TESTIMONIANZE

Da quando ho aperto il blog (Maggio 2009) ci sono stati tanti dislessici e genitori di dislessici che mi hanno lasciato le loro testimonianze e storie. Alcune le trovate già pubblicate e sono molto utili a tutti per aiutare a comprendere.

Così a distanza di più di un anno ho deciso di creare questa sezione.

Se sei un dislessico e vuoi raccontare la tua storia, puoi scriverla come commento e io provvederò a pubblicarla (a mia discrezione). La stessa cosa vale per i genitori di dislessici o per i docenti che abbiano avuto a che fare con persone dislessiche. Se questi ultimi volessero raccontare la loro esperienza didattica o se hanno sviluppato delle buone pratiche utili per tutti, fanno cosa molto gradita!

I commenti che riterrò idonei saranno pubblicati sotto forma di articoli e, nel caso di persone o familiari di dislessici che gradiscono la privacy, non pubblicherò mai i loro dati personali, se non quelli da loro stessi raccontati.

Dalla mia esperienza (come mamma, logopedista e ora anche blogger) ho potuto notare che raccontarsi e/o leggere testimonianze simili può aiutare a sentirsi meno soli, a trovare nuovi spunti per andare avanti. 

Questo soprattutto nel caso della dislessia, argomento fino ad oggi rimasto in penombra, ma che speriamo esca sempre più allo scoperto dopo l’approvazione della nuova legge.

119 Responses to TESTIMONIANZE

  1. Serena says:

    Ciao Rossella, ho una bimba dislessica di 10 anni , non sò se io o il papà siamo dislessici, abbiamo dei sospetti.Mio marito non legge bene ma ha una memoria di ferro,io invece leggo moltissimo .A scuola però facevo fatica, perchè studiavo,ma poi in classe facevo scena muta, non ricordavo piu’ niente.Con la matematica, la geometria e la tecnica un disastro,ero la preoccupazione del professore, facevo diventare le cose piu’ semplici complicatissime, infatti in seconda media sono stata bocciata, avevo le tre materie di matematica gravemente insufficiente e scienze non sufficiente, anche se studiavo tantissimo.Con mia figlia ho un’insegnante che la segue in matematica , geometria ,grammatica perchè io le complico tutto.Mi sono accorta che qualcosa non andava dalla prima elementare, ho iniziato subito a portarla a ripetizione , ma a metà anno le maestre non si spiegavano cosa c’era.Così ho iniziato a portarla per tre volte la settimana a fare logopedia privatamente(anche se non potevamo permettercelo, ma abbiamo fatto sacrifici), a fine anno le maestre non erano contente. Quando l’Ulss mi ha chiamato per vedere mia figlia ho sospeso la logopedia privata e ho iniziato con l’ulss, sono stata felicissima.Come l’hanno vista mi hanno detto che era dislessica, leggermente disgrafica.Hanno iniziato la riabilitazione per due volte la settimana. Le insegnanti , non erano contente, sono stata insultata ,mi hanno detto che mia figlia non arriverà mai.Poi abbiamo scoperto che si era ammalata del piccolo male(epilessia), quando l’ho detto alle insegnanti mi hanno risposto che siamo tutti epilettici. Non sò che diritto hanno di dare sentenze, volevo far bocciare la bambina perchè non ne potevo piu’.Poi invece il distretto mi ha consigliato di cambiare scuola e così abbiamo fatto.Il cambiamento è stato positivo,mia figlia è guarita, le hanno tolto il farmaco ed è migliorata, segue la classe e in italiano, grammatica,storia , geografia segue il programma della classe, le verifiche sono uguali della classe, in matematica, scienze e inglese ha le verifiche a crocette , seguono le direttive A.I.D.Ora sono tranquilla.Ho trovato insegnanti diverse , che amano il loro lavoro e portano avanti i meno bravi , perchè cara Rossella è troppo facile lavorare con i bravi, le insegnanti qualificate portano avanti tutta la classe, non solo i bravi.
    La mia preoccupazione è per il prossimo anno, mia figlia vuole tornare nel nostro paese a scuola, prossimo anno andrà alle medie,spero di non ricominciare a soffrire.Scusami se ci sono errori , se vuoi pubblicarlo fà pure, correggilo se vuoi.Ciao e grazie .Sono felice che ci dai la possilbilità di sfogarci e di sentire altre storie simili alle nostre.Baci da Serena.

  2. luisa says:

    cara ro.mio figlio ha 13 anni e sta ripetendo la 2° media. Alla fine della 2° element. sbagliava a scrivere il suo cognome ma per le sue maestre era solo svogliato pelandrone viziato e chi oiù ne ha ne metta!! volevo cambiare scuola ma la direttrice delle ist. dove pensavo di mandarlo mi ha sconsigliato suggerendomi che poteva trattarsi di dislessia. L ho portatato alla asl ed ed ho avuto conferma. Purtroppo x non farlo sentire malato nn ho approfittato della competenza dell ospedale gaslinima mi sn rivolta al centro Reul.,però avevano troppi utenti e poco personale così dopo 10 sedute ci hanno liquidati. Non ne faccio una colpa: Nessuno ci ha suggerito la logopedia. Ha finito la 5° che nn sapeva ne leggere ne scrivere ne tantomeno studiare,e le sue maestre han detto che per loro il ragazzo nn era dislessico ma solo svogliato(nonostante i test e le certificazioni Reul e ASL!!!! Alle medie si è visto capito ed incoraggiato e la 1° l ha passata,ma intanto il muro che si era costruito tra lui e la scuola si è ispessito ed in 2°,davanti alle lacune che comunque ha si è arreso. Come ho detto sta ripetendo ma le cose nn vanno tanto meglio,il primo mese ha preso circa 12 note sul diario xkè nn scriveva i compiti e di conseguenza nn li faceva. Sta andando da una psicologa che lo aiuta a reintrodursi nella realtà scolastica dalla quale si stava estraniando(e nn scrivere i compiti era un chiaro sintomo!). Purtroppo o per fortuna è molto vivace,intelligente ma ormai si è costruito la fama del Giamburrasca(è pure rosso di capelli)quindi ora,dato ke viene seguito nei compiti a casa da un educatore,le note sn salite a 19!! per il comportamento troppo vivace.. Non so come andrà e quante volte dovrà ripetere prima di finire lemedie. Spero che maturi quel tanto da capire qual è la retta via.Grazie per lo sfogo. Luisa

    • admin says:

      Ciao Luisa, quanti luoghi comuni nella tua storia, purtroppo. E come sempre sento una mamma che ha capito suo figlio, molto più degli insegnanti. Credo che tu stia facendo tutto il possibile per lui, per il resto bisogna attendere più che la sua maturazione, la maturazione dei docenti!!! Continua a sostenere tuo figlio e il suo futuro, anche se pieno di ostacoli, sarà migliore!

      • silvia says:

        Salve, sono una ragazza di 24 anni dislessica pura, disortografica, disgrafica e con problemi pure di discalculia. Mia mamma dopo aver sentito questa diagnosi, si è davvero spaventata, le avevano detto che non sarei mai riuscita a leggere. I segnali, che fecero capire a mia mamma che qualcosa non andava, erano tanti: non si capiva nulla di quello che dicevo, scrivevo all’incontrario, non riuscivo a leggere l’orologio, ad’allacciarmi le scarpe, confondevo la destra con la sinistra ecc. Purtroppo, ho avuto una vita scolastica turbolenta, mi hanno affiancato un insegnante di sostegno alle elementari, le insegnanti mi chiamavano handicappata davanti ai mie compagni, che si divertivano a sediziarmi: mi picchiavano(mi hanno anche buttato giù dalle scale), ritornavo a casa piena di lividi, mi sfottevano, nessuno voleva giocare con me. Nell’ora di ginnastica, nessuno mi voleva in squadra. E come se non bastasse, i genitori dei mie compagni, chiesero che io me ne andassi da quella classe, perchè essendo handicappata, distraevo tutti i loro figli dall’apprendimento. Mia mamma, cercò in tutti i modi di farmi cambiare scuola, ma la preside si opponeva, quindi passai in quella terribile scuola 5 anni di torture. Una volta, mi difesi; un bambino cercò di picchiarmi, e io gli graffiai la faccia, mi mandarono dritta in presidenza. Tutti i giorni uscivo prima da scuola, andavo in un centro per bambini con problemi, li non facevo nulla, anzi, le logopediste che mi seguivano, non sapevano nemmeno cosa avessi, pensavano fossi ritardata, infatti mi davano della handicappata in mia presenza. Chiesi a mia mamma, di non mandarmi più in quel posto orribile, e lei per fortuna accondiscendette. A scuola, la maggior parte delle ore, le passavo nell’auletta degli handicappati, insieme a bambini con la sindrome di down, secondo i miei insegnanti non mi meritavo di imparare niente. Ho sempre imparato da sola, visto questa chiusura del mondo scolastico nei miei confronti, mi prendevo dei libri e studiavo da me : quanti libri ho letto (si ho detto letto, perchè nel giro di un mese di sforzi, leggevo alla perfezione) in quel periodo: cuore, il piccolo principe ecc. robe che i miei compagni delle elementari si sognavano. Andavo bene a scuola, tutti buoni, distinto e ottimo, nonostante tutto. Sapevo fare dei ritratti alle persone perfetti, li conservo ancora, e non sembrano fatti da una bambina di 9 anni. Alle medie, per fortuna non ho più l’insegnante di sostegno, però ancora tutti mi evitano, e mi sfottono. Ancora prendo bei voti, tutti buoni e distinto, a parte nei temi dove prendevo sempre l’insufficenza lieve, ma comunque mi riuscivo a sollevare anche in italiano, perchè poi nelle comprensioni del testo e in grammatica prendevo sempre ottimo. Nonostante i mie buoni voti, per 2 volte cercarono di bocciarmi, per problemi relazionari. In terza media, alla scelta della scuola superiore, mi consigliarono di lasciare la scuola, e di fare un corso per diventare vetraia. Ma io che sono sempre stata caparbia, me ne sono fregata e mi sono iscritta al liceo artistico, andando però contro la mia volontà, infatti volevo fare lo scientifico per poi prendere medicina, ma pensavo che per me fosse troppo difficile(nonostante in matematica e scienze avessi ottimo) . Al liceo le cose sono andate molto meglio, non avevo amici veri, però uscivo ogni tanto e nessuno mi prendeva in giro, anzi ero stata accettata, anche con i professori mi sono trovata bene. Purtroppo, avendo difficoltà nel parlato, relazionarmi per me è sempre stata un’impresa, oltretutto i dislessici gravi, hanno anche sempre un aspetto infantile e spaesato, che ci impedisce di essere presi sul serio dalla gente. Arriva il momento di iscriversi all’università, non avevo mai avuto dubbi, che mi sarei iscritta, però in quale facoltà, fi da bambina avrei voluto tanto fare il medico, ma avevo fatto l’artistico… e il test d’ingresso mamma mia, non lo avrei mai passato. Quindi da brava stupida, mi sono iscritta a farmacia. Gli esami li passo molto facilmente, anzi mi accorgo che i miei colleghi non dislessici gravi e usciti dallo scientifico, non se la cavano molto bene come me. Quindi incomincia a rinascere in me la voglia di fare medicina, ma ormai al terzo anno, penso che mi conviene laurearmi prima li. Ancora non ho amici, solo conoscenze superficiali, anche perchè, la mia parlantina è tutt’altro che fluente, e inoltre ogni volta che invio un messaggio, subito mi becco dell’analfabeta che passa gli esami perchè raccomandata, i più cafoni mi danno della minorata mentale. Avevo facebook, me lo sono tolto perchè ricevevo messaggi minatori, di miei compagni universitari, che mi sfottevano per i miei errori ortografici,per come parlavo e per la mia area spaesata. Mi hanno fatto anche molti scherzi, alcuni molto pesanti, anche perchè alcuni avevano scoperto che ero dislessica. Mi hanno incoronata regina delle deficinti di farmacia su facebbok, mi hanno fatto ritrovare la mia sciarpa piena di sostanze chimiche (argento nitrato, impossibile da togliere) ecc. la lista è lunghissima. Ora mi manca un’esame alla laurea, e quest’anno ho tentato finalmente il test di medicina( non passato per pochi punti), l’hanno prossimo lo ritenterò nuovamente (devo togliermi questo sfizio), però senza applicare le nuove leggi per i dislessici, perchè ho fatto sempre da sola, e perchè non mi conviene farmi dei nemici anticipatamente, un dislessico dichiarato viene distrutto fidatevi, sopratutto, se ha a che fare con gente ignorante, che pensa che dici che sei dislessico per impitosire, e per farti aiutare( per loro imbrogliare). Non ho certo avuto esperienze positive, anzi il mio racconto è surreale, non penso che mi crederete. Anche in ambito lavorativo, i dislessici trovano dei muri: sono entrata a lavorare in ambito scolastico come insegnante (mentre frequentavo l’università) solo perchè mia mamma è insegnante. Poi ho fatto solo qualche lavoretto, ma poco perchè con la mia aria da svampita è difficile, sopratutto in questo periodo in cui fanno fatica tutti. Il fidanzato non lo ho, nessuna relazione, solo qualche corteggiatore e nessun amico vero, anche se pratico sport quotidiatamente, e quindi frequentando altri ambienti. Molte cose le ho saltate, in realtà la mia storia è ancora più tragica. Ho scritto questo post, perchè non sempre è facile capire come vive un dislessico grave, di solito oltretutto ci si ferma solo all’ambito scolastico, dimenticandosi che un dislessico incontra muri in tutti i campi della vita quotidiana, non perchè abbia dei veri problemi, ma perchè la gente è ignorante.

