dd

“Ciascuno cresce solo se sognato…” queste parole tratte da una delle poesie, a mio avviso, più belle di Danilo Dolci, sono il sottotitolo del mio blog, ormai da anni. Ma chi era Danilo Dolci? Quest’anno lo si è ricordato nella terra dove ha vissuto tanti anni della sua vita: la Sicilia. Lo si è ricordato attraverso un documentario dal titolo DIo delle Zecche – Storia di Danilo Dolci in Sicilia, di cui trovate il trailer qui. Danilo era chiamato anche il Gandhi di Sicilia. Danilo Dolci (1924-1997) è stato sociologo, educatore e attivista della nonviolenza. Una caratteristica del suo lavoro sociale ed educativo è il metodo. Dolci è l’educatore della domanda, ovvero il pedagogo che innesta la sua azione formativa sul chiedere, sull’esplorare, sull’interrogare. RAI 3 a marzo gli ha dedicato una puntata insieme ad Alberto Manzi e don Lorenzo Milani: Tre modi di essere educatore: Danilo Dolci, Alberto Manzi, Don Lorenzo Milani. Potete scaricarla qui.

Molto belle le parole di Rocco D’Ambrosio sul numero di Maggio della rivista “Cercasi un fine“:

Chi forma ha il dovere di ricordare che “la gente non è suolo ma semente”, come scriveva Danilo Dolci. Ciò significa che in ogni processo formativo si dà e si riceve con la stessa intensità e cura, senza confondere i ruoli, ma potenziandoli con il contributo di tutti. Il formare è sempre non un educare individualista ma comunitario, è progetto di un’esistenza incarnata nel contesto vitale. Chi forma ha bisogno di tanta pazienza. “Non è vero che la gente non capisce, non possa capire” scriveva Dolci.

“Vero, invece, che la gente per lo più è allevata con tanto invisibili quanto mostruosamente consistenti paraocchi affinché non possa affrontare i suoi problemi”. Togliere i paraocchi è una fatica. Diversi formatori hanno perso il gusto di farlo perché sono demotivati loro come persone e come formatori e, di conseguenza, credono che sia un’opera impossibile.
Chi è formato ha bisogno di docilità e disponibilità a farsi guidare. La vita è un dono non solo per il suo atto iniziale. La vita è un dono
per tutto. La vita è bella perché qualcuno ci porta per mano e ce la fa scoprire, gustare e maturare, sin nel profondo.

Scriveva Danilo Dolci:

“C’è chi insegna guidando gli altri come cavalli passo per
passo. Forse c’è chi si sente soddisfatto, così guidato.

C’è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo.

C’è pure chi si sente soddisfatto, essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa senza nascondere l’assurdo che è nel
mondo, aperto a ogni sviluppo, cercando di essere franco all’altro
come a sé, sognando gli altri come ora non sono.

Ciascuno cresce solo se sognato”.

Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

Related Posts with Thumbnails

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.