A chi si è entusiasmato ieri leggendo la citazione di Rubem Alves e vedendo il video, di seguito alcune righe tratte da Educazione Democratica:

Secondo Alves, ognuno di noi porta con sé due scatole: una di strumenti, l’altra di giochi.

Già ho riassunto la mia teoria sull’educazione dicendo che il corpo porta due scatole. Una è la «scatola degli strumenti» dove si trovano tutti i saperi strumentali, che ci aiutano a fare le cose. Questi saperi ci danno i mezzi per vivere.

Ma c’è anche una scatola di «giochi». I giochi non sono strumenti. Non servono a niente.

Giochiamo perché giocare ci piace. È in questa scatola che troviamo la poesia, la letteratura, la pittura, i giochi amorosi, la contemplazione della natura. Questi saperi che non servono a niente, ci danno la ragione di vivere.

La «scatola degli strumenti» conserva molti libri: manuali, elenchi telefonici, libri di scienza. Nella «scatola dei giochi» ci sono i libri di letteratura e di poesia che devono essere letti per il piacere che ci danno. Obbligare un bambino o un adolescente a leggere un libro che non gli piace può dare soltanto un risultato: sviluppare l’odio per la letteratura.

È quello che succede con i ragazzi che, preparandosi per i test di accesso all’università, sono costretti a leggere i riassunti. La ricetta per distruggere il piacere della lettura è mettere un test alla fine per valutare quello che hai imparato. O chiedere che si faccia una scheda del libro letto (Alves 2008, 61).

Per Alves l’apprendimento è quello che resta dopo che la dimenticanza fa la sua parte. La metafora che utilizza per illustare questa situazione è che la nostra memoria funziona come uno scolapaste: dimentichiamo tante informazioni e conoscenze inutili che riceviamo durante la vita.

Il professore deve essere un «erotizzatore» del sapere, un professionista dello «spavento», presentando curiosità e meraviglie per creare il desiderio di apprendere da parte dell’alunno. Deve essere il primo ad avere piacere a stare nel campo della conoscenza che insegna e provocare negli alunni lo stesso desiderio che lui ha per quell’assunto.Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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