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Ecco alcuni segni che possono caratterizzare la dislessia in età adulta secondo quanto riportato dall’allegato dell’Università di Bologna riguardo al progetto a favore degli studenti dislessici:
Lettura:
– può essere lenta e richiedere un grande sforzo.
– Ci possono essere difficoltà visive e affaticamento fisico, in particolare quando si leggono pagine in bianco e nero o sullo schermo del computer
– può essere inaccurata,
– può contenere errori di decifrazione e comportare omissioni di parole o di intere righe la lettura ad alta voce in pubblico
– può essere fonte di forte imbarazzo per la persona un testo
– può necessitare di essere riletto più volte prima che il significato diventi chiaro
Scrittura
– può contenere numerosi errori e cancellature
– possono esserci errori a carico dei gruppi ortografici più complessi (ad es. gn, gli, doppie, c/q…) e/o omissioni di lettere e/o inversioni di lettere speculari (b/d…)
– il tratto grafico può essere illeggibile: può comportare irregolarità nella dimensione e nell’inclinazione delle lettere, con frequenti correzioni
Produzione del testo scritto
– cominciare un elaborato scritto può richiedere più tempo
– può esservi grande discrepanza tra comunicazione verbale e scritta.
– Gli studenti potrebbero non utilizzare un vocabolario sofisticato nel lavoro scritto a causa delle difficoltà di scrittura e/o di lettura
– le frasi possono essere costruite in maniera eccessivamente semplice e le idee non organizzate in modo chiaro, dando l’impressione che il lavoro manchi di una struttura organica
– gli studenti possono perdere il filo del discorso e andare fuori tema
– funtori e preposizioni possono essere omesse
– gli studenti possono non essere in grado di rileggere i propri scritti per correggerli
Lingua straniera
– lingue straniere ad ortografia complessa, quali l’inglese e il francese, sono dette opache in quanto isomorfe nella conversione fonema-grafema. La scrittura e lettura in tali lingue può comportare pertanto maggiori difficoltà per lo studente dislessico e penalizzarlo nella verifica scritta.
Matematica
Le difficoltà di lettura, memoria e automatizzazione possono influenzare seriamente le abilità matematiche e comportare in particolare:
– difficoltà nel ricordare formule e procedure di calcolo
– difficoltà nella lettura dei termini matematici usati nei problemi errori nella copia di numeri, lettere e simboli
– carenze nel calcolo veloce a mente
Altre difficoltà
– gli studenti potrebbero non essere in grado di seguire la lezione e contemporaneamente prendere appunti
– l’esposizione orale può risultare poco chiara e organizzata, con difficoltà a ricordare termini tecnici
– possono esserci difficoltà di recupero lessicale
– possono esserci difficoltà di memoria a breve termine verbale, in particolare nel ricordare nomi e numeri di telefono e nel memorizzare e interpretare istruzioni verbali complesse
– gli studenti possono avere problemi nel consultare e costruire un elenco ordinato alfabeticamente (per es. elenco bibliografico, dizionario, …)

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20 commenti su “ALCUNI SEGNI DELLA DISLESSIA IN ETA’ ADULTA”

  • la cosa durissima è che tutti pensano che basterebbe tu ti applicassi, facessi esercizio e tutto si risolverebbe. un esempio, come spiegare, anche adesso a 50 anni, che per cercare una parola sul dizionario devo ripetere l’alfabeto per ogni lettera, fino a trovare la parola cercata?………

    • Se ho capito bene non sei più giovanissima… Beh, in realtà è così per molto dislessici adulti. E ciò nonostante non credo che tu di possa definire una persona “malata”…
      Grazie per il tuo commento!

    • cara Gabriella, come ti capisco! Abbiamo la stessa età e gli stessi problemi (ancora oggi litigo con le “q” e le “d”, quindi, per ridurre gli errori scrivo in stampatello…). Sto prendendo gradualmente coscienza del problema, e nella rete, ed in questo blog, (grazie Rossella!) ho trovato un valido aiuto per mettere a fuoco la probabile causa di molte difficoltà riscontrate in età scolare e con le quali convivo tuttora.

