Ecco un’altra conferma del fatto che si può apprendere col gioco, divertendosi. Ce lo dice l’ultimo libro delle Edizioni La Meridiana Philosophia ludens, che sull’argomento hanno dedicato un’intera collana. Persino la filosofia, che personalmente ho sempre trovato una materia ostica e lontana, può essere insegnata tramite l’approccio ludico.

Dalla IV di copertina:

Cos’è un “gioco filosofico? È innanzitutto un gioco delle parti, dove pensare col pensiero di Talete, Anassimandro, Platone, ecc., e vedere il mondo con i loro occhi, con le loro categorie, si trasforma in partecipazione alla loro filosofia. 
Perchè un conto è sapere che un certo giorno Talete disse qualcosa intorno alla natura del mondo e, magari,  saper spiegare con intelligenza perchè Talete pensò in quel modo. Un altro conto è provare a mettersi nei panni di Talete e chiedersi “com’è fatto il mondo”? Giocare a pensare con la propria testa, questa è una rivoluzione. Piccola o grande, lo stabilirà il lettore dopo aver percorso questo itinerario filosofico sorprendente, concepito come supporto creativo ma concreto, per sperimentare in classe una didattica ludico-creativa. 
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