Illustrazione di Sandra Eterovic

Mi sto preparando ad una docenza che terrò a breve a Reggio Emilia e, frugando nel blog, mi sono accorta che non vi avevo mai riportato un brano tratto dal mio libro Le aquile sono nate per volare, brano di Ian Smythe, studioso e scrittore sul tema della dislessia.

“Se pensiamo che la strada dell’imparare a leggere e scrivere è un viaggio dalla città del Linguaggio alla città della Lettura, allora la gente dislessica deve usare una strada secondaria, mentre gli altri usano l’autostrada. Può essere che la strada sia praticabile, ma nessuno ha mostrato loro il modo per percorrerla.
Le persone dislessiche, per giungere a destinazione, scoprono un percorso diverso, esplorano nuovi mondi, nuove zone; possono andare in modo audace dove gli altri hanno paura di andare. Lui o lei possono anche decidere dove andare, ma devono prendere la strada più lunga.

Il ruolo dell’insegnante è quello di capire che questi bambini possono rivelare la distanza, ma hanno bisogno di aiuto per sviluppare le strategie che li indirizzino sulla giusta rotta e li aiutino a mantenerla… Se il bambino dislessico non può imparare la strada che insegniamo, può insegnarci la strada per farlo imparare.
Gli individui dislessici possono raggiungere la loro destinazione se gli procuriamo le mappe, se gli spieghiamo come vanno usate, e se gli offriamo assistenza lungo la strada; ma lasciamoli liberi di vedere le cose diversamente”.
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