Una scena della puntata del 27 ottobre di Disordini
Una scena della puntata del 27 ottobre di Disordini

Parlare di patologie psichiatriche fa paura, ma ancora di più fa paura parlarne in riferimento ai bambini e ai ragazzi. E allora qualcuno preferisce convincersi che non esistono, che sono un’invenzione della moderna medicina.

Sarebbe bello, ma non è così e il programma televisivo Disordini ne è la testimonianza. Stefano Vicari, primario di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ di Roma, ha infatti scelto le situazioni più significative affrontate nel corso della sua attività di medico specialista. Quelle esperienze vengono così proposte attraverso una docufiction in cui il dottor Vicari interpreta se stesso, ritrovandosi a riviverle come in un dejà vu: gli attori, nel ruolo dei pazienti e dei loro parenti, ricostruiranno le singole vicende dei ragazzi.

Molti di questi “Disordini” potrebbero essere diagnosticati già dall’infanzia, con esiti migliori per i pazienti e le loro famiglie. Ma spesso non è così. E’ qui subentra la mia esperienza diretta. Nella puntata di domenica si parlava della storia di un ragazzo con ADHD, disturbo dell’ attenzione e iperattività che, nell’adolescenza diventa qualcosa di più: ansia, depressione, disturbo oppositivo provocatorio e disturbo della condotta. 

Ho perso una sorella in giovanissima età per le conseguenze di questo disturbo o qualcosa di molto simile. Perchè? Perchè la Neuropsichiatria Infantile era ed è ancora un tabù. Eppure si potrebbe evitare tanta sofferenza ai ragazzi e alle loro famiglie se fossero compresi, sostenuti, curati già dalla primissima infanzia. 

I metodi per trattare l’ADHD spesso coinvolgono una combinazione di fattori: terapie comportamentali, cambiamenti dello stile di vita, interventi clinico-psicologici e farmaci. E’ infatti importante comprendere che l’ADHD non è un disturbo che caratterizza solamente l’età evolutiva perchè si tratta di un disturbo cronico che continuerà ad affliggere ben oltre la metà di coloro che ne sono affetti da bambini, sia nella fase adolescenziale, sia nella vita da adulti. 

Vi invito a seguire il programma (dura solo 30 minuti) e, se volete capire di più dell’ADHD, ad andare sul sito dell’Associazione AIDAI (Ass. Disturbi di Attenzione e Iperattività).

Disordini: sei puntate in onda su Rai Scuola (Digitale Terrestre ch. 146 e ch. 33 TivùSat) dal 20 ottobre alle 20.30 e su Rai3 dal 24 ottobre alle 01.00 – per raccontare le storie di Marta, Fabrizio, Giulio, Anna, Lucia e Paolo, adolescenti affetti da anoressia, schizofrenia, dalla sindrome di Tourette o dal disturbo di deficit di attenzione ADHD; storie riscritte e raccontate in prima persona dal neuropsichiatra Stefano Vicari che le ha raccolte. Le storie di Disordini vogliono contribuire a far conoscere tali disturbi che si manifestano anche durante l’ adolescenza e come sia possibile identificarli per non sottovalutarne i rischi.

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