Tratto dal libro: La meditazione nel percorso educativo.

Educare non è soltanto portare il bambino al rispetto dell’altro e fargli acquisire conoscenze e competenze. Educare è prioritariamente portarlo al centro di sé, è farlo emergere a tutto campo mettendolo a contatto non soltanto con la sfera intellettiva ma anche con quella corporea, emotiva e spirituale.

La scuola ha sempre privilegiato l’aspetto intellettivo a discapito del resto e così è successo e succede in famiglia; la televisione poi gioca un ruolo davvero subdolo nei confronti del bambino perché gli propina programmi vuoti che rispecchiano “valori” esteriori e superficiali propri del mondo degli adulti, lo rende passivo fruitore di storie e programmi decisi per lui da altri e inoltre lo usa come consumatore privilegiato pubblicizzando come indispensabili oggetti veramente effimeri, inducendolo a desiderarli.

L’educazione oggi ha ancora senso e la società può avere speranza di cambiamento se si inverte la tendenza finora intrapresa, vale a dire se si mette il sé del bambino, ma anche dell’adolescente, al centro del processo educativo, sia in famiglia sia a scuola.

Inoltre, l’uso indiscriminato degli altri mezzi di comunicazione, mi riferisco ai computer e ai telefonini, invade tutti i momenti della giornata smorzando l’ansia di stare da soli ma ciò non aiuta a costruire rapporti profondi e legami duraturi.

È necessario che il bambino possa sapere chi è, per poter aver fiducia in sé, nella propria possibilità creativa e volitiva.

Per questo occorre riconsegnargli il proprio tempo, recuperare per lui i ritmi naturali di azione e stasi, attività e riposo; occorre anche abituarlo a stare nella cosa che fa in quel momento senza che la sua mente corra in avanti o lo porti altrove. E’ necessario che il bambino recuperi lo spazio per interagire coi coetanei e quello da trascorrere coi genitori nel fare, nello stare, nella complicità affettiva.

Occorre, da ultimo, che il bambino sperimenti momenti di silenzio dove si svela uno spazio interiore, i pensieri si posano e la profondità emerge.Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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