La blogger Mammafelice scrive un bellissimo post!
Ne trovate qui una parte:
 
[…] si parla moltissimo del ruolo degli educatori, che secondo il mio personalissimo parere si riassume tutto in un motto: insegnare ad apprendere. Come educatori, come adulti, come genitori, essere dunque in grado di insegnare ai ragazzi il modo corretto per apprendere. Evitare quindi nozionismi, che possono essere trovati anche sulla Wikipedia per conto proprio, e privilegiare le esperienze di apprendimento. Caspita, è difficile! L’altro giorno, per caso, ho ripescato una vecchia mail con un testo che avevo scritto a un’amica, in occasione di un suo sfogo molto profondo nei confronti del figlio che andava male a scuola. Delusione, rabbia, amarezza, senso di impotenza, frustrazione, sensi di colpa! Tutti i genitori si macerano dietro a questi sentimenti negativi, quando un figlio odia la scuola, prende brutti voti e non si impegna nello studio. E allora noi cosa possiamo fare? Come si interrompe questo circolo vizioso, per farlo diventare un circolo ‘virtuoso’? Questo era quello che scrivevo più di un anno fa alla mia amica. Siete d’accordo?
 
L’Amore per lo studio
Lo studio è un atto di amore, non di terrore. Più lo minaccerai di togliergli le cose che gli piacciono, meno lui troverà i motivi per studiare, perchè dalla sua vita tu avrai allontanato la bellezza. E la bellezza è importante a tutte le età. La bellezza di uscire, di ridere, di non pensare a niente, di giocare, di prendersi la prima cotta, di scoprire il sesso, di perdonarsi… LA BELLEZZA DI VIVERE LA VITA SPENSIERATAMENTE. Perchè non c’è nulla di sbagliato, nel viverla con spensieratezza. E se gliela togli adesso che è un ragazzo, gliela avrai tolta per sempre, anche da adulto. Mi ripeto: Lo studio è un atto di amore, non di terrore. Lo studio è un esercizio progressivo, che si esercita con la passione, e non con la paura. E’ una passione che esplode piano pianissimo, certe volte, e che è facile spezzare prima che si fortifichi. Lo studio è ebbrezza, perchè non c’è niente che dia più soddisfazione della conoscenza, delle domande a cui trovare un perchè, della curiosità soddisfatta, del senso della scoperta. Ma è una passione NON innata: è una passione che SI INSEGNA e che SI IMPARA. Se tu non gli insegni ad AMARE lo studio, lui imparerà solo a detestarlo, soprattutto perchè ci aggiungi il carico pesante degli insulti e delle punizioni.
 
Il resto lo trovate qui:

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Un commento su “L’EDUCATORE E’ COLUI CHE INSEGNA AD APPRENDERE!”

  • Bellissimo. E’ quello che ho sempre pensato.
    Anche Dewey diceva che i mezzi sono in rapporto
    con i fini. Se devo studiare con cattiveria
    anche il risultato sarà cattivo.
    Il bene si ottiene con il bene.
    Non ho ancora capito perchè per
    gli umani è sempre stato più facile cercare,
    e quindi trovare, il male invece che il bene.
    (Pollyanna insegna).
    Vorrei poter rovesciare la mentalità predominante
    nel mondo.

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