  • Salve,mi scusi si svaglio e che sono italoargentina di lingua castellana aparte la mia dislessia ho 48 anni,in argentina mi stato difficile il mio percorso scolastico lungo tanto lungo che quando mancava poco per la laurea per problemi della crisi 200 ho dovuto lasciarli,al rientrare in Italia fra il italiano e dialeti vari la testa mi scopiava e mi sono chiusa, nessuno mi capiva ni la mia familia.provai tornare al università mancavano solo 6 materie al non sapere farme capire lasciai non solo con lo scrito anche con il parlare la mia mente andava mille al ora piena di imagine e parole tagliate mi denticavo spesso le cose la mia atenzione non era ferma ni un minuto.pensava il doctore che poteva essere tipo di demenza ho alzaheimer visita neurologi e io le dicevo sono dislessica pero non mi capivano.
    La mia domanda e normale che se peggiora con i anni la dislessia ho lo mio e solo problema per il cambio linguistico e sociale.
    grazie

    • Ciao, la dislessia non peggiora con l’età, anzi in genere si trova un compenso, ma la lingua nuova non l’ha aiutata…

  • Io devo rileggere più volte alcuni brani che contengono concetti. Faccio fatica a memorizzarli ed a “sedimentarli” li tengo nel breve termine per poi dimenticarli nella memoria breve per così dire. Da ragazzo ero etichettato per “intelligente ma con poca voglia di studiare” ma non sono riuscito mai ad esprimere il mio disagio. Ora da adulto e di professione consulente l’aggiornamento continuo mi porta via molto forse troppo tempo, vorrei cercare di migliorare questo problema, mi puo suggerire qualcosa?

    • Buongiorno Stefano, dovrebbe individuare qualche tecnica di studio più adatta a lei: mappe, uso di evidenziatori, registrazioni da riascoltare…

  • Buongiorno.
    Ho imparato a leggere e a scrivere con poco sforzo prima di andare a scuola, quindi nessuno ha mai pensato a me come una dislessica. Ho sempre scritto correttamente, ma ho notato che, leggendo ad alta voce, facevo sempre fatoca e ogni tanto sbagliavo le parole.
    Ho sempre avuto estrema difficoltà nel calcolo a mente e nel ricordare (ad esempio) le tabelline. Da bambina ho avuto problemi ad imparare a leggere l’orologio, mi avevano comprato un libro per capire come fare.
    Ad oggi ho difficoltà a riconoscere la destra dalla sinistra… Può essere una forma di dislessia?
    Grazie mille, buona giornata

    • Buongiorno Veronica, può essere. I Disturbi Specifici di Apprendimento sono molto diversi per espressione e per compenso negli anni.

  • Mi accorgo solo adesso che quella difficoltà di leggere davanti ad altre persone o spiegare concetti appena letti oppure riferire discorsi fatti da altri potevano essere il sintomo di qualcosa. Da piccola confondevo f e v nella scrittura ed ancora oggi sotto dettatura tendo a sbagliare.
    Ora che devo riprendere libri per partecipare ad un concorso pubblico provo angoscia. Come studiare? Come fissare concetti?
    Grazie

    • Buongiorno Giuseppa, come ho avuto spesso modo di dire, dovrebbe individuare qualche tecnica di studio più adatta a lei: mappe, uso di evidenziatori, registrazioni da riascoltare…

