La vicenda di Luca Piergiovanni, il professore della scuola media di Uggiate Trevano, nel Comasco, che in pochi giorni era stato premiato come docente dell’anno e licenziato a causa dei tagli imposti dal ministro Mariastella Gelmini, si arricchisce di una nuova puntata. Insieme con alcuni suoi allievi, Piergiovanni gestisce il sito chocolat3b.podomatic.com, dedicato a progetti di podcast didattico per i quali ha ricevuto diversi riconoscimenti. Su questa piattaforma web, tra le altre cose, vengono pubblicate interviste realizzate dai ragazzi tramite Skype a esperti internazionali di didattica ed educazione.

«Uno di questi illustri personaggi, Roger Schank, già docente di informatica e psicologia a Yale e grande esperto di intelligenza artificiale, mi ha contattato qualche giorno fa per offrirmi un lavoro in America – racconta il docente – Inizialmente sono rimasto scioccato, ma adesso sono entusiasta, anche se  mi trovo in una situazione paradossale». In sostanza, Schank ha istituito in Florida e a Chicago alcuni Alternative places learning: centri di apprendimento per bambini dai sei agli undici anni in cui vengono utilizzati metodi di insegnamento interattivi. Proprio come quelli del professore italiano. «Mi è stato chiesto di esportare oltreoceano le mie tecniche didattiche basate sull’uso delle nuove tecnologie – continua Piergiovanni – Schank mi ha garantito un ottimo stipendio e la possibilità di trasferirmi negli Stati Uniti per illustrare i miei progetti ai docenti americani».

Una grande opportunità, che però l’insegnante toscano ha fatto modificare in modo da non dover essere costretto a lasciare l’Italia: «Nonostante tutto, non voglio perdere l’opportunità di insegnare nel mio Paese – spiega – Quindi per ora realizzerò una piattaforma online tramite la quale collaborerò virtualmente con i colleghi statunitensi, in attesa che qui la situazione si sblocchi». Perché ormai non gli basta più riavere il proprio posto di lavoro: «Non voglio che mi facciano diventare docente di ruolo solo perché mio malgrado sono diventato famoso. Pretendo che il governo si impegni seriamente per risolvere il problema del precariato in Italia. Solo allora, eventualmente, mi trasferirò».  

16 agosto 2010 – Repubblica.it

Luca Piergiovanni, professore di italiano ed ex dj, ha deciso insieme alla sua classe di realizzare un podcast educativo (si chiama Chocolat 3.B) settimanale. Il lavoro è frutto dell’impegno coordinato dei ragazzi, che lavorano come una redazione, suddividendo compiti e ruoli. Nel podcast si parla di poesia, si prova a studiarla cercando di condividerla con gli altri. Insomma, se voglio produrre qualcosa per gli altri devo imparare a conoscere ciò che voglio condividere. Un modo diverso di studiare grazie a quelle tecnologie che, purtroppo, sembrano essere ancora tristemente lontane dalle aule scolastiche. Nel podcast non c’è solo poesia, ma anche consigli utili ad altri studenti su come affrontare le interrogazioni, e naturalmente buona musica. Infatti la musica non è relegata ad un ruolo marginale. Tutt’altro. La lettura e la spiegazione delle poesie è sempre abbinata a delle canzoni scelte naturalmente dagli studenti. Si affiancano forme diverse, per realizzarne di nuove. È un processo questo per nulla sconosciuto ai ragazzi. Basta andare su You Tube e scovare una miriade di filmati fatti in casa, dove si condividono foto e video montati con le canzoni preferite. Il professore e gli studenti della 3°B stanno utilizzando gli strumenti già conosciuti al di fuori delle mura scolastiche per insegnare e imparare. Ovvero stanno ripensando a quelle nuove tecnologie con uno spirito costruttivo, capace non solo di intendere lo studio sotto un’altra forma, ma anche di aprire nuove finestre su temi come la condivisione, la partecipazione  e lo studiare insieme.