        • patrizia says:

          ciao Sivia ho letto tuo acconto e mi meraviglio la forza che hai avuto ,hai incontrato tanta gente ignorante sulla tua strada ,io ho un figlio dislessico di 8 anni ,anche noi in prima elementare abbiamo trovato delle maestre molto ignoranti che pensavano che mio figlio avesse problemi piscologici ,per farla breve ho cambiato scuola ed ora stiamo benissimo.ciao e grazie per il tuo racconto che ci dara’ forza

        • Vy says:

          Anch’io sono rimasta colpita dalla tua storia. Di dislessia non se ne parla mai abbastanza e purtroppo nel nostro paese sembra che ogni persona che puo’ essere considerata diversa viene lasciata a se stessa. Mi dispiace tanto che non ci siano stati molti adulti con una mentalita’ piu’ aperta intorno a te. Sono sicura che chi leggera il tuo post si sentira’ ispirato e avra’ piu’ voglia di affrontare il mondo, per quanto brutto a volte sia. Spero che grazie a questo forum tu abbia anche trovato persone su cui contare =) grazie per aver condiviso la tua storia!

  3. zanonadriana says:

    ciao mi chiamo adriana ricordo che già all’asilo avevo dei problemi di relazionarmi con gli altri bambini,a scuola in prima elementare ero molto entusiasta.Ma purtroppo non riuscivoa concentrarmi fu così che iniziò il mio calvario prima le vocali che non riuscivo a memorizzare,e quindi la maestra mi diede il primo castigo poi altri e altri ancora ,una maestra cattiva che mi umigliò centinaia di volte davanti agli altri bambini che vergogna!!!! La maestra faceva uso del classico bastone che ogni giorno batteva sulle mie manine esili, ricordo che dalla paura e lo stress dovevo andare spesso in gabinetto e più di una volta ho fatto la pipì sulla sedia e poi… con uno strofinaccio dovevo pulire davanti a tutti.In seconda classe ricordo che avevo talmente paura di andare a scuola che la notte facevo degli incubi tremendi ,dimagrivo sempre di più mi sentivo stupida cattiva inutile autostima a zero volevo morire…. Sono nata nel 1964 ho presto 47 anni e ogni giorno mi chiedo perchè sono nata così vorrei poter ricominciare tutto da capo per non dover soffrire ….

    • admin says:

      Ciao Adriana, siamo coetanee! Purtroppo tante storie uguali, anche se la tua è particolarmente triste… Le punizioni e le umilizioni che hai subìto ti hanno segnata. Questo non significa che tu sia “sbagliata”, sbagliate sono state le tue esperienze, le persone ignoranti che purtroppo hai incontrato. Se hai capito davvero cosa significa essere dislessico fatti forza e supera i tuoi momenti di scoraggiamento!

  4. Marinella says:

    Ciao, ho letto le testimonianze e mi sento tanto la fotocopia di Luisa. Anch’io ho un figlio 13 anni, frequenta la terza media con un sacco di problemi. Alle elementari non sapeva copiare alla lavagna e faceva spesso l’intervallo a sedere per punizione. Alle maestre spesso facevo presente che non era possibile che in quarta elementare sbagliasse tutte le doppie, gli apostrofi e gli accenti e tutti verbi con le h per non parlare delle m che sembravano n e delle a che sembravano o, ma la risposta era sempre la stessa era lui che non si impegnava , che non stava attento, era troppo agitato a volte aggressivo insomma era proprio un bambino antipatico! Alle medie speravo che la sistuazione migliorasse, dopo una prima e una seconda media faticosissima piena di insuccessi umiliazioni e rimproveri, anche da parte mia, finalmente all’inizio della terza l’insegnante di italiano mio dice che sospetta che mio figlio sia dislessico; facciamo i test e risulta che Niccolò non è solo dislessico ma anche disgrafico cion un autostima pari a zero e chiari segni di autosvalutazione e zero motivazione. Pensavo che a questo punto che le cose sarebbero migliorate ma invece se è possibile vanno ancora peggio e soprattutto con l’insegnante che ha fatto la segnalazione: i 4 volano per compiti non fatti (perchè non scritti sul diario ), interrograzioni programmate rimandate di 20 giorni, e poi fatte a sorpresa nei compiti c’è sempre la valutazione per la forma quando dovrebbe esserci solo quella per il contenuto , compiti in classe non facilitati e continui rimproveri proprio a lui che avrebbe bisogno di essere gratificato quando riesce a fare bene. E’ molto difficile far capire ad un ragazzino di 13 anni che lui è come gli altri e può fare tutto ciò che vuole quando tutti gli altri non fanno altro che sminuirlo di continuo. Scusate per lo sfogo. Marinella

  5. Aliquis says:

    Salve, le ho scritto altre volte. Leggendo questa sezione ed i relativi commenti,
    mi è venuta voglia di scrivere la mia storia personale, magari ritagliandola da un’ altro blog sul quale ero intervenuto l’ anno scorso. Premetto che sono un’ adulto e che il mio problema non è la dislessia, leggo e scrivo benissimo. Io sospetto una
    forma di discalculia, anche se non ne sono certo, forse io avevo delle difficoltà di apprendimento di natura diversa. Fatto sta che io, benchè mi sia sempre impegnato a fondo in tutto, e chi mi conosce sa che sono una persona seria e
    precisa, sono stato ai miei tempi un caso di fallimento scolastico. Ho sempre avuto anche seri problemi di socializzazione. Ho deciso di scrivere qui perchè,
    dopo tanti anni in cui credevo di aver trovato un relativo equilibrio, per motivi che
    ora sarebbe lungo e complesso specificare, sono tornato a soffrire per il mio
    fallimento scolastico di 30 anni fa. La mia storia, raccontata nel
    sito “L’ angolo di Euclide, discalculia, il 20 Febbraio 2010, è la seguente:

    19.Aliquis detto
    20 febbraio 2010 a 9:08 am
    E’ da un pò di tempo che, per motivi
    autobiografici, mi interesso del tema della discalculia. Il commento che lascerò è, quindi, diverso da tutti gli altri. Chi scrive è infatti un’ uomo di 44 anni che non si è mai diplomato; ho lasciato la scuola all’età di 16 anni, e lavoro fin quasi da allora. E se ripenso alla mia vita e a come lasciai la scuola,
    sono portato proprio a pensare che la causa sia stata la discalculia, o forse una delle sue varianti. Non mi ricordo come mi andò alle elementari,
    mi sembra solo di ricordare che avevo difficoltà a memorizzare le tabelline e che avevo difficoltà anche con le frazioni, oltre che ad essere lento con i calcoli. Ma i guai veri cominciarono in prima media. A partire da quel momento infatti, la matematica divenne per me del tutto incomprensibile, era come se mi parlassero in etrusco. Ripetei la prima media anche perchè non ero andato bene neanche nelle altre materie. Successivamente recuperai le altre materie, ma non la matematica.
    Finii la terza media con voti molto alti in italiano e in tutte le altre materie, tranne che in matematica e nella lingua straniera. In prima superiore il quadro si accentuò, tanto che mi sentivo una persona a metà. Avevo ottimo o quasi in tutte le materie, tranne che in matematica e lingue, dove avevo gravemente insufficiente. Questo legame tra matematica e lingue estere fece dire alla mia professoressa di lettere che io ero “privo di qualità logico-matematiche”. Io ero un ragazzo molto timido ed ansioso, quando facevo scena muta davanti a tutta la classe mi sentivo in un’ imbarazzo terribile, avrei fatto di tutto per non trovarmi in quella situazione. Mi ricordo che mi sforzavo a casa sui libri, per trovare la chiave non dico per risolvere, ma almeno per capire le equazioni. Nessuno mi aiutò. Non venne fatto nulla da parte di nessuno, a quell’epoca, che io sappia, non c’erano neanche gli insegnanti di sostegno. Quando alla fine di quell’ anno fui rimandato, io non credevo certo di poter recuperare in tre mesi quello che non avevo compreso in tutti gli anni precedenti. Se mi fossi presentato all’ esame di riparazione, avrei fatto scena muta. La cosa mi terrorizzava. Era il 1982, ed io pensavo che in qualsiasi altra scuola sarebbe successa la stessa cosa. Ero timido, solo, i miei genitori avevano fatto solo le elementari, e nessuno mi consigliò niente. Perciò decisi di abbandonare. Da allora ho sempre lavorato, ma ovviamente la mia vita sarebbe stata diversa se avessi capito la matematica. Ormai ho oltrepassato il mezzo del cammin di nostra vita, ma non posso fare a meno di considerarmi una persona incompleta. Sono sempre stato un lettore accanito, amo i libri e mi diletto pure a scrivere. Ma ancora oggi, quando provo a prendere in mano un testo di algebra, non riesco ad andare più in là della prima pagina, o al massimo della seconda. Non riesco a comprendere l’algebra. Perciò, quando per la prima volta ho sentito parlare della discalculia, ho subito pensato di poterla avere. Ormai, data la mia età, non ha più importanza, ma potrebbe essere stata quella? Ho narrato la mia storia credo per far notare quanto sia importante che le scuole siano attrezzate per aiutare gli studenti che hanno simili difficoltà. Purtroppo vedo che oggi l’organizzazione scolastica sta peggiorando, e questo mi dispiace molto, perchè io vorrei che nessun’ altro ragazzo passasse quello che ho passato io; i fallimenti scolastici hanno oggi conseguenze più gravi che in passato.

  6. pary burlando says:

    sono la mamma di un ragazzino di 16 anni che solo pochi mesi fa ha ottenuto una diagnosi di discalculia, disortografia e disgrafia. Come tutti i dislessici o, meglio, i pensatori visuo-spaziali ha avuto un percorso scolastico difficile. Da bambino felice, creativo e socievole alla scuola materna si è trasformato in solitario, e ombroso al punto che la sua insegnante di prima elementare riteneva che fosse autistico, non parlava con nessuno e disegnava grovigli neri sui fogli. Anni di psicologi, analisi mediche e altro. Per sua sfortuna non aveva particolari problemi con la scrittura e la lettura e così è andato avanti sino al liceo facendo un’enorme fatica mai riconosciuta da nessuno. Io, come mamma, non ho mai avuto il minimo dubbio sul fatto che fosse intelligente ma mi scontravo con la scuola e le insegnanti che mi dicevano ‘può fare di più’, ‘non si impegna abbastanza’. Non mi sono mai stancata di cercare strade nuove e dopo la diagnosi ho portato mio figlio a fare la rieducazione con il metodo Davis, ho parlato con le insegnanti e forse adesso qualcosa per lui cambierà. Per quanto riguarda i grandi problemi con la matematica mi sono imbattuta nel sito di Camillo Bortolato, un geniale insegnante delle elementari che ha ideato un metodo analogico per l’insegnamento della matematica. Anche se mio figlio è ormai adolescente ho intenzione di provare con lui a ‘guarire’ la ferita iniziale utilizzando questo metodo, con la incredibile velocità che questi ragazzini hanno nel processare immagini penso che l’intero programma possa essere svolto in poche settimane e poi troverò un bravo insegnante che possa colmare le lacune successive. Ritengo infatti che solo ripristinando l’iniziale fiducia nella sua capacità di calcolo istintivo possa affrontare con successo i calcoli algebrici più complessi. Infine per quanto riguarda l’inglese, che gli viene insegnato in un modo per lui incomprensibile, esistono tante altre possibilità di impararlo ad esempio mediante corsi sul computer ( es Rosetta Stone) che insegnano una lingua nello stesso modo in cui abbiamo imparato la nostra lingua madre, senza regole grammaticali: solo immagini e parole.

