati ad un brutto rapporto con i genitori, specialmente con mia madre) che penso abbiano influito molto sul mio problema con i calcoli. Recentemente ho cominciato a navigare in internet per cercare soluzioni al problema e ho trovato molte informazioni, ma non solo, anche altre persone che hanno il mio stesso difetto! Vi ringrazio per il semplice fatto di informare il pubblico su questi problemi spesso ignorati, aiuta a sentirsi meno soli. Grazie ancora!

    • admin scrive:

      Ciao Diletta, non chiamarlo difetto, se leggi bene nella tua dislessia capirai che è solo un modo diverso di imparare, che purtroppo a causa dell’incomprensione dell’ambiente in cui hai vissuto ti ha comportanto non pochi problemi psicologici. Perchè non farti fare la diagnosi a Reggio Emilia, in modo da capire sempre meglio e trovare la forza per “superare” il tuo vissuto?
      Auguri!

      • Dil scrive:

        Lo so, adesso lo sto capendo…prima pensavo di essere stupida, come dicevano i miei. Comunque la diagnosi vorrei farla! Ci penserò, grazie!

        • sara scrive:

          Ciao! anche io sono dislessica. mi anno diagnosticato una dislessia grave (leggo 2 sillabe la secondo invece di 5-6 come chi non e dilessico). ma credo che sia molto più grave della mia dislessia, il conportamneto di certe insegnate delle elementari e medie come le mie che davanti a tutti mi prendevano in giro perchè non riuscivo ha leggere le parole e a scrivere frasi sensate. E stato molto difficile superare tutto perchè nemmeno ha casa mi seguivano, anzi si sono arrabbiati perchè divano che non sono normale e che nella vita non avrei mai potuto combianre niente. Sul pulmino, di ritorno da scuola mi stappavano i libri perchè dicevano che tanto non mi sarebbero mai serviti. Una mia zia si era accorta delle mia difficoltà e mi aveva fatto controllare. Meno male, perchè anche se li altri non capivano, crescendo io o inparto a caprimi…Essere dislessici in una società che non conosce questo disturbo e davvero difficile e vorrei dire a tutte le mamme di essere comprensive verso i bambini e anche verso le poche insegnati competenti che consiliano di fare i test per i DSA. Siate felici dela loro collaborazione cosi perziosa. (scusate per gli errori che sono di sicuro tanti).

          • sara scrive:

            A!dimenticavo, nonostante mi abbaino fatta stare male i n passato, e nessuno o pochissimi a creduto in me, ora sono felici e lavoro in un asilo nido, con tanti bimdi bellissimi, a cui devo insengare l’amore, che è molto di più di saper legger e scrivere.

          • rossella grenci scrive:

            Grazie Sara, sono felice per te 🙂

  17. oElyo scrive:

    Buon giorno, vorrei esporvi un breve caso. Una persona a me molto cara (27 anni) non e’ assolutamente in grado di leggere in modo corretto e fluido e, le rare volte che l’ho sentita farlo, ha pronunciato solo poche parole con molta fatica, spesso anche balbettando. Scrive in corsivo in modo un po’ disordinato e non si puo’ proprio dire abbia una bella grafia (a volte, scrivendo al pc, capita anche che scambi alcune parole). Vorrei precisare che e’ molto molto intelligente e colta, ha conseguito la laurea con ottimi voti preceduta da un altrettanto ottimo percorso di studi. Pensate sia dislessia o altro?

  18. Aliquis scrive:

    Vorrei dire a Diletta:

    Sono uno che ha avuto (e ha) le tue stesse precise difficoltà.
    Ho quasi il doppio dei tuoi anni, (45) e da 20 sono titolare di
    un negozio. Sono quindi il commesso di me stesso. All’ inizio
    avevo difficoltà a fare i resti, ma poi, a forza di provare, mi
    sono venuti automatici. La maggior parte di essi credo di
    averli memorizzati, e li faccio a memoria, senza fare l’ operazione
    nella mia testa. A volte non riesco lo stesso, ma per questo tengo
    sottomano la calcolatrice, e quindi per me i resti non sono un
    problema. Non ho mai capito l’ algebra, non ho terminato gli studi,
    ma ho tanti clienti, pur avendo problemi di origine esterna al mio
    lavoro. Tutti commettiamo errori, ma ho spesso notato che i miei colleghi laureati e brillanti in matematica e lingue ne hanno commessi peggiori dei miei. Questo per dirti che non devi avere
    paura di affrontare qualsiasi lavoro; tutti noi siamo capaci, abbiamo solo modalità diverse, ma possiamo fare tutto quello che
    fanno gli altri.

    • Dil scrive:

      Ti ringrazio per il sostegno, avevo letto la tua storia! Io cerco sempre di allenarmi e trovare dei piccoli stratagemmi! Devo dire che alcuni funzionano 🙂 e quindi sto cominciando a ritrovare un pò di fiducia!

  19. emilia scrive:

    Sono una maestra di scuola primaria e leggendo queste storie mi sono vergognata che nel 2012 ci sono “insegnanti” che possono fare del male ai bambini .Questa è mancanza di professionalità,il non voler aggiornarsi sui dsa ,la nuova legge.Ma il comportamento più grave è umiliare i bambini con o senza problemi.

    • admin scrive:

      Ciao Emilia, grazie per essere passata e aver lasciato un segno della tua sensibilità. C’è bisogno di insegnanti preparati e sensibili! Buon lavoro!

  20. Angela scrive:

    Ciao a tutti , sono la mamma di un ragazzo di quasi 16 anni.
    Tra pochi giorni effettuerà la visita presso la usl per avere il certificato che la scuola richiede. Non abbiamo avuto vita facile, mio figlio ed io, alle elementari, in seconda per la precisione parlai con la maestra perchè avevo notato che non riusciva a scrivere bene la sua grafia non era leggibile e sbagliava alcune lettere. La mastra mi rassicurò dicendomi che lei ne aveva visti di bambini dislessici, e potevo star tranquilla dato che mio figlio sapeva leggere. Alle medio il tormento dell’insegnante di lingue straniere, che malgrado la logopedista sia andata a parlare più volete con gli insegnamenti sistematicamente dava 4 a mio figlio. Ripeteva continuamete che non studiava che era svogliato e che non faceva i compiti, mandandomi ripetutamente a chiamare. Il colmo fu quando per aiutare a mio figli gli cricopiai io il quaderno delle regole in modo che potesse leggere bene (a volte faticava a rileggere nella sua stessa scrittura) fui convocata immediatamente dalla scuola e pretendeva che mio figlio ricopiasse da solo tutto quanto. La sopra citata signora insegna ancora e mi domando: ma come è possibile? non c’è meritrocrazia tanti insegnati bravi a casa e persone che non sanno insegnare e che lo fanno solo per lo stipendio hanno la cattedra. Oggi mio figlio fa la seconda superiore, nella scuola che frequenta adesso ci sono insegnanti preparati, ma quello che più mi a ferita in questi anni è stato vedere come gli altri professori malgrado avessero saputo le difficoltà di mio figlio hanno sempre e ripeto sempre difeso l’operato della loro collega dicendomi: signora la conosce è fatta così.

    • admin scrive:

      Capisco Angela che certe ferite rimangano, ma l’importante è ora che tuo figlio sta proseguendo gli studi, e per fortuna con professori preparati. Auguro a te e tuo figlio tante cose belle 🙂

  21. massimo scrive:

    Buongiorno ,mi chiamo Massimo sono il papà di Luca un ragazzino 13 anni che frequenta la 3 media.
    In prima è andato bene in seconda complice anche un perido di malattia ha saltato l’ultimo mese di scuola.
    Quest’anno ha un rifiuto verso lo studio verso la scuola ; quando ci sono delle verifiche in classe!! mal di testa, vomito febbre e piange a tal punto che non riusciamo a capire quanto sia vero.
    Le insegnanti dicono che ha bisogno di gratificazione di manca di autostima e fiducia in se stesso come possiamo aiutarlo ?
    Ringrazio fin d’ora per i preziosi consigli.
    Massimo

    • admin scrive:

      Ciao Massimo, ma tuo figlio ha la diagnosi di dislessia? Scusa se ti faccio questa domanda, ma non mi è chiaro…

      • massimo scrive:

        Ciao chiedo scusa per il ritardo nella risposta.
        Non abbiamo affrontato il problema ma credo che a questo punto sia opportuno farlo.
        Ieri ho avuto un colloquio con gli insegnanti.
        L’insegnante referente di classe ha espresso due possibilità ; la prima quella di fermare Luca in modo tale che acquisti maggior sicurezza in se stesso e di aiutarlo nel superare queste sue paure.

        La seconda quello di aiutarlo in questi tre mesi che mancano a venire a scuola anche con il mal di testa e pazienza se poi la verifica non va per il verso giusto lo aiuteranno a recuperarla e fargli superare gli esami in modo sereno.

        Ps Luca è rientrato oggi a scuola dopo tre giorni con il mal di testa .

        Ti ringrazio pe rl’aiuto prezioso che potrai darmi

        Massimo

        • admin scrive:

          Ciao Massimo, non credo che fermare un bambino lo aiuti ad avere maggiore sicurezza in sè stesso, anzi… questo in genere, nello specifico sei tu che conosci tuo figlio. Cerca di capire davvero che cosa sia bene per lui, ma sopratutto cerca di farti aiutare da persone competenti.

          • massimo scrive:

            Anchio penso che fermare Luca sia controproducente si ridurrebbe ancora di più l’autostima e la poca fiducia che ha nelle sue possibilità.
            Per persone competenti intendi dire uno psicologo e per la dislessia dove mi devo rivolgere?.
            Grazie ancora per il prezioso aiuto e buona giornata

            Massimo

          • admin scrive:

            Non so di che zona sei, ma puoi chiamare la sezione dell’Associazione Italiana Dislessia più vicina a te e farti indicare dove rivolgerti per un consulto. Auguri!

          • patrizia scrive:

            ciao Massimo ho letto la tua storia ,io ho appena finito il corso genitori all AID di roma ,tra le tante cose che ci hanno spiegato mi ricordo benissimo che molte mamme hanno chiesto se era giusto far ripetere l anno scolastico ai nostri ragazzi (alche il mio è un DSA misto)loro ci hanno risposto che l unica bocciatura utile sarebbe in prima elementare ,percio’ non gli servirebbe a nulla visto che il tuo fa le medie,comunque iscriviti all associazione AID della tua citta’ ti daranno molti consigli utili,piu’ saremo e piu’ ci ascolteranno ,un in bocca al lupo

  22. Giusy scrive:

    Ciao a tutti sono Giusy la mamma di Michael un bambino vivacissimo e inteliggente che è affetto da disturbo misto dell’apprendimento (DSA) diagnosticatogli nel 2010 grazie alla maestra di italiano che mi ha consigliato un controllo presso la neuro psichiatria infantile del mio paese. Per quattro anni ho sempre pensato che non avesse voglia di farli “quei maledetti compiti” e l’ho sgridato tante di quelle volte che al solo pensiero ora mi sento in colpa per non aver capito, ma su questo argomento anch’io ero ignorante….Se devo dire che a scuola va male non posso dirlo ma a casa lo AIUTO TANTISSIMO anzi diciamo anche che lo stresso parecchio (cosa di cui mi rendo conto) e i risultati si vedono. La mia PAURA è per l’anno prossimo quando andrà in prima media ho il terrore che faccia Fatica lui è tranquillo spero solo che riesca un pò a maturare di più dato che lo vedo ancora infantile su molte cose. Per fortuna ho avuto un sostegno da parte degli insegnanti che lo agevolano in tutte le materie. La logopedista gli ha detto che l’importante è che si impegni nello studio e che per questo verrà sicuramente premiato. A volte la sua autostima va sotto i piedi e credo sia anche un pò colpa mia. Grazie per l’ascolto un abbraccio a tutti i genitori.

    • admin scrive:

      Ciao Giusy, l’autostima viene prima di tutto, senza quella non c’è apprendimento, quindi incoraggia sempre tuo figlio e non ti scoraggiare.

  23. Paola scrive:

    Ciao a tutti, sono la mamma di una bambina bellissima e dolcissima di 8 anni.
    Purtoppo stiamo vivendo una situazione terribile. Sarò breve. L’insegnante
    si è messa improvvisamente sul punitivo abbassando tutti i voti anche nelle materie in cui non ce ne era bisogno. Non ci ha convocati per avvisarci, ma si è limitata a riportare i voti in pagella. La bambina ha iniziato a dare evidenti segni di nervosismo. La nostra prima reazione è stata di rimprovero verso questa figlia.
    Poi, parlando con la pediatra, è avanzata l’ipotesi di dislessia. C’è anche da aggiungere che nel giro di pochi mesi nostra figlia ha cambiato due volte gli occhiali e a scuola non se ne era accorto nessuno della difficoltà nel copiare alla lavagna, è sembrato più semplice dire che ancora non sapeva scrivere bene. Ad ogni modo, ora siamo in lista, in una struttura privata per accorciare i tempi, per fare i primi accertamenti per DSA. Inoltre stiamo cercando di restituire la serenità alla bambina. Per il prossimo anno abbiamo deciso di spostarla in una scuola privata, sperando che non ci siano problemi perchè nel frattempo abbiamo fatto richiesta per il nulla osta alla preside ma questa si è presa dei giorni per fare le sue indagini. Quello che posso dire è che ho pianto moltissimo all’inizio, perchè ero molto triste e non sapevo a chi chiedere. I primi giorni mio marito rimproverava la bambina, lei gridava e chiedeva di spiegarle come doveva fare per fare questi compiti, che lei meglio di così non riusciva. Le mamme degli altri bambini hanno iniziato ad insinuare che la seconda figlia è ben più intelligente di questa quì, e si vantano che i loro riescono con naturalezza nello studio. In realtà sappiamo bene tutti che non è vero, che le difficoltà ce le hanno tutti i bambini. Fino all’anno scorso anche la mia prendeva tutti ottimi voti, benchè fosse più piccolina, e io non mi sono mai permessa di umiliare nessuno o di essere vanitosa e andare a sbandierare i voti. Ora però le notizie dei nuovi voti si sono diffuse e loro sembrano sollevate nel vedere che c’è qualcuno che sta peggio di loro. Però non voglio ascoltarle e non voglio che mia figlia le ascolti. L’importante è che in famiglia siamo d’accordo, succeda quel che succeda noi saremo dalla parte della bambina.
    Ecco, in breve questa è la nostra storia, purtoppo simile a molte altre. Purtoppo inasprita dall’ignoranza, dalla mancanza di collaborazione e da tante inefficienze. Poichè noi siamo solo all’inizio di questo percorso difficile, se qualcuno avesse dei consigli da darci ne saremmo veramente grati.
    Grazie per questa possibilità di esprimersi.

    • admin scrive:

      L’unico consiglio che mi sento di darti ora è di stare il più sereni possibili e di non perdere il rapporto con vostra figlia, perchè quello vale più di tutto!
      Ciao e auguri!

    • patrizia scrive:

      ciao Laura ,di gente ignorante ne troverai tanta nella tua strada ,io ho un bambino DSA misto ,ha 8 anni in prima elementare le maestre mi dicevano che aveva problemi piscologici ,perche’ si nascondeva sotto il banco era iperattivo violento e altro,io dicevo che non stavano parlando di mio figlio visto che in 3 anni di materna non aveva mai avuto problemi piscologici come dicevano loro,allora pensai subito che i problemi erano scolastici,infatti nella struttura dove lo portai mi diedero ragione,a scuola diventava un altro bambino perche’ le maestre non sapevano nemmeno cosa voleva dire dislessia ,gli strappavano i fogli dal quaderno lo facevano copiare dalla lavagna e lui andava in palla e diventava violento,comunque ho cambiato scuola ed ora lui sapendo le sue difficolta’ e’ molto piu’ tranquillo ,fai queste valutazioni e poi vedrai se veramente è un DSA con alcuni accorgimenti si risolvera’ tutto,ti consiglio di iscriverti all AID ti sapranno dare molti consigli e aiuti …AUGURI Patrizia

  24. lory scrive:

    salve a tutti , sono la mamma di un ragazzo di 14 anni. solo pochi giorni fà ci è stato detto dopo i vari test che ha problemi di dislesia ,compreso scrittura e calcolo ..la vedo molto dura ,il suo andamento scolastico è tragico ,quante mortificazione da parte degli insegnanti e anche mia , x spronarlo a studiare ma niente .quante colpe oggi mi sento ,io penso che mio figlio abbia perso tutta la voglia di studiare e a quest’età non so come fargliela tornare , crede di non aver bisogno di aiuto e x lui aver saputo di essere dislessico è un pò una rivincità contro tutti .si sente protetto e addirittura sta facendo meno di prima .e spesso ripete (visto non era colpa mia)uffi speriamo che sia in grado di aiutarlo ..

    • admin scrive:

      Ciao, credo che abbiate bisogno, almeno all’inizio, di un bravo psicologo che aiuti voi genitori e il ragazzo a elaborare sia la vecchia storia di sconfitte e frustrazione, sia l’attuale diagnosi. Chiedi a chi ti ha fatto la diagnosi a chi rivolgerti.
      Auguri!

  25. serena scrive:

    salve a tutti vorrei un consiglio.mia figlia 7 anni e mezzo seconda elementare scrive malissimo,poi come viene sgridata scrive meglio di me.La maestra ha avanzato l’ipotesi dislessia pero’ io non mi riconosco molto perche’ la bambina in altri luoghi scrive bene legge e’ un piccolo genio in matematica ,sulle poesie ,tabelline e verbi ha preso ottimo ,ha molta fantasia e mi dicono sia molto sveglia.Quindi il problema sorge ogni volta che deve scrivere a scuola….alle nostre richieste lei dice che la maestra cancella la lavagna in fretta.Posso avere un opinione come dire imparziale?grazie

    • admin scrive:

      Ciao Serena, è un pò poco per darle un consiglio. Vorrei dirle però, che è sempre utile ascoltare le maestre, perchè loro hanno il polso della situazione dei bambini più dei genitori. E poi una cosa: i dislessici sono molto svegli, quindi non pensi che l’essere poco svegli sia un caratteristica tipica dei dislessici 🙂 Buona giornata

      • serena scrive:

        buona sera ,non volevo dire sveglia e quindi non c’e’ dislessia era per dire che quando ne ha voglia le fa le cose .ho parlato con una neuropsichiatra infantile giusto un momento devo riportarla con un libro per farla leggere ma per li e’ una bambina molto furba……e’ che come leggo le varie testimonianze e sintomi non riconosco mia figlia…poi posso anche sbagliarmi.grazie per la risposta.

