I risultati potrebbero confermare precedenti ricerche che hanno già sperimentalmente verificato come i bambini affetti da dislessia hanno difficoltà a separare i suoni pertinenti dai rumori di fondo.
Il nuovo studio sostiene esserci l’evidenza di prove biologiche per cui i bambini che hanno difficoltà uditive in contesti rumorosi presentano anche un deterioramento neuronale misurabile, il quale ostacolerebbe la loro capacità di distinguere nell’ambiente i suoni importanti rispetto a quelli di disturbo.
Insieme ad interventi tradizionali, il bambino dislessico potrebbe dunque avere grandi vantaggi nell’apprendere se si adottasse una serie di accorgimenti e di strategie, come quella di farlo sedere vicino all’insegnante per udire meglio la sua voce, oppure, grazie a ritrovati tecnologici, amplificando la voce dell’insegnante per meglio distinguerla dai rumori di fondo.
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Deterioramento neuronale? ma invece di fare esperimenti hanno provato semplicemente a chiedere ai ragazzini e agli adulti?
Non è che non percepiamo chi parla perchè siamo confusi dal rumore di fondo, siamo iper attenti al rumore di fondo perchè quello è un rumore sconosciuto dal quale dipende la nostra vista. Amplifichiamo il rumore di fondo per percepire lo spazio, per sapere cosa dobbiamo fare, cosa dobbiamo temere.
Interessante quello che dici. Ha a che fare con lo stesso discorso dell’attenzione. Non si può dire che siate distratti, ma attenti a tutto contemporaneamente!
Grazie Francesca!