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I BAMBINI E LA POESIA

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La poesia negli ultimi tempi ha riconquistato inaspettatamente un ampio spazio nel panorama culturale italiano. Tante sono, infatti, le iniziative volte a catturare un pubblico più eterogeneo attraverso letture pubbliche, incontri, pubblicazioni, riedizioni, distribuzioni a basso costo di testi poetici allegati a riviste e quotidiani: tutto ciò con lo scopo di togliere alla poesia quel ruolo di "Cenerentola", destinata a un pubblico ristretto.

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14 ELEMENTI A FAVORE DI UNA VERA QUALITÀ DELLA SCUOLA secondo GIANFRANCO ZAVALLONI

W020090615345177969699 ECCO UN PRIMO ELENCO DI 14 ELEMENTI, A FAVORE DI UNA VERA QUALITÀ DELLA SCUOLA. di Gianfranco Zavalloni 1. Presenza di laboratori o atelier tecnici. Mi riferisco ai laboratori di falegnameria, di storia, di scienze, di ceramica, di cucina, atelier artistici, palestre con attrezzature per judo, aikido… Sono luoghi attrezzati che danno la possibilità di usare tutti i cinque sensi e tutto il corpo, con particolare attenzione alle abilità manuali. 2. Cortili armoniosi e presenza di verde. Un’attenzione particolare va data alle scuole che adottano i progetti di orto didattico. Questo favorisce una serie di attività coinvolgenti a livello cognitivo, scientifico e pedagogico. Basti ricordare l’importanza dei “tempi di attesa e di maturazione”.

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LETTERA DI UMBERTO, CHE HA UN COMPAGNO DISLESSICO

    LETTERA DEL COMPAGNO DI BANCO DI DARIO http://osdlazio.webnode.com/news/lettera-del-compagno-di-banco-di-dario/ O ggi pubblichiamo, con grande piacere, la lettera che un ragazzo di quindici anni, compagno di banco di un dislessico, ha inviato al Ministro dell’Istruzione in merito all’iniziativa nazionale di "Lettera al Ministero", iniziativa di cui si parla ampiamente anche sul nostro sito. E’ una lettera davvero tenera che…

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L’ERRORE A SCUOLA, ovvero MEGLIO IMPARARE RIDENDO CHE PIANGENDO

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"Perché - si domandava Pinocchio – perché andare per la strada è una brutta cosa, mentre andare a scuola è bene? A me sembra il contrario, pensava; mi sembra che per le strade ci siano tante cose da vedere, mentre a scuola c’è poco spazio e bisogna per forza stare fermi, non fare rumore, con un maestro che è già cambiato tre volte dall’inizio dell’anno" (Canevaro, 1976).

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DANIEL PENNAC: ASINO, PROFESSORE, SCRITTORE… FORSE DISLESSICO!

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Diario di scuola, l'ultimo libro di Daniel Pennac, lo scrittore francese noto al pubblico per il Ciclo di Malaussène e per il libro Come un romanzo, affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo “alunni“ si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli “sfaticati“, dei “fannulloni“, degli “scavezzacollo“, dei “cattivi soggetti“, insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex somaro lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d‘angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell‘istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei.
 

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