  26. MARTINA FERRARA scrive:

    Carissima, sono una ragazzina di 18 anni, compiuti in dicembre, mi chiamo Martina. Vorrei sapere alcune cose, sempre se puoi darmi un aiuto. Mia madre è austriaca, io stessa sono nata a Vienna. Ho chiesto a che età si entrasse alla scuola elementare in Europa. Mia madre ha detto: “il bambino deve avere sei anni già compiuti. Infatti solo a quell’età è pronto per imparare. C’è una legge che in Austria regola l’entrata del bimbo a sei anni. Prima infatti deve frequentare l’asilo per interagire con i bambini, in modo tale che la maestra possa analizzarlo, diciamo così, per poi dire ai genitori se il bimbo vede bene (metti la pallina rossa nella scatola col cerchio rosso e quella verde nella scatola col cerchio verde), se sta dritto a tavola, se mangia con le posate, e se interagisce con gli altri bambini”
    Io sono nata nel dicembre del 1993 con parto prematuro. Per la legge austriaca sarei dovuta entrare a sei anni già compiuti, io sono andata all’asilo nido nel settembre del 1994. A cinque anni e otto mesi ero già in prima. Ne ho parlato con le mie amiche a scuola, loro mi hanno risposto che in Austria creano problemi perchè sono scemi, che il bambino non deve avere sei anni già compiuti, che quelle sono tutte falsità. Sapresti spiegarmi PERCHE’ in Italia non c’è una legge uguale a quella dell’Austria?
    E poi vorrei chiederti un’altra cosa: in matematica alle elementari e alle medie ho sempre avuto “buono”, mi impegnavo moltissimo, ma la mia media era più bassa di quella dei miei compagni. Comunque riuscivo sempre a cavarmela, mentre nelle altre materie avevo distinto e ottimo in inglese.
    Quindi ero tranquilla, come tutta la mia famiglia. Mi piacciono molto le lingue, sono in quinta liceo linguistico a Faenza. Il mio problema è la matematica. In prima e seconda ho avuto la stessa insegnante, che mi dava regolarmente 5. Io facevo il corso di recupero in estate e recuparavo con 7. In terza invece abbiamo avuto un nuovo insegnante, neolaureato in fisica, che viveva a Ravenna. Nella sua prima verifica ho preso 5. Insieme a mia madre ho pensato: “E’ solo un 5, potrei andare a lezione e recuperare.” Così ho fatto. Da quel momento in poi, nelle verifiche di mate ho sempre e solo preso due. Ho dovuto recuperare in un’estate tutto il programma dell’anno scolastico. Sono andata sempre a lezione da un’altra prof, molto valida, tre volte a settimana per tre mesi, con i soldi che i miei genitori ottenevano e ottengono dal duro lavoro. All’esame di riparazione per passare in quarta, sempre con quel neolaureato, ho preso due. Il professore mi ha detto esattamente queste parole: “Tu dovevi solo fare più esercizio. E tralasciare le lingue. Comunque in matematica sei completamente ignorante, non capirai mai nulla.” Di fronte a tre professori allibiti. Sono uscita e mi sono messa a piangere.Avevo fatto quattro quadernoni di esercizio. Aggiungo anche che questo professore ha fatto affrontare alla mia classe (linguistico-socio articolata) il programma dello scientifico.
    Quella gran quantitàdi esercizio non era servita a nulla. Mi promossero perchè ero molto brava in tedesco, avevo 10. In quarta e quinta ho avuto la prof del primo e secondo anno. Ma dal momento in cui io ho preso quel 2 a quell’esame di riparazione, io ho sempre e solo preso due. Vado a lezione da un’altra insegnante privata, Teresa Vignoli. Con lei mi capisco, mi fa capire la matematica, ma dinanzi al foglio della verifica dimentico di colpo tutto cio’ che studio, prendendo due. La Vignoli insegna alle medie, ha esperienza anche con bambini discalculici (“il loro problema è che non sanno le tabelline” mi ha spiegato). Io non so quelle dell’8 e del 9, ma le altre le so. Se non è discalculia, come si chiama cio’ di cui soffro?
    Può essere una forma di discalculia derivata dal trauma che ho subito a quell’esame di riparazione per passare alla quarta?
    Qui nessuno mi vuole credere, solo la mia insegnante di italiano e la mia mamma, che aveva pensato di portarmi in un centro specializzato a Vienna per farmi visitare.
    Aggiungo anche un’altra cosa: la mia istruzione matematica è stata carente perchè ho frequentato la scuola elementare fino alla terza in Sicilia. E sono inb quinta, matematica all’esame l’ho esterna e non so come fare. Mi è stato consigliato di restare calma.
    Aiutami tu, che potrei fare io?

    • admin scrive:

      Ciao Martina, bella domanda! Ti capisco profondamente perchè ho avuto una storia simile alla tua per quanto riguarda la matematica, ma oggi posso dire che ero e sono discalculica, eppure ho fatto lo Scientifico e, aiutata, ho preso il massimo dei voti all’esame di stato. Certo, se ora mi chiedi qualsiasi cosa di matematica, tabula rasa!
      La scuola italiana è poco attenta all’età di ingresso dei bambini, e non solo a quella! Però ora sei grande, se pure può avere influito all’inizio, ora non più. Se vuoi sapere se sei discalculica o no, dovresti fare un valutazione generale. Per la tua età ti consiglierei l’Arcispedale di Reggio Emilia. Pur tuttavia, quando finirai la scuola, non ti dedicherai più alla matematica, credo 🙂 Quindi, pensa intanto a passare l’esame con l’aiuto della tua insegnante, e chissà che, proprio perchè avrai un prof esterno, ti andrà meglio!
      Tantissimi auguri!

      • giuliana scrive:

        Sono un’insegnante della scuola primaria ed ho in classe una bimba discalculica; vorrei tanto sapere da te quali sono stati concretamente gli strumenti più utili. Se mi potrai aiutare, insieme aiuteremo una bimba in grandi difficoltà. Grazie Giuliana

  27. Elena scrive:

    Salve a tutti, sono una ragazza di 24 anni e la mia storia è simile se non identica a quella di Silvia. Ho frequentato le elementari in maniera molto svogliata, con maestre praticamente pazze che godevano nell’umiliarmi, tanto da provocare in me ansia e attacchi di panico a soli 7 anni. Per una serie di motivi irreali, mi sono ritrovata a frequentare le scuole medie con l’insegnante di sostegno, è stato un periodo orribile, il bullismo dei compagni di classe era atroce e io ero sola.
    Dopo quei 3 anni di scuole medie, contro il parere di tutti i prof, mi sono iscritta a un liceo artistico, (altra analogia sorprendente con Silvia) 60 km lontano dal mio paese. in quei 5 anni ho dato tutto me stessa, studiavo le giornate intere e avevo una vita sociale spettacolare, questo perchè nessuno, nè i professori, nè le nuove amicizie sapevano del mio passato scolastico disastroso.
    Mi sono diplomata con un voto piuttosto alto, il secondo più alto della classe.
    Ho provato a fare i test d’ingresso ad architettura, e sono entrata.
    La mia strada universitaria si è rivelata tortuosa per questo motivo, i compagni sono venuti a sapere del mio passato e mi hanno isolato, anche io ero iscritta su facebook, come Silva e mi sono dovuta cancellare dalla disperazione, perchè grazie a questo mezzo tutti hanno saputo, comprese le mie “amicizie” che ormai mi reputano una ritardata.
    Sono sotto terapia da due anni, a causa di depressione e ansia.
    Non credo di essere un caso grave comunque, non credo nemmeno di essere dislessica, non avendo mai avuto una diagnosi effettiva, infatti risulta che il sostegno scolastico era il solo mezzo per non bocciarmi e basta, cosa molto comune nella scuola del mio paese.

  28. Elena scrive:

    Ho raccontato questa mia storia per dire soprattutto ai genitori, psicologi e professori, di valutare bene, di essere certi dell’esistenza di un problema nel bambino o ragazzo che sia, prima di mettere il sostegno scolastico. Se non c’è veramente bisogno evitate! Perchè avere il sostegno scolastico è comunque alienante, come hanno scritto altri, un dislessico dichiarato è solo, è considerato stupido in qualunque ambito non solo quello scolastico, ma famigliare, sociale e vale per tutta la vita.. è bruttissimo credetemi! Quindi non pensate solo a facilitare la vita della persona in questione, valutate soprattutto i contro.
    La gente è ignorante, ed è davvero molto cattiva, soprattutto quando chi ha passato una vita a farsi umiliare dagli altri perchè reputato ritardato, riesce a migliorarsi e a studiare, gli altri la vedono sempre come un’ingiustizia.
    Quindi valutate bene, andate da più psicologi, cambiate scuola se necessario, non prendete alla leggera il sostegno scolastico, non è sempre una buona soluzione, anzi da parte mia è la soluzione peggiore se non c’è tanto bisogno.
    Certe volte, basta solo anche un incoraggiamento! E’ tutta bassa autostima.
    Ringrazio Rossella per l’augurio 🙂

    • Rossella Grenci scrive:

      Non fai che confermare ciò in cui credono tutte le persone che si occupano seriamente di dislessia: il sostegno scolastico non serve, anzi, può essere molto dannoso, tanto che la legge non lo prevede per i dislessici.

      • sara scrive:

        Ciao! per questo discorso sul sostegno a scuola vi assicuro che anche se era era difficile da acciettare, l’aiuto di una brava insegnate mi a aiutata tantisimo sopra tutto alle superiori perche non riuscivo a prendere appunti da sola!!Care mamme, ovvaimente dipende dai casi, ma il sostegno può essere un’ottimo aiuto!!lo scrivo perche molte mamme, al contrrio di cosa ce scritto sopra, pensano che il sostegno sia una punizione e sia una punizione, ma a volte e utilissimo e se le mamme sstengono i loro figli, loro la vivono abbastanza serenamente!

  29. Vinicio Dolfi scrive:

    Quello che dice Elena non fa che confermare
    il fatto che la cattiveria è direttamente proporzionale
    all’ ignoranza. Credo davvero che la conoscenza sia
    per l’ umanità il bene massimo e la scuola dovrebbe
    fare proprio questo, diffondere la conoscenza. Se tutti
    avessero davvero conoscenza cattiverie e sofferenze
    non ci sarebbero.

  30. giuliana scrive:

    Mi farebbe molto piacere ricevere indicazioni dettagliate sugli aiuti per i discalculici, dal momento che si fa fatica a trovare materiale adatto. Grazie Giuliana insegnante primaria

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao Giuliana, non esistono indicazioni valide per tutti. Naturalmente dipende dalla classe che frequenta la bambina, dalle sue difficoltà specifiche. L’ideale sarebbe contattare chi ha fatto la diagnosi per avere ulteriori informazioni. E poi bisogna formarsi e sperimentare…

      • giuliana scrive:

        Ciao, è vero, questo lo sto facendo da almeno dieci anni e continuo a farlo attraverso una continua formazione, ma credo che sia estremamente utile sentire le esperienze dei ragazzi che ce l’hanno fatta , per capire qualcosa di più…….. Ho in classe tre alunni con certificazione di dsa e i livelli di difficoltà sono estremamente diversi; inoltre è per la bambina anche discalculica che si fa fatica a reperire indicazioni precise. Grazie Giuliana

        • Rossella Grenci scrive:

          Puoi ben capire che senza conoscere la bambina è difficile dare indicazioni generiche. Ecco perchè ti dicevo di fare riferimento agli specialisti che la seguono. Comunque trovo che il materiale Erickson, in generale, sia ottimo!

  31. Serena Mancassola scrive:

    salve, invece di fare un commento vorrei raccontarvi una cosa, mi chiamo serena e ho 15 anni. quando ero in prima elementare la mia insegnante di inglese disse a mia mamma che pensava fossi dislessica perché scambiavo la f con la v le mie m sembravano n e le mia a o sbagliavo le doppie e faticavo a leggere in inglese. mia madre rispose che tutti vanno degli errori nei primi mesi e lasciammo perdere. nelle altre materie invece ero una delle migliori. alle medie andavo bene in tutto, non scendevo mai sotto il 10 in scienze e il 9 in matematica ma nelle lingue facevo più fatica e il primo anno dovetti sforzarmi tantissimo. c’è da dire che il karate mi ha aiutato molto già alle elementari per la disciplina che da e la concentrazione. ma ora che sono al liceo e che devo impegnarmi ancora di più anche in matematica ho 6 e in italiano il 6 grazie a grammatica ma, i temi sono un disastro la mia insegnante dice che ho una sintassi orrenda, una scrittura peggiore di quella di un medico e spesso mi corregge lettere che sono giuste perché incomprensibili. a leggere vado veloce ma spesso è come se mi si inceppasse la lingua e non riesco a dire quella parola, mi ha consigliato di leggere di più ma senza che me o dicesse avevo già letto 32 libri da gennaio. mi sorge una domanda, la mia vecchia maestra potrebbe avere ragione? vi prego rispondetemi, voglio togliermi questo dubbio.

    • Rossella Grenci scrive:

      Da quello che mi racconti non si può dire molto, ma se avessi dei dubbi potresti toglierteli cercando qualcuno che ti fa la diagnosi.
      CIAO!

    • giuliana scrive:

      Ciao Serena, ho conosciuto due ragazze che si sono rivolte al Centro di Reggio Emilia (credo sia l’unico che fa le diagnosi agli adulti), hanno scoperto di essere dislessiche e ora sono “contente”, almeno sanno qual è l’origine della loro difficoltà. Ciao Giuliana

  32. Asia scrive:

    Ciao , sono felice di aver trovato questo blog e sentirmi meno sola nel mio handicap, ho 45 anni e appena adesso scopro di essere dislessica , all’ epoca de la mia elementare essendo mancina , mi hanno costretta a scrivere solo con la destra , al 3° chiamarono mia madre per dirle che si rassegnarsi perche non arrivarei mai al livello minimo ammissibile e che sarebbe stata bocciata…. comunque eccomi qua , dopo smisurati sforzi, continue ummilliazioni e ore di studio infinite che non fruttavano, ho finito la media, con la consapevolezza di essere minorata. Oggi sapendo che non sono stupida vorrei veramente compiere il mio sogno e tornare ai banchi di scuola . Vorrei si fosse possibile, un consiglio , un metodo o una tecnica per imparare a imparare . Grazie !!

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao Asia, l’handicap te lo ha creato chi non ha saputo comprenderti e non ti ha aiutato. In realtà essere dislessici comporta solo un modo diverso di apprendere. Nel tuo caso, visto che sei adulta, potresti cercare in che modo riesci meglio ad imparare e metterlo in pratica. Utile sicuramente il computer per la scrittura, l’uso dei libri digitali e degli audiolibri, le mappe concettuali e mentali per lo studio… e tutto quello che può aiutarti.
      Auguri!

  33. giuseppina scrive:

    Tutte queste storie fanno pensare che i dislessici debbano essere veramente molto forti per superare le difficolta’ e l’ignoranza di tanta gente tra cui molte maestre che peggiorano la situazione come è capitato a mio figlio . Oltre alle maestre in piccoli paesi si mettono anche le mamme degli altri a peggiorare la situazione ma tutto questo rende in nostri piccoli più forti anche se a volte sembrano non farcela noi genitori sempre accanto a loro ad infondergli sicurezza sicuramente li aiuteremo…..ne ho la prova mio figlio ha 10 anni la diagnosi è stata fatta a 9 anni ma sento che ce la fara’ un mio collega medico fortemente dislessico ce l’ha fatta. Tutto quello che noi genitori stiamo passando spero che verra’ ripagato con il loro successo il successo dei nostri tesori allla faccia di chi li tratta con bambini con problemi…… comprese le dirigenti scolastiche che (non tutte) A VOLTE NON CAPISCONO NIENTE……

  34. romina scrive:

    ciao,finalmente ho trovato qualcuno con qui sfogarmi,sono la mamma di filippo dal 18 aprile di questo anno le maestre della sua scuola mi hanno messo al corrente delle difficolta’ scolastiche giudicate all’inizio come iperattivita’ e poca maturita’ trasformandosi via via in “dislessia”.sono caduta dalle nuvole quel giorno,lo ricordo come un incubo.non riesco ad accettare questa difficolta’del mio bambino perche’ non so’come aiutarlo.viene seguito da una logopedista ma questo non basta,ora che sta per iniziare la scuola lui è molto nervoso e io non vorrei mai che quel giorno arrivare.so’ che sara’ un percorso lungo e difficile,ce la metteremo tutta

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao Romina, capisco che non è semplice, che la scuola a volte non aiuta, ma se fai così rischi di non aiutare il tuo bambino. l’accettazione del disturbo passa attraverso di te e se tuo figlio accetta i suoi problemi si impegnerà di più e non si abbatterà. Quindi: forza!

  35. Monica scrive:

    Io sono nuova della pagina. Sono la mamma di 3 bimbi, il primo dei quali con problemi di disortografia e disgrafia (diagnosticati dopo 8 mesi di consulenze a giugno u.s.). Ha terminato la seconda elementare con enormi sforzi. La prima elementare l’ha fatta con una docente che quando era gentile lo apostrofava con: “sei un incapace”, tanto che lui se ne era convinto. Lottare contro la scuola è stato come lottare contro i mulini a vento. Così gli abbiamo cambiato classe e le sue nuove maestre dopo una 1 mese di scuola ci hanno detto che era traumatizzato e soggetto ad una fortissima ansia da prestazione e che probabilmente il bambino aveva questi problemi che poi effettivamente l’asl ci ha certificati (sia l’ansia che i problemi disgrafici e disortografici).
    Purtroppo le strutture pubbliche sono talmente oberate di richieste che metterlo in lista per le terapie è impossibile, Voi potete indicarmi dei buoni specialisti in merito, Roma zona Tuscolana/Cinecittà?
    Mi hanno parlato dei libri informatici dove li posso trovare e cosa sono esattamente? Devo chiedere prima alle docenti del bimbo?
    Grazie 1000.