  7. angela visconti says:

    sono la mamma di una ragazza di 14 anni che ha iniziato i test per la dislessia presso l’asl. Mia figlia con grande sofferenza sta accettanto questo problema anche perchè dove frequenta la IV ginnasio, non sono minimamente sensibili al problema ma anzi le dicono che per l’anno prossimo, visto le grandi difficoltà ad imparare il lessico greco e lativo, è meglio che lei scelga un indirizzo più alla sua portata. Purtroppo lei non accetta di dover rinunciare al classico.
    Le schiedo come posso aiutare mia figlia nello studio per poter frequentare ancora questo indirizzo di studio?
    grazie per un suo eventuale interessamento.

    • admin says:

      Purtroppo la situazione di sua figlia non è l’unica. Se ha avuto modo di leggere in rete e anche in questo blog, sono tanti i genitori e i ragazzi che lamentano problemi con i docenti. Le posso anche dire che se sua figlia è convinta che quella è la scuola che vuole frequentare non c’è nessun motivo perchè non debba farlo! Anche qui le confermo che tanti ragazzi dislessici fanno il classico, forse con un pò di fatica in più, forse con qualche aiuto domiciliare in più, ma non è per loro impossibile, e glielo dice la mamma di un ragazzo dislessico che fa il IV Ginnasio (non senza difficoltà).
      Quindi armatevi di tanta pazienza e cominciate a cercare, insieme ai professori, il modo migliore perchè sua figlia possa imparare (i famosi strumenti compensativi e dispensativi).

  8. silvia costetti says:

    sono la mamma di un bambino dislessico,coraggio, oggi paolo frequenta l università,quanti pianti,nel1997 nessuno sapeva aiutarmi,quante lotte,soprattutto con le insegnanti,ma oggi posso dire di non avere più paura di nulla, la vittoria di mio figlio e mia sulla dislessia ci ha resi invincibili .tenete duro,baci a tutti

  9. nadia sanza says:

    Mi chiamo Nadia; mio figlio Luca.
    Luca ha 6 anni e mezzo ed ha frequentato la prima elementare. Aspetta con trepidazione e pazienza di ricevere un elicotterino radiocomandato di cui si è letteramente innamorato. Nel frattempo finisce diligentemente i suoi primi compiti delle vacanze. Studia in brevi sessioni giornaliere e appena ha finito mette una crocettona sul calendario; sabato prossimo (ma forse anche venerdì) lo avrà tra le sue mani perchè avrà finito i compiti.

    Proprio ieri tu, Rossella, ci hai aiutato a capire di più e a dare un nome alla “lotta” con i compiti… soprattutto nel leggere e nello scrivere, che abbiamo condotto in famiglia per tutto il suo primo anno di scuola e che è ripresa con i compiti del vacanze, quando abbiamo scoperto che aveva dimenticato molte cose e come si leggono e scrivono molte lettere.

    Ricordo l’emozione del suo primo giorno di scuola, lo aspettava da tanto tempo.
    Ricordo anche la mia di emozione nel vederlo andare a scuola così presto; Luca è tra i più piccoli della sua classe ma tra i più alti, composti e maturi.

    Ricordo anche i primi compiti a casa e la sua fierezza nel prendere carta, penna, libri…

    Poi, un poco alla volta, sono arrivati i rimproveri, i rifiuti, la fatica, le liti e le botte. Si, certe volte Luca mi picchiava quando io fermamente insistevo a fargli rileggere 10 volte (come diceva la sua maestra) un breve testo no a ricopiare i corsivo. E talvolta Luca andava a sbattere la fronte contro uno spigolo e si disperava, dicendo “non sono capace!”.
    Io e mio marito lo abbiamo protetto soprattutto da questo suo comportamento ma fino a poco tempo fa non avevamo capito niente e non sapevamo che pensare: testardo?… immaturo?… chi? Questo Luca? No.
    In qualche modo però non riconoscevamo più il nostro piccolo “genio”, intelligente e brillante delle cui parole e azioni spesso eravamo rimasti estasiati e compiaciuti fin dai primi mesi.

    Poi si è aperta la possibilità di questa spiegazione: un DSA?
    Anche grazie all’incontro con te e a questo sito, Luca e noi siamo stati aiutasti a capire.
    Te ne ringrazio.
    Ora la lotta non è più l’uno contro l’altro ma con qualcosa che è fuori di noi.

    … e, come ci aveva abituato fin da piccolissimo, Luca ha potuto spiegarsi e dire anche a noi, con una delle sue sintesi splendide, quello che stava e sta succedendo:

    “mamma a me la fatica diventava rabbia!”.

    Io lo amo e lo stimo tanto e ringrazio il cielo di aver fatto “pace” con lui.
    Tutto il resto si vedrà. Quel che conta è che ho ritrovato il mio piccolo grande Luca.

    Nadia

    PS: Mi è sembrato doveroso scrivere e condividere questo commento visto la tua gentilezza, cara Rossella.

    • admin says:

      Sono felice di aver contribuito nel mio piccolo. Luca è un bambino in gamba e ha due splendidi genitori. Sono sicura che, anche se la strada sarà ancora in salita (spero sempre meno), non siete più soli: voi avete ritrovato Luca e Luca ha ritrovato voi!

  10. Gian Luca says:

    Approfitto della disponibilità per un aiuto..
    Famiglia Mulino bianco…Però..figlia ha finito la 1 media con un calcio al sedere…non si impegna sullo studio o meglio credo che il problema sia mio non riesco a farle capire perchè studiare…i suoi hobbi giochi elettronici ma soprattutto LEGGERE…borse di libri da biblioteca le piace leggere cose non troppo impegnative collane per ragazzine ma legge quando le limito i vari ds psp lei legge quindi mi chiedo perchè non riesce a finalizzare leggendo i libri di scuola?lo so cos’è il senso di Dover fare una cosa ..prende ancora me questa ansia quindi la capisco ma come aiutarla? la 2 che sta iniziando mi sta stressando non sembra “maturata” tanto è sempre svogliata sugli OBBLIGHI…
    L altro figlio di 9 anni ottobre mi sfida in continuazione con smorfie non ascolta le mie indicazioni fino a costringermi dopo vari avvisi a sculacciarlo..odio farlo ma sembra chiedermele…poi si addolcisce e mi fa sembrare il mio “scattosculaccio giusto…è proprio così??Mia moglie non approva e quindi chiedo a lei come fare con la Ragazzina di 12 e ipiccolo di 9…
    GRAZIE

    • admin says:

      Buongiorno Gian Luca. Mi dispiace non riuscirle a dire niente di preciso, non è facile quando si tratta di ragazzi. Forse un incontro con uno psicologo che se ne intende di bambini e di Disturbi Specifici di Apprendimento potrebbe togliervi qualche dubbio o farvene venire altri, chissà.
      Certo è che se un ragazzo ha difficoltà scolastiche bisognerebbe indagare…
      Auguri!

  11. Patty says:

    Ciao mi chiamo Patrizia e ho 30 anni, un diploma e una laurea. Fino dalle elementari mi sono accorta di essere molto + lenta a leggere dei miei coetanei, facevo anche un enorme fatica a finire i compiti scritti nell’orario scolastico e di conseguenza dovevo finirli a casa. Avevo problemi con le doppie e con la sintassi. Dalle medie fino a tutte le superiori per me apprendere l’inglese è stato praticamente impossibile soprettutto per la parte grammatica. Tutt’ora mi rendo conto di leggere lentamente, ricordo la guida prima del navigatore… leggere le indicazioni che terrore!
    Secondo lei questi potrebbero essere sintomi di dislessia mi consiglia di fare il test a Reggio Emilia?

  12. tania says:

    mio figlio ha 10 anni e frequenta la I media la sua diagnosi è stata fatta da specialisti in materia di dislessia infatti, è risultato con difetto specifico di apprendimento in letto scrittura ed è più lento degli altri nel fare i compiti.
    il disagio consiste nel trovare le insegnanti che siano informate infatti , nella sua scuola c’è poca informazione in quanto nessuno ha voglia di informarsi. Ancora aspetto la convocazione per partecipare al consiglio di classe per stabilire il piano didattico personalizzato , ma intanto mio figlio ha dovuto fare le verifiche delle lingue straniere (francese e inglese) senza nessuna accortezza e si è sentito dire dall’Insegnante che doveva finire nel tempo stabilito 4 fogli con 5 esercizi ciascuno nell’arco di 1 ora, ma mio figlio non c’è riuscito infatti ha completato solo un foglio e l’insegnante gli ha detto che non glielo avrebbe fatto recuperare in seguito. Invece in fracese si è già beccato un bel 4. Cosa bisognerebbe fare??? che è da almeno 6 anni che mi vedo sbattere l’ignoranza dei così detti insegnanti??? dei miei….. stivaloni!!! comunque spero che in seguito riusciremo ad avere anche nelle scuole pubbliche, insegnanti degni di fare questo mestiere, con tutti gli aspetti positivi e negativi che gli potrebbero capitare fra le mani. Dovrebbero capire che certi ragazzi non sono soltanto dei semplici numeri, ma delle persone con tanta voglia di scoprire cose nuove e cercare di imparare il più possibile con il loro aiuto… come in questo caso mio figlio, voglioso di imparare e scoprire tutto ciò che lo circonda; il suo sogno è di diventare uno scrittore, spero con tutto il cuore, che solo una madre può capire, che un giorno ci riuscirà e tra l’altro spero anche che codesti “INSEGNANTI” non gli facciano svanire questo suo sogno!

  13. pina says:

    io ho un bambino di 12 anni frequenta la 2 media ,è stato riconosciuto dislessico in 4 elementare.In 1 elementare le maestre mi continuavano a dire che Matteo era svogliato e non voleva studiare e non stava mai fermo . io continuavo a ripetergli “forse Matteo è dislessico ” e loro dicevano di no . in quarta grazie ad una brava dirigente che si è resa conto del problema di mio figlio abbiamo iniziato tir alla ASL per il riconoscimento,che a breve è avvenuto . però nulla è cambiato !!!!!! Lui è rimasto sempre il bambino svogliato secondo loro! anche x iprofessori in particolar modo quello di matematica .io mi chiedevo se si può far fare un comito a sorpresa ad un bambino dislessico ? non fargli usare le tabelle? e quando lui gli chide un aiuto gli viene risposto se ti dico questo il compito lo faccio io? scusatemi x lo sfogo però questa mattina quando mio figlio mi ha detto questa cosa misono sentita una.m…..nei suoi confronti !

    • admin says:

      Ciao Pina, purtroppo niente di nuovo sotto il sole! Però devi farti sentire, ora c’è una legge che sancisce l’uso degli strumenti compensativi e dispensativi!!! Sfogati ma agisci, per il bene di tuo figlio!

      • pina says:

        per il bene di mio figlio farò di tutto .però ci sono dei momenti di sconforto + assoluto ,dove cerco nei suoi occhi il coraggio di reagire ! dimmi tu da dove devo iniziare! aiutami in questo cammino in questo tunnel cosi buio e senza uscita!

  14. Chiara Del prete says:

    Salve sono un’insegnante di sostegno con un’allieva con diagnosi di disturbi specifici di apprendimento, diagnosi per la verità molto sintetica, non dice altro. L’alunna è di origine albanese, ma vive in Italia dall’età di 4 anni, ora ne ha 14 e frequenta la I classe delle superiori; non riceve aiuto dai genitori che lavorano entrambi l’intera giornata e inoltre con la madre parla poco perchè la mamma
    parla solo albanese e la ragazza lo ha quasi completamenta dimenticato.E i problemi sono incominciati con alcuni insegnanti che non riscontrano i caratteristici disturbi DSA in quanto la ragazza legge abbastanza fluidamente , non è disgrafica, nè commette errori ripetuti di ortografia, mentre ha problemi con i calcoli e non memorizza le tabelline, ma soprattutto non riesce ad esporre il contenuto di ciò che legge, neanche se le viene spiegato più volte, riferisce di non trovare le parole per ripeterlo, per cui si blocca e non parla ed anche nei compiti scritti ha una produzione povera. Quest’ atteggiamento viene inteso dai docenti come un ritardo cognitivo per cui vorrebbero proporre un percorso differenziato in quanto non sanno come procedere per le verifiche e le valutazioni; io mi oppongo perchè credo che non gioverebbe affatto alla sua autostima che è già molto bassa. Mi rivolgo a lei per sapere se i disturbi specifici di apprendimento possono manifestarsi anche in questo modo cioè non con la dislessia, disortografia nè con disgrafia, ma solo con discalculia, che per la verità siamo riuscite ad affrontare con l’aiuto di calcolatrice,ma soprattutto con la difficoltà di esporre ciò che le è stato spiegato anche più volte.Potrebbe gentilmente segnalarmi qualche argomento specifico per questo tipo di manifestazione del disturbo così che io possa farlo leggere anche ai colleghi scettici. La ringrazio per ciò che potrà fare. Chiara

    • admin says:

