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Si parla tanto di didattica individualizzata e inclusiva ma troppo spesso le scuole disattendono le necessità dei bambini con DSA o con altre difficoltà (vedi i Bisogni Educativi Speciali). Di cosa c’è bisogno?

Partiamo da 3 presupposti essenziali:

1- Tenere conto dello stile cognitivo e di apprendimento del bambino che si ha di fronte. Ecco perchè è importante conoscere le caratteristiche dell’allievo con DSA, per venire incontro alle sue difficoltà ma anche per valorizzare i suoi punti di forza.

2 – Dare giusto spazio all’apprendistato. Secondo Howard Gardner (il padre delle intelligenze multiple), oltre a tener presente il tipo di intelligenza del bambino, è necessario che gli si fornisca la possibilità di fare un vero e proprio apprendistato, purtroppo poco valorizzato nelle scuole italiane.

D’altronde l’apprendimento è qualcosa di globale, in cui il 90% è dato dall’esperienza diretta, il 70% dal parlare e scrivere (insieme), il 50% da ascoltare e vedere (insieme), il 30% dalla vista isolata e il 20% dall’ascolto isolato. Solo il 10% passa attraverso la lettura. Generalmente, quando un individuo impara, capisce circa il 15% di ciò che sente o vede. Discutere l’informazione, invece, dà l’opportunità di comprendere ben il 40% di quello che si sta imparando. Il massimo dell’apprendimento (90%) avviene solo quando, non solo si sarà fatta esperienza pratica, ma si insegna quello che si è imparato agli altri.

3 – Insegnanti attenti e creativi, capaci di mettersi sempre in discussione. E’ chiaro che gli insegnanti riproducono il loro stile di apprendimento nel loro stile di insegnamento, ed è qui che deve entrare in gioco l’abilità e la preparazione del singolo insegnante.

Quali sono, quindi, i compiti di un insegnante attento alle necessità dei suoi piccoli allievi? Cosa dovrebbe fare?

  • Stabilire il tipo di intelligenza (con riferimento alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner) del bambino, o lo stile cognitivo.

  • Parlare dei diversi stili di apprendimento in classe, in modo che il bambino non viva la sua diversità come una inadeguatezza.

  • Usare l’espressione artistica non come passatempo o come un’attività secondaria.

  • Apprezzare e premiare la diversità e il pensiero divergente, gratificando gli studenti per ogni soluzione creativa anche se sbagliata.

  • Presentare le informazioni usando un approccio di tipo multisensoriale, dando particolare importanza alle informazioni visive (es: mappe, lavagna classica, meglio se LIM, disegni, video, etc…).

  • Accettare modi diversi per ricevere informazioni (valutazioni in cui sia permesso l’uso degli strumenti sopra segnalati).

  • Utilizzare il cooperative learning per tutte le esperienze, attivando i gruppi di apprendimento cooperativo.

  • Motivare e coinvolgere il bambino, senza creare un circolo vizioso: spiegazione-studio-interrogazione-voto.

  • Attivare un insegnamento di tipo metacognitivo, in cui l’allievo sia in grado di riflettere sulla sua condizione di alunno con DSA e, più in generale, comprenda il funzionamento dei propri processi mentali come l’attenzione e la memoria.

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