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao Monica, in effetti non avendo un logopedista che lo segue devi metterti d’accordo con le insegnanti per far qualcosa per lui. non credo che abbia bisogno dei libri digitali, ma potrebbe aver bisogno del computer per scrivere. Per avere qualche informazione “sul posto” ti conviene fare riferimento all’Ass. It. DIslessia di Roma.

  36. Francesca scrive:

    Ciao mi chiamo Francesca ho un bimbo di sei anni che a maggio è stata diagnosticata la disgrafia abbiamo lavorato tantissimo sia a casa che con l’aiuto della logopedista. Ha un problema abbastanza grave con la percezione visiva e con l’impugnatura della matita che la tiene come se fosse mancino ma è destro le forbici le sa usare male. Comunque all’ingresso della scuola era migliorata sia la percezione visiva sia l’impugnatura, il bimbo va a scuola volentieri e ha voglia di fare, la maestra è stata avvisata per tempo e invitata a chiamare la logopedista sembrava collaborativa peccato che non lo è stata, conclusione il bimbo ha ripreso le brutte abitudini della postura sbagliata cosi’ la logopedista a chiamato la maestra a scuola e dopo tutto lo spiegone abbiamo capito che non ne sa niente di disgrafia e non sa cosa fare. Ora il bimbo vive di rendita perchè tutto ciò che sta facendo a scuola lo ha già fatto nelle vacanze come faremo ad affrontare tutto il resto? Sono cosi’ delusa non è possibile che ci sia ancora tanta ignoranza……. Avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno grazie per avermi dato spazio

  37. Mirella cesarii scrive:

    Salve sono Mirella e ho due figli di 14 e 12 anni. Il primo, Matteo, ha avuto una vita scolastica disastrosa sin dalla scuola materna perchè non riusciva a colorare nei contorni, a disegnare in modo gisto ecc. Passare alle elementari è stato una tortura: ore e ore a scrivere a fare calcoli e a leggere, lo facevo esercitare 365 giorni l’anno anche con febbre e varie malattie infantili. Alle medie sempre peggio fino ad arrivare alle superiori liceo delle scienze umane perchè c’è poca matematica e capire psicologia filosofia era per lui importante poichè è stato sempre trattato da ritardato sia dagli insegnanti che dai compagni. A dicembre dell’anno scorso ci siamo rivolti a una psicologa che dopo aver fatto i test ci lascia la diagnosi dicendoci che c’è una forte differenza nell’ambito logico matematico rispetto a quello parlato, ha problemi con la memoria abreve termine e con la performance, ma che per un punto non può riconoscere la dislessia e discalculia.
    A gennaio abbiao dovuto cambiare scuola e rivolgerci in una privata, la preside ci dà l’indirizzo di un altro psicologo perchè ad aprile i vari problemi scolastici sono evidenti anche nel modo di isolarsi dai compagni, per non parlare poi di compiti non segnati sul diario o segnati in giorni diversi e quindi valutati 4. Andiamo tutta la famiglia in quanto sono stata accusata di aiutare mio figlio. Dopo mesi di incontri e test la diagnosi è stata Disfunzionalità cognitiva trasversale. La scuola non ha mai avuto questo problema e gentilmente ieri ci hanno invitato a cambiare scuola se non addirittura ritirare il ragazzo alla fine dell’obbligo scolastico poichè per lui non c’è alcuna possibilità nel futuro. Non sappiamo che fare! Aiuto, un consiglio.

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao Mirella, che storia! Per avere maggiore chiarezza in una probabile diagnosi di Dislessia la diagnosi deve essere fatta in equipe, non solo dallo psicologo. Quelle diagnosi dicono tutto e niente… perchè non ti rivolgi alla sezione dell’Associazione italiana dislessia della tua provincia e chiedi a loro dove si può fare la diagnosi? Comunque la scuola non può liquidarti così, cosa significa??? La scuola serve per far apprendere tutti, non solo quelli più fortunati! Fatti supportare da qualcuno, chiedi allo psicologo dove sei andata che significa la diagnosi…. fai qualcosa.

  38. Francy scrive:

    Ciao, sono la mamma di un bambino di 11 anni che frequenta il primo anno alle medie. Leggendo le varie storie mi sono resa conto che molti genitori si trovano nella mia stessa situazione. Mio figlio ha finito le elementari con un giudizio “discreto” , a dire degli insegnanti è distratto e non riesce a concentrarsi, lo studio era discontinuo e con maggiore impegno avrebbe avuto risultati migliori. Mi sono sempre occupata io dello studio e vi posso assicurare che dalla 4° in poi abbiamo fatto una fatica tremenda. Quante ore passate sui libri e quante cercando di scrivere in forma “leggibile” ! Ho sempre chiesto aiuto agli insegnanti per trovare delle strategie valide per lo studio ma alla fine ho dovuto pensarci io sperimentando i più svariati metodi. Quello che mi è stato detto è sempre stata la stessa cosa….è troppo lento…non è attento etc…..Ora alle scuole medie il problema si è “ingrandito” perché il tempo per le consegne non risulta essere sufficiente per mio figlio che così risulta che non sappia le cose!!!. In realtà non riesce materialmente a svolgere i compiti nei tempi stabiliti. Ho deciso quindi di fargli fare i test (purtroppo in privato perchè altrimenti avrei dovuto aspettare un anno) e soltanto alla lettura dei quaderni la dottoressa “sembrerebbe” riscontrare una disgrafia e dai primi risultati un deficit di tipo visuo spaziale. Ora io penso a quanto stress, pianti, urla etc. abbiamo dovuto sopportare ( e mi sento terribilmente in colpa) …perché nessuno si è mai interessato..e quanti altri bambini dovranno ancora piangere e perdere l’autostima!! Scusatemi per questo sfogo ma sono veramente delusa da questo sistema ….

    • Rossella Grenci scrive:

      Hai ragione. Mi chiedo sempre come mai siano sempre le mamme a dover riconoscere il problema! Auguro a te e tuo figlio un futuro migliore!

      • Francy scrive:

        Grazie per l’incoraggiamento…. finalmente so quali sono i problemi di mio figlio ( disgrafia, lieve dislessia e sindrome visuo spaziale) , ora siamo tutti molto più tranquilli e affronteremo il problema con tutta la serenità possibile ….!!…Finalmente ….!!!

  39. patrizia scrive:

    Salve ha tutti ho una bambina di 9 anni che frequenta la quarta elementare.Il suo più grande problema e quando deve studiare, capisce cio che legge ma quando deve ripetere la storia, la geografia o le scienze e un dramma!!! Ci vogliono ore perchè non ricorda cio che deve dire oppure non riesce a dire la frase come dovrebbe e non riesce ad imparare alcuni termini per esempio studiava storia e per imparare il termine “sumeri’ ce ne voluto li chiamava somari!! Per non parlare di poesie che devono essere imparate a memoria.Mi dispiace tanto perchè lei si ci impegna tanto a volte mi ci vien da piangere perchè a tanta volontà,spero tanto che qualcuno possa darmi un consiglio grazie mille.

  40. Patty scrive:

    Salve a tutti, io ho già lasciato il mio primo messaggio l’anno scorso, ni ripresento ho 31 anni una laurea in economia e proprio a luglio ho fatto i test x la dislessia, ciò che mi ha indotto a farli è stato un problema di lentezza nel lavoro che facevo ( per intenderci sono arrivati a dirmi che non mi avrebbero rinnovato il contratto se fossi stata ancora così lenta nel gestire le pratiche). Ora mi chiedo perchè il riconoscimento del problema è solo a livello scolastico e non c’è una sorta di collocamento mirato? Il problema non si risolve finita la scuola, ora sono senza lavoro, senza contare che x le mie difficoltà anche imparare l’inglese (richiesto per quasi tutte le posizioni di tipo amministrativo) è una missione quasi impossibile!!!
    Scusate lo sfogo

    • Rossella Grenci scrive:

      Mi spiace Patrizia per la sua situazione. La legge 170/2010 è stata voluta fortemente perchè si cominciasse a regolamentare la posizione dei DSA a partire della scuola. E’ chiaro che il prossimo passo dovrebbe rigiardare il mondo del lavoro, così come avvenuto in altri Stati. Anche alla sua età può cercare, però, di imparare delle strategie che migliorino le sue prestazioni lavorative, anche se non è semplicissimo. Le auguro di cuore un futuro migliore!

  41. Ragnhild Smits scrive:

    Mia chiamo Ragnhild Smits,sono Olandese ed abito In Italia dal 1987.Sono sposata e ho una figlia,Maaike di 7 anni che frequenta la seconda elementare.Sono preoccupata,perchè a scuola fa molta fatica,le compagne la prendanno in giro e non riesce a stare dietro al progamma scolastico da seguire.Oltrettutto è molto insicura,i miglioramenti li vediamo,ma a volte si blocca completamente.Questo succede quasi sempre quando è stanca ed è come se tutte le informazioni acquisite vanno perse.Da bambina facevo tanta fatica anch’io a scuola,ero molto lenta,rimanevo indietro.Fortunatamente da noi in Olanda non esistono i compiti così mio padre mi spiegava e rispiegava ogni volta soprattutto la matematica che proprio non capivo senza dover però fare compiti a casa.Era solo un ripasso.Non mi sembra tanto giusto come si fa qui che le insegnanti pretendono troppo dai bambini comunque ancora piccoli e quelli che sono meno bravi rimangono indietro con il programma.Dovrebbero essere aiutati di più,ma finchè non c’è una diagnosi precisa di ciò che ha l’allievo a sentire loro non possono fare più di tanto le insegnanti.mia figlia avrà la visita il mese prossimo e saremo sicuramente più tranquilli quando sapremo finalmente qual’è il suo problema.
    Credo a questo punto che una forma di dislessia ce l’ha e anche di concentrazione.
    Vedremo quindi a breve come possiamo aiutare Maaike a vivere meglio il suo compito scolastico.
    Grazie per avermi dato la possibiltà di sfogarmi.

    • Rossella Grenci scrive:

      Grazie a te Ragnhild per avere lasciato la tua testimonianza. Una volta trovata la strada migliore per tua figlia, imboccala 🙂

  42. susanna scrive:

    buongiorno , sono mamma di una bambina dislessica:me ne sono accorta io in prima elementare e fino alla terza abbiamo lottato per ottenere a scuola il riconoscimento delle difficolta’ e l’attuazione delle linee guida previste per legge; non mi dilungo sulle frustrazioni subite per due anni , sul calo dell’ autostima della bimba , sul mio sentirmi impotente …quest’anno finalmente la scuola ha cominciato a prendersi cura di lei e di altri bambini con queste caratteristiche e per ora non mi posso lamentare.un aiuto l’abbiamo trovato anche seguendo un corso del metodo Davis , metodo che gia’ in passato avevo avvicinato leggendo il libro “il dono della dislessia”. grande forza ci ha trasmesso il facilitatore di questo metodo , Alessandro Taiocchi, col quale io e mia figlia abbiamo passato una settimana interessante , proficua e toccante. Mi ha aiutato a capire meglio mia figlia e le sue caratteristiche e ha aiutato lei a far fronte alle difficolta’.la strada e’ ancora lunga : ci sono gli alti e bassi , c’e’ la sua paura di non farcela , di non essere all’ altezza , di non voler fare tutta questa fatica, e anche io devo imparare a accettare i suoi alti e bassi sostenendola e incoraggiandola per i suoi punti di forza che sono molti.per fortuna sono passata , dopo la diagnosi ,da uno scoramento totale,inadeguatezza , e paura , a una consapevolezza diversa: il dono
    mia figlia e’ quello che e’ non quello che fa, e trovera’ la sua strada nella vita pur dovendo superare ostacoli piu’ faticosi per lei .quindi un ringraziamento ancora ad Alessandro e complimenti per l’ interessantissimo e utile vostro sito . grazie
    Susanna

  43. ugo scrive:

    sono epilettico e lievemente dislessico. quando faccio una cosa, nel mio cervello va a mille, nelle mie mani va a 10 mi manca la coordinazione oculo-manuale. insomma sono lento. volevo solo dirvi che a 50 anni è stata scoperta la mia epilessia in ufficio (pubblico) mi hanno licenziato con un bel giro di mobbing perchè “ormai ero diventato un problema” (queste le parole che mi sputò addosso il mio supervisore. perchè i malati di leucemia/cancro/drogati non sono un problema e continuano a riscuotere stipendi? non ho pi+ uno straccio di lavoro e mai più lo avrò. un calcio in culo e via. la municipalizzata che mi ha rovinato la vita è di quelle rosse, che da sempre ostentano di essere dalla parte dei + deboli e meno fortunati. meno male!

  44. aurora scrive:

    Volevo raccontare la mia storia spero possa essere utile a qualcuno. Ho 24 anni sono dislessica ,non è una dislessia grave è una dislessia media e l’ho scoperto solo un mese fa.
    Quando ero piccola ero una bambina molto chiusa facevo fatica a socializzare ,ma la mia più grande difficoltà era la scuola la mia insegnante di italiano mi metteva in ridicolo davanti alla classe leggeva i miei temi pieni di errori , faceva spesso il dettato io non riuscivo mai a scrivere le parole seguendo la maestra una volta ero rimasta indietro come al solito così ho provato a guardare del foglio del compagno non volevo imbrogliare non l’avrei mai fatto volevo solo rimettermi in pari da li la mia maestra ha iniziato a credere che copiavo, sono stata da psicologi su psicologi ma loro continuavano a dire che non avevo nulla che non scrivevo bene forse perchè ero mancina,io avevo paura di non essere normale( e mi sbagliavo).Alle medie andava meglio andavo in una scuola privata molto facile Quando poi al liceo sono passata alla scuola pubblica è stato un inferno appena finiva la scuola mi mettevo a fare subito i compiti e finivo a mezzanotte studiavo tutto il pomeriggio più la sera prendendo anche ripetizioni,ho pensato di mollare di scegliere una scuola meno tosta molte volte, ma sapevo che sarebbe stato un errore perchè quel liceo era quello che volevo fare e sapevo che uno deve tenere duro per realizzare i proprio sogni anche se la strada è in salita.In 3 liceo sono andata completamente in crisi ho iniziato a frequentare altri ambienti oltre alla scuola a fare delle amicizie a non avere come unico pensiero lo studio e paradossalmente ero più tranquilla e andavo meglio, scopri nuovi interessi come il canto la poesia ,scrivevo spesso poesie per conto mio ,a volte anche in classe nessuno leggeva cio che scrivevo quindi nessuno mi poteva correggere gli errori,nonostante i mal di testa che avevo spesso leggevo molto dopo lo studio mi è sempre piaciuto leggere,decisi di prendere la scuola in questo modo – non importa se non ce la faccio l’importante è che ce la metto tutta-. Non sono mai stata bocciata al liceo ho avuto la media del sei x 5 anni,ma il grande scoglio fu la maturità ,dovevo fare un tema 2 saggi e in commissione e nella 3 prova avevo matematica e inglese che mi avevano dato in pagella 3 e 4 ero sicura di non passare ma durante l’anno migliorai molto sia nel saggio che nel tema,grazie al sostegno di chi mi ha sempre voluto bene e a tutte le persone che mi hanno aiutato a credere in me stessa ho superato il liceo e ora mi sto per laureare in filosofia, scopri da amici che una psicologa si occupava dei disturbi dell’apprendimento ,mi dissero che chi aveva questi disturbi aveva dei sintomi molto simili ai miei così decisi così di andare per trovare finalmente una risposta, per capire finalmente , così scopri di essere dislessica un mese .Spero che la mia storia possa essere utile, penso che ogni persona che esiste ha qualcosa di straordinario e per questo deve credere in se stessa e lottare per ciò che vuole,nella vita tutto è possibile.

    • Rossella Grenci scrive:

      Cara Aurora, sono felice per te! Sei stata una ragazza testarda e… fortunata perchè qualcuno ha creduto in te, nonostante le tue difficoltà. Questo ti ha dato la forza per andare avanti. Auguri per il tuo futuro!

  45. Agostino scrive:

    Grazie per aver taggato il mio sito. Ho tutti i tuoi libri a casa.
    Hai letto la mia storia? http://www.agostinomappe.com/lastoria.htm
    Puoi pubblicarla se ti fa piacere.
    Grazie mille Agostino

  46. anonima scrive:

    Ciao a tutti.
    Oggi è una giornata pesante, forse più delle altre in questi anni, ultimamente non passano giorni che non penso a come mi abbiano rovinato la vita certi professori delle scuole medie. Mi hanno messo il sostegno in quel periodo ancor prima di una diagnosi, svolta mesi dopo dalla psicologa loro amica con risultato positivo. Durante i 3 anni di medie, i compagni di scuola si lamentavano perchè facevo cose più facili degli altri e riuscivo comunque a prendere i loro stessi voti, questi con cattiveria infinita sostenevano davanti a tutti me compresa che ero ritardata, loro tutti erano superiori a me e lo sarebbero sempre stati. Ed ecco che 11 anni dopo, anche se ho un diploma “normalissimo” e faccio un’università a numero chiuso, sono la stupida del paese, sola e senza vita sociale.
    I miei carissimi compagni di scuola media, superiori a me (nelle loro teste) hanno propagato la notizia (del sostegno) che ho cercato di nascondere per anni.
    E’ una cosa spaventosa come una cosa del genere riesca ad essere un elemento denigratorio per tutti, dico proprio tutti, amici e parenti compresi ormai studio o non studio rimango quella stupida che cerca di essere normale ma che nessuno vuole, nemmeno a lavoro.
    Forse non sono intelligente, ma sospetto giusto un pò che non sarebbe stato minimamente utile questo sostegno scolastico anche se la gente fosse stata meno ignorante, anche perchè ho solo perso 3 anni di scuola.
    Vedo tante mamme lamentarsi perchè i loro figli non vengono riconosciuti dislessici, io farei di tutto care signore per non essere mai stata riconosciuta tale, è stata la rovina della mia vita.
    Buona serata.

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao cara, la rovina della tua vita è stata trovare persone che non sono state capaci di accettarti,forse il tuo paese è davvero troppo piccolo. Tu sai bene di non essere stupida, trova la forza in te per vivere meglio alla faccia della cattiveria dei tuoi vecchi compagni. Hai una vita davanti a te!