      Il DSA può avere tante sfaccettature, soprattutto crescendo. La ragazza potrebbe avere compensato alcune sue difficoltà ed esserne rimaste altre residue. Mi meraviglio, però, che le sia stato dato il sostegno, dato che i ragazzi con DSA raramente usufruiscono della legge 104. Per cui il dubbio che possa avere anche un ritardo cognitivo sussiste… Per il resto una situazione di povertà linguistica e culturale di certo non aiuta.
      Spero di aver risposto alle sue domande.
      Saluti

  15. Maria Pia says:

    salve a tutti! sono la mamma di Daniele,12 anni, “riconosciuto” dislessico all’età di 7 anni.Oggi lui frequenta la 2° media, per quando riguarda la scuola non ci sono grossi problemi anche se lui non ha mai voluto avere il supporto di strumenti compensativi, soprattutto a scuola perchè vuole “fare come gli altri”(usando una sua frase).Per fortuna, come ho detto , a livello scolastico, per adesso,grossi problemi non ce ne sono e quindi lo lasciamo fare…. il problema la socilalizzazione….. fino a qualche anno fa voleva stare sempre con gli amici,adesso non vuole uscire più a giocare con loro: quando lo vengono a chiamare lui inventa tante scuse e spesso non va con loro…. noi gli abbiamo chiesto come mai… lui ci ha risposto che è più a suo agio da solo che in mezzo agli altri….Quelle poche volte che esce alla prima “scusa” se ne torna a casa…. gli amichetti per un po hanno insistito ma a poco a poco cominciano a non chiamarlo più!! Parlando con lui gli ho spiegato, con molto tatto, che se voleva parlare del suo disagio con qualcuno che non fossimo noi genitori ci sono delle persone che possono aiutarlo ma non ne vuole sapere, sono disperata non so più che cosa posso fare…. le ho provate tutte…. l’ho lasciato stare sperando che gli tornasse la voglia di stare con i suoi amici ma niente…. ho provato a spingerlo delicatamente a uscire… ma niente… gli ho detto che se voleva stare con altri amici diversi dai soliti non c’erano problemi….ma niente. Lo psicologo ,del aid di competenza ,ha detto che se non vuole parlare con lui di sua volontà non possiamo forzarlo se no è peggio….. cosa posso fare??? scusate il mio sfogo e scusate se ci sono errori di struttura ma anche io sono dislessica…..e non vorrei che mio figlio e i figli di altri passassero tutto quello che ho passato io….

    • admin says:

      Ciao Maria Pia, mi dispiace molto che tu e tuo figlio state passando questo periodo. Su due piedi mi verrebbe da dirti di consigliargli di fare uno sport di squadra, chissà che conosca nuovi amici… ma forse l’avrai già pensato. La preadolescenza è un periodo delicato… Chiedi anche ai suoi professori se a scuola sta bene con i compagni e cerca di capire da loro se a scuola sta accandendo qualcosa che non sai… Continua, comunque, a fare riferimento a qualcuno che possa darti una mano.

      • pina says:

        ciao Maria Pia mi permetto di darti un “consiglio ” anche Matteo x i primi momenti aveva iniziato come tuo figlio ad non voler + uscire ,ma poi ha iniziato a fare uno sport di squadra “”"lui non voleve assolutamente!!!! ma noi ,fammi passare il termine ,ci siamo un pò imposti ed ora sono 3 anni che gioca nella squadra di calcio del paese e lui è talmente contento che non manca mai agli allenamenti e i giorni delle partite è sempre il primo ad arrivare al campo . pensa che normalmente quando non va a scuola si alza tardi invece la domenica alle 6,30 già è in piedi ! prova anche tu forse lì si sentirà + accettato ,gratificato che dagli altri suoi amici ..ciao e scusami se mi sono permessa ! pina

  16. Dil says:

    Salve, mi chiamo Diletta e ho 27 anni. Sin da piccola ho avuto problemi con l’analisi logica e la matematica, alle volte con l’apprendimento di lingue straniere e nello scrivere i numeri. I miei genitori mi hanno sempre colpevolizzata, umiliata e derisa (anche in età adulta) perchè, come dicono loro, “non so fare neanche due più due”. Anche alcune professoresse mi umiliavano, altre invece si sono accorte delle mie difficoltà segnalandole ai miei genitori che le hanno ignorate. Sono una buona persona e da piccola sono stata una “brava bambina”, sempre però tormentata dalla paura della matematica, del calcolo e dalla derisione sistematica che avveniva nella mia famiglia (anche da parte di nonni e zii). Sono insicura, non ho autostima, ho paura di fare la commessa perchè non riesco a dare il resto, ho paura in generale dei colloqui di lavoro e vado in ansia non appena mi viene richiesta una semplice operazione matematica. Ho studiato disegno, ma ovviamente non riesco a trovare un impiego stabile e abbastanza remunerativo, quindi prima o poi dovrò iniziare a “fare i conti” con me stessa e con dei lavori che mi metteranno sicuramente alla prova. La paura mi paralizza. So che sembra una cosa ridicola, ma nell’ultimo anno ho anche sofferto di depressione a causa di questo. Ho altri problemi psicologici (legati ad un brutto rapporto con i genitori, specialmente con mia madre) che penso abbiano influito molto sul mio problema con i calcoli. Recentemente ho cominciato a navigare in internet per cercare soluzioni al problema e ho trovato molte informazioni, ma non solo, anche altre persone che hanno il mio stesso difetto! Vi ringrazio per il semplice fatto di informare il pubblico su questi problemi spesso ignorati, aiuta a sentirsi meno soli. Grazie ancora!

    • admin says:

      Ciao Diletta, non chiamarlo difetto, se leggi bene nella tua dislessia capirai che è solo un modo diverso di imparare, che purtroppo a causa dell’incomprensione dell’ambiente in cui hai vissuto ti ha comportanto non pochi problemi psicologici. Perchè non farti fare la diagnosi a Reggio Emilia, in modo da capire sempre meglio e trovare la forza per “superare” il tuo vissuto?
      Auguri!

  17. oElyo says:

    Buon giorno, vorrei esporvi un breve caso. Una persona a me molto cara (27 anni) non e’ assolutamente in grado di leggere in modo corretto e fluido e, le rare volte che l’ho sentita farlo, ha pronunciato solo poche parole con molta fatica, spesso anche balbettando. Scrive in corsivo in modo un po’ disordinato e non si puo’ proprio dire abbia una bella grafia (a volte, scrivendo al pc, capita anche che scambi alcune parole). Vorrei precisare che e’ molto molto intelligente e colta, ha conseguito la laurea con ottimi voti preceduta da un altrettanto ottimo percorso di studi. Pensate sia dislessia o altro?

  18. Aliquis says:

    Vorrei dire a Diletta:

    Sono uno che ha avuto (e ha) le tue stesse precise difficoltà.
    Ho quasi il doppio dei tuoi anni, (45) e da 20 sono titolare di
    un negozio. Sono quindi il commesso di me stesso. All’ inizio
    avevo difficoltà a fare i resti, ma poi, a forza di provare, mi
    sono venuti automatici. La maggior parte di essi credo di
    averli memorizzati, e li faccio a memoria, senza fare l’ operazione
    nella mia testa. A volte non riesco lo stesso, ma per questo tengo
    sottomano la calcolatrice, e quindi per me i resti non sono un
    problema. Non ho mai capito l’ algebra, non ho terminato gli studi,
    ma ho tanti clienti, pur avendo problemi di origine esterna al mio
    lavoro. Tutti commettiamo errori, ma ho spesso notato che i miei colleghi laureati e brillanti in matematica e lingue ne hanno commessi peggiori dei miei. Questo per dirti che non devi avere
    paura di affrontare qualsiasi lavoro; tutti noi siamo capaci, abbiamo solo modalità diverse, ma possiamo fare tutto quello che
    fanno gli altri.

    • Dil says:

      Ti ringrazio per il sostegno, avevo letto la tua storia! Io cerco sempre di allenarmi e trovare dei piccoli stratagemmi! Devo dire che alcuni funzionano :) e quindi sto cominciando a ritrovare un pò di fiducia!

  19. emilia says:

    Sono una maestra di scuola primaria e leggendo queste storie mi sono vergognata che nel 2012 ci sono “insegnanti” che possono fare del male ai bambini .Questa è mancanza di professionalità,il non voler aggiornarsi sui dsa ,la nuova legge.Ma il comportamento più grave è umiliare i bambini con o senza problemi.

  20. Angela says:

    Ciao a tutti , sono la mamma di un ragazzo di quasi 16 anni.
    Tra pochi giorni effettuerà la visita presso la usl per avere il certificato che la scuola richiede. Non abbiamo avuto vita facile, mio figlio ed io, alle elementari, in seconda per la precisione parlai con la maestra perchè avevo notato che non riusciva a scrivere bene la sua grafia non era leggibile e sbagliava alcune lettere. La mastra mi rassicurò dicendomi che lei ne aveva visti di bambini dislessici, e potevo star tranquilla dato che mio figlio sapeva leggere. Alle medio il tormento dell’insegnante di lingue straniere, che malgrado la logopedista sia andata a parlare più volete con gli insegnamenti sistematicamente dava 4 a mio figlio. Ripeteva continuamete che non studiava che era svogliato e che non faceva i compiti, mandandomi ripetutamente a chiamare. Il colmo fu quando per aiutare a mio figli gli cricopiai io il quaderno delle regole in modo che potesse leggere bene (a volte faticava a rileggere nella sua stessa scrittura) fui convocata immediatamente dalla scuola e pretendeva che mio figlio ricopiasse da solo tutto quanto. La sopra citata signora insegna ancora e mi domando: ma come è possibile? non c’è meritrocrazia tanti insegnati bravi a casa e persone che non sanno insegnare e che lo fanno solo per lo stipendio hanno la cattedra. Oggi mio figlio fa la seconda superiore, nella scuola che frequenta adesso ci sono insegnanti preparati, ma quello che più mi a ferita in questi anni è stato vedere come gli altri professori malgrado avessero saputo le difficoltà di mio figlio hanno sempre e ripeto sempre difeso l’operato della loro collega dicendomi: signora la conosce è fatta così.

  21. massimo says:

    Buongiorno ,mi chiamo Massimo sono il papà di Luca un ragazzino 13 anni che frequenta la 3 media.
    In prima è andato bene in seconda complice anche un perido di malattia ha saltato l’ultimo mese di scuola.
    Quest’anno ha un rifiuto verso lo studio verso la scuola ; quando ci sono delle verifiche in classe!! mal di testa, vomito febbre e piange a tal punto che non riusciamo a capire quanto sia vero.
    Le insegnanti dicono che ha bisogno di gratificazione di manca di autostima e fiducia in se stesso come possiamo aiutarlo ?
    Ringrazio fin d’ora per i preziosi consigli.
    Massimo

    • admin says:

      Ciao Massimo, ma tuo figlio ha la diagnosi di dislessia? Scusa se ti faccio questa domanda, ma non mi è chiaro…

      • massimo says:

        Ciao chiedo scusa per il ritardo nella risposta.
        Non abbiamo affrontato il problema ma credo che a questo punto sia opportuno farlo.
        Ieri ho avuto un colloquio con gli insegnanti.
        L’insegnante referente di classe ha espresso due possibilità ; la prima quella di fermare Luca in modo tale che acquisti maggior sicurezza in se stesso e di aiutarlo nel superare queste sue paure.

        La seconda quello di aiutarlo in questi tre mesi che mancano a venire a scuola anche con il mal di testa e pazienza se poi la verifica non va per il verso giusto lo aiuteranno a recuperarla e fargli superare gli esami in modo sereno.

        Ps Luca è rientrato oggi a scuola dopo tre giorni con il mal di testa .

        Ti ringrazio pe rl’aiuto prezioso che potrai darmi

        Massimo

        • admin says:

          Ciao Massimo, non credo che fermare un bambino lo aiuti ad avere maggiore sicurezza in sè stesso, anzi… questo in genere, nello specifico sei tu che conosci tuo figlio. Cerca di capire davvero che cosa sia bene per lui, ma sopratutto cerca di farti aiutare da persone competenti.

          • massimo says:

            Anchio penso che fermare Luca sia controproducente si ridurrebbe ancora di più l’autostima e la poca fiducia che ha nelle sue possibilità.
            Per persone competenti intendi dire uno psicologo e per la dislessia dove mi devo rivolgere?.
            Grazie ancora per il prezioso aiuto e buona giornata

            Massimo

          • admin says:

            Non so di che zona sei, ma puoi chiamare la sezione dell’Associazione Italiana Dislessia più vicina a te e farti indicare dove rivolgerti per un consulto. Auguri!