  • Ci sono in Italia strutture per diagnosticare la dislessia negli adulti? Ho iniziato ad avere il dubbio da qualche anno, ho 32 anni e mi accorgo di non saper distinguere subito la destra dalla sinistra, in alcune occasioni nonostante guardi la mano con cui scrivo per capire quale sia la destra impiego lunghi minuti, calcoli a mente praticamente impossibile per i numeri oltre il 10 devo usare le dita, inverto lettere e numeri non sempre ma capita spesso e, il piu delle volte devo chiedere ad altri il significato di ciò che ho letto più volte, lettura ad alta voce diventa difficile, non scandisco le parole per cui devo leggere ancor più lentamente del solito. Da adulta ho pensato che fosse “normale”, e dove ho potuto ho cercato di trovare soluzioni per far calcoli senza usare le mani, dimentico con molta facilità… É sempre stato così per cui mi son spesso limitata nel lavoro e ai tempi nello studio pensando di non essere abbastanza intuitiva o all’altezza rispetto ad altri. Magari non è dislessia, ma se eliminassi questo dubbio credo che risolverei tanti problemi, e darei tante risposte a domande che fin da piccola mi son fatta.

    • Buongiorno, ci sono ormai diversi centri in Italia che fanno diagnosi agli adulti. Si informi presso la sua ASL oppure faccia riferimento all’Arcispedale di Reggio Emilia.

  • Buongiorno. Premetto che ho completato tutti gli studi ed anche una scuola di specializzazione. Detto questo spesso devo rileggere molte volte i concetti astratti. Se sono stanca scrivo e parlo invertendo le sillabe. Se sono molto stanca e guardo un testo scritto mi appare come una lingua con caratteri a me sconosciuti. Può essere dislessia? Nonostante questo ho sempre amato la lettura e letto molto. Ma per me le regole grammaticali sono senza senso. Mi trovo male con le altre lingue e ciò che imparo lo faccio “ad orecchio”

    • Ciao Claudia, potrebbero essere segnali di una dislessia compensata, sicuramente di grado lieve…

  • Salve, sono in contatto con Rossella da qualche anno, di recente ci siamo scambiati qualche email. Comunque, riassumo per tutti chi sono. Io ho 52 anni. Lasciai la scuola a 16 anni; lavoro da 35 anni, con difficoltà crescenti. Io non sono sicuro di essere dislessico; quello che so è che non capivo le materie che richiedevano il pensiero astratto; non le capivo allora ad un livello alto. Penso in modo visivo. Soffro di fobia sociale da allora, forse sono asperger. Di recente, per mezzo credo del pensiero visuale, ho scritto qualche romanzo; uno è stato pubblicato. Quel libro, che ritengo essere l’unica cosa positiva accadutami di recente, è stato come una meteora. Scritto in due mesi, tre mesi dopo avevo un contratto. Pubblicato dopo altri 4 mesi. Dopo altri due mesi ho avuto una recensione positiva su un’importante rivista. Pochi giorni fa io, timidissimo, sono riuscito a fare una presentazione, che viene ritenuta buona nonostante che io veda qualche ombra; comunque, tutti quelli che mi hanno letto hanno trovato il libro ottimo. Ne ho scritto un altro. Ma c’è il rovescio della medaglia.
    Spinto da eccessiva impulsività, ho parlato del libro a troppa gente. Anche a chi non dovevo. Qualcuno mi ha chiesto il titolo di studio. Potevo mentire e non l’ho fatto, contravvenendo ai consigli della stessa Rossella. E c’è chi ha reagito male, sostenendo che io non potevo e non dovevo scrivere un libro……pure con vioeolenza……Ecco, ma perchè c’è questa mentalità?
    Ecco che scrivere, invece che essere considerato un bene, viene usato contro di noi……Ammetto di aver allentato le difese purtroppo.

    Lascio questo commento come testimonianza.

  • Aggiungo, comunque, che quella persona che mi ha trattato così quando gli ho detto dove mi avevano recensito ha fatto una faccia come se guardasse un marziano…..e poi è stata lei a dire che forse sono un caso di dislessia.
    In ogni caso, ho una certa reputazione dalle mie parti, per cui non ne avrò danno, penso piuttosto che potrei addirittura averne vantaggio. In questi giorni va un pò meglio, e nonostante che la mia condizione mi porti a rimuginare su come potevo fare meglio, sento che la mia autostima è rafforzata.

  • Bè, ieri la figlia di quella persona è tornata da me.
    Dovrò fare presto un’altra presentazione.
    Vado avanti.

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