  47. tanuccia scrive:

    ciao ro.. sono tanuccia, ho 22 anni
    Mi hanno diagnosticato dall’età di 9 anni la dislessia e 2 anni fa, dopo tanti
    anni di studi con grosse difficoltà sono riuscita a prendere il diploma del
    liceo scientifico, con un solo anno di ritardo. Ho pensato di non andare
    all’università, perchè non mi andava più di studiare.
    Oggi però il miei problemi non sono finiti, ho difficoltà a relazionarmi con
    gli altri, quando sono in compagnia evito di parlare per paura di dire
    qualcosa di sbagliato, e mi sento insicura e timida.
    spero che mi dia qualche consiglio.
    grazie…

    • Rossella Grenci scrive:

      Ciao Tanuccia, che dirti? Complimenti! Se le tue difficoltà scolastiche ti hanno condizionato l’autostima, forse è il caso che cerchi un sostegno psicologico che ti aiuti a riacquistare sicurezza in te! 🙂

  48. daniela villani scrive:

    Ciao, mi chiamo Daniela, sono la mamma di un ragazzo di 17 anni che è in corso di valutazione per disturbi dell’apprendimento, dalle prime “indiscrezioni” ho capito che da solo ha compensato la dislessia, ma manifesta in modo forte disgrafia, disortografia e discalculia. Con il senno del poi i sintomi erano evidentissimi sin dalla prima infanzia, tuttavia è passato liscio per tutto il percorso scolastico sino al quarto anno delle superiori (liceo classico), senza peraltro essere mai bocciato. Questo perchè i voti all’orale (dal 7 al 9) compensano i 4 degli scritti e sinora ha trovato professori di matematica che premiano la buona volontà senza pretendere più di tanto. Ragion per cui, con la media del 6, è sempre andato avanti. L’unica professoressa che si accanisce veramente è quella di italiano, che si rifiuta di correggere i temi perchè ritiene che la pessima grafia e gli errori grammaticali siano una mancanza di rispetto nei suoi confronti (detto ai colloqui)
    I professori, nel classificarlo, sono indecisi tra il pelandrone, il cretino o quello che “ci fa”
    io e mio marito non riuscivamo a capirci nulla, per me mio figlio era un enorme punto interrogativo, credevo nella sua intelligenza, vedevo il suo impegno ma la pagella era sempre demenziale (nella colonna “orale” si parte dal 6.5 di inglese per finire al 9 di storia e filosofia, la colonna “scritto” è tutta insufficiente)
    Ho intuito io il problema (anzi, il disturbo, come mi corregge la psicologa) del tutto casualmente, leggendo un libro, IQ84, dove una dei protagonisti è una ragazza diciannovenne dislessica che viene descritta minuziosamente nel modo di scrivere e di parlare e nella gestualità, e ho riconosciuto mio figlio
    Dal che mi sono un po’ documentata e ci siamo fiondati in centro per le diagnosi, l’iter non è ancora completato ma siamo stati autorizzati ad iniziare a intavolare il discorso ai colloqui che saranno tra pochi giorni, mi aspetto pochissima comprensione
    Ora mi dico, se non avessi casualmente letto un libro, questo ragazzino avrebbe continuato a essere preso per scemo o pelandrone, è possibile che nessun insegnante, dalla scuola materna alle superiori, abbia avuto qualche dubbio?
    La neuropsichiatra con la quale abbiamo avuto il primo colloquio ha detto chiaramente che lei stessa ha tenuto vari corsi di aggiornamento per insegnanti delle superiori, anche nella scuola dove frequenta mio figlio, ma che incontra sempre un muro di incredulità
    Alla fine del discorso, lasciando da parte i giudizi sulla validità letteraria dell’opera, devo solo ringraziare l’autore di IQ84 perchè senza la descrizione di Fukada Eriko avrei continuato a non capire nulla di mio figlio

    • Rossella scrive:

      Ciao Daniela, come avrai potuto leggere dalle testimonianza precedenti, la storia di tuo figlio è solo una delle tante che hanno come protagonista una scuola che non è ancora pronta a recepire cosa è la dislessia, ma soprattutto, cosa si può fare. Auguro a tuo figlio un futuro radioso!

      • daniela scrive:

        Grazie Rossella, anche perchè nelle mie “indagini” le informazioni presenti sul tuo sito mi sono state di grande aiuto
        Mio figlio ha sempre avuto grande passione per la storia, sin dalle scuole medie aveva in testa di fare l’archeologo, vuole studiare a Pisa e lo sosterremo in questa sua ambizione, anche perchè se è riuscito, pur con le difficoltà che non sono state capite, ad ottenere dei risultati che non sono brillanti ma che sono in linea con quanto conseguono tanti “normodotati” vuol dire che di intelligenza ne ha davvero tanta.
        però vorrei dire una cosa: leggendo anche le testimonianze degli altri genitori ho capito che quasi sempre noi genitori intuiamo che qualcosa non va, ma non abbiamo le conoscenze per capire esattamente di che cosa si tratta. Secondo me sarebbe utile esporre del materiale tipo cartelloni o depliant presso i pediatri di base con l’elenco dei principali “segnali” del disturbo. Come è capitato a me, non tutti i genitori seguono i figli nei compiti a casa, mio figlio li faceva al doposcuola perchè entrambi lavoriamo, e nessuno ci ha mai detto nulla. Io non ho mai sentito mio figlio leggere a voce alta, vedevo solo che leggeva, per quanto ne sapevo io il dislessico è uno che non riesce a leggere, e mio figlio leggeva. Però se avessi saputo che i difetti di pronuncia, il non riconoscere la destra dalla sinistra, lo scambiare il li con il gli, la grafia stentata eccetera eccetera sono segnali di DSA mi sarei resa conto del problema così come me ne sono resa conto adesso che ho avuto le informazioni e ho ricostruito il passato di mio figlio. Tutto sommato, il fenomeno è così variegato ed ogni dislessico è diverso dall’altro, forse si può anche ammettere che un’insegnante non sappia interpretare, ma un genitore è sicuramente più sensibile, se informato. Vista anche la incidenza del fenomeno, ho visto che si parla di un 5% della popolazione scolastica, perchè non fare una campagna informativa per le famiglie? tutto sommato magari non c’è un disabile per classe, ma un dislessico per classe sì

        • Rossella scrive:

          Ciao Daniela, in realtà è proprio come dici tu, ogni dislessico è diverso ed è difficile che una campagna informativa riesca a spiegare in poche parole tutta la complessità e varietà del fenomeno dislessia. Secondo le statistiche ce ne dovrebbero essere almeno due di dislessici per classe (e anche più, nelle classi più numeorse!). Quello che ha fatto e continua a fare l’associazione Italiana Dislessia e tante altre associazioni nate in questi ultimi anni è proprio sensibilizzare a partire dai genitori, quelli che, nonostante non siano degli specialisti, sono i più attenti a rendersi conto delle difficoltà dei figli.

      • Paola scrive:

        Gentile Rossella,
        ti leggo da alcuni mesi, anch’io nel mondo della dislessia con mio figlio da pochi mesi, pur avendo lui 16 anni. Questo blog è stato tra i primi ad aprirmi gli occhi! Sono stata molto colpita dalla lettera di Daniela, mamma del 17enne, e vorrei mettermi in contatto con lei. È possibile?
        grazie e cordiali saluti,
        Paola

  49. Federico scrive:

    Ciao sono un ragazzo di 25 anni. Solo da Agosto ho scoperto di avere sia la dislessia che la discalculia. Ho sempre avuto una vita scolastica travagliata fin dalle elementari dove avevo problemi con le doppie, la lettura e le tabelline. Anche alle scuole medie ho faticato molto sopratutto in matematica, ma non contento mi sono inscritto al liceo scientifico dove senza perdere anni, ma cambiando una scuola per problemi anche relazionali, mi sono diplomato nel 2006. Poi è iniziata la vera sofferenza, ho sempre voluto studiare medicina e ho provato per ben 4 anni i test non riuscendoli a superare e cambiano nel frattempo diverse facoltà, trovando tre anni fa finalmente quella che mi piace (Economia Aziendale). Solo grazie ad un amico anch’esso dislessico mi sono deciso ad andare a fare i test e ho scoperto la dislessia e la discalculia.
    Ora sto un po’ meglio perché rivedo sotto una nuova ottica tutto il mio passato scolastico e finalmente mi sono levato il dubbio di nn essere scemo e stupido.

  50. sara scrive:

    rossella, vorrei ringraziarti perchè oltre al’importanza di questo blog per il conforto, hai avuto la sensibilità di inserire l’opziome “ascolta”; senza di essa credo che non avrei quardato questo sito. E un attenzione che no ho mai trovato da nessuna ltra parte!

  51. gabriella scrive:

    Ciao , sono la mamma di un bambino di 6 anni, mio figlio frequente la 1 elementare, a ottobre dopo sole 3 settimane di scuola sono stata convocata dalla maestra che mi ha detto che mio figlio ha delle difficoltà , è immaturo ( perchè chiedeva l’acuqa, o perchè chiedeva quando poteva mangiare perchè aveva fame ) non sa scrivere nei quadretti , che è troppo lento e non sa cosa sia la disciplina e che per le i sarebbe dovuto tornare alla scuola materna. Ora siamo a metà novembre, continuo a vedere note negative sul suo quaderno , ovviamente deve rifare tutto quello che viene fatto a scuola perchè lo ha svolto male o perchè non è riuscito a finirlo o perchè si è proprio rifiutato di scrivere o fare le schede , ecco ora siamo alla fase del rifiuto totale , odia la scuola ogni mattina trova una scusa nuova per ritardare l’ingresso, prima di fare i compiti anche lì altre scuse , le mani da lavare, l’acqua, il disegnino da finire, tutto per ritardare il momento dei compiti, compiti che se motivato ( mi sono inventata la raccolta punti premio ) svolge nel giro di 30 minuti , scrivendo bene nei quadretti, e riconoscendo le sillabe . Problema lettura : la mestra ora mi scrive che riconosce solo le vocali , a casa però ho provato a fargli associare il suono alla lettera es: PA che riconosce e scrive correttamente. Le cose che riconosco in mio figlio sono un saltare da un’attività all’altra continuamente , confonde i numeri con le lettere es .il 3 con la E e il 5 con la S . Ho capito che c’è qualcosa che non va , ma non so se si tratta di dislessia perchè mi sembra presto per poter fare una diagnosi oppure un problema di attenzione . Sono molto preoccupata per il suo futuro. Il prossimo anno ci trasferiremo in Francia e sto pensando seriamente di fargli rifare la prima in Francia.

    • rossella grenci scrive:

      Ciao, intanto faggli fare un inquadramento diagnostico in modo che possiate capire di cosa ha bisogno il bambino. Probabilmente dovrà cominciare la logopedia, anche se è presto per la diagnosi vera e propria di dislessia.

      • Gabriella scrive:

        Grazie ,
        Sono passati un po di mesi e mio figlio non ha ancora imaparato a leggere , riconosce il suono ma non capisce cosa legge, per ora sempre e solo sillabe che poi non è in gradi di unire per formare la parola, è sempre molto molto lento e sbaglia il posto e la sequenza delle lettere quando scrive, per fortuna la maestra ha capito che c’è qualcosa che non va e faremo un inquadramento diagnostico per capire come aiutarlo

  52. Cynthia scrive:

    Buongiorno ionon ho esperienza con la dislessia e altri disturbi d’appendimento,ma proprio per questo ho bisogno di aiuto,ho un figlio che ha quasi 12 anniche frequenta la prima media,lui è intelligente maha sempre fatto fatica a memorizzare tabelline,poesie,a leggere è uno dei più bravi ma spessomi dice di confondere le righe,a volte scrive una lettera per un’altra eora coi prof. è una tragedia”suo figlio non studia,non s’impegna,non sta attento, non risponde e via dicendo” Vorrei tanto che fosse uno scansafatiche ma in realtà lui studia moltissimo ma non riesce a ricordarsi nulla il giorno seguente o fa fatica a ricordare,spesso mi mettoli a rispiegargli le cose e lui mi ha confessato disperato che le spiegazioni in classe non le capisce e che non è perchè non sanno spiegarsi ma perchè lui non capisce me l’ha paragonato al tedesco, per arrivare a capire qualcosa deve fare una specie di auto-traduzione ma non sempre riesce. Io sono sfiancata lo vedo impegnarsi ma in storia,matematica,scienze,geografia e francese ha 4 nonostante tutto. Forse è mio figlio che davvero non si impegna ma non credo che sia così,forse c’è qualche altro problema. So che non siete medici ma magari sapete consigliarmi.Ho bisogno di aiuto. Grazie

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Cynthia, in effetti suo figlio potrebbe essere dislessico. Capisco anche che il passaggio di scuola può avere evidenziato queste sue difficoltà per l’aumentare delle richieste scolastiche. E’ opportuna una valutazione presso un centro specialistico, oltre che spiegare ai professori cosa la preoccupa.

  53. alex scrive:

    ciao a tutti, sono una ragazza di 15 anni, ho la discalculia, sono stata dai specialisti per trovare una soluzione ma, è stato un po’ difficile. Sono in una situazione un po’ brutta perché tutti i miei compagni sono bravi in matematica e hanno dei buoni voti tranne me.
    sono un po’ scombussolata e scoraggiata .
    La matematica mi crea scariche di stress (comincio a mangiarmi le unghie, mi strappo le ciglia…e respiro in fretta) non mi piace questa situazione!

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Alex, cerca di farti aiutare a capire cosa puoi fare per renderti la vita meno difficile a scuola. Parlane con gli specialisti, ma anche con i genitori e i professori. C’è una legge che dovrebbe garantirti un percorso meno stressante a scuola!

  54. Enrico scrive:

    Ciao a tutti!
    Ho 26 anni e sono dislessico. Spero che la mia storia possa dare un pò fiducia e qualche speranza in più a tutti i ragazzi dislessici e alle loro famiglie. Ho avuto la sfortuna di crescere in un contesto in cui la dislessia non era conosciuta e i metodi compensativi non erano così largamente diffusi quanto ora. Se da un lato posso criticare i docenti per la loro ignoranza, dall’altro devo ringraziare qualcuno di loro per il buon senso che hanno dimostrato. Ricordo ancora la maestra delle elementari che il pomeriggio mi faceva giocare con le parole, la professoressa delle medie che mi spiega tutti i trucchi per schematizzare le cose da studiare, la professoressa del liceo che nonostante un “niente” scritto “gniente” più di 10 volte in un tema mi diede comunque 10, e soprattutto devo ricordare i miei genitori che ancora oggi mi consigliano di intraprendere attività creative e a credere nei miei sogni. Certo non sono mancati momenti durissimi e tristissimi, ad esempio professori che mi facevano leggere per tutto il liceo a voce alta, compagni che mi hanno considerato stupido, solitudine abissale, emarginazione… Ma voglio dimenticarmi di chi mi ha ferito e ricordarmi invece dei veri “amici” e i veri “professori”. Grazie a loro e grazie a me (!!!) oggi sono laureato, sono un musicista, mi sto perfezionando, parlo bene inglese (grazie a correttori e con un buon vocabolario lo scrivo anche) e lavoro occasionalmente per teatri, giornali…dipingo anche nel tempo libero! Ma soprattutto rimango DISLESSICO, con tutti i limiti che ciò comporta (sono lentissimo nella lettura, la lettura a voce è insostenibile, la mia grafia è tremenda, le tabelline non le so, confondo destra e sinistra, faccio fatica nelle memorizzazione…) , ma anche con tutti i vantaggi che possono nascere da ciò (creatività, visione d’insieme, sensibilità…). Io penso che il segreto per fare di ogni dislessico un uomo o donna realizzata e felice sia un ambiente affettivo positivo. Servono diritti e riconoscimenti che vadano oltre il “poverino, è diverso” e che siano più nella direzione : “è dislessico, è come gli altri bambini; come possiamo insegnargli in modo efficace? come possiamo farlo venir fuori? il suo contributo è importante come quello degli altri! cosa ci può insegnare lui?”. Un grosso in bocca al lupo a tutti e buona ricerca del vostro talento. Tutti noi dislessici ne abbiamo uno! =)
    Ciao

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Enrico, grazie della tua testimonianza molto positiva. Ho deciso di pubblicarla 🙂

      • Enrico scrive:

        Ho visto ora che l’hai pubblicata! 🙂 Grazie a te Rossella e al tuo blog! Spero che questo mio sfogo/testimonianza abbia potuto portare un pò di positività a tutti. Comunque sono convinto che ci siano tantissime storie come la mia. Se si potesse indagare sono convinto che si scoprirebbe che molti dislessici adulti sono ottimi studenti o professionisti. Speriamo di riuscire a cambiare questa situazione tutti insieme per evitare tutte queste inutili sofferenze alle famiglie e soprattutto ai più giovani.

        • rossella grenci scrive:

          Certo, grazie a te Enrico, la tua testimonianza è stata molto condivisa su facebook, segno che è piaciuta 🙂 Auguri per tutto!

  55. Stella scrive:

    Ho un figlio di 16 anni, frequenta il secondo anno al Liceo Scientifico, dopo anni e anni difficili, quest’anno mi hanno segnalato di fare il test per i disturbi dell’apprendimento, ha fatto la prima parte con una logopedista molto in gamba e si cominciava a parlare di Discalculia. Ieri invece ha fatto la visita con la Neuropsichiatra, dal test per il quoziente intellettivo risulta; di una media di 90 per la sua età (dice la Dottsa) lui ha 127. Dice che è come se fosse un uomo di 120 anni, per le sue conoscenze. È ora che cosa succede? È possibile questo? E perchè ha così tante difficoltà a scuola? Mi sento più sconfortata di prima e tanto confusa, può darmi un consiglio o come posso muovermi. La ringrazio per l’attenzione.

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Stella, le hanno già dato la relazione conclusiva? Il suo Quoziente Intellettivo nella norma potrebbe proprio essere indicativo per un Disturbo Specifico di Apprendimento. Bisogna capire la valutazione con la logopedista che esiti ha dato.

