alphabet

L’intervista che segue è stata fatta a Pierangiola Maglioli, facilitatrice del Metodo Davis.
Pierangiola ci spieghi il tuo lavoro? Io sono logopedista e ho saputo anche di dislessici adulti che hanno trovato giovamento da questo metodo.
“Innanzitutto io uso il termine dislettico. Dislessico vuole dire alla lettera “cattivo lessico”, anomalia nel lessico. Cioè “io sono un dislettico e uso un dislessico”, se proprio volessimo usare tale parola con un significato. Ma quella parola non esiste, e se viene usata è perchè è stata importata dall’estero, in una cattiva traduzione di “dislexique, francese o di “dyslexic”, inglese. I vocabolari che hanno aggiunto più tardi tale voce errata, hanno codificato un uso entrato nel linguaggio comune.
Davis grave dislettico con caratteristiche autistiche,mise a punto su di sé,a 36 anni, il metodo,notando che più era creativo, più era impossibilitato a leggere. Comprese che si trattava di una percezione errata, disturbata da immagini cerebrali troppo vivide. Trovato un punto dove impegnare la mente quando vede qualcosa che immagina solo,riuscì immediatamente a leggere. La dislessia porta a scambiare per veri i pensieri, la percezione ne risulta distorta, la persona perde contatto con la realtà, legge quello che immagina per assonanza o associazione d’idee, scrive senza riuscire a controllare i movimenti per la fretta e rilegge come si dice la parola, non come è realmente scritta con i suoi sbagli, dunque non può correggersi.
Insomma, il cervello reagisce con estrema facilità alle immagini mentali, poco agli stimoli verbali.
Il mio lavoro con il Metodo Davis permette di acquisire gli automatismi non appresi,quali la lettura,la scrittura, il calcolo, la comprensione di quanto si sta imparando,grazie ad uno stato di Orientamento controllato e stimolato facendo intervenire le abilità innate della persona.
Chi è dislettico,pensa soprattutto per immagini,dunque è da questo approccio mentale che si deve passare per arrivare ad una memoria a lungo termine. I disagi di lettura,di scrittura,di calcolo, si presentano perché la persona pensa per immagini e non con le parole; può dunque incontrare problemi di memoria a lungo termine per quanto riguarda concetti astratti,parole sconosciute, forme obbligate come sono gli automatismi di base, perché capiti in una visione d’insieme e non nel dettaglio,tanto da riprodurli. Il modo di conoscere di un dislettico è quello di disorientarsi rispetto i dati reali e completare con un processo rapidissimo, più simile all’intuizione che al ragionamento. Deve essere cosciente di questo meccanismo e padroneggiarlo rimanendo fermo con la mete attenta, non persa nel film interno di creazioni e spiegazioni inventate sulla base di pochissimi elementi. Ogni parola, ogni concetto, deve possedere un immagine chiara, che il cervello della persona possa registrare senza confusione.
Si lavora per cinque giorni, sei ore al giorno,con un apprendimento intensivo, proprio per attivare nuove funzioni cerebrali, imparando a mantenere l’autocontrollo della proprio immaginazione, restando collegati alla realtà della percezione,che da un dislettico viene molto spesso invece percepita erroneamente.
L’alfabeto viene riprodotto in plastilina dal cliente per eliminare ogni confusione grazie alla manipolazione diretta che permette di formare immagini forti e definitive, si fanno messe a punto dell’Orientamento, dell’udito, della postura, per ottenere un collegamento di tutta la persona, quando occorra essere presenti in toto all’apprendimento. Si prosegue con esercizi di lettura per imparare a controllare la fretta e la visione globale, che porta a non riconoscere le singole lettere e la direzione di lettura e scrittura. Un dislettico è circa trentacinque volte più rapido degli altri nel registrare gli stimoli, e non lo sa, dunque spesso crea una grande confusione di immagini non adeguate.
Invece di essere sempre corretto da altri esterni, il dislettico impara a padroneggiare la sua fretta, la sua rapidità di immagine rispetto la parola, la sua noia nel seguire delle regole che non sono state comprese”.
Ringrazio Pierangiola per la chiarezza su un argomento così complesso!
 

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6 commenti su “DISLESSIA E METODO DAVIS”

  • Buonasera,
    sono una psicologa che si occupa di dsa, sono molto incuriosita dal metodo Davis e vorrei sapere dove si possono fare i corsi per diventare facilitatore.
    GHrazie

  • STO VALUTANDO SE FAR SEGUIRE A MIO FIGLIO DISCALCULICO E DISORTOGRAFICO/DISGRAFICO IL METODO DAVIS. SONO RIMASTA STUPEFATTA DEII COSTI (IN SVIZZERA € 70/80 L’ORA) E SONO NEL DUBBIO: CI SONO DEI RISULTATI EVIDENTI? PER SOSTENERE UN COSTO SIMILE ALMENO CI DOVREBBE ESSERE LA GARANZIA DI UN BUON RECUPERO. NON CONOSCO NESSUNO CHE ABBIA SEGUITO QUESTO METODO, MA NEL CONTEMPO NON VORREI PERDERE UN’OCCASIONE PER MIO FIGLIO, CHE FA TANTISSIMA FATICA IN TUTTO, ANCHE NELL’ESPRESSIONE VERBALE. COSA NE PENSA DI QUESTO METODO?GRAZIE E SALUTI.

    • Buongiorno Raffaella. Io conosco il Metodo Davis attraverso i libri e le persone (ragazzi adolescenti e adulti) che lo hanno fatto. I costi sono poco superiori ad una terapia logopedica, quindi non mi meraviglio. In Italia ci sono anche altre persone che fanno il Davis, a Roma e a Torino. Purtroppo credo che, per tutto quello che riguarda la terapia nei dislessici, ci sia poca evidenza scientifica, ovvero pochi studi che dimostrino la reale efficacia di un trattamento. Come mamma le dico che se c’è un’occasione per aiutare il ragazzo non va persa, almeno farei il tentativo. Si informi bene, comunque, e si faccia spiegare bene il percorso che intendono seguire con suo figlio.
      Saluti

  • Gent,ma Rossella, sono il padre di un bimbo dislessico è possibile avere il numero di cellulare della Dott.ssa Maglioli di Biella? Grazie
    M

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