Gran brutta storia quella che sta accadendo nella mia città, Potenza. La storia riguarda un ragazzino dislessico che conosco personalmente. Una vicenda che non so se sia da addebitare solo alla non conoscenza del problema da parte della scuola o anche alla malafede generale.

Partiamo dall’inizio: questo ragazzino, frequentante le scuole medie, è stato isolato in un banchetto vicino la cattedra, cosa che gli ha provocato non pochi problemi di tipo psicologico. Il ragazzo, infatti, non ha accettato di buon grado questa soluzione che, a dire della professoressa, era per il suo bene. Ma non è finita lì: alcuni docenti hanno cominciato a denigrarlo, invitando la classe a fare lo stesso.

Cosa è accaduto dopo? Il ragazzo e la famiglia hanno deciso di cambiare scuola, non subito, ma dopo aver visto che, con il passare del tempo, la situazione a scuola non cambiava. Il ragazzo cominciava a dare chiari segni di insofferenza e di disagio.

Oggi: su La Gazzetta del Mezzogiorno sono state pubblicate la lettera della mamma, quella della psicologa coordinatrice dell’Osservatorio Regionale sui DSA e delle dichiarazioni dell’ex maestra delle scuole elementari e di una mamma.

Questo perchè la Dirigente della sua vecchia scuola, per difendere i diritti di immagine dell’istituto che dirige si è decisa a sporgere denuncia. Perchè?

“Non credo di aver leso nessuna immagine motivando una richiesta di «nulla osta», sottolineando alcune mancanze della scuola nei confronti di un ragazzino dislessico. ” scrive la mamma del ragazzo. “Credo piuttosto abbia leso lei l’immagine di mio figlio che in tale lettera, a suo dire, è afflitto da ben altri problemi che non la dislessia. 
Ella sottolinea infatti presunti comportamenti aggressivi e antisociali del ragazzo denunciando di incapacità genitoriale me e il padre e ritenendo inadeguato il nostro contesto socio-ambientale. Non so se la dirigente in questione si rende conto della gravità delle sue affermazioni, di quanto chiaramente confessa che in quella classe mio figlio fosse stigmatizzato come violento e pertanto emarginato, e non certo dai compagni o dai loro genitori che non potevano sapere della sua diagnosi o comunque avere gli strumenti per leggere taluni suoi comportamenti come sintomi della sua sofferenza proprio perché non sensibilizzati ed edotti della problematica da chi avrebbe dovuto farlo.”

Come avete potuto capire, una storia dolorosa. Intanto sono vicina al piccolo amico, che ora nella nuova scuola è tornato a sorridere. Sono vicina alla famiglia con la speranza che storie come questa non debbano più succedere, perchè i bambini e i ragazzi hanno tutto il diritto di vivere sereni prima di tutto a scuola, dislessici o meno. Perchè una vicenda così sia solo un brutto incidente da non dimenticare, per il bene di tanti ragazzi come il mio piccolo amico.Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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6 commenti su “QUANDO LA DISLESSIA DIVENTA UN MOSTRO DA COMBATTERE”

  • ancora troppa l’ignoranza su questo tema, eppure la dislessia è motivo di ricerca dalla fine dell’ottocento, mah, sarebbe meglio riqualificare davvero la scuola!

  • Purtroppo non è stato l’unico incidente………………………………………………………………abbiam vissuto la stessa medesima esperienza ! Non a Potenza ,ma sempre in Basilicata! Speravo nessun altro bambino dovesse soffrire come il mio!

  • Non è la Dislessia il mostro , ma purtroppo ancora molte scuole lo sono………la lotta dura è ancora la SCUOLA !

  • poveri professori ignoranti…..spesso i bambini dislessici, soprattutto quando ancora non si conosce il loro “neo” , sembrano aggressivi….in realtà è il loro modo di difendersi..

    • Certo, difendersi dall’ignoranza dei professori, dalla preoccupazione di non farcela, dalla paura di essere diversi…

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