  56. daniela villani scrive:

    Ciao, sono Daniela, ho scritto della vicenda di mio figlio 18enne ad aprile e vorrei esporre come è andata a finire: da circa 10 giorni mio figlio sta frequentando una scuola paritaria privata perchè i suoi professori del liceo statale, dopo la diagnosi, hanno iniziato una vera e propria guerra, soprattutto la professoressa di italiano. Ci è stato detto di tutto, anche al ragazzo, in sostanza secondo i docenti ci si era trovati la “scusa” per giustificare lo scarso impegno perchè, sempre secondo loro, poichè mio figlio non ha il dono della scrittura, si dovrebbe esercitare e studiare la grammatica, così migliorerebbe. E poi “ognuno è più portato per delle cose e meno per delle altre, lui va benissimo alle interrogazioni, ha nove in storia e filosofia, allora tutta la classe è dislessica”. In consiglio di classe (tenutosi senza la nostra presenza) è stato dichiarato che non esisteva alcun problema e che non c’era bisogno di PDP; alle nostre proteste si sono messi all’opera ed hanno prodotto un PEI, dal quale emergeva ovviamente che non c’era nussun problema, visto che appunto mio figlio non ha patologie da legge 104; la psicologa del centro che ha seguito mio figlio ha fatto di tutto per incontrare i docenti e non le è mai stata data udienza. Mio figlio ha continuato a svolgere compiti scritti senza applicazione di misure dispensative/compensative, gli è stato solamente concesso l’uso del computer, per il resto è stato valutato come se nulla fosse, conseguendo ovviamente una sfilza di 4 mentre alle interrogazioni ha continuato ad andare benissimo. Abbiamo cercato di far valere le nostre ragioni, ma il rischio di perdere l’anno era sinceramente troppo elevato e trattandosi dell’anno del diploma, d’accordo con il ragazzo, si è deciso di cambiare scuola.
    Ho visto nei commenti precedenti quello di Paola, mamma di un 16enne, spero che per lei le cose siano andate meglio, mi piacerebbe sapere il seguito della sua esperienza, visto che era incuriosita dalla nostra.
    peggio di così non poteva andare, però ne siamo usciti bene a livello familiare, con mio figlio non abbiamo mai avuto problemi di relazione, però ora mi sembra che ci sia qualcosa di più.

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Daniela, auguro a te e tuo figlio un prosieguo migliore, soprattutto che lui possa completare serenamente il suo percorso scolastico. Auguri!

    • Paola scrive:

      Ciao Rossella e ciao Daniela,
      felice di rileggerti. In realtà anche il nostro percorso è in salita: all’inizio di quest’anno, passando al triennio, il PDP è diventato qualcosa di inafferrabile di cui alcuni avevano sentito parlare, altri no, e di cui nessuno teneva conto. Ho parlato con i prof uno per uno trovando a volte apertura a volte chiusura, inseguito e informato una ignara referente, ma ho la sensazione che il messaggio sia “ok prendiamo atto, se però i voti non sono buoni non dipende da noi”. E intanto i voti delle prime verifiche restano! Abbiamo poi firmato il PDP solo ai primi di dicembre, ma i comportamenti strani continuano: in una verifica di filosofia a mio figlio sono state “sequestrate” le mappe dal prof che voleva controllare che non avesse copiato. Naturalmente mappe autoprodotte o prelevate dai siti appositi, non certo fornite da lui. Ma leggo però, Daniela, che nella vs. scuola le cose sono andate ancora peggio! Che desolazione. Ormai mi pare di aver capito che tocca trasformarsi in mastini e pitbull e non mollare l’osso. È difficile, credo, per gli insegnanti uscire dalla loro forma mentis: se lo studente non ha buoni risultati, sì vabbé è DSA, però deve fare di più, deve lavorare di più, dimostrare di continuo qualcosa, vivere al primo banco attaccato alla cattedra, essere sorvegliato come un detenuto in libertà vigilata e comunque sospettato di dolo perenne nei confronti dell’istituzione. Sbaglio io?
      Saluti cordiali,
      p.

      • rossella grenci scrive:

        Non sbagli, e oggi con la legge e ieri senza (quando i miei figli erano alle elementari e alle medie) è sempre la stessa storia e i genitori devono essere i “legali” rappresentanti dei figli!

  57. benvenuto saba scrive:

    in adulta età ho deciso di fare un corso di Inglese l’insegnante dopo poche lezioni mi ha detto di essere dislessico – come hai fatto ha conseguire gli studii con molta fatica-
    Mi ritengo fortunato di avere una componente creativa notevole.
    Mi piacerebbe sottopormi a dei test sono intessatissimo per capire più in profondità
    Una mia amica insegnante sostiene che noi compiamo dei ragionamenti molto articolati e complessi il mio forte sono le associazioni . pare sono pure discalculo un vero disastro
    si fa per dire…

    un saluto benvenuto saba

  58. Stella scrive:

    Ho già scritto a questo blog però volevo anche iscrivermi al gruppo su Facebook ma la mia richiesta di amicizia nn viene accettata, come posso fare?Sono interessata a seguire un po’ di più questi argomenti dato che recentemente è stata diagnosticata la Discalculia a mio figlio. Grazie mille per l’attenzione. Stella

  59. sara scrive:

    Ciao!forse questo no e il posto gusto per fare queste domande..forse pero può servire a tutti.. scusa rossella se e sbagliato, io ci provo. da temo sto cercando il libro il signore degli anelli e ance il diario di anna franc per leggero..con le orecchie 🙂 , ma non riesco a trovalo. qualcuno conosce un posto on lin dove l’ho posso trovare o sai come devo fare a cercalo o a chi chidere? grazie mille!

  60. anna rita scrive:

    buongiorno rossella mi chiamo anna ,anche io ho un ragazzo dislessico con discalculia e disgrafia,lo abbiamo appena scoperto ieri,mio figlio grazie alle insegnanti precedenti sta ripetendo la 1 media ,non si erano accorti di niente ,e quando andavo ai colloqui mi dicevano sempre che era svogliato ,non aveva voglia di studiare,è io alla coordinatrice di classe gli chiedevo sempre se lui poteva migliorare se lo facevo aiutare nei compiti o a studiare le materie ma lei non faceva altro che dirmi ,no no lui deve studiare da solo ,perche in questo momento lui non a proprio voglia di studiare deve solo impegnarsi di più,è poi alla fine ….me lo anno bocciato ,ho passato dei brutti momenti anche perchè era l’unico alunno che avevano bocciato ,ricordo che quando anno messo fuori dalla scuola gli esiti giuro non o avuto mai tutte quelle telefonate in vita mia tutti gli amici di mio figlio non facevano altro che telefonargli piangere al telefono lo so io quello che o passato e non dormire la notte ,e devo ringraziare solo alle insegnanti e coordinatrice che non avevano capito un bel niente,adesso io ti chiedo un favore vorrei chiederti ,posso fare qualcosa di legale verso le insegnanti e istituto ? e poi abbiamo scoperto il problema grazie alle nuove maestre che lui ha adesso ,sono molto in gamba e le ringrazio tantissimo ,però le altre devono pagare tutto ciò quello che a passato mio figlio ,ti ringrazio aspetto una tua risposta anna.

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Anna, mi spiace, la storia di tuo figlio purtroppo è comune a tante altre. Non credo si possa fare niente di legale o, almeno, io non ho mai sentito che in questi casi qualcuno abbia agito legalmente.
      Mi auguro che tuo figlio si riprenda e che non debba più subire nessun tipo di discriminazione a scuola!

  61. sabrina scrive:

    Sono Sabrina mia figlia frequenta la prima media, ieri a un colloquio scolastico mi hanno informata che pur facendo tante ripetizioni con un insegnante di sostegno mia figlia non ha migliorato per nulla in matematica e inglese. premetto che in 5 anni di elementari mi sono sempre sentita dire che è distratta, svogliata, con la testa fra le nuvole e estremamente infantile. Ora alle medie mi consigliano un test per capire se si tratta di discalculia. Lei scrive molto canzoni e poesie,(ma con tanti errori ortografici) suona il violino da 2 anni piu’ a orecchio che leggendo le note. quando le formulo un conto matematico anche semplice , o ci pensa su’..o tira numeri a caso, poi ragionando un po arriva quasi sempre a una risposta esatta. Sta di fatto che l’ insufficenza in matematica e inglese resta. Non so cosa pensare… è svogliatezza o discalculia? (premettendo che mia figlia quando ne abbiamo parlato afferma di odiare
    queste due materie, nel resto se la cava. ciao a tutti e buona giornata!!!!!

    • sabrina scrive:

      sono sabrina mi scuso per i miei errori ortografici. Volevo aggiungere: mia figlia passa ore e ore a disegnare oltre che a scrivere. Non lega con tutti i compagni, sopratutto con
      le femmine, ultimamente vuole abiti solo maschili, io la accontento anche perchè sono fasi della vita che ho passato pure io!!!!!

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Sabrina, per togliersi ogni scrupolo è sempre bene fare dei test. Perchè rimanere nel dubbio? Non esistono ragazzi svogliati, ma solo ragazzi che hanno qualche difficoltà che non vengono sempre riconosciute. D’altronde in I media non dovrebbero quasi più esistere gli errori di ortografia, così come le difficoltà nella lingua straniera potrebbe essere indicative di altro… Approfondisca con un giusto percorso diagnostico, così come le è stato consigliato a scuola e auguri!

  62. Angela scrive:

    Buongiorno sono mamma di un dsa ,riscontrata in quinta elementare!
    Ha frequentato fino alla quarta in un altra scuola poi causa trasferimento cambio scuola e qui si accorgono che Cristian potrebbe avere un disturbo dell’ attenzione!
    Ci rivolgiamo a una neuropsichiatra che esegue i test e che ci da la conferma che Cristian ha una forma di dislessia importante!
    E da come terapia degli screening per saper usare strumenti compensativi e dispensativi!
    Inizia la prima media ed e’ un disastro,l’ organizzazione del materiale, compiti nn scritti,nn svolti di conseguenza, nonostante avesse chi a casa lo seguiva!
    Comportamento in classe disattento, disturba, ecc.
    Conclusione anno scolastico bocciato!
    Quest’ anno ripete l’ anno con stesse problematiche,
    La professoressa di Italiano diversa, che nn riesce e nn vuole comprendere il fatto che Cristian ha un disturbo e va compreso!
    Lei accusa noi genitori di essere assenti,nn mette in atto le misure che dovrebbe,cioè riduzione dei compiti e un piano si studio personalizzato e adeguato!
    E’ solo capace di accusare noi genitori,e quando noi le abbiamo fatto richiesta di impegnarsi almeno nel verificare che scriva i compiti o affiancargli un compagno che lo aiuti a scrivere , la sua risposta e’ stata che nn c’ e’ tempo, che a volte suona la campana, lo hanno messo in banco da solo attaccato alla cattedra e la prof continua a ripetere agli altri alunni di lasciar perdere Cristian e addirittura punisce dando note ad altri compagni se gli danno retta accusando Cristian di aver fatto prendere una nota al compagno.
    Oggi all’ ennesimo colloquio la prof mi dice che Cristian in quella classe e’ un pesce fuor D’ acqua e che nn ha relazione con i compagni e la cosa nn mi risulta così!
    Che Cristian e’ un ripetente e’ grande rispetto ad altri quindi e’ inadeguato!
    Anche aiutato da un compagno a scrivere i compiti nn e’ possibile perché gli altri rispetto a lui sono piccoli!
    Un giorno Cristian nn ha svolto un compito e la professoressa davanti a lui ha detto..”Cristian nn e’ colpa tua ,e’ colpa dei tuoi genitori”
    ha preso una nota perché invece di rispondere a 5 domande ha risposto a tutte e 10,
    Ha dato una nota a tutta la classe per il fatto che alcuni ragazzi portano materiale in più o fanno compiti in più usando come esempio (scritto sul libretto)il caso di Cristian !
    Oggi mi ha detto la prof che e’ consigliabile fargli cambiare scuola perché in questa classe nn e’ assolutamente adeguato!
    Cerco di parlare con lei ma nn mi da modo di parlare, mi interrompe ogni qualvolta cerco di dire la mia!
    La mia impressione su tutto ciò e’ che la prof. Nn ha voglia di aiutare un ragazzino che ha un disturbo !
    Io mi chiedo e’ mai possibile che un insegnante sia così insensibile di fronte a un ragazzo che ha un disagio, invece di aiutarlo gli va solo contro?
    E’ mai possibile che di fronte a una diagnosi dove per legge devi attenerti ad usare determinanti strumenti lei possa decidere di nn farlo perché secondo lei Cristian nn ha nessun disturbo ma e’ un ragazzo che ha altri problemi del tipo rabbia repressa, disturbi di altro tipo psicologico
    Siamo arrivati al limite della disperazione!
    Scusate lo sfogo
    Grazie
    Vorrei un parere e un aiuto

    • rossella grenci scrive:

      Le cose che racconti sono molto gravi. Rivolgetevi all’AID per essere tutelati!

      • Angela scrive:

        Oggi me lo hanno sospeso da scuola dicendo che e’ per legge dopo 3 note disciplinari!
        Per legge devono anche usare strumenti adatti a lui se e’ per questo!
        Grazie mille provvederò sicuramente!
        Buona giornata!

  63. Cristina Tarquini scrive:

    Cara Sara, cari tutti, sabato scorso, presso l’Università di L’Aquila (ma i corsi si tengono in tante università italiane) circa 60 docenti (tra cui me!)/dirigenti di scuole hanno conseguito il Master in Didattica e psicopedagogia per i Disturbi Specifici di Apprendimento. Speriamo di fare bene!! Grazie per il tuo supporto, mi ha fatto piacere!! E grazie per i vostri racconti che ci aiutano a capire 🙂
    Un abbraccio a tutti
    Cristina

  64. Daniela scrive:

    Buongiorno, sono la mamma di un bambino di quasi 8 anni, di cui si sospetta una dislessia.
    Speravo di trovare un po’ di conforto su questo blog, ma in realtà tutte le esperienze che ho letto mi fano stringere il cuore per tutti voi e per mio figlio. Quanta ignoranza! Quanta incomprensione! Al giorno d’oggi
    è veramente incredibile che le cose stiano ancora così.
    Il mio bambino non ha mai avuto nessun problema, ha imparato a parlare molto presto e con grande proprietà di linguaggio. Tra l’altro, essendo il papà di lingua francese, ha imparato anche il francese. Riconosceva già tutte le lettere e sapeva mettere insieme le sillabe già in materna. Ha sempre disegnato benissimo ed è un bambino sveglio, con grande senso dell’umorismo e proprio intelligente.
    A scuola inizialmente nessun problema, si è integrato bene ed è sereno. Alla fine della prima la maestra ci ha allertato del fatto che notava delle difficoltà ortografiche e ci ha consigliato di farlo controllare da una logopedista. L’abbiamo fatto e lei subito ci ha detto di sospettare una dislessia. A me pareva incredibile, visto che nel frattempo leggeva bene, addirittura anche in francese, però notavo questi errori, soprattuto le doppie e l’h. In estate tanti dettati e esercizi vari e a settembre abbiamo cominciato le sedute di logopedia.
    Inizialmente pareva ci fosse un miglioramento. Le prove Invalsi le ha fatte benissimo. Poi col carico di lavoro aumentato, la maestra ha notato un peggioramento, anche nell’ordine sul foglio. Inoltre il bambino si mostrava stanco e distratto. Cominciava a confondere i segni più e meno ricopiando dalla lavagna, anche se le operazionile fa bene. Per fortuna la maestra è molto brava, però anche lei non riesce ancora a capire perché dopo 1 anno di logopedia le cose non migliorano.
    Ho il terrore di cosa potrebbe succedere l’anno prossimo con una maestra diversa.
    Fra qualche giorno abbiamo il bilancio con neuropsichiatra, psicologa e logopedista. Spero che mi sappiano dire cosa fare per aiutare mio figlio.
    Ho anche la fortuna che nella scuola c’è un referente DSA, e spero si tenga conto del suo problema. C’è lo svantaggio però che dall’anno prossimo dovrà scrivere anche in francese (è obbligatorio perché non viviamo in Italia) che per i dislessici è una lingua tremenda!
    Quello che mi spaventa è il futuro, lo sguardo degli altri, l’ignoranza che incontrerà sul suo percorso. Come mamma vorrei proteggerlo, aiutarlo. Forse la sua non è una forma grave, ma già vedo la stanchezza, la svogliatezza, il torcersi sulla sedia…
    Ma è possibile essere dislessici leggendo perfettamente in 2 lingue oppure è altro?
    Quanta incertezza! Scusate lo sfogo, spero che qualcuno abbia qualche esperienza simile per scambiare idee.

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Daniela, un Disturbo Specifico di Apprendimento può manifestarsi anche solo come disortografia, anche se è raro. La valutazione sarà quello che spiegherà meglio di cosa si tratta. Così come è vero che non tutti i DSA sono uguali e, quindi, potrebbe essere una forma lieve. Certo è che la fatica rimane ed è quella che potrebbe aver portato tuo figlio a manifestare i primi segni di “insofferenza” e stanchezza. Non abbatterti, perchè non è il modo migliore per affrontare il problema. Piuttosto informati e condividi con altri genitori, anche di associazioni preposte, come in Italia è l’AID.

    • Cristina Tarquini scrive:

      Cara Daniela, non essere spaventata! Sicuramente tuo figlio è un bambino stupendo e vivace. Il fatto di conoscere 2 lingue e di avere difficoltà nella scrittura non deve stupirti più di tanto. Il nostro cervello è molto complesso! ma anche molto affascinante… Per l’ignoranza diffusa posso dirti che è diffusa contro tutte le categorie meno rappresentate numericamente (ad esempio i gay, i ragazzi stranieri, ma anche le donne lottano tutti giorni contro il pregiudizio). però sulla Dislessia le cose stanno cambiando, e molto. Ci sono moltissimi corsi, sui DSA, per la Logopedia, ci sono le leggi, le linee guida. Non sarete soli… Poi sappi che ci sono lingue peggiori, del francese, per la dislessia, ad esempio l’inglese o, peggio, il tedesco!!!!! Stai serena perché tuo figlio percepirò la tua serenità… Un abbraccio a tutti e due!

