La scrittrice Silvia Vegetti Finzi scriveva così, qualche mese fa, riguardo la creatività nei bambini:

Nelle primarie di primo grado sono aumentate le ore di scuola ma i programmi restano tradizionali: il sapere prevale sul saper fare, il nozionismo sulla ricerca, il dovere sul piacere.

Poiché i bambini da 6 a 10 anni sono malleabili e obbedienti, è attraverso di loro che la società trasmette i modelli cognitivi e i contenuti culturali. Ma il modo con cui questo avviene finisce per incrementare il pensiero convergente, che usa procedure convalidate, a scapito del pensiero divergente che affronta nuovi percorsi. Il sistema stesso dei voti incoraggia il conformismo: i bambini capiscono subito che le loro prestazioni saranno premiate se corrispondono alle aspettative dell’ insegnante. La creatività prevede invece di possedere un bagaglio di competenze – solo Dio crea dal nulla – ma di prendere le distanze dal noto per procedere verso l’ignoto. L’ innovatore si sottrae alle richieste dell’ ambiente e si dispone all’ imprevisto. A un giovane pittore che, dinnanzi alla tela bianca chiede come iniziare, il maestro Zen risponde: «lascia che accada». Come un trapezista abbandona un manubrio prima di afferrare l’altro, il creativo resta per un attimo sospeso. Ci vuole coraggio per lasciarsi andare, osare, tentare. E i bambini lo sanno fare quando si sentono incoraggiati. Ma occorre che accanto al pensiero calcolante, finalizzato alla prestazione e al consenso, si accordino tempo e spazio all’ immaginazione. Anche se l’eureka non è mai garantito, la fantasia compensa, ripara, diverte e cura.

E’ questa la società futura che stiamo costuendo… ma è questo che vogliamo?

3 commenti su “LA SCUOLA ITALIANA UCCIDE LA CREATIVITA’”

  • Sono appena tornata da casa con mio figlio da scuola. Lui ha di nuovo una nota perché non ha fatto nulla alla lezione di matematica tra le 15,30 e 16,30. Nello zaino mancano tanti dei libri che gli servono per fare i compiti che lui ha scritto sul diario. Io non ne posso più!!!
    Ho sbagliato a metterlo a tempo pieno ma cambiare vuol dire cambiare classe, compagni e lui non ne vuole sapere niente.
    Mio figlio fa la quarta ma ho dei seri dubbi che possa farcela alla scuola media…lui non rientra nella “norma”.
    La scuola uccide la creatività anche dei genitori perché alla fine pensi che lui deve solo rientrare nella norma per avere una vita come gli altri…
    Io sono straniera e trovo tanto difficile il mondo scolastico italiano.
    Marika

    • Non devi dire così: fa ancora la quarta, aspetta a pensare alla media! E’ vero, la scuola italiana è un disastro, ma pensa al meglio per tuo figlio!

  • devi avere fiducia nelle capacità che ha tuo figlio altrimenti sarà il primo passo verso il fallimento.Tu sei la prima a dover credere credi in lui e a dimostrarglielo.trasmettigli sicurezza, fagli capire che tutti hanno delle attitudini che devono solo uscire fuori. Aiutalo nei compiti e fagli sentire la tua presenza cerca di comprendere che cosa è che non lo fa andare avanti a scuola (noia, paura del giudizio delle maestre, difficoltà a socializzare). la scuola italiana è pessima e purtroppo il governo non sembra aiutarci, ma prima della scuola ricordati che c’è la famiglia e deve essere una base solida per il bambino. tutti hanno avuto delle difficoltà, ma ognuno crescendo trova la sua strada. non fargli pesare le sue lacune anzi cerca di comprenderle assieme a lui. Forse la mestra ti potrà aiutare in questo. poi il fatto che non combini nulla a scuola può dipendere anche dal fatto che il bambino non riesca a seguire delle regole perciò cerca di essere un pò più dura sotto questo punto di vista. fagli rispettare gli orari e le piccole regole della casa ma anche di fuori. responsabilizzalo.

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