La vicenda di Luca Piergiovanni, il professore della scuola media di Uggiate Trevano, nel Comasco, che in pochi giorni era stato premiato come docente dell’anno e licenziato a causa dei tagli imposti dal ministro Mariastella Gelmini, si arricchisce di una nuova puntata. Insieme con alcuni suoi allievi, Piergiovanni gestisce il sito chocolat3b.podomatic.com, dedicato a progetti di podcast didattico per i quali ha ricevuto diversi riconoscimenti. Su questa piattaforma web, tra le altre cose, vengono pubblicate interviste realizzate dai ragazzi tramite Skype a esperti internazionali di didattica ed educazione.

«Uno di questi illustri personaggi, Roger Schank, già docente di informatica e psicologia a Yale e grande esperto di intelligenza artificiale, mi ha contattato qualche giorno fa per offrirmi un lavoro in America – racconta il docente – Inizialmente sono rimasto scioccato, ma adesso sono entusiasta, anche se  mi trovo in una situazione paradossale». In sostanza, Schank ha istituito in Florida e a Chicago alcuni Alternative places learning: centri di apprendimento per bambini dai sei agli undici anni in cui vengono utilizzati metodi di insegnamento interattivi. Proprio come quelli del professore italiano. «Mi è stato chiesto di esportare oltreoceano le mie tecniche didattiche basate sull’uso delle nuove tecnologie – continua Piergiovanni – Schank mi ha garantito un ottimo stipendio e la possibilità di trasferirmi negli Stati Uniti per illustrare i miei progetti ai docenti americani».

Una grande opportunità, che però l’insegnante toscano ha fatto modificare in modo da non dover essere costretto a lasciare l’Italia: «Nonostante tutto, non voglio perdere l’opportunità di insegnare nel mio Paese – spiega – Quindi per ora realizzerò una piattaforma online tramite la quale collaborerò virtualmente con i colleghi statunitensi, in attesa che qui la situazione si sblocchi». Perché ormai non gli basta più riavere il proprio posto di lavoro: «Non voglio che mi facciano diventare docente di ruolo solo perché mio malgrado sono diventato famoso. Pretendo che il governo si impegni seriamente per risolvere il problema del precariato in Italia. Solo allora, eventualmente, mi trasferirò».  

16 agosto 2010 – Repubblica.it

Luca Piergiovanni, professore di italiano ed ex dj, ha deciso insieme alla sua classe di realizzare un podcast educativo (si chiama Chocolat 3.B) settimanale. Il lavoro è frutto dell’impegno coordinato dei ragazzi, che lavorano come una redazione, suddividendo compiti e ruoli. Nel podcast si parla di poesia, si prova a studiarla cercando di condividerla con gli altri. Insomma, se voglio produrre qualcosa per gli altri devo imparare a conoscere ciò che voglio condividere. Un modo diverso di studiare grazie a quelle tecnologie che, purtroppo, sembrano essere ancora tristemente lontane dalle aule scolastiche. Nel podcast non c’è solo poesia, ma anche consigli utili ad altri studenti su come affrontare le interrogazioni, e naturalmente buona musica. Infatti la musica non è relegata ad un ruolo marginale. Tutt’altro. La lettura e la spiegazione delle poesie è sempre abbinata a delle canzoni scelte naturalmente dagli studenti. Si affiancano forme diverse, per realizzarne di nuove. È un processo questo per nulla sconosciuto ai ragazzi. Basta andare su You Tube e scovare una miriade di filmati fatti in casa, dove si condividono foto e video montati con le canzoni preferite. Il professore e gli studenti della 3°B stanno utilizzando gli strumenti già conosciuti al di fuori delle mura scolastiche per insegnare e imparare. Ovvero stanno ripensando a quelle nuove tecnologie con uno spirito costruttivo, capace non solo di intendere lo studio sotto un’altra forma, ma anche di aprire nuove finestre su temi come la condivisione, la partecipazione  e lo studiare insieme.

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