  65. Daniela scrive:

    Grazie Rossella, in effetti è stata la sezione regionale dell’AID a consigliarmi un centro SOS dislessia dove fare il bilancio a inizio giugno. Devo dire che lo scambio con altri genitori per ora mi deprime abbastanza… Il fatto che altri siano nella situazione o messi peggio non mi consola anzi…
    comunque, certo, bisogna andare avanti. E’ molto difficile anche valutare quanto fargli fare a casa, per non eccedere. Speriamo che il bilancio ci aiuti anche per quello. Grazie ancora.
    Daniela

  66. Daniela scrive:

    Cara Cristina,
    grazie per le tue parole gentili. In effetti per fortuna la sua scuola ha un referente DSA e dei logopedisti. Purtroppo però molto dipende dai singoli insegnanti. Il francese purtroppo pare sia la lingua peggiore per i dislessici, me lo ha detto la referente, perché un suono si può scrivere addirittura in 7 modi diversi! Il problema è che per lui il francese non sarà solo una lingua straniera da imparare. Molte materie successivamente verranno fatte in francese. Poi si aggiunge una terza lingua straniera alle superiori. Dovremmo pensarci un passo dopo l’altro, lo so!

    • Cristina Tarquini scrive:

      tutto si fa, pian pianino :-), come tutti!
      Ho dimenticato di dirti: una preziosissima arma, e non solo per i DSA, è l’ironia! Usala tanto! Vedrai i ragazzi come sanno essere ironici, se abituati! e come tappano la bocca agli ignoranti, attraverso il sorriso intelligente!

      • Daniela scrive:

        In effetti mio figlio è già molto ironico!

        • Daniel scrive:

          Cara Rossella,
          Abbiamo fatto il bilancio neuropsicologico ed è stato molto illuminante. La diagnosi è di disortografia e da tenere sott’occhio per la discalculia anche se per adesso, a parte una certa lentezza per le tabelline, non ha problemi in matematica. È emerso che ha un qi molto alto, altissimo per le competenze verbali (139) ma il suo indice di velocità di elaborazione è basso e per questo motivo fatica a mettere su carta i suoi pensieri. Una psicologa americana lo definisce il profilo della frustrazione: grandi competenze verbali e cognitive e una velocità di elaborazione bassa. Si raccomanda di dargli più tempo. Quello che mi ha fatto male è che la psicologa ci ha detto che avremmo dovuto fare molta più logopedia per sfruttare la finestra di plasticità del cervello e di insistere ancora per 4-5 mesu e poi passare all’aiuto nei compiti. Mio figlio ha fatto logopedia una volta a settimana e un po a casa, ma la logopedista ha sempre sconsigliato di fare troppo per non stancarlo. Ora devo anche portare lo scrupolo di non aver insistito di più!
          La maestra è molto disponibile e intelligente e ci darà piena collaborazione. Anche secondo lei è inutile accanirsi su queste c/ch e doppie quando lui proprio non ci riesce…come chiedere a un daltonico di distinguere i colori. Comincio a pensarla anche io così. Preferisco che sia felice piuttosto che farlo sentire stupido perché scrive chiave senza l’h anche se tutti insistono…gli insegneremo a usare il computer. Però non capisco bene in cosa consiste l’aiuto ai compiti e chi lo deve aiutare. Non i genitoro, pare. Ma noi abitiami all’estero quindi dove la trovo una maestra italiana e che sappia trattare con i bambini DSA? E poi resta la logopedista della scuola che è suscettibile e rischia di ostacilarci se diciamo che non serve più!
          Ho letto anche che aiuterebbe migliorare la motricità fine e farlo controllare da un ortoptisa…bo? Tu che ne pensi della logopedia? Vorrei aiutarlo ma senza accanimento! Grazie

          • rossella grenci scrive:

            Penso che la logopedia, se deve esser fatta, deve essere bisettimanale, almeno nel primo periodo. Per il resto non bisogna mai lasciare nessuna strada intentata. L’aiuto per i compiti è fondamentale, perchè si tratta di insegnargli un metodo per studiare e supportarlo laddove ha più difficoltà. I genitori non sono raccomandati, perchè il rapporto con il bambino diventerebbe teso e questo non fa bene a nessuno dei due!

  67. Sofia scrive:

    Buongiorno,
    mio figlio dislessico ha frequentato la seconda media ed è stato bocciato. Ammetto che non si è impegnato e, forse, la bocciatura se l’è cercata. Ovviamente non ha preso bene la notizia ma ha ammesso il suo non impegno. Ora è depresso e deluso da un sistema che non funziona sempre correttamente perchè ha visto promuovere compagni con un andamento scolastico peggio del suo.
    Si sente “diverso” e a volte inadeguato perchè crede di non poter riuscire a fare tante cose, infatti ripete spesso “tanto io non posso imparare a farlo”…questo lo porta a comportarsi in modo strafottente (io credo lo faccia per mascherare questo suo disagio), sembra “un’ometto tutto d’un pezzo” e invece è un dolcissimo ragazzino con la voglia di farsi coccolare e di essere capito.
    Mi scuso per lo sfogo ma avevo proprio bisogno di parlare con persone che comprendono.
    Grazie.

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Sofia, un ragazzo dislessico che “Non si è imoeganto” è un ragazzo da comprendere perchè la scuola non è stata in grado di insegnargli in modo diverso. Insomma dovrebbe essere la scuola ad adeguarsi ai bisogni degli studenti e non il contrario! E’ chiaro che l’autostima di tuo figlia venga minata. E’ un ragazzo che ha bisogno di imparare a credere in se stesso. Tu come mamma puoi fare tanto, ma devi fare in modo che anche la scuola faccia il suo dovere. Verifica che ogni anno venga stilato il Piano Didattico Personalizzato e venga attuato, a vantaggio di tuo figlio. Intanto buone vacanze 🙂

  68. Massimo scrive:

    Non avrei mai immaginato che una famiglia può sprofondare nell angoscia totale per la bocciatura del proprio figlio. Da martedì mattina quando ci è arrivata la fatidica telefonata non riusciamo a vivere serenamente , come genitori facciamo il massimo per sostenere nostro figlio non ammesso agli esami di terza media.

    Gli ultimi due anni sono stati tremendi , troppe assenze per diversi interventi ortopedici , lo hanno credo limitato nello studio, non abbiamo badato a spese per il dopo scuola, niente da fare ‘ su 27 solo 2 bocciati.

    La cosa che più ci fa male e che quando ci hanno chiamato due settimane fa , ci hanno detto che poche speranze c erano per l’ammissione agli esami, e che eventualmente lo avrebbero chiamato, nulla di ciò, nessuno lo ha chiamato ,almeno per spiegarglielo la situazione , si i genitori , tocca a loro , ma la scuola non può bocciare senza che si dia supporto, almeno al ragazzo.
    Ora non vuole uscire , ha paura di incontrare i compagni, si vergogna , non è facile , ma è ovvio che non ci arrenderemo a sostenerlo .
    Ma la scuola non ha fatto nulla.

    • rossella grenci scrive:

      Questo è quello che è davvero triste…. La scuola non fa nulla, si nasconde dietro valutazioni di profitto, come se uno studente fosse un conto in banca che non rende! Mi spiace, aiutate vostro figlio a riprendersi da questo brutto momento!

  69. acqua scrive:

    Avevo già lasciato una mia testimonianza in passato, però vorrei aggiungere altro. Sono laureata in farmacia e ho fatto l’artistico. Attualmente sono in ballo con la laurea in medicina e chirurgia, dopo due tentativi andati a vuoto( ma é normale e succede anche ai non dsa). Come dissi, a me fu diagnosticata una firma grave di dsa, e altri problemi, come adhd, dislalie e altri problemi che sono top secret che non mi vogliono dire. Alle elementari avevo il sostegno scolastico, ma poi mi venne tolto perché non serviva a niente. Facevo anche sedute psicologiche, neuropsichiatriche e di logopedia, ma non servivano a nulla, infatti smisi dopo qualche anno. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con insegnati e compagni di classe, subendo anche crisi psicologiche abbastanza importanti. Per molti anni non ho avuto amici, e anzi, venivo picchiata, derisa e emarginata. Anche i professori collaboravano a ciò, chiamandomi ritardata davanti a tutti, e dicendo che avevo un ritardo cognitivo grave e che ero pazza. Dei miei compagni cercavano sempre di toccarmi perché essendo una bella ragazza, e pensando loro che non avrei detto niente, mi credevano la preda perfetta. Sono stata anche buttata giù dalle scale e rinchiusa in una classe. Insomma, ne ho subite moltissime, e sottolineo che ho sempre avuto voti buoni a scuola, e senza aiuti, dato che i voti me li abbassavano invece che alzarlo. La frustrazione é stata talmente tanta, che dalle superiori in poi ho impedito a tutti di dire i miei problemi, tanto a scuola me la cavavo, e infatti mi sono diplomata e laureata senza difficoltà. Da qualche anno mi sono aperta molto, perché ho sempre avuto molti problemi relazionari, e per molti anni non ho parlato con anima viva, se non ai professori o ai miei genitori. I miei compagni pensavano che fossi muta o sorda, addirittura. Ultimamente, dopo un periodo di stage all’estero, sono riuscita a migliorare i miei rapporti interpersonali e a farmi delle amicizie, alcune anche molto forti, che sono diventate quasi delle sorelle. Ho una vita sociale attiva, e ho trovato anche il fidanzato e pure carino e ricco. Sto anche prendendo la patente molto facilmente, e ne sono contenta perché avevo paura di non ricordarmi tutti i segnali o di aver problemi a guidare. Finalmente sono anche apprezzata artisticamente: infatti sono sempre stata molto creativa rispetto alla media; e dopo molto tempo, sto vivendo concorsi d’arte e facendo esposizioni in gallerie. Scrivo pure, ma avendo problemi di ortografia e sintassi mi vergogno di far leggere i miei lavori, però una mia amica che é molto brava mi ha detto che mi aiuterà, però non sa i miei problemi, e di certo le verranno istinti suicidi nella correzione. Io mi lamento del fatto che si parla sempre di dsa in età evolutiva, e mai in età adulta, come se da adulti i problemi e le difficoltà scomparissero. Io sono tutt’ora lenta di qualche secondo a leggere l’orologio e a calcolare i resti; tutt’ora allaccio le scarpe come una bambina; faccio fatica ad orientarmi bello spazio; ho dislalie; faccio errori di sintassi e ortografia; ho una pessima grafia e ho una memoria breve scadente e devo pensare a che mano uso per scrivere per individuare la destra, oltre ad essere molto lenta a leggere e goffa. Sono anche molto confusa e disordinata e mi deconcentro molto facilmente. Sono spesso molto nervosa e irritata e piena di rabbia, e con il tempo mi si instaurato uno strano meccanismo mentale che non sopporta il passare dell’età, sono diventata cinica e egocentrica e fredda. Ho sofferto molto, quindi per me é normale, ma gli altri non capiscono i miei comportamenti. Spesso mi sento dire che dovrei trovarmi un lavoro di 8 ore e sposarmi, e quando mi rimarcano gli anno mi irrito e mi arrabbio. Ho perso la mia infanzia, la mia adolescenza( non per la mia famiglia, che invece mi hanno dato tutto) per colpa dell’ignoranza delle persone. Fino a qualche anno fa, non avevo mai dormito a casa di una amica; non avevo amici, dato che nessuno mi parlava se non per schernirmi, non avevo mai avuto un fidanzato o baciato. Non uscivo con nessuno, non parlavo con nessuno. Non facevo niente di niente. Non ho vissuto al 100% come giusto che sia, infanzia e adolescenza. E ora mi si chiede di diventare una donna sposata e con figli. No, non sono pronta. Vorrei vedere queste persone nella mia situazione, con nessuno che ti rivolge la parola perché pensa che hai un ritardo cognitivo grave. O che ti dicono che non capiscono nulla di quello che dici o che parli troppo male per ascoltarti. Per non parlare del mondo del lavoro, già c’é crisi, e ad se si hanno problemi di questo genere é molto difficile. Io per esempio non posso fare la farmacista, dato che non sono veloce a dar il resto. Mi hanno beccato a muover la bocca contando le monetine del resto, e questo é bastato a farmi sgridare e non assumere, anche se non ho sbagliato neanche un resto. Ai colloqui di lavoro mi fanno scrivere e parlare e mi danno dell’ignorante perché ho una brutta grafia e perché non riesco a pronunciare bene la r. Non posso fare l’informatore, perché avendo delle dislalie non mi assumono. Ho anche scoperto che esiste la faccia da dsa, infatti pensano solo guardandomi, dal mio sguardo perso ( tipico dei dsa per il disturbo dell’attenzione) che non capisco nulla. Pensano che i miei problemi siano dettati dall’ignoranza e dalla stupidità e si chiedono come abbia fatto a laurearmi pure bene. Infatti, e ho fatto bene, mi sono iscritta a medicina. Come medico non avrò problemi, vorrei far chirurgia, e lì non devo parlare molto, dare resti e la scrittura dei medici fa schifo per antonomasia, quindi sarei in compagnia. Oltretutto io ai concorsi me la cavo molto bene, pure. Vengo presa per i fondelli anche per come leggo ahimè, eppure non leggo male, ma dicono che sono lenta e che mi inceppo ogni tanto. Attualmente vivo di lavoretti e della mia arte, ma non guadagno tantissimo. Anche molti ragazzi senza questi problemi sono nella mia stessa situazione, se non peggio, ma la cosa terribile e che io ho un ottimo curriculum e ho sempre lavorato. Sembrerebbe che sia meglio intraprendere certi lavoro piuttosto che altri. Io per esempio lavoro con i bambini ora, ma non mi prenderebbero mai a fare la commessa, la venditrice o la cameriera. A guidare per fortuna non ho problemi, né a imparare le lingue, infatti sono poliglotta e all’estero me la cavo bene, tanto da pensare di cercare lavoro lì. Insomma, io oltre ai dsa ho altri problemi, però sono tutti interconnessi tra di loro, e ne sono pure la causa, e faccio fatica ora, esattamente come ne facevo alle elementari, quindi non capisco perché non ci siano tutele anche sul mondo del lavoro. Anche se finirà, che troverò un modo di arrangiarmi, prima che mettano qualche legge, esattamente a quello che é avvenuto con la scuola, la patente, i test, i concorsi, l’università, le relazioni interpersonali ecc dove non sono stata aiutata da nessuno, ma é tutto farina del mio sacco. Mai usata la 170 pdp ecc sintetizzatore ecc Sento che riuscirò a trovare un modo anche ora, ci vorrà tempo, e forse sono sulla buona strada, essendomi iscritta a medicina e puntando molto sull’arte, la creatività e le lingue straniere. Sono cose che mi appassionano e che mi riescono bene, e spero di farcela. Però l’ignoranza delle persone e la poca empatia e comprensione verso chi ha difficoltà mi irrita molto. La vita é e sarà sempre in salita, ormai ci sono abituata. Niente é facile da guadagnare per me. Per gli altri si, ma per me no. Devo sudarmi anche la più stupida delle cose. Spero che comunque si incominci a parlare di più di queste problematiche sul mondo del lavoro, così che anche i datori di lavoro si rendano conto che l’aver una brutta grafia non vuol dire disprezzare l’azienda ed essere dei fannulloni o asini, ma solo che si é disgrafici e nulla di più.

  70. daniela scrive:

    ciao, sono Daniela, ho già scritto della nostra esperienza, e vorrei stavolta raccontare una storia a lieto fine Mio figlio diciottenne, che ha avuto la diagnosi di DSA a 17 anni, ha dovuto cambiare istituto perchè nel liceo classico statale che frequentava non era più possibile rimanere, i docenti hanno fatto ostruzionismo su tutti i fronti e mio figlio rischiava seriamente di non essere ammesso all’esame di maturità, nelle interrogazioni aveva tutti ottimi voti, ma negli scritti non riusciva ad andare oltre il tre/quattro.
    A dicembre dello scorso anno si è trasferito in un istituto paritario privato, e qui veramente ci siamo trovati subito in un altro mondo: i docenti, tutti tra i 35 e i 40 anni, erano preparati sull’argomento, hanno predisposto in brevissimo tempo il PDP coinvolgendo anche mio figlio, la docente di italiano e quella di latino/greco hanno predisposto una apposita griglia di valutazione che non teneva conto della forma e che valutava invece i contenuti sotto diversi aspetti, in tutte le materie e dove possibile i compiti scritti erano affiancati o sostituiti dalla prova orale. Mio figlio è rinato, la sua capacità di espressione scritta è andata rapidamente migliorando, tale che, al di là dell’ortografia e della sintassi, ora riesce ad esprimere per iscritto le proprie idee. Prima per lui il tema era peggio di qualunque altro compito, era fonte di ansia per giorni. L’esame di maturità è stato sostenuto con una commissione ministeriale, esattamente come nella scuola pubblica, quest’anno il commissario di italiano era esterno. Mio figlio ha svolto il tema libero, che quest’anno era ispirato ad un pensiero di Renzo Piano sulle periferie urbane, ed è stato valutato 15/15 dal commissario esterno. Come voto complessivo di maturità ha riportato 90/100. La cosa che secondo me dà molto da pensare è che nella classe di mio figlio, su 10 studenti 5 avevano problematiche BES, mio figlio con i DSA, altri con problemi di salute o stranieri adottati, e questo mi sembra significativo di quanto la scuola pubblica sputi via tutto ciò che non è conforme allo standard. Ora arriva l’altra incognita, cioè l’Università, mio figlio vuole studiare archeologia ed ha scelto La Sapienza di Roma, farà lo studente fuori sede in quanto noi abitiamo in Sardegna e data la distanza non potremo dargli il supporto che ha avuto sinora, se la dovrà vedere da solo, speriamo bene!!!

    • rossella grenci scrive:

      Anche mio figlio ha fatto un Liceo Paritario, finito anche lui quest’anno. Confermo quello che hai detto: anche la mia esperienza è stata positiva ed adesso spero in bene per lui che sta scegliendo una strada impegnativa! Auguri ai nostri figli!

