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Ed ecco a voi un altro dislessico che è riuscito a fare diventare un sogno il progetto della sua vita. E già, perché è questo che ha fatto la differenza nelle persone dislessiche che sono riuscite nella vita: avere un sogno e con impegno, fiducia, caparbietà, riuscire a realizzarlo. Di chi si tratta? Di Brian Mayne!

Riporto di seguito la sua biografia. Ritengo che possa essere importante conoscere quet’uomo anche perchè ha creato un metodo assolutamente interessante: il Goal Mapping.

Il Goal Mapping nasce dall’originalità di una mente dislessica, quindi con aspetti prevalentemente visivi. E nasce dalla voglia di aiutare se stesso e gli altri!

Il Goal Mapping è stato insegnato a circa 1 milione di studenti. Il governo inglese lo utilizza per reintegrare i disoccupati, disintossicare i drogati, rieducare persone con squilibri nutrizionali.

Goal Mapping viene regolarmente utilizzato da grandi aziende come Microsoft, IBM, Disney, British Telecom, Royal Bank of Scotland, Cap-Gemini, Marshalls, The British Coaching Academy e tante altre. I loro risultati non sono solo quantitativi con aumenti del fatturato notevoli (parliamo anche del 30%), ma anche qualitativi, ovvero hanno aumentato la proattività e la motivazione del personale e, di conseguenza, è aumentata la soddisfazione del cliente; il clima aziendale è positivo e collaborativo. L’aumento del fatturato diventa la prova tangibile degli effetti di Goal Mapping sulle persone.

Ma vediamo chi è Brian Mayne!

Nato nel 1961 da una famiglia di gestori di luna park nomadi originari dell’Isola di Wight in Inghilterra, Brian Mayne era solito girare tra 3 diverse case durante l’arco dell’anno.

Per questo era difficile per lui frequentare sul serio la scuola e la dislessia non lo aiutava di certo in questo apprendimento a singhiozzo.

A 14 anni si convinse che bastasse conoscere qualche parola chiave e saper fare la propria firma per muoversi nella vita e così lasciò la scuola per dedicarsi totalmente all’attività di famiglia. A 18 anni la sua capacità di leggere e scrivere scemò al punto di non consentirgli neppure di compilare moduli o scrivere cartoline senza bisogno di aiuto.

Tuttavia, all’età di 19 anni riuscì a diventare uno dei più giovani imprenditori dell’Isola con la licenza di aprire una discoteca. Insieme al fratello, avviò l’attività, che fiorì al punto di diventare un business di grande successo per ben 12 anni. Per Brian fu un periodo d’oro.

All’inizio degli anni ’90, tuttavia, dovette affrontare un passaggio molto brusco nella sua vita: i cambiamenti culturali, turistici ed economici, uniti ad alcune decisioni imprenditoriali errate lo portarono alla bancarotta con un debito di 1 milione di sterline. Non solo perse la discoteca, ma anche la moglie.

Indebitato fino al collo e con il rischio di compromettere anche la sicurezza economica della famiglia, Brian cadde in depressione. Sembrava non esserci nessuna possibilità di ripresa, anche perché Brian non possedeva alcuna qualifica o esperienza professionale rivendibile.

Grazie all’aiuto di un amico, riuscì ad entrare a far parte di un’organizzazione commerciale, dove ricevette una serie di formazioni e dove conobbe l’uomo che lo aiutò a cambiare la sua vita, Mike Rosewarne, insegnante nell’ambito della crescita personale.

Il suo messaggio basato sulla scientificità del pensiero positivo si riassumeva in una frase di Henry Ford:

“Se pensi di farcela, ce la farai;
se pensi di non farcela, non ce la farai.

In ogni caso, avrai comunque ragione.”

Da quell’incontro Brian trasse grande ispirazione e volle provare su di sé l’efficacia dell’insegnamento: decise di imparare a leggere e a scrivere da solo, senza frequentare classi serali. Nel giro di un anno riuscì nel suo obiettivo, arrivando ad apprendere anche la tecnica di lettura rapida. Stupito profondamente dei risultati ottenuti da solo semplicemente rispettando il principio del pensiero positivo, Brian si ripromise di leggere solo libri di crescita personale ed ogni settimana terminava un libro nuovo.

La sua autostima crebbe esponenzialmente: il fatto di non saper leggere né scrivere lo aveva sempre fatto sentire inferiore agli altri. Ora le cose iniziavano a cambiare profondamente. I suoi risultati al lavoro diventarono strabilianti ed i colleghi lo prendevano a riferimento chiedendogli continuamente di insegnare loro come fare.

Brian si ritrovò così nel giro di poco tempo a fare più presentazioni che vendita. Il suo percorso lo portò ad incontrare formatori importanti, tra cui Stephen Covey, con cui instaurò una relazione molto stretta.

Il passo fu breve per diventare formatore, speaker, autore di libri a livello internazionale. Nel 2005 Brian ricevette il titolo di “Speaker dell’Anno” dall’Accademia dei Dirigenti, un titolo inglese relativo alla formazione. Arrivarono anche grandi collaborazioni internazionali con personaggi di rilievo come lo stesso Stephen Covey, Anthony Robbins, T. Harv Eker e grandi successi presso il pubblico e presso le aziende.

Brian diede forma alla sua nuova attività per divulgare il suo Programma di Leadership personale, composto principalmente dalle tecniche di Goal Mapping, Life Mapping e Self Mapping, il cui scopo è quello di aiutare le persone a ritrovare e realizzare i propri sogni in ogni ambito della vita. L’obiettivo di Brian è di elevare 7 milioni di vite; ad oggi è arrivato a circa 3,5 milioni.

La tecnica del Goal Mapping è quella di base, poiché gli obiettivi fanno parte integrante della vita di tutti i giorni.
Brian definisce questa tecnica “ Il sistema semplice per un successo sostenibile”.

Il libro Goal Mapping è stato tradotto e pubblicato un anno fa in Italia. 

La biografia è tratta da Macrolibrarsi.

 

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