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La storia del cantante Mika è sulla bocca di tutti. Giovane dislessico di successo, vive in Italia già da qualche anno, si è fatto conoscere e amare anche grazie al programma XFactor.
Mika, alias Michael Penniman, libano-statunitense, ha sempre raccontato apertamente la sua storia di dislessico.

“A scuola non andavo bene perché ero dislessico ma nessuno lo capiva. Sono stato a casa un anno a suonare il piano e studiare canto con un’insegnante russa finché non ho trovato una scuola speciale: invece di scrivere facevo disegni e li univo visualmente con delle frecce, registravo le lezioni e le riascoltavo per memorizzarle. Le canzoni, invece, le scrivevo a orecchio, come faccio ancora ora. A 17 anni ho risolto il problema, ma ormai vivevo in un mondo fantastico”.

Mika ha raccontato anche di essere stato vittima di bullismo:

“A scuola  i bulletti mi vessavano tutti i giorni ed erano sempre le ragazze a difendermi. Ma io andavo anche un po’ a cercarmele: portavo il farfallino, mi vestivo come Lucky Luke o Astro Boy, i miei eroi dei fumetti, e non mi separavo mai dalla cartella che riempivo di giornalini, disegni e cassette. Alla fine, passavo per uno strano”.

Mika ha risalito la china di un’infanzia difficile, passando da una nazione all’altra, dalla Francia al Regno Unito e poi all’America, affrontando la sua dislessia grazie  alla musica, campo nel quale il giovane Mika era sicuramente dotato di suo. Ma questo non poteva che essere solo il punto di partenza: se non ci fosse stata una madre amorevole e attenta a sostenerlo, Mika non sarebbe il famoso e talentuoso cantante conosciuto in tutto il mondo!

«A scuola ho avuto molti problemi: non ero in grado di scrivere e di leggere. Poi, con la forza della musica e di una persona speciale come mia madre, sono riuscito a sviluppare una versione diversa dell’intelligenza e a trovare la chiave per avere una vita normale e per sistemare tutte le altre parti della mia esistenza. Coraggio! La dislessia si può affrontare, c’è sempre una soluzione».

Il suo messaggio è confortante per ragazzi e famiglie. Quest’anno è intervenuto ad un convegno ad Alba dal titolo “Come pesce su un albero” (titolo estrapolato dal libro di cui ho parlato qui) ed ha così confermato la tesi del titolo: l’intelligenza dislessica è solo diversa, e quando non si viene compresi ci si sente proprio così, come pesci su un albero!

E’ per questo che l’Associazione Italiana Dislessia sezione di Trieste ha deciso di dare a Mika il titolo di “Ambasciatore AID”, per essere diventato un punto di riferimento per le ragazze e i ragazzi con DSA,  con le seguenti motivazioni:

  • per aver parlato della propria dislessia come di una caratteristica personale e non come di una malattia 
  • per aver incoraggiato e motivato i ragazzi dislessici
  • per aver affrontato il tema del bullismo nelle sue canzoni
  • per aver dimostrato che nonostante gli ostacoli, sia possibile raggiungere obiettivi importanti.

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3 commenti su “MIKA: FANTASIA, MUSICA E… DISLESSIA”

  • Anch’io ho una mamma speciale. L’adulto di riferimento è fondamentale per poter imparare a convivere con la dislessia. Crescere senza che essa diventi un mostro invisibile ma, come ho anche scritto nella mia tesi universitaria, compagna di studi, è stato il lavoro più arduo che la mia mamma ha dovuto sostenere. Non basta dire che i DSA hanno doti innate. Il bambino ci deve credere nella sua “genialità”. Qualunque bambino dovrebbe crescere ed essere spronato dall’adulto (genitore, educatore, insegnate ecc) a credere nelle sue capacità.

  • Sono la mamma di un ragazzo di 14 anni con una gravissima dsa … ho sempre visto in mio figlio un dono qualcosa di speciale per spronarlo … ma mi rendo conto che il mondo che ci circonda e fatto solo per chi problemi non ha …. ma soprattutto per chi problemi non da …. io lotto ogni giorno per mio figlio … ma sono sola in un mondo che accompagna solo la perfezione … I ragazzi dislessici sono i dimenticati …

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