  71. maria scrive:

    ciao rosella sono una mamma di un ragazzo dislessico di 16 anni volevo raccontarti la nostra vicenda in breve mio figlio dalla 2 elementare fino alla 3 media ha frequentato delle scuole private perche’ nella pubblica era stata trattato come uno stupido poi abbiamo riprovato ha frequentare le superiori in una scuola pubblica il promo anno e’stato bocciato perche’ la scuola ci aveva assicurato che erano preparati con la dislessia invece non sapevano da che parte dovevano cominciare ma nonostante tutto non lo ammettevano dicevano che mio figlio oltre che dislessico aveva qualche altro problema secondo loro era ritardato o cose del genere e alla fine lo hanno bocciato ho fatto ricorso al tar e lo vinto ed e’ andato in seconda ma sopratutto la preside e docenti compresi lo hanno preso a male e la situazione e’ peggiorata glia hanno complicato la vita e alla fine lo hanno bocciato ancora e volevo fare ricorso ma il nostro avvocato ha detto di lasciar stare perche’ si e’ informato e ha detto che si andava contro il ministero della pubblica istruzione e non ce’ l’avremmo fatta anche economicamente e alla fine gli devo cambiare scuola e devo ritornare ancora in una scuola privata io quello che mi chiedo la legge cosa l’hanno fatta se non viene rispettata e poi perche’ uno deve ricorrere alla scuola privata per poter far studiare il proprio figlio calcolando e io sono divorziata e mio ex marito non mi aiuta quindi devo chiedere aiuto ai miei genitori questo e’ in giusto il diritto allo studio dove e’ finito poi perche’ questi docenti e presidi compresi la devono fare franca e poi continueranno ancora cosi e sti poveri ragazzi saranno costretti a continuare a cambiare scuola perche’ oltre mio figlio c’erano altri nella stessa scuola con la dislessia che hanno cambiato possibile che non si puo’ far niente visto che ormai c’è una legge che dovrebbe tutelare questi ragazzi ti ringrazio se vuoi sapere piu’ notizie chiedi pure io sono disponibile ciao buonaserata

    • rossella grenci scrive:

      Mi spiace… è vero, la legge è stato solo un primo passo, ma se la scuola non cambia radicalmente le cose non andranno meglio!

  72. Claudia scrive:

    Salve a tutti! Sono Claudia una ragazza di 18 anni dislessica, solo pochi anni fa mi è stato riconosciuto il disturbo. Sono sempre stata classificata come “problematica” durante la scuola elementare è stato per me un periodo terribile, non leggevo come gli altri e non ero intelligente come gli altri, per le insegnanti ero solo la bambina problematica che non aveva voglia di studiare. Nelle scuole medie ho iniziato a capire che la mia pessima media scolastica non dipendeva dal mio impegno ma da un altro fattore che non ne ero a conoscenza, ho cercato con tutte le mie forze di dimostrare alle insegnanti che l’impegno c’era ma per qualche motivo non riuscivo; sono passata dall’esame di terza media con 7 per l’impegno ma non per la bravura. Mi sono iscritta al liceo psicopedagogico sbocco economico sociale, probabilmente scelta sbagliata non lo nego ma il mio sogno è diventare maestra dell’asilo nido, ho deciso di provarci nonostante i frequenti litigi in famiglia. durante il primo anni di liceo i professori hanno subito detto che una ragazza con le mie lacune non sarebbe riuscita a seguire le dure lezioni e stare almpasso con gli altri e avrebbe fatto perdere tempo alla classe. Nonostante questa cosa mi ha distrutto dato che ero molto determinata ho cercato con tutte le mie forze di dimostrare il mio impegno a migliorarmi, infatti sono arrivata fino in terza superiore senza perdere un anno ma continuando a passare grazie al mio impegno e non alla ruscita di raggiungere i risultati sperati. Durante l’inizio della terza superiore mi è stato finalmente trovato il disturbo della dislessia, ne ero entusiasta perchè finalmente pansavo di aver capito quale fosse il problema per il quale non riuscissi a studiare, non posso negare che di miglioramenti ne ho fatti! Iniziando la quarta superiore ho cambiato molti professori che non hanno visto il mio progresso negli anni ed è stato difficile dimostrare loro che i cattivi risultati non sono dovuti dal poco tempo dedicato allo studio ma dalle mie difficoltà; hanno deciso di bocciarmi con la frase che mi fa più male “a volte l’impegno non basta servono le capacità”. Adesso a settembre ripeterò la quarta, mi sento veramente scoraggiata, ho voglia di mollare tutto, non sono più determinata come una volta, senza contare come nella mia famiglia hanno preso la mia bocciatura!! Non è che la mia famiglia non mi voglia bene, anzi, credo solo che sono troppo esigenti, insomma io ho sempre cercato di dare il massimo e mi da fastidio quando mi rinfacciano che avrei potuto fare di più e che i miei amici son tutti passati, forse fanno fatica ad accettare la cosa. Comunque in questo periodo sono veramente giù di morale a causa della scuola. Grazie per aver letto, avevo proprio bisogno di confidarmi con qualcuno 🙂

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Claudia,capisco il tuo dramma. Ti sei sempre impegnata al massimo delle tue forze senza vedere riconosciuti nè i tuoi sforzi nè la tua intelligenza che c’è, anche se non è quella che gli altri si aspettano da te: non è un’intelligenza “libresca” di sicuro, che fra l’altro non serve a un granchè, se non ad andare bene a scuola. Cerca di aiutare i tuoi a comprendere, visto che non ci riescono e fatti aiutare anche tu, rivolgendoti, magari a qualche associazione come l’AID. Infatti la tua bocciatura potrebbe essere anche illegale! Fai riferimento anche al gruppo giovani dislessici dell’AID o ai diversi gruppi di giovani dislessici presenti anche su facebook!

  73. Alessia scrive:

    Ho 14 anni e voglio raccontare un episodio che mi è successo durante gli esami di matematica di 3 media.
    eravamo rimasti io e un mio amico dislessico a finire l’esame dato che la legge prevede 30 minuti in più per noi; stavamo finendo il compito d’esame e il professore di matematica mi diceva “sbrigatevi almeno andiamo al mare sbrigatevi, sbrigatevi !!!” e in tanto ridacchiava con lui c’erano anche il professore di sostegno e di italiano. continuava ridere e a scherzare alla fine mi sono alzata dal banco gli ho consegnato il foglio e ho aspettato il mio amico che finisse e consegnasse. il mio amico consegna, io e lui firmiamo per uscire e mentre lui firma il prof. di matematica dice :
    ” ahahahah, voi siete dislessici, è meglio essere normali che dislessici.
    penso sempre a quel momento e ci sto pensando anche adesso che sto scrivendo, scrivo tutto questo con le lacrime agli occhi.

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Alessia, ci sono persone che non meritano di essere ascoltate, che siano insegnanti o perfetti sconosciuti! Vai avanti a testa alta!

  74. Alice scrive:

    Ciao io sono Alice e assomiglio moltissimo ad Alice nel paese delle meraviglie perché sono dislessica e ho un modo di pensare tutto mio e modestamente miglio degli altri non mi vergogno di dire che sono dislessica anzi ne sono fiera che c’è di male ? L’ho scoperto in 3 media ma le maestre lo dicevano a mia madre dalla 5 elementare e si notava molto bene fin dalla 1 in 3 elementare odiavo completamente la scuola i facevo continui incubi i miei dicevano che ero una somara é le maestre che ero distratta non mi riusciva così decisi di smettere di interessar mene però ero intelligente cambiai scuola perché mi prendevano in giro e le maestre erano delle incapaci nell altra scuola andavo molto bene a storia matematica e scienze ma ero un completo disastro a italiano ero molto filosofica già da bambina ho sofferto moltissimo ero timida senza autostima mi sentivo stupida confronto agli altri allora perché impegnarsi ? Alle medie in seconda cominciarono a capire i proff che ero dislessica lo dissero a mia madre ma io non avevo idea di cosa fosse la dislessia ero io la svogliata somara é nient altro alla fine la proff di italiano convinse mia madre mi portò a fare dei test per vedere se ero dislessica i risultati erano che avevo moltissime conoscenze un quoziente intellettivo altissimo ma ero dislessica disgrazia discalculica ma me la cavo molto bene oralmente mi si aprì un mondo allora non ero stupida non avevo problemi mi impegnai moltissimo perché volevo uscire dalle medie da quel buco in cui avevo sofferto per una vita iniziato il liceo avevo il certificato quindi se avevo bisogno di tempo o calcolatrice ok loro mi offrirono moltissimi vantaggi e io gli dissi non ne ho bisogno adesso ho solo bisogno qualche volta di un po’ di tempo in più c’erto e brutto fare 4 ore di compito a casa per poi prendersi meno o lo stesso voto degli altri che li fanno dentro il pulman la mattina . Però ciò che non ti uccide fortifica ho scoperto che sono una bravissima ettrice disegno bene e studio senza fare riassunti o ripetere solo sottolineando ho pochissima memoria e sono molto in difficoltà sulla lingua inglese. Quando mi dissero e dislessica ma ha colmato le sue lacune da sola io sapevo come con lo studio il sapere mi ha agli urtato moltissimo . La cosa più brutta e che mia madre dice hai prof e si grazie a me abbiamo scoperto la sua dislessia ma se non faceva altro che urlarmi e incolpar i che ero somara be’ continua a dire che non mi impegno enon faccio niente e pensa che sono una somara é che quando parlerà con i prof gli diranno che non mi impegno dopo che sono uscita dalle medie con 9 faccio un liceo scientifico molto tosto e sono arrivata in secondo con la media del 7,7 continua a dirmi che non studio ed è la cosa che mi fa più male in assoluto perché comunque sia ho autostima ma non ci vuole niente per farmi sentire come mi sono sentita per 7 anni voglio dire io in 3 elementare se mi chiedevano che sai fare gli dicevo niente perché mi ero auto convinta che non sapevo fare niente e leggevo malissimo e i miei genitori quando c’era gente mi facevano leggere e ridevano e i miei occhi si gonfiavano di lacrime e al pensiero ancora ci piango

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Alice, sai, ho spesso pensato che Alice di Carrol sia anche lei un pò dislessia, proprio perchè ha tanta fantasia! Mi spiace della tua esperienza, soprattutto del fatto che tu non ti senta capita dai tuoi genitori. Però adesso lo sai: PUOI FARCELA, SEI DIVENTATA FORTE! Un abbraccio e un grosso augurio per tutta la tua vita!

  75. ANTONIETTA scrive:

    Salve, sono la mamma di Gabriele di 13 anni, dislessico. Gabri sin dalla materna aveva una spiccata intelligenza, e facilità nei rapporti sociali….ma era un disastro nella coordinazione motoria, nelle abilità finemotorie. A scuola ha iniziato da subito ad evidenziare difficoltà nel riconoscere i suoni e confondere le lettere, b e la d soprattutto. Io me ne sono accorta in seconda elementare, ma le maestre non hanno preso in considerazione le sue difficoltà. L’ho fatto seguire per tre anni da una logopedista privata, che lo ha aiutato a capire che le sue difficoltà non erano imputabili a lui e alla sua volontà. Alle scuole medie è andato meglio perché ha trovato delle insegnanti pronte e preparate che hanno saputo valutarlo in relazione alle sue difficoltà, senza seguire percorsi differenziati rispetto ai suoi compagni. Oggi sta frequentando il primo superiore.e…. ho tanta paura. Ho paura, nonostante la certificazione della ASL, che non venga seguito per quel che necessita… si dimentica sempre di segnare i compiti ed io devo fare i salti mortali per aiutarlo. Per non parlare dei compagni, i quali essendo a conoscenza della sua dislessia, si prendono gioco di lui etichettandolo nei modi più riprovevoli. Devo dire che però il suo ottimismo è tale da rinquorare anche me, che invece me la prendo, Lui è decisamente superiore a queste forme di ignoranza diffusa e sono sicura che nella vita riuscirà in tutto quello che si prefiggerà.

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Antonietta, è dura, ma mai demordere! Soprattutto cerchi un contatto con i professori per risolvere i problemi relativi al diario, che si possono sicuramente risolvere. Sarebbe anche il caso che fossero loro a parlare di dislessia alla classe per evitare questi brutti inconvenienti con i compagni.

  76. Simona scrive:

    Salve vorrei un consiglio ho un bimbo di 7 anni dislessico e sono 3 mesi che fa logopedia gratuitamente .Dopo la visita dell INPS purtroppo la 104 nn gliel hanno approvata. Secondo voi gli sospenderanno la terapia o gli verrà data privatamente ?grazie spero in una risposta

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno, la dislessia non prevede la 104, quindi non riesco a capire come mai l’abbia avuta… dipende dalla regione dove lei vive e dalla sua ASL sapere e capire le modalità del trattamento.

  77. Alice scrive:

    Io ho 16 anni sono dislessica ma l’unica materia che mi è sempre riuscita e matematica mai preso un insufficienza a matematica ma quest anno in terzo tutto è cambiato ho preso 7,5 poi 4 poi 7,5 poi 8 poi 5 mi sento veramente stupida perché ho studiato e dato il massimo veramente tutto per la verifica dove ho preso 5. Adesso se il mio massimo è 5 come farei ad andare avanti così ? Sono disperata ogni giorno sono in lacrime la materia che mi è sempre riuscita e che ho amato mi sta ammazzando anche quel briciolo di autostima che avevo. Mi sta crollando il mondo sotto ai piedi

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Alice, cerca di capire perchè insieme al tuo docente di matematica o parlane con i tuoi genitori. Forse non stanno mettendo in pratica quelle misure compensative che possono aiutarti ad avere buoni risultati. Non abbatterti, momenti così possono capitare a tutti, ma non chiuderti!

  78. Andrea scrive:

    Ciao sono un ragazzo dislessico di 26 anni purtroppo la diagnosi l’ho avuta soltanto nel 2012 e mi hanno diagnosticato la disortografia,disgrafia e discalculia quindi una forma abbastanza “grave” non voglio annoiarvi troppo quindi vi dirò solo che gli anni scolastici sono stati davvero drammatici avevo tutti che mi prendevano in giro insegnanti che non mi aiutavano anzi i compagni di classe che mi trattavano come uno stupito o non mi consideravano ma la cosa che poi mi ha fatto male è stato il fatto che mia madre non mi sostenesse anzi mi dava dello scemo anche lei tutto questo mi ha portato alla fine della scuola media a una forte depressione e anche a pensare al suicidio…per fortuna sono riuscito grazie a me stesso e alla fede a trovare la forza per andare avanti e ora sono diplomato e adesso sto provando ad iniziare l’università…io mi auguro che non esistano più bambini che subiscano quello che ho passato io perché purtroppo ancora oggi io risento psicologicamente del mio passato non ho autostima di me e non ho fiducia in me stesso…e fino a qualche tempo fa ero una persona molto chiusa ma ora sto cercando di migliorarmi grazie alla mia ragazza e al mio migliore amico ke mi hanno aiutato sono le cose più belle ke mi siano capitate…scusate se mi sono dilungato volevo solo dare un consiglio ai genitori state vicino a questi bambini so che ci va tanta pazienza ma se voi li aiutate senza dargli contro sarà una cosa fantastica per i vostri figli perché non ce cosa peggiore di non aver sostegno dalla propria famiglia…ora volevo dire un grazie a chi ha creato questo spazio e dirgli che è una cosa veramente utile poter leggere di altre storie grazie a tutti vi porgo i miei migliori auguri;)

  79. maria scrive:

    Buon giorno. Mio figlio, con problemi di dislessia e disortografia , ha frequentato la prima media in una classe a tempo pieno. Abbiamo constatato che fa fatica e vorremmo passarlo nell’ altra classe dello stesso istituto, a tempo modulare. È possibile? Su Quale legge possiamo appoggiarsi se la direzione si rifiuta? Grazie mille! Maria

  80. teresa scrive:

    Buongiorno a tutti, sono la mamma di una ragazza che da sempre ha problemi scolastici. Durante le scuole elementari le insegnanti si sono accorte che potevano esserci dei problemi di dislessia e così è cominciato il nostro percorso di logopedia , dal quale però è risultato un livello di disattenzione e non una vera dislessia. Ciò ha fatto si che le insegnanti non facessero differenza di programmi né tantomeno facessero differenza in termini di eventuali aiuti o attenzioni in più nei confronti della ragazza, con la conseguenza che mia figlia ha sempre preso voti bassissimi e si è sempre dovuta arrangiare da sola aiutata da me e anche da una insegnante che le ho affiancato per i compiti a casa. Ora mia figlia ha 12 anni e ha frequentato la prima media e qui addirittura è stata bocciata, nonostante io abbia più volte parlato con gli insegnanti per spiegare il suo percorso precedente. Con tutto questo voglio dire che l’ambiente scolastico attuale purtroppo tende a massificare gli alunni e a portare sempre avanti i più bravi o quelli senza problemi ,nei confronti dei quali gli insegnanti non hanno bisogno di impegnarsi più di tanto. I ragazzi che invece presentano dei problemi non solo non sono considerati ed aiutati, a meno che non abbiano proprio una certificazione che attesti il problema, ma vengono lasciati al loro destino e non si ritiene neppure importante avvisare un genitore del fatto che forse si intende bocciare il ragazzo. Infatti nel mio caso ,io sono andata più volte a parlare con gli insegnanti e nessuno di loro mi aveva detto nulla a riguardo di una situazione così disastrosa, Inoltre consideriamo il fatto che mia figlia a casa comunque ha sempre studiato anche aiutata da un insegnante, ma ha le sue difficoltà a scuola. Io sono profondamente dispiaciuta e affranta , non solo per mia figlia che purtroppo non per sua scelta ha dei problemi a cui si aggiunge il dispiacere per non aver superato un anno scolastico in cui lei credeva di avere solo dei debiti, ma anche per questo sistema scolastico rimasto vincolato a degli schemi arcaici e non in grado di adeguarsi a diverse realtà e soprattutto della mancanza di sensibilità da parte dei professori. A tale proposito faccio ulteriormente presente che la ragazza stessa era stata anche confortata dagli insegnanti che le avrebbero parlato di promozione. Mia figlia ora seguirà un nuovo percorso logopedico per rivalutare la sua situazione ed accertare la eventuale dislessia. Nel frattempo io ho richiesto tutta la documentazione scolastica perché voglio trarre le mie valutazioni e sto cercando la soluzione migliore per la futura scuola di mia figlia. Non so ancora se mandarla in una struttura privata o in una scuola pubblica naturalmente è una scelta soprattutto legata ai costi da sostenere ,sicuramente penso sia il caso di farla seguire i pomeriggi da persone qualificate che aiutino i ragazzi con questi problemi. saluti a tutti

    • rossella grenci scrive:

      Buongiorno Teresa, mi pare che le tue conclusioni siano giuste! Io però dico che indipendentemente da una certificazione, un ragazzo va aiutato, è per questo esiste la circolare sui BES, bisogni educativi speciali, che ha colmato il vuoto proprio riguardo ad alcune situazioni di difficoltà scolastiche non certificate. Questo rende ancora più grave quello che è accaduto a tua figlia!

