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E’ questo il periodo in cui si sceglie la scuola superiore. Ed è anche il periodo in cui ricevo tante domande dai genitori: quale scuola sarà adatta a mio figlio/a?

Come ho già avuto modo di scrivere in questo articolo di qualche anno fa, questo è un momento delicato e carico di ansie, sopratutto quando l’esperienza della Scuola Media non è stata rassicurante e, sopratutto, quando i professori danno dei consigli che si basano solo sulle difficoltà dello studente. Altra esperienza comune a tanti genitori di adolescenti dislessici è quella di sentirsi dire dai dirigenti degli Istituti Superiori che si vanno a visitare o si contattano: questa Scuola per vostro figlio “è valida perché…” oppure “non è valida perché…” come se ci fossero delle Scuole Standard, adatte o meno ai dislessici.

Non è così e non deve essere così!

Il consiglio generale rimane quello di dare la possibilità di conoscere tutte le alternative, incoraggiando anche i ragazzi dubbiosi o incerti, perché spaventati dalla possibilità di un insuccesso. Noi genitori, quindi, dovremmo essere sempre di supporto, ascoltarli, ma alla fine spingerli ad “osare”, continuando sempre a sostenere i loro sforzi.

Ecco perché non esistono criteri così diversi da quelli che si utilizzano per gli altri ragazzi, se non che sia indispensabile che facciano qualcosa che possa piacergli, che faccia parte dei loro sogni sul futuro, altrimenti anche il più piccolo ostacolo sembrerà insormontabile se manca la passione, l’interesse, la motivazione.

Purtroppo, invece, succede ancora che la Scuola Superiore viene scelta non in base ai propri desideri e alle idee sul proprio futuro lavorativo, ma in base al fatto che quella scuola pare fornire maggiori garanzie di accoglienza oppure che sembri più facile rispetto ad altre.

Così come accade che molti docenti e scuole scoraggiano l’iscrizione ad un Liceo perché non adatto ad un ragazzo dislessico, senza sapere che ogni dislessico è diverso da un altro e che ognuno ha delle caratteristiche particolari. Il più delle volte pare essere un modo per garantirsi classi “senza intoppi” e, sicuramente, lavoro più facile perché questi docenti non vogliono mettere in discussione la loro didattica (obsoleta!).

E ci si convince che i dislessici debbano iscriversi ad una scuola professionale, anche se a loro non interessa. Fermo restando che può accadere come alla ragazza con cui ho parlato qualche giorno fa, di diplomarsi all’Istituto Socio-Pedagogico e, una volta finito, fare un corso per parrucchiera perché era sempre stato il sogno della sua vita! Oppure di ragazzi che fanno un Istituto Tecnico e poi scelgono Università con studi “classici”, perché superato lo scoglio delle Scuole Superiori vogliono giocarsi il tutto per tutto con modalità e tempi diversi come sono quelli universitari.

Quindi mai demordere e mai andare contro a quelle che sono le attitudini di ogni persona! E mai dimenticare che esiste una legge che dovrebbe garantire il successo formativo di questi ragazzi per ogni ordine e grado di scuola!

Infine vi segnalo dei link che possono essere di aiuto:

su Dislessia Passo-dopo-passo trovate una mappa per la scelta delle Scuole Superiori.

Qui una lista delle Scuole Superiori realizzata da una mamma di una ragazza dislessica nel suo blog Aiuto Dislessia.

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