Riprendo a riflettere su un nuovo modello di scuola partendo da questo articolo. La convinzione che la scuola faccia parte di un contesto più globale, la società, impone un’ulteriore riflessione. In una società che corre e che ha perso il tempo per i rapporti umani, per le persone, privilegiando canali che finiscono per essere fonte di stress come la TV ed internet (in merito, molto interessante il libro Risvegliare il cuore bambino di Carla Hannaford), la scuola ne riflette a pieno tali contraddizioni e limiti. Pertano i valori da riscoprire risultano essere globali, gli obiettivi educativi necessitano di un più grande respiro. E’ così che ne parla Laura Alberico su Education 2.0, in riferimento al libro “Elogio de la educación lenta” di Joan Domènech Francesc. 

 

L’ “educazione lenta” tende a ridefinire i tempi e gli spazi non solo scolastici ma sociali, quelli in cui si intessono le relazioni interpersonali minacciate oggi da una eccessiva superficialità e rapidità. Per questo motivo si parla di un processo educativo sostenibile cioè capace di sviluppare una pedagogia “ecologica” fondata sull’impiego razionale delle risorse dell’individuo e della collettività, in contrasto con le leggi dettate dal consumismo e dal mercato. Il decalogo dell’educazione lenta ci mostra in dettaglio come orientare gli obiettivi educativi:
• DECIDERE: dove vogliamo andare, perché vogliamo educare, cosa chiediamo e condividerlo con gli alunni e le famiglie.
• COINVOLGERE: l’intesa fra insegnanti, alunni e famiglie è la condizione chiave per il successo di un processo educativo.
• STABILIRE LE PRIORITÀ: analizzare quali sono gli aspetti importanti e urgenti.
• SAPER PERDERE IL TEMPO: con attività non organizzate e non preordinate.
• DARE IL TEMPO SUFFICIENTE: perché l’alunno possa essere creativo.
• COLTIVARE LA PAZIENZA E LA PERSEVERANZA: basarsi sul fatto che gli alunni avvertano l’importanza delle attività che si propongono.
• SAPER VIVERE: essere positivi, testimoniare il rispetto e il buon umore.
• SFRUTTARE IL MOMENTO: non farsi condizionare dal programma da svolgere e dai risultati da raggiungere.
• SEMPLIFICARE: limitare gli obiettivi in modo da approfondire quello che si fa.
• CONOSCERE: proporre le innovazioni sulla base della conoscenza approfondita di tutti i settori della comunità scolastica.

Un’inversione di rotta totale che spero avvenga presto, partendo dalle piccole scelte di vita di tutti noi come singoli componenti della società. Un cambiamento per ritrovare il tempo per vivere accanto a quello per apprendere!

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