          • patrizia says:

            ciao Massimo ho letto la tua storia ,io ho appena finito il corso genitori all AID di roma ,tra le tante cose che ci hanno spiegato mi ricordo benissimo che molte mamme hanno chiesto se era giusto far ripetere l anno scolastico ai nostri ragazzi (alche il mio è un DSA misto)loro ci hanno risposto che l unica bocciatura utile sarebbe in prima elementare ,percio’ non gli servirebbe a nulla visto che il tuo fa le medie,comunque iscriviti all associazione AID della tua citta’ ti daranno molti consigli utili,piu’ saremo e piu’ ci ascolteranno ,un in bocca al lupo

  22. Giusy says:

    Ciao a tutti sono Giusy la mamma di Michael un bambino vivacissimo e inteliggente che è affetto da disturbo misto dell’apprendimento (DSA) diagnosticatogli nel 2010 grazie alla maestra di italiano che mi ha consigliato un controllo presso la neuro psichiatria infantile del mio paese. Per quattro anni ho sempre pensato che non avesse voglia di farli “quei maledetti compiti” e l’ho sgridato tante di quelle volte che al solo pensiero ora mi sento in colpa per non aver capito, ma su questo argomento anch’io ero ignorante….Se devo dire che a scuola va male non posso dirlo ma a casa lo AIUTO TANTISSIMO anzi diciamo anche che lo stresso parecchio (cosa di cui mi rendo conto) e i risultati si vedono. La mia PAURA è per l’anno prossimo quando andrà in prima media ho il terrore che faccia Fatica lui è tranquillo spero solo che riesca un pò a maturare di più dato che lo vedo ancora infantile su molte cose. Per fortuna ho avuto un sostegno da parte degli insegnanti che lo agevolano in tutte le materie. La logopedista gli ha detto che l’importante è che si impegni nello studio e che per questo verrà sicuramente premiato. A volte la sua autostima va sotto i piedi e credo sia anche un pò colpa mia. Grazie per l’ascolto un abbraccio a tutti i genitori.

  23. Paola says:

    Ciao a tutti, sono la mamma di una bambina bellissima e dolcissima di 8 anni.
    Purtoppo stiamo vivendo una situazione terribile. Sarò breve. L’insegnante
    si è messa improvvisamente sul punitivo abbassando tutti i voti anche nelle materie in cui non ce ne era bisogno. Non ci ha convocati per avvisarci, ma si è limitata a riportare i voti in pagella. La bambina ha iniziato a dare evidenti segni di nervosismo. La nostra prima reazione è stata di rimprovero verso questa figlia.
    Poi, parlando con la pediatra, è avanzata l’ipotesi di dislessia. C’è anche da aggiungere che nel giro di pochi mesi nostra figlia ha cambiato due volte gli occhiali e a scuola non se ne era accorto nessuno della difficoltà nel copiare alla lavagna, è sembrato più semplice dire che ancora non sapeva scrivere bene. Ad ogni modo, ora siamo in lista, in una struttura privata per accorciare i tempi, per fare i primi accertamenti per DSA. Inoltre stiamo cercando di restituire la serenità alla bambina. Per il prossimo anno abbiamo deciso di spostarla in una scuola privata, sperando che non ci siano problemi perchè nel frattempo abbiamo fatto richiesta per il nulla osta alla preside ma questa si è presa dei giorni per fare le sue indagini. Quello che posso dire è che ho pianto moltissimo all’inizio, perchè ero molto triste e non sapevo a chi chiedere. I primi giorni mio marito rimproverava la bambina, lei gridava e chiedeva di spiegarle come doveva fare per fare questi compiti, che lei meglio di così non riusciva. Le mamme degli altri bambini hanno iniziato ad insinuare che la seconda figlia è ben più intelligente di questa quì, e si vantano che i loro riescono con naturalezza nello studio. In realtà sappiamo bene tutti che non è vero, che le difficoltà ce le hanno tutti i bambini. Fino all’anno scorso anche la mia prendeva tutti ottimi voti, benchè fosse più piccolina, e io non mi sono mai permessa di umiliare nessuno o di essere vanitosa e andare a sbandierare i voti. Ora però le notizie dei nuovi voti si sono diffuse e loro sembrano sollevate nel vedere che c’è qualcuno che sta peggio di loro. Però non voglio ascoltarle e non voglio che mia figlia le ascolti. L’importante è che in famiglia siamo d’accordo, succeda quel che succeda noi saremo dalla parte della bambina.
    Ecco, in breve questa è la nostra storia, purtoppo simile a molte altre. Purtoppo inasprita dall’ignoranza, dalla mancanza di collaborazione e da tante inefficienze. Poichè noi siamo solo all’inizio di questo percorso difficile, se qualcuno avesse dei consigli da darci ne saremmo veramente grati.
    Grazie per questa possibilità di esprimersi.

    • admin says:

      L’unico consiglio che mi sento di darti ora è di stare il più sereni possibili e di non perdere il rapporto con vostra figlia, perchè quello vale più di tutto!
      Ciao e auguri!

    • patrizia says:

      ciao Laura ,di gente ignorante ne troverai tanta nella tua strada ,io ho un bambino DSA misto ,ha 8 anni in prima elementare le maestre mi dicevano che aveva problemi piscologici ,perche’ si nascondeva sotto il banco era iperattivo violento e altro,io dicevo che non stavano parlando di mio figlio visto che in 3 anni di materna non aveva mai avuto problemi piscologici come dicevano loro,allora pensai subito che i problemi erano scolastici,infatti nella struttura dove lo portai mi diedero ragione,a scuola diventava un altro bambino perche’ le maestre non sapevano nemmeno cosa voleva dire dislessia ,gli strappavano i fogli dal quaderno lo facevano copiare dalla lavagna e lui andava in palla e diventava violento,comunque ho cambiato scuola ed ora lui sapendo le sue difficolta’ e’ molto piu’ tranquillo ,fai queste valutazioni e poi vedrai se veramente è un DSA con alcuni accorgimenti si risolvera’ tutto,ti consiglio di iscriverti all AID ti sapranno dare molti consigli e aiuti …AUGURI Patrizia

  24. lory says:

    salve a tutti , sono la mamma di un ragazzo di 14 anni. solo pochi giorni fà ci è stato detto dopo i vari test che ha problemi di dislesia ,compreso scrittura e calcolo ..la vedo molto dura ,il suo andamento scolastico è tragico ,quante mortificazione da parte degli insegnanti e anche mia , x spronarlo a studiare ma niente .quante colpe oggi mi sento ,io penso che mio figlio abbia perso tutta la voglia di studiare e a quest’età non so come fargliela tornare , crede di non aver bisogno di aiuto e x lui aver saputo di essere dislessico è un pò una rivincità contro tutti .si sente protetto e addirittura sta facendo meno di prima .e spesso ripete (visto non era colpa mia)uffi speriamo che sia in grado di aiutarlo ..

    • admin says:

      Ciao, credo che abbiate bisogno, almeno all’inizio, di un bravo psicologo che aiuti voi genitori e il ragazzo a elaborare sia la vecchia storia di sconfitte e frustrazione, sia l’attuale diagnosi. Chiedi a chi ti ha fatto la diagnosi a chi rivolgerti.
      Auguri!

  25. serena says:

    salve a tutti vorrei un consiglio.mia figlia 7 anni e mezzo seconda elementare scrive malissimo,poi come viene sgridata scrive meglio di me.La maestra ha avanzato l’ipotesi dislessia pero’ io non mi riconosco molto perche’ la bambina in altri luoghi scrive bene legge e’ un piccolo genio in matematica ,sulle poesie ,tabelline e verbi ha preso ottimo ,ha molta fantasia e mi dicono sia molto sveglia.Quindi il problema sorge ogni volta che deve scrivere a scuola….alle nostre richieste lei dice che la maestra cancella la lavagna in fretta.Posso avere un opinione come dire imparziale?grazie

    • admin says:

      Ciao Serena, è un pò poco per darle un consiglio. Vorrei dirle però, che è sempre utile ascoltare le maestre, perchè loro hanno il polso della situazione dei bambini più dei genitori. E poi una cosa: i dislessici sono molto svegli, quindi non pensi che l’essere poco svegli sia un caratteristica tipica dei dislessici :) Buona giornata

      • serena says:

        buona sera ,non volevo dire sveglia e quindi non c’e’ dislessia era per dire che quando ne ha voglia le fa le cose .ho parlato con una neuropsichiatra infantile giusto un momento devo riportarla con un libro per farla leggere ma per li e’ una bambina molto furba……e’ che come leggo le varie testimonianze e sintomi non riconosco mia figlia…poi posso anche sbagliarmi.grazie per la risposta.

  26. MARTINA FERRARA says:

    Carissima, sono una ragazzina di 18 anni, compiuti in dicembre, mi chiamo Martina. Vorrei sapere alcune cose, sempre se puoi darmi un aiuto. Mia madre è austriaca, io stessa sono nata a Vienna. Ho chiesto a che età si entrasse alla scuola elementare in Europa. Mia madre ha detto: “il bambino deve avere sei anni già compiuti. Infatti solo a quell’età è pronto per imparare. C’è una legge che in Austria regola l’entrata del bimbo a sei anni. Prima infatti deve frequentare l’asilo per interagire con i bambini, in modo tale che la maestra possa analizzarlo, diciamo così, per poi dire ai genitori se il bimbo vede bene (metti la pallina rossa nella scatola col cerchio rosso e quella verde nella scatola col cerchio verde), se sta dritto a tavola, se mangia con le posate, e se interagisce con gli altri bambini”
    Io sono nata nel dicembre del 1993 con parto prematuro. Per la legge austriaca sarei dovuta entrare a sei anni già compiuti, io sono andata all’asilo nido nel settembre del 1994. A cinque anni e otto mesi ero già in prima. Ne ho parlato con le mie amiche a scuola, loro mi hanno risposto che in Austria creano problemi perchè sono scemi, che il bambino non deve avere sei anni già compiuti, che quelle sono tutte falsità. Sapresti spiegarmi PERCHE’ in Italia non c’è una legge uguale a quella dell’Austria?
    E poi vorrei chiederti un’altra cosa: in matematica alle elementari e alle medie ho sempre avuto “buono”, mi impegnavo moltissimo, ma la mia media era più bassa di quella dei miei compagni. Comunque riuscivo sempre a cavarmela, mentre nelle altre materie avevo distinto e ottimo in inglese.
    Quindi ero tranquilla, come tutta la mia famiglia. Mi piacciono molto le lingue, sono in quinta liceo linguistico a Faenza. Il mio problema è la matematica. In prima e seconda ho avuto la stessa insegnante, che mi dava regolarmente 5. Io facevo il corso di recupero in estate e recuparavo con 7. In terza invece abbiamo avuto un nuovo insegnante, neolaureato in fisica, che viveva a Ravenna. Nella sua prima verifica ho preso 5. Insieme a mia madre ho pensato: “E’ solo un 5, potrei andare a lezione e recuperare.” Così ho fatto. Da quel momento in poi, nelle verifiche di mate ho sempre e solo preso due. Ho dovuto recuperare in un’estate tutto il programma dell’anno scolastico. Sono andata sempre a lezione da un’altra prof, molto valida, tre volte a settimana per tre mesi, con i soldi che i miei genitori ottenevano e ottengono dal duro lavoro. All’esame di riparazione per passare in quarta, sempre con quel neolaureato, ho preso due. Il professore mi ha detto esattamente queste parole: “Tu dovevi solo fare più esercizio. E tralasciare le lingue. Comunque in matematica sei completamente ignorante, non capirai mai nulla.” Di fronte a tre professori allibiti. Sono uscita e mi sono messa a piangere.Avevo fatto quattro quadernoni di esercizio. Aggiungo anche che questo professore ha fatto affrontare alla mia classe (linguistico-socio articolata) il programma dello scientifico.
    Quella gran quantitàdi esercizio non era servita a nulla. Mi promossero perchè ero molto brava in tedesco, avevo 10. In quarta e quinta ho avuto la prof del primo e secondo anno. Ma dal momento in cui io ho preso quel 2 a quell’esame di riparazione, io ho sempre e solo preso due. Vado a lezione da un’altra insegnante privata, Teresa Vignoli. Con lei mi capisco, mi fa capire la matematica, ma dinanzi al foglio della verifica dimentico di colpo tutto cio’ che studio, prendendo due. La Vignoli insegna alle medie, ha esperienza anche con bambini discalculici (“il loro problema è che non sanno le tabelline” mi ha spiegato). Io non so quelle dell’8 e del 9, ma le altre le so. Se non è discalculia, come si chiama cio’ di cui soffro?
    Può essere una forma di discalculia derivata dal trauma che ho subito a quell’esame di riparazione per passare alla quarta?
    Qui nessuno mi vuole credere, solo la mia insegnante di italiano e la mia mamma, che aveva pensato di portarmi in un centro specializzato a Vienna per farmi visitare.
    Aggiungo anche un’altra cosa: la mia istruzione matematica è stata carente perchè ho frequentato la scuola elementare fino alla terza in Sicilia. E sono inb quinta, matematica all’esame l’ho esterna e non so come fare. Mi è stato consigliato di restare calma.
    Aiutami tu, che potrei fare io?