      • TERESA scrive:

        BUONGIORNO DOTT. SSA GRENCI, LA SUA RISPOSTA MI HA FATTO CONOSCERE QUALCOSA DI NUOVO; I BES SONO PER ME UNA NOVITA’. SI PARLA SEMPRE DI CERTIFICAZIONE PER DISLESSIA ED IN MANCANZA DI QUESTO DOCUMENTO NON C’E’ TUTELA IN AMBITO SCOLASTICO. ORA INVECE VENGO A SAPERE CHE IN REALTA’ GLI INSEGNANTI STESSI POTREBBERO INTERAGIRE CON GLI STUDENTI CON PROBLEMATICHE NON CERTIFICATE E “PRENDERSI CARICO” DI REALIZZARE PIANI DI STUDIO PER LORO ANCHE PRIMA CHE INTERVENGANO I GENITORI STESSI, ED ANZI DOVREBBERO E POTREBBERO ESSERE PROPRIO GLI INSEGNANTI AD AVVISARE I GENITORI DI PIANI DI STUDIO PER COSI DIRE PIU’ ADATTI AGLI STUDENTI NON CERTIFICATI!! SE HO CAPITO BENE IL TUTTO, MIA FIGLIA HA INCONTRATO LUNGO LA SUA STRADA SOLO INSEGNANTI CHE NON SANNO COSA SIGNIFICHI AVERE A CHE FARE CON I RAGAZZI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E FORSE NON CONOSCONO NEPPURE IL CONCETTO STESSO. !! HO CAPITO BENE COSA SI INTENDE PER BES ???? SALUTI E GRAZIE

  81. alex scrive:

    salve a tutti.
    Ho 18 anni sono dislessico , discalculico, disgrafico e sono certificato.
    sono stato certificato in 2 media mi hanno aiutato dandomi una prof di sostegno. avevo gia problemi alle elementari anche se in una scuola privata e con maestre che mi stavano molto dietro.
    io ho sempre affrontato cio non come una persona diversa. come molti ragazzi dai 11 ai 18 anno paura di essere definiti dilessici e essere giudicati daglia atri.(come alcune persone che conosco che 90% sono dislessici li aiuterebbero anche con prof di sostegno e aiuti ma loro non vogliono per colpa dei giudizi degli altri)
    io ho davvero molti problemi nello studio nel ricordare nel capire e nello scrivere ma piano piano ce la faccio anche io. alle superiori e davvero difficile essere dislessici per il fatto di professori con mentalita diverse e non si resce a capire cosa vogliono bene magari dice che ti fa uba verifica semplificata e poi ti fa tutt’altro o magari c’e quello che ti aiuta con tutto il cuore. e ti sta accanto.

    sono

  82. alex scrive:

    sono sempre io alex scusate ma ho dimenticato una cosa importante.
    oggi mi ritrovo qui a gardare siti su dislessici per caprie cosa ne pensano queli del imps che ti certificano dislessico.
    perche oggi ho la visita che devo rifare per avere una prof di sostegno. che fino in 4 superiore o avuto, e ora se non va in 5 superiore anno di maturitra mi ritoverei nella cacca non avendo piu questo aiuto e non e giusto che compiuti i 18 anni avendo fatto dinuvo test con il dottore che mi segue per la dislessi e che per lui sono dislessi disgrafico e discalculico devo andare in mano a delle persone che o paura pure di fatmi giudicare magari perche vado vestito come un ragazzo normale o perche ho un tatuaggio sul braccio (non so se capite il mio punto di vista ?)
    quelli del imps che ti certificano non hanno acettato la richiesta di mio fratello che ha 10 anni e fa davvero tanta fatica . non sa ancora leggere nonistante tutti gli aiuti in matematica e un disasto e per loro non e grave. e le maestra scuola gli dicono che dovrebbe avere un prof di sostegno ma che controsenso è.
    Io ho paura di essere giudicato da questi qua oggi decidera il mio futuro per me e non e giusto. la vostra opignone quale è?

    ps :abbiate pazienza per le frasi con non molto senso e gli errori grammaticali ):

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Alex, sappi che la tua situazione è stata anomala, perchè i dislessici non hanno diritto al sostegno. Tu l’hai avuto fino alle superiori ed ora hai paura di non farcela. Però sappi che dal 2010 c’è la legge 170 che tutela gli studenti dislessici prevedendo un Piano Didattico Personalizzato e quindi tutta una serie di cose, compresi gli strumenti compensativi e le misure dispensative. Fai informare i tuoi genitori, così che tu possa essere tranquillo e svolgere nel modo migliore il tuo ultimo anno di scuola superiore.

  83. elisa scrive:

    ciao ,sono elisa e ho 16 anni e sono dislessica. Ho scoperto di essere dislessica in prima superiore, sono sempre andata bene a scuola anche se non ho mai imparato a leggere bene, ma nessuno ci ha mai fatto tanto caso. finite le medie ho deciso di frequentare il liceo scientifico perchè avevo gia molto chiari i miei obbietti e mi miei desideri. mia madre mi ha sempre detto che secondo lei avrei dovuto fare l’artistico perchè ho talento,ma io ho preso la mia strada e il disegno rimane solo un hobby. In prima superiore a vista la grande quantità si compiti, pagine da studiare, interrogazioni e verifiche ho avuto molte difficoltà ma pensavo che fosse normale, non ero abituata a studiare così tanto. Un giorno durante l’ora di grammatica la prof mi ha fatto leggere un brano per analizzarlo e io più andavo a vanti a leggere più non capivo cosa stessi dicendo, parole a caso,una dopo l’altra,la prof allora mi ha chiesto se capivo quello che leggevo e io le risposi di no, lei si è arrabbiata con me dicendo che non mi impegnavo e che non prestavo attenzione a quello che leggevo e a quello che facevo. quel giorno sono tornata a casa e ho raccontato tutto a mia madre e lei mi disse di stare tranquilla che era solo una brutta giornata. ho parlato con un mio amico che aveva da poco fatto i test e era risultato dislessico,discalculo,disgrafico e disnumerico e incominciai a capire che ero molto simile a lui,molte difficoltà le avevo anch’io. Feci un sacco di ricerche ,ne riparlai con mia mamma che a sua volta parlò con una psicologa(sua amica) e a luglio finalmente ho fatto i test e sono risultata dislessica. per me è stato quasi un sollievo perchè ero arrivata al punto di considerarmi stupida . nonostante tutto ero riuscita a finire l’anno avendo il debito solo di latino.l’anno successivo nonostante il piano personalizzato ho ,non ho avuto gli aiuti necessari o almeno,non da tutti i prof. secondo una in particolare la dislessia è una moda,io non ero dislessica,ero solo meno portata degli altri nelle sue materie e non studiavo abbastanza … ma me la sono cavata avendo ancora solo un debito.quest anno sono in terza e devo dire che va tutto molto bene,i prof sono collaborativi io ho “affinato” i metodi di studio e sono veramente felice. Vivo ancora con l’ansia di dover leggere davanti a tutti e se in classe leggiamo una frase a testa faccio il conto di quale devo leggere e me la preparo prima e nonostante tutto sbaglierò a leggerla , per studiare un capitolo ci metterò il triplo dei miei compagni ,ma penso che sarà sempre così.
    Questa è un po’ della mia storia,spero di essermi espressa decentemente (sicuramente ho sbagliato la concordanza dei tempi verbali ma va beh). Il messaggio che sento di dare a tutti quelli che stanno vivendo questa situazione è di non arrendersi,di lottare per i propri sogni,per il futuro che desideriamo,la dislessia non ci chiude delle porte ma semplicemente ne apre altre che appena riusciamo a trovarle capiamo quando siano belle. E soprattutto da dislessica a dislessici voglio dirvi di non usarla mai come scusa perchè non lo è ,è un incentivo per fare sempre meglio. Se sfruttiamo il nostro dono scopriremo che le porte davanti a noi sono tutte aperte

  84. Sabrina scrive:

    LA DISLESSIA COME L’HO VISSUTA IO:
    In seconda elementare mi è stato riscontrato un disturbo non specifico dell’apprendimento, non avevo alcun problema nella lettura della lingua inglese ma nelle altre materie andavo piuttosto male, soprattutto l’italiano e la matematica.
    Alle elementari venivo spesso e volentieri isolata dalle maestre le quali dicevano ai miei genitori “non capiamo se è presente o meno” e dicevano che non mi applicavo perché ero incapace di contare bene e scrivere correttamente, allora i miei genitori, preoccupati della situazione, mi fecero fare vari esami, il test di intelligenza (QI superiore alla norma), capacità di scrittura (sbagliavo la grammatica e non scrivevo molto bene), capacità di lettura ( leggevo piano, non seguivo la punteggiatura e invertivo le lettere), comprensione del testo, capacità del calcolo ( usavo le mani).
    Risultai essere molto intelligente, con molta memoria e un ottimo spirito di osservazione visiva per forme e figure, ma non riuscivano a farmi una diagnosi specifica, perché ero brava in matematica e nella comprensione del testo, e per un dislessico, una volta, la matematica era indecifrabile, quando mi fecero il test della scrittura, quindi era un dettato, confondevo la v con la f, o g con la c, ecc., ma la mia diagnosi finale fu’ disturbo non specifico dell’apprendimento, così iniziai il mio percorso.
    Iniziai il mio percorso, all’inizio una volta al anno andavo dalla neuropsichiatria infantile, ma poi andando avanti iniziò andare ogni due o tre anni, fino ai 18 anni. Mi è stata diagnosticata la dislessia a 17 anni.
    Incontrai una brava logopedista (Simona), mi insegnò a riconoscere il suono delle lettere, e imparare la grammatica ha/a dove vanno, tramite il gioco e la lettura, e soprattutto fu in grado di darmi autostima.
    Incontrai una brava psicomotricista, mi insegnò a scrivere nelle righe e nei quadretti, mi insegnò a scrivere la grandezza giusta.
    Successivamente durante il liceo mi presero di mira perché dicevano che ero stupida e non sapevo manco parlare, ormai il ragionamento c’era, andavo benissimo in matematica e in inglese, nelle altre materie andavo normalmente, ma il mio problema era rimasto con italiano e diritto, non capivo quello che leggevo.
    OVVIO Il ragionamento logico è arrivato con il tempo, ho dovuto mettere forse più impegno degli altri nei primi due anni del liceo per comprendere psicologia e cultura medico sanitaria, ma dalla terza in poi è stato sempre tutto più facile.
    I 7 iniziavano ad arrivare sempre più facilmente e sapevo di aver consolidato un mio metodo di studio.
    Avendo avuto tutte le mie difficoltà, con tutti coloro che mi hanno remato contro, con i miei genitori preoccupati per il mio futuro, sono riuscita a realizzare il mio sogno e quello dei miei genitori , prendere il diploma di maturità.
    Penserò sempre che la prima cosa che bisogna insegnare a un bambino dislessico è l’autostima, arrivata quella si comprendono molte cose e nulla sembra irraggiungibile.

    Dopo tutti questi anni, ho iniziato a capire e a pensare più me stessa e a credere nelle mie potenzialità, la dislessia non è una malattia, e non mi vergogno, anzi vado fiera di essere diversa agli altri, perché ho superato tutte le mie difficoltà da sola senza l’aiuto di nessuno, e ora sono la persona che sono e ne vado fiera.

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Sabrina, complimenti! Capisci bene, però, che l’autostima non cresce se hai insegnanti e genitori che non la scuola non ti aiuta a sentirti competente e ad apprendere in modo diverso…

  85. Giovanna scrive:

    Ciao Rossella
    Io sono un’insegnante che applica il metodo analogico a scuola e a casa per le ripetizioni o il supporto ai bambini con difficoltà. Mi sono trovata molto bene e i risultati sono visibili in poco tempo. Un saluto

  86. rita scrive:

    ti chiedo un’informazione, dato che – forse per mia incapacità – non ho trovato risposte in rete: alla fine della seconda e della quinta elementare, lo screening dislessia (per così dire, o meglio non so se si dica così) è obbligatorio per legge o sono le maestre/i maestri a decidere quali bambini devono fare questo tipo di verifiche?
    Grazie.

  87. Simona Miale scrive:

    Ciao Rossella
    Sono di Roma e avrei bisogno di un’insegnante per ripetizioni a casa per mio figlio che frequenta la 2 media ed ha disturbi del l’apprendimento
    A chi mi posso rivolgere per avere il supporto di persone competenti?

  88. Fabio scrive:

    Ciao Rossella, sono Fabio ed ho 14 anni e solo qualche mese fa ho scoperto di essere dislessico, appena saputo mi sono messo a piangere ma poi con il mio tutor ho saputo farne non un problema ma un motivo di “orgoglio”. Questo problema già lo ho accettato e a volte ci scherzo su. Tutto è nato perché io ed un mio amico abbiamo preso al voto di uscita di 3a media: 7. A noi non piaceva quel voto poiché fosse ingiusto. In estate io e il mio amico partiamo da soli in colonia e mentre stavamo lì, i miei e i suoi si sono andati a mangiare una pizza, hanno discusso un po’ di tutto soprattutto del voto finale e a quel punto la mamma di lui ha proposto ai miei di andare in un centro che conosceva per superare con alcuni metodi l’ansia (sia mia che sua). Una volta tornati i nostri genitori ci hanno detto questa notizia è ci hanno chiesto se volevamo farlo e a quel punto abbiamo accettato. Abbiamo fatto diversi test e incontri quando sia a me che a lui hanno riscontrato qualcosa, a me la disgrafia, discalculia e dislessia mentre a lui realtà ancora non lo so (dato che non lo ha accettato ha voluto non specificarlo), o dislessia anche lui oppure ansia nei compiti lunghi ecc. Fatto sta che adesso mi ritrovo felicemente in un altro liceo scientifico dove mi sento più tranquillo e dove ho tutte le mappe che voglio e altri mezzi compensativi.

  89. Anonimo scrive:

    Salve, mia figlia é dislessica. Da quando lo so non vivo più. Sto andando persino in depressione! Anche la bimba è in forte ansia e la scuola non ci aiuta

    • rossella grenci scrive:

      Buonasera Agnese, non c’è motivo di andare in depressione. Sua figlia è una bambina sana! Cerchi solo il modo migliore per aiutarla e vedrà che anche l’ansia della bambina sparirà!

  90. gabriella scrive:

    buona sera, mi chiamo Gabriella, ho 48 anni, sono una docente di lettere e ho scoperto di essere dislessica e non scema e diversa dagli altri, come pensavo fino all’età di 16 anni, solo quando mi sono resa conto che anche mia figlia riscontrava i miei stessi problemi.infatti a quell’età mi sono”compensata” autonomamente, come ha detto la specialista che ha esaminato mia figlia. io leggevo in modo splendido, spedito, ma poco mi rimaneva di quello che leggevo. le parole e il loro senso volavano via. e in più dovevo combattere con un fratello “genio”, che mi faceva sentire sempre più a disagio. da poco ho rivisto le mie pagelle, almeno quelle fino al quinto ginnasio e sono un vero disastro. non so cosa sia accaduto, ma ad un certo punto ho trovato autonomamente il mio metodo di studio, anche perchè, nonostante mia madre fosse una maestra, nessuno si è mai accorto del mio problema, anzi venivo classificata come una bambina svogliata e invece avevo tanta voglia di imparare e studiare. morale della favola, ho conquistato in modo decoroso la maturità classica, mi sono laureata in lettere in quattro anni e mezzo; certo forse con più sforzo e sacrificio degli altri , ma non dimenticate mai, genitori di figli dislessici, che noi abbiamo una marcia in più. non vi avviliti, anche i vostri figli ce la faranno. un abbraccio a tutti

  91. Anna scrive:

    Mi chiamo Anna e ho 32 anni sono a conoscenza della discalculia da qualche anno, figlia unica e con 3 figli , 14 12 6 anni. Ho sempre avuto problemi con la matematica sempre non la capivo…. ricordo ancora quando alle elementari la maestra mi tirava le orecchie e mi sbatteva contro lavagna!!! Mia madre non ha mai capito come mai …. adesso mi vergogno perché non posso aiutare i miei figli con i compiti ma si guarisce?

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Anna, non è una mallattia, quindi non c’è guarigione. E’ una tua caratteristica 🙂 Fai aiutare i tuoi figli da qualcun altro…

  92. Giorgia de cristofaro scrive:

    Ciao io mi chiamo Giorgia e ho 21 anni e vivo in Emilia Romagna, mi sento di lasciare una testimonianza sulla mia scuola superiore e il nome della scuola lo voglio dire ” Ernesta stoppa di lugo ” .
    I primi 2 anni a scuola me la sono sempre cavata ma dalla 3 in poi ho fatto molto fatica per via di alcuni professori che non gli importava se avevo difficoltà, preferivano dare solo opportunità agli stranieri ovviamente senza offendere , io mi trovavo sempre agitata depressa e stanca di studiare ore ore , purtroppo avevo delle professoresse che insistevano col farmi imparare a studiare a memoria ogni capitolo ed io entravo sempre più in depressione perché anche dopo averla studiata tante ore , sapevo poche parole e quando mi interrogavano facevo scena muta o mi bloccavo. Mia mamma il giorno che mi iscrisse a questa scuola al primo ricevimento glielo disse che io ero dislessica e che avevo difficoltà ma loro le dissero che non gli importava e che non mi avrebbero aiutata . Io purtroppo sono arrivata al 4 anno e poi sono stata rimandata ,a non ce l’ho fatta e sono stata bocciata, loro purtroppo non mi hanno mai voluto aiutare anzi mi hanno messo ancora più in difficoltà e ho preferito non continuare più, come detto prima loro aiutavano solo gli stranieri e sinceramente mi sono sentita offesa per questo comportamento da parte di professori che dovrebbero capire che ognuno è diverso e può avere difficoltà. Grazie spero che pian piano queste situazione indecenti finiscano .

    • rossella grenci scrive:

      Ciao Giorgia, hai proprio ragione: un comportamento dei professori che non tiene conto delle specificità di ogni studente è offensivo. Spero che tu ora abbia superato questi momenti!

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