    • admin says:

      Ciao Martina, bella domanda! Ti capisco profondamente perchè ho avuto una storia simile alla tua per quanto riguarda la matematica, ma oggi posso dire che ero e sono discalculica, eppure ho fatto lo Scientifico e, aiutata, ho preso il massimo dei voti all’esame di stato. Certo, se ora mi chiedi qualsiasi cosa di matematica, tabula rasa!
      La scuola italiana è poco attenta all’età di ingresso dei bambini, e non solo a quella! Però ora sei grande, se pure può avere influito all’inizio, ora non più. Se vuoi sapere se sei discalculica o no, dovresti fare un valutazione generale. Per la tua età ti consiglierei l’Arcispedale di Reggio Emilia. Pur tuttavia, quando finirai la scuola, non ti dedicherai più alla matematica, credo :) Quindi, pensa intanto a passare l’esame con l’aiuto della tua insegnante, e chissà che, proprio perchè avrai un prof esterno, ti andrà meglio!
      Tantissimi auguri!

      • giuliana says:

        Sono un’insegnante della scuola primaria ed ho in classe una bimba discalculica; vorrei tanto sapere da te quali sono stati concretamente gli strumenti più utili. Se mi potrai aiutare, insieme aiuteremo una bimba in grandi difficoltà. Grazie Giuliana

  27. Elena says:

    Salve a tutti, sono una ragazza di 24 anni e la mia storia è simile se non identica a quella di Silvia. Ho frequentato le elementari in maniera molto svogliata, con maestre praticamente pazze che godevano nell’umiliarmi, tanto da provocare in me ansia e attacchi di panico a soli 7 anni. Per una serie di motivi irreali, mi sono ritrovata a frequentare le scuole medie con l’insegnante di sostegno, è stato un periodo orribile, il bullismo dei compagni di classe era atroce e io ero sola.
    Dopo quei 3 anni di scuole medie, contro il parere di tutti i prof, mi sono iscritta a un liceo artistico, (altra analogia sorprendente con Silvia) 60 km lontano dal mio paese. in quei 5 anni ho dato tutto me stessa, studiavo le giornate intere e avevo una vita sociale spettacolare, questo perchè nessuno, nè i professori, nè le nuove amicizie sapevano del mio passato scolastico disastroso.
    Mi sono diplomata con un voto piuttosto alto, il secondo più alto della classe.
    Ho provato a fare i test d’ingresso ad architettura, e sono entrata.
    La mia strada universitaria si è rivelata tortuosa per questo motivo, i compagni sono venuti a sapere del mio passato e mi hanno isolato, anche io ero iscritta su facebook, come Silva e mi sono dovuta cancellare dalla disperazione, perchè grazie a questo mezzo tutti hanno saputo, comprese le mie “amicizie” che ormai mi reputano una ritardata.
    Sono sotto terapia da due anni, a causa di depressione e ansia.
    Non credo di essere un caso grave comunque, non credo nemmeno di essere dislessica, non avendo mai avuto una diagnosi effettiva, infatti risulta che il sostegno scolastico era il solo mezzo per non bocciarmi e basta, cosa molto comune nella scuola del mio paese.

  28. Elena says:

    Ho raccontato questa mia storia per dire soprattutto ai genitori, psicologi e professori, di valutare bene, di essere certi dell’esistenza di un problema nel bambino o ragazzo che sia, prima di mettere il sostegno scolastico. Se non c’è veramente bisogno evitate! Perchè avere il sostegno scolastico è comunque alienante, come hanno scritto altri, un dislessico dichiarato è solo, è considerato stupido in qualunque ambito non solo quello scolastico, ma famigliare, sociale e vale per tutta la vita.. è bruttissimo credetemi! Quindi non pensate solo a facilitare la vita della persona in questione, valutate soprattutto i contro.
    La gente è ignorante, ed è davvero molto cattiva, soprattutto quando chi ha passato una vita a farsi umiliare dagli altri perchè reputato ritardato, riesce a migliorarsi e a studiare, gli altri la vedono sempre come un’ingiustizia.
    Quindi valutate bene, andate da più psicologi, cambiate scuola se necessario, non prendete alla leggera il sostegno scolastico, non è sempre una buona soluzione, anzi da parte mia è la soluzione peggiore se non c’è tanto bisogno.
    Certe volte, basta solo anche un incoraggiamento! E’ tutta bassa autostima.
    Ringrazio Rossella per l’augurio :)

    • Rossella Grenci says:

      Non fai che confermare ciò in cui credono tutte le persone che si occupano seriamente di dislessia: il sostegno scolastico non serve, anzi, può essere molto dannoso, tanto che la legge non lo prevede per i dislessici.

  29. Vinicio Dolfi says:

    Quello che dice Elena non fa che confermare
    il fatto che la cattiveria è direttamente proporzionale
    all’ ignoranza. Credo davvero che la conoscenza sia
    per l’ umanità il bene massimo e la scuola dovrebbe
    fare proprio questo, diffondere la conoscenza. Se tutti
    avessero davvero conoscenza cattiverie e sofferenze
    non ci sarebbero.

  30. giuliana says:

    Mi farebbe molto piacere ricevere indicazioni dettagliate sugli aiuti per i discalculici, dal momento che si fa fatica a trovare materiale adatto. Grazie Giuliana insegnante primaria

    • Rossella Grenci says:

      Ciao Giuliana, non esistono indicazioni valide per tutti. Naturalmente dipende dalla classe che frequenta la bambina, dalle sue difficoltà specifiche. L’ideale sarebbe contattare chi ha fatto la diagnosi per avere ulteriori informazioni. E poi bisogna formarsi e sperimentare…

      • giuliana says:

        Ciao, è vero, questo lo sto facendo da almeno dieci anni e continuo a farlo attraverso una continua formazione, ma credo che sia estremamente utile sentire le esperienze dei ragazzi che ce l’hanno fatta , per capire qualcosa di più…….. Ho in classe tre alunni con certificazione di dsa e i livelli di difficoltà sono estremamente diversi; inoltre è per la bambina anche discalculica che si fa fatica a reperire indicazioni precise. Grazie Giuliana

        • Rossella Grenci says:

          Puoi ben capire che senza conoscere la bambina è difficile dare indicazioni generiche. Ecco perchè ti dicevo di fare riferimento agli specialisti che la seguono. Comunque trovo che il materiale Erickson, in generale, sia ottimo!

  31. Serena Mancassola says:

    salve, invece di fare un commento vorrei raccontarvi una cosa, mi chiamo serena e ho 15 anni. quando ero in prima elementare la mia insegnante di inglese disse a mia mamma che pensava fossi dislessica perché scambiavo la f con la v le mie m sembravano n e le mia a o sbagliavo le doppie e faticavo a leggere in inglese. mia madre rispose che tutti vanno degli errori nei primi mesi e lasciammo perdere. nelle altre materie invece ero una delle migliori. alle medie andavo bene in tutto, non scendevo mai sotto il 10 in scienze e il 9 in matematica ma nelle lingue facevo più fatica e il primo anno dovetti sforzarmi tantissimo. c’è da dire che il karate mi ha aiutato molto già alle elementari per la disciplina che da e la concentrazione. ma ora che sono al liceo e che devo impegnarmi ancora di più anche in matematica ho 6 e in italiano il 6 grazie a grammatica ma, i temi sono un disastro la mia insegnante dice che ho una sintassi orrenda, una scrittura peggiore di quella di un medico e spesso mi corregge lettere che sono giuste perché incomprensibili. a leggere vado veloce ma spesso è come se mi si inceppasse la lingua e non riesco a dire quella parola, mi ha consigliato di leggere di più ma senza che me o dicesse avevo già letto 32 libri da gennaio. mi sorge una domanda, la mia vecchia maestra potrebbe avere ragione? vi prego rispondetemi, voglio togliermi questo dubbio.

    • Rossella Grenci says:

      Da quello che mi racconti non si può dire molto, ma se avessi dei dubbi potresti toglierteli cercando qualcuno che ti fa la diagnosi.
      CIAO!

    • giuliana says:

      Ciao Serena, ho conosciuto due ragazze che si sono rivolte al Centro di Reggio Emilia (credo sia l’unico che fa le diagnosi agli adulti), hanno scoperto di essere dislessiche e ora sono “contente”, almeno sanno qual è l’origine della loro difficoltà. Ciao Giuliana

  32. Asia says:

    Ciao , sono felice di aver trovato questo blog e sentirmi meno sola nel mio handicap, ho 45 anni e appena adesso scopro di essere dislessica , all’ epoca de la mia elementare essendo mancina , mi hanno costretta a scrivere solo con la destra , al 3° chiamarono mia madre per dirle che si rassegnarsi perche non arrivarei mai al livello minimo ammissibile e che sarebbe stata bocciata…. comunque eccomi qua , dopo smisurati sforzi, continue ummilliazioni e ore di studio infinite che non fruttavano, ho finito la media, con la consapevolezza di essere minorata. Oggi sapendo che non sono stupida vorrei veramente compiere il mio sogno e tornare ai banchi di scuola . Vorrei si fosse possibile, un consiglio , un metodo o una tecnica per imparare a imparare . Grazie !!

    • Rossella Grenci says:

      Ciao Asia, l’handicap te lo ha creato chi non ha saputo comprenderti e non ti ha aiutato. In realtà essere dislessici comporta solo un modo diverso di apprendere. Nel tuo caso, visto che sei adulta, potresti cercare in che modo riesci meglio ad imparare e metterlo in pratica. Utile sicuramente il computer per la scrittura, l’uso dei libri digitali e degli audiolibri, le mappe concettuali e mentali per lo studio… e tutto quello che può aiutarti.
      Auguri!

  33. giuseppina says:

    Tutte queste storie fanno pensare che i dislessici debbano essere veramente molto forti per superare le difficolta’ e l’ignoranza di tanta gente tra cui molte maestre che peggiorano la situazione come è capitato a mio figlio . Oltre alle maestre in piccoli paesi si mettono anche le mamme degli altri a peggiorare la situazione ma tutto questo rende in nostri piccoli più forti anche se a volte sembrano non farcela noi genitori sempre accanto a loro ad infondergli sicurezza sicuramente li aiuteremo…..ne ho la prova mio figlio ha 10 anni la diagnosi è stata fatta a 9 anni ma sento che ce la fara’ un mio collega medico fortemente dislessico ce l’ha fatta. Tutto quello che noi genitori stiamo passando spero che verra’ ripagato con il loro successo il successo dei nostri tesori allla faccia di chi li tratta con bambini con problemi…… comprese le dirigenti scolastiche che (non tutte) A VOLTE NON CAPISCONO NIENTE……

  34. romina says:

    ciao,finalmente ho trovato qualcuno con qui sfogarmi,sono la mamma di filippo dal 18 aprile di questo anno le maestre della sua scuola mi hanno messo al corrente delle difficolta’ scolastiche giudicate all’inizio come iperattivita’ e poca maturita’ trasformandosi via via in “dislessia”.sono caduta dalle nuvole quel giorno,lo ricordo come un incubo.non riesco ad accettare questa difficolta’del mio bambino perche’ non so’come aiutarlo.viene seguito da una logopedista ma questo non basta,ora che sta per iniziare la scuola lui è molto nervoso e io non vorrei mai che quel giorno arrivare.so’ che sara’ un percorso lungo e difficile,ce la metteremo tutta

    • Rossella Grenci says:

      Ciao Romina, capisco che non è semplice, che la scuola a volte non aiuta, ma se fai così rischi di non aiutare il tuo bambino. l’accettazione del disturbo passa attraverso di te e se tuo figlio accetta i suoi problemi si impegnerà di più e non si abbatterà. Quindi: forza!

  35. Monica says:

    Io sono nuova della pagina. Sono la mamma di 3 bimbi, il primo dei quali con problemi di disortografia e disgrafia (diagnosticati dopo 8 mesi di consulenze a giugno u.s.). Ha terminato la seconda elementare con enormi sforzi. La prima elementare l’ha fatta con una docente che quando era gentile lo apostrofava con: “sei un incapace”, tanto che lui se ne era convinto. Lottare contro la scuola è stato come lottare contro i mulini a vento. Così gli abbiamo cambiato classe e le sue nuove maestre dopo una 1 mese di scuola ci hanno detto che era traumatizzato e soggetto ad una fortissima ansia da prestazione e che probabilmente il bambino aveva questi problemi che poi effettivamente l’asl ci ha certificati (sia l’ansia che i problemi disgrafici e disortografici).
    Purtroppo le strutture pubbliche sono talmente oberate di richieste che metterlo in lista per le terapie è impossibile, Voi potete indicarmi dei buoni specialisti in merito, Roma zona Tuscolana/Cinecittà?
    Mi hanno parlato dei libri informatici dove li posso trovare e cosa sono esattamente? Devo chiedere prima alle docenti del bimbo?
    Grazie 1000.

    • Rossella Grenci says:

      Ciao Monica, in effetti non avendo un logopedista che lo segue devi metterti d’accordo con le insegnanti per far qualcosa per lui. non credo che abbia bisogno dei libri digitali, ma potrebbe aver bisogno del computer per scrivere. Per avere qualche informazione “sul posto” ti conviene fare riferimento all’Ass. It. DIslessia di Roma.

  36. Francesca says:

    Ciao mi chiamo Francesca ho un bimbo di sei anni che a maggio è stata diagnosticata la disgrafia abbiamo lavorato tantissimo sia a casa che con l’aiuto della logopedista. Ha un problema abbastanza grave con la percezione visiva e con l’impugnatura della matita che la tiene come se fosse mancino ma è destro le forbici le sa usare male. Comunque all’ingresso della scuola era migliorata sia la percezione visiva sia l’impugnatura, il bimbo va a scuola volentieri e ha voglia di fare, la maestra è stata avvisata per tempo e invitata a chiamare la logopedista sembrava collaborativa peccato che non lo è stata, conclusione il bimbo ha ripreso le brutte abitudini della postura sbagliata cosi’ la logopedista a chiamato la maestra a scuola e dopo tutto lo spiegone abbiamo capito che non ne sa niente di disgrafia e non sa cosa fare. Ora il bimbo vive di rendita perchè tutto ciò che sta facendo a scuola lo ha già fatto nelle vacanze come faremo ad affrontare tutto il resto? Sono cosi’ delusa non è possibile che ci sia ancora tanta ignoranza……. Avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno grazie per avermi dato spazio

  37. Mirella cesarii says:

    Salve sono Mirella e ho due figli di 14 e 12 anni. Il primo, Matteo, ha avuto una vita scolastica disastrosa sin dalla scuola materna perchè non riusciva a colorare nei contorni, a disegnare in modo gisto ecc. Passare alle elementari è stato una tortura: ore e ore a scrivere a fare calcoli e a leggere, lo facevo esercitare 365 giorni l’anno anche con febbre e varie malattie infantili. Alle medie sempre peggio fino ad arrivare alle superiori liceo delle scienze umane perchè c’è poca matematica e capire psicologia filosofia era per lui importante poichè è stato sempre trattato da ritardato sia dagli insegnanti che dai compagni. A dicembre dell’anno scorso ci siamo rivolti a una psicologa che dopo aver fatto i test ci lascia la diagnosi dicendoci che c’è una forte differenza nell’ambito logico matematico rispetto a quello parlato, ha problemi con la memoria abreve termine e con la performance, ma che per un punto non può riconoscere la dislessia e discalculia.
    A gennaio abbiao dovuto cambiare scuola e rivolgerci in una privata, la preside ci dà l’indirizzo di un altro psicologo perchè ad aprile i vari problemi scolastici sono evidenti anche nel modo di isolarsi dai compagni, per non parlare poi di compiti non segnati sul diario o segnati in giorni diversi e quindi valutati 4. Andiamo tutta la famiglia in quanto sono stata accusata di aiutare mio figlio. Dopo mesi di incontri e test la diagnosi è stata Disfunzionalità cognitiva trasversale. La scuola non ha mai avuto questo problema e gentilmente ieri ci hanno invitato a cambiare scuola se non addirittura ritirare il ragazzo alla fine dell’obbligo scolastico poichè per lui non c’è alcuna possibilità nel futuro. Non sappiamo che fare! Aiuto, un consiglio.

    • Rossella Grenci says:

      Ciao Mirella, che storia! Per avere maggiore chiarezza in una probabile diagnosi di Dislessia la diagnosi deve essere fatta in equipe, non solo dallo psicologo. Quelle diagnosi dicono tutto e niente… perchè non ti rivolgi alla sezione dell’Associazione italiana dislessia della tua provincia e chiedi a loro dove si può fare la diagnosi? Comunque la scuola non può liquidarti così, cosa significa??? La scuola serve per far apprendere tutti, non solo quelli più fortunati! Fatti supportare da qualcuno, chiedi allo psicologo dove sei andata che significa la diagnosi…. fai qualcosa.

  38. Francy says:

    Ciao, sono la mamma di un bambino di 11 anni che frequenta il primo anno alle medie. Leggendo le varie storie mi sono resa conto che molti genitori si trovano nella mia stessa situazione. Mio figlio ha finito le elementari con un giudizio “discreto” , a dire degli insegnanti è distratto e non riesce a concentrarsi, lo studio era discontinuo e con maggiore impegno avrebbe avuto risultati migliori. Mi sono sempre occupata io dello studio e vi posso assicurare che dalla 4° in poi abbiamo fatto una fatica tremenda. Quante ore passate sui libri e quante cercando di scrivere in forma “leggibile” ! Ho sempre chiesto aiuto agli insegnanti per trovare delle strategie valide per lo studio ma alla fine ho dovuto pensarci io sperimentando i più svariati metodi. Quello che mi è stato detto è sempre stata la stessa cosa….è troppo lento…non è attento etc…..Ora alle scuole medie il problema si è “ingrandito” perché il tempo per le consegne non risulta essere sufficiente per mio figlio che così risulta che non sappia le cose!!!. In realtà non riesce materialmente a svolgere i compiti nei tempi stabiliti. Ho deciso quindi di fargli fare i test (purtroppo in privato perchè altrimenti avrei dovuto aspettare un anno) e soltanto alla lettura dei quaderni la dottoressa “sembrerebbe” riscontrare una disgrafia e dai primi risultati un deficit di tipo visuo spaziale. Ora io penso a quanto stress, pianti, urla etc. abbiamo dovuto sopportare ( e mi sento terribilmente in colpa) …perché nessuno si è mai interessato..e quanti altri bambini dovranno ancora piangere e perdere l’autostima!! Scusatemi per questo sfogo ma sono veramente delusa da questo sistema ….

    • Rossella Grenci says:

      Hai ragione. Mi chiedo sempre come mai siano sempre le mamme a dover riconoscere il problema! Auguro a te e tuo figlio un futuro migliore!

      • Francy says:

        Grazie per l’incoraggiamento…. finalmente so quali sono i problemi di mio figlio ( disgrafia, lieve dislessia e sindrome visuo spaziale) , ora siamo tutti molto più tranquilli e affronteremo il problema con tutta la serenità possibile ….!!…Finalmente ….!!!

  39. patrizia says:

    Salve ha tutti ho una bambina di 9 anni che frequenta la quarta elementare.Il suo più grande problema e quando deve studiare, capisce cio che legge ma quando deve ripetere la storia, la geografia o le scienze e un dramma!!! Ci vogliono ore perchè non ricorda cio che deve dire oppure non riesce a dire la frase come dovrebbe e non riesce ad imparare alcuni termini per esempio studiava storia e per imparare il termine “sumeri’ ce ne voluto li chiamava somari!! Per non parlare di poesie che devono essere imparate a memoria.Mi dispiace tanto perchè lei si ci impegna tanto a volte mi ci vien da piangere perchè a tanta volontà,spero tanto che qualcuno possa darmi un consiglio grazie mille.

  40. Patty says:

    Salve a tutti, io ho già lasciato il mio primo messaggio l’anno scorso, ni ripresento ho 31 anni una laurea in economia e proprio a luglio ho fatto i test x la dislessia, ciò che mi ha indotto a farli è stato un problema di lentezza nel lavoro che facevo ( per intenderci sono arrivati a dirmi che non mi avrebbero rinnovato il contratto se fossi stata ancora così lenta nel gestire le pratiche). Ora mi chiedo perchè il riconoscimento del problema è solo a livello scolastico e non c’è una sorta di collocamento mirato? Il problema non si risolve finita la scuola, ora sono senza lavoro, senza contare che x le mie difficoltà anche imparare l’inglese (richiesto per quasi tutte le posizioni di tipo amministrativo) è una missione quasi impossibile!!!
    Scusate lo sfogo

    • Rossella Grenci says:

      Mi spiace Patrizia per la sua situazione. La legge 170/2010 è stata voluta fortemente perchè si cominciasse a regolamentare la posizione dei DSA a partire della scuola. E’ chiaro che il prossimo passo dovrebbe rigiardare il mondo del lavoro, così come avvenuto in altri Stati. Anche alla sua età può cercare, però, di imparare delle strategie che migliorino le sue prestazioni lavorative, anche se non è semplicissimo. Le auguro di cuore un futuro migliore!

  41. Ragnhild Smits says:

    Mia chiamo Ragnhild Smits,sono Olandese ed abito In Italia dal 1987.Sono sposata e ho una figlia,Maaike di 7 anni che frequenta la seconda elementare.Sono preoccupata,perchè a scuola fa molta fatica,le compagne la prendanno in giro e non riesce a stare dietro al progamma scolastico da seguire.Oltrettutto è molto insicura,i miglioramenti li vediamo,ma a volte si blocca completamente.Questo succede quasi sempre quando è stanca ed è come se tutte le informazioni acquisite vanno perse.Da bambina facevo tanta fatica anch’io a scuola,ero molto lenta,rimanevo indietro.Fortunatamente da noi in Olanda non esistono i compiti così mio padre mi spiegava e rispiegava ogni volta soprattutto la matematica che proprio non capivo senza dover però fare compiti a casa.Era solo un ripasso.Non mi sembra tanto giusto come si fa qui che le insegnanti pretendono troppo dai bambini comunque ancora piccoli e quelli che sono meno bravi rimangono indietro con il programma.Dovrebbero essere aiutati di più,ma finchè non c’è una diagnosi precisa di ciò che ha l’allievo a sentire loro non possono fare più di tanto le insegnanti.mia figlia avrà la visita il mese prossimo e saremo sicuramente più tranquilli quando sapremo finalmente qual’è il suo problema.
    Credo a questo punto che una forma di dislessia ce l’ha e anche di concentrazione.
    Vedremo quindi a breve come possiamo aiutare Maaike a vivere meglio il suo compito scolastico.
    Grazie per avermi dato la possibiltà di sfogarmi.

  42. susanna says:

    buongiorno , sono mamma di una bambina dislessica:me ne sono accorta io in prima elementare e fino alla terza abbiamo lottato per ottenere a scuola il riconoscimento delle difficolta’ e l’attuazione delle linee guida previste per legge; non mi dilungo sulle frustrazioni subite per due anni , sul calo dell’ autostima della bimba , sul mio sentirmi impotente …quest’anno finalmente la scuola ha cominciato a prendersi cura di lei e di altri bambini con queste caratteristiche e per ora non mi posso lamentare.un aiuto l’abbiamo trovato anche seguendo un corso del metodo Davis , metodo che gia’ in passato avevo avvicinato leggendo il libro “il dono della dislessia”. grande forza ci ha trasmesso il facilitatore di questo metodo , Alessandro Taiocchi, col quale io e mia figlia abbiamo passato una settimana interessante , proficua e toccante. Mi ha aiutato a capire meglio mia figlia e le sue caratteristiche e ha aiutato lei a far fronte alle difficolta’.la strada e’ ancora lunga : ci sono gli alti e bassi , c’e’ la sua paura di non farcela , di non essere all’ altezza , di non voler fare tutta questa fatica, e anche io devo imparare a accettare i suoi alti e bassi sostenendola e incoraggiandola per i suoi punti di forza che sono molti.per fortuna sono passata , dopo la diagnosi ,da uno scoramento totale,inadeguatezza , e paura , a una consapevolezza diversa: il dono
    mia figlia e’ quello che e’ non quello che fa, e trovera’ la sua strada nella vita pur dovendo superare ostacoli piu’ faticosi per lei .quindi un ringraziamento ancora ad Alessandro e complimenti per l’ interessantissimo e utile vostro sito . grazie
    Susanna

  43. ugo says:

    sono epilettico e lievemente dislessico. quando faccio una cosa, nel mio cervello va a mille, nelle mie mani va a 10 mi manca la coordinazione oculo-manuale. insomma sono lento. volevo solo dirvi che a 50 anni è stata scoperta la mia epilessia in ufficio (pubblico) mi hanno licenziato con un bel giro di mobbing perchè “ormai ero diventato un problema” (queste le parole che mi sputò addosso il mio supervisore. perchè i malati di leucemia/cancro/drogati non sono un problema e continuano a riscuotere stipendi? non ho pi+ uno straccio di lavoro e mai più lo avrò. un calcio in culo e via. la municipalizzata che mi ha rovinato la vita è di quelle rosse, che da sempre ostentano di essere dalla parte dei + deboli e meno fortunati. meno male!

  44. aurora says:

    Volevo raccontare la mia storia spero possa essere utile a qualcuno. Ho 24 anni sono dislessica ,non è una dislessia grave è una dislessia media e l’ho scoperto solo un mese fa.
    Quando ero piccola ero una bambina molto chiusa facevo fatica a socializzare ,ma la mia più grande difficoltà era la scuola la mia insegnante di italiano mi metteva in ridicolo davanti alla classe leggeva i miei temi pieni di errori , faceva spesso il dettato io non riuscivo mai a scrivere le parole seguendo la maestra una volta ero rimasta indietro come al solito così ho provato a guardare del foglio del compagno non volevo imbrogliare non l’avrei mai fatto volevo solo rimettermi in pari da li la mia maestra ha iniziato a credere che copiavo, sono stata da psicologi su psicologi ma loro continuavano a dire che non avevo nulla che non scrivevo bene forse perchè ero mancina,io avevo paura di non essere normale( e mi sbagliavo).Alle medie andava meglio andavo in una scuola privata molto facile Quando poi al liceo sono passata alla scuola pubblica è stato un inferno appena finiva la scuola mi mettevo a fare subito i compiti e finivo a mezzanotte studiavo tutto il pomeriggio più la sera prendendo anche ripetizioni,ho pensato di mollare di scegliere una scuola meno tosta molte volte, ma sapevo che sarebbe stato un errore perchè quel liceo era quello che volevo fare e sapevo che uno deve tenere duro per realizzare i proprio sogni anche se la strada è in salita.In 3 liceo sono andata completamente in crisi ho iniziato a frequentare altri ambienti oltre alla scuola a fare delle amicizie a non avere come unico pensiero lo studio e paradossalmente ero più tranquilla e andavo meglio, scopri nuovi interessi come il canto la poesia ,scrivevo spesso poesie per conto mio ,a volte anche in classe nessuno leggeva cio che scrivevo quindi nessuno mi poteva correggere gli errori,nonostante i mal di testa che avevo spesso leggevo molto dopo lo studio mi è sempre piaciuto leggere,decisi di prendere la scuola in questo modo – non importa se non ce la faccio l’importante è che ce la metto tutta-. Non sono mai stata bocciata al liceo ho avuto la media del sei x 5 anni,ma il grande scoglio fu la maturità ,dovevo fare un tema 2 saggi e in commissione e nella 3 prova avevo matematica e inglese che mi avevano dato in pagella 3 e 4 ero sicura di non passare ma durante l’anno migliorai molto sia nel saggio che nel tema,grazie al sostegno di chi mi ha sempre voluto bene e a tutte le persone che mi hanno aiutato a credere in me stessa ho superato il liceo e ora mi sto per laureare in filosofia, scopri da amici che una psicologa si occupava dei disturbi dell’apprendimento ,mi dissero che chi aveva questi disturbi aveva dei sintomi molto simili ai miei così decisi così di andare per trovare finalmente una risposta, per capire finalmente , così scopri di essere dislessica un mese .Spero che la mia storia possa essere utile, penso che ogni persona che esiste ha qualcosa di straordinario e per questo deve credere in se stessa e lottare per ciò che vuole,nella vita tutto è possibile.

    • Rossella Grenci says:

      Cara Aurora, sono felice per te! Sei stata una ragazza testarda e… fortunata perchè qualcuno ha creduto in te, nonostante le tue difficoltà. Questo ti ha dato la forza per andare avanti. Auguri per il tuo futuro!

  45. Agostino says:

    Grazie per aver taggato il mio sito. Ho tutti i tuoi libri a casa.
    Hai letto la mia storia? http://www.agostinomappe.com/lastoria.htm
    Puoi pubblicarla se ti fa piacere.
    Grazie mille Agostino

  46. anonima says:

    Ciao a tutti.
    Oggi è una giornata pesante, forse più delle altre in questi anni, ultimamente non passano giorni che non penso a come mi abbiano rovinato la vita certi professori delle scuole medie. Mi hanno messo il sostegno in quel periodo ancor prima di una diagnosi, svolta mesi dopo dalla psicologa loro amica con risultato positivo. Durante i 3 anni di medie, i compagni di scuola si lamentavano perchè facevo cose più facili degli altri e riuscivo comunque a prendere i loro stessi voti, questi con cattiveria infinita sostenevano davanti a tutti me compresa che ero ritardata, loro tutti erano superiori a me e lo sarebbero sempre stati. Ed ecco che 11 anni dopo, anche se ho un diploma “normalissimo” e faccio un’università a numero chiuso, sono la stupida del paese, sola e senza vita sociale.
    I miei carissimi compagni di scuola media, superiori a me (nelle loro teste) hanno propagato la notizia (del sostegno) che ho cercato di nascondere per anni.
    E’ una cosa spaventosa come una cosa del genere riesca ad essere un elemento denigratorio per tutti, dico proprio tutti, amici e parenti compresi ormai studio o non studio rimango quella stupida che cerca di essere normale ma che nessuno vuole, nemmeno a lavoro.
    Forse non sono intelligente, ma sospetto giusto un pò che non sarebbe stato minimamente utile questo sostegno scolastico anche se la gente fosse stata meno ignorante, anche perchè ho solo perso 3 anni di scuola.
    Vedo tante mamme lamentarsi perchè i loro figli non vengono riconosciuti dislessici, io farei di tutto care signore per non essere mai stata riconosciuta tale, è stata la rovina della mia vita.
    Buona serata.

    • Rossella Grenci says:

      Ciao cara, la rovina della tua vita è stata trovare persone che non sono state capaci di accettarti,forse il tuo paese è davvero troppo piccolo. Tu sai bene di non essere stupida, trova la forza in te per vivere meglio alla faccia della cattiveria dei tuoi vecchi compagni. Hai una vita davanti a te!

  47. tanuccia says:

    ciao ro.. sono tanuccia, ho 22 anni
    Mi hanno diagnosticato dall’età di 9 anni la dislessia e 2 anni fa, dopo tanti
    anni di studi con grosse difficoltà sono riuscita a prendere il diploma del
    liceo scientifico, con un solo anno di ritardo. Ho pensato di non andare
    all’università, perchè non mi andava più di studiare.
    Oggi però il miei problemi non sono finiti, ho difficoltà a relazionarmi con
    gli altri, quando sono in compagnia evito di parlare per paura di dire
    qualcosa di sbagliato, e mi sento insicura e timida.
    spero che mi dia qualche consiglio.
    grazie…

    • Rossella Grenci says:

      Ciao Tanuccia, che dirti? Complimenti! Se le tue difficoltà scolastiche ti hanno condizionato l’autostima, forse è il caso che cerchi un sostegno psicologico che ti aiuti a riacquistare sicurezza in te! :)

  48. daniela villani says:

    Ciao, mi chiamo Daniela, sono la mamma di un ragazzo di 17 anni che è in corso di valutazione per disturbi dell’apprendimento, dalle prime “indiscrezioni” ho capito che da solo ha compensato la dislessia, ma manifesta in modo forte disgrafia, disortografia e discalculia. Con il senno del poi i sintomi erano evidentissimi sin dalla prima infanzia, tuttavia è passato liscio per tutto il percorso scolastico sino al quarto anno delle superiori (liceo classico), senza peraltro essere mai bocciato. Questo perchè i voti all’orale (dal 7 al 9) compensano i 4 degli scritti e sinora ha trovato professori di matematica che premiano la buona volontà senza pretendere più di tanto. Ragion per cui, con la media del 6, è sempre andato avanti. L’unica professoressa che si accanisce veramente è quella di italiano, che si rifiuta di correggere i temi perchè ritiene che la pessima grafia e gli errori grammaticali siano una mancanza di rispetto nei suoi confronti (detto ai colloqui)
    I professori, nel classificarlo, sono indecisi tra il pelandrone, il cretino o quello che “ci fa”
    io e mio marito non riuscivamo a capirci nulla, per me mio figlio era un enorme punto interrogativo, credevo nella sua intelligenza, vedevo il suo impegno ma la pagella era sempre demenziale (nella colonna “orale” si parte dal 6.5 di inglese per finire al 9 di storia e filosofia, la colonna “scritto” è tutta insufficiente)
    Ho intuito io il problema (anzi, il disturbo, come mi corregge la psicologa) del tutto casualmente, leggendo un libro, IQ84, dove una dei protagonisti è una ragazza diciannovenne dislessica che viene descritta minuziosamente nel modo di scrivere e di parlare e nella gestualità, e ho riconosciuto mio figlio
    Dal che mi sono un po’ documentata e ci siamo fiondati in centro per le diagnosi, l’iter non è ancora completato ma siamo stati autorizzati ad iniziare a intavolare il discorso ai colloqui che saranno tra pochi giorni, mi aspetto pochissima comprensione
    Ora mi dico, se non avessi casualmente letto un libro, questo ragazzino avrebbe continuato a essere preso per scemo o pelandrone, è possibile che nessun insegnante, dalla scuola materna alle superiori, abbia avuto qualche dubbio?
    La neuropsichiatra con la quale abbiamo avuto il primo colloquio ha detto chiaramente che lei stessa ha tenuto vari corsi di aggiornamento per insegnanti delle superiori, anche nella scuola dove frequenta mio figlio, ma che incontra sempre un muro di incredulità
    Alla fine del discorso, lasciando da parte i giudizi sulla validità letteraria dell’opera, devo solo ringraziare l’autore di IQ84 perchè senza la descrizione di Fukada Eriko avrei continuato a non capire nulla di mio figlio

    • Rossella says:

      Ciao Daniela, come avrai potuto leggere dalle testimonianza precedenti, la storia di tuo figlio è solo una delle tante che hanno come protagonista una scuola che non è ancora pronta a recepire cosa è la dislessia, ma soprattutto, cosa si può fare. Auguro a tuo figlio un futuro radioso!

      • daniela says:

        Grazie Rossella, anche perchè nelle mie “indagini” le informazioni presenti sul tuo sito mi sono state di grande aiuto
        Mio figlio ha sempre avuto grande passione per la storia, sin dalle scuole medie aveva in testa di fare l’archeologo, vuole studiare a Pisa e lo sosterremo in questa sua ambizione, anche perchè se è riuscito, pur con le difficoltà che non sono state capite, ad ottenere dei risultati che non sono brillanti ma che sono in linea con quanto conseguono tanti “normodotati” vuol dire che di intelligenza ne ha davvero tanta.
        però vorrei dire una cosa: leggendo anche le testimonianze degli altri genitori ho capito che quasi sempre noi genitori intuiamo che qualcosa non va, ma non abbiamo le conoscenze per capire esattamente di che cosa si tratta. Secondo me sarebbe utile esporre del materiale tipo cartelloni o depliant presso i pediatri di base con l’elenco dei principali “segnali” del disturbo. Come è capitato a me, non tutti i genitori seguono i figli nei compiti a casa, mio figlio li faceva al doposcuola perchè entrambi lavoriamo, e nessuno ci ha mai detto nulla. Io non ho mai sentito mio figlio leggere a voce alta, vedevo solo che leggeva, per quanto ne sapevo io il dislessico è uno che non riesce a leggere, e mio figlio leggeva. Però se avessi saputo che i difetti di pronuncia, il non riconoscere la destra dalla sinistra, lo scambiare il li con il gli, la grafia stentata eccetera eccetera sono segnali di DSA mi sarei resa conto del problema così come me ne sono resa conto adesso che ho avuto le informazioni e ho ricostruito il passato di mio figlio. Tutto sommato, il fenomeno è così variegato ed ogni dislessico è diverso dall’altro, forse si può anche ammettere che un’insegnante non sappia interpretare, ma un genitore è sicuramente più sensibile, se informato. Vista anche la incidenza del fenomeno, ho visto che si parla di un 5% della popolazione scolastica, perchè non fare una campagna informativa per le famiglie? tutto sommato magari non c’è un disabile per classe, ma un dislessico per classe sì

        • Rossella says:

          Ciao Daniela, in realtà è proprio come dici tu, ogni dislessico è diverso ed è difficile che una campagna informativa riesca a spiegare in poche parole tutta la complessità e varietà del fenomeno dislessia. Secondo le statistiche ce ne dovrebbero essere almeno due di dislessici per classe (e anche più, nelle classi più numeorse!). Quello che ha fatto e continua a fare l’associazione Italiana Dislessia e tante altre associazioni nate in questi ultimi anni è proprio sensibilizzare a partire dai genitori, quelli che, nonostante non siano degli specialisti, sono i più attenti a rendersi conto delle difficoltà dei figli.

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