La storia di Mirko, pubblicata dalla sua mamma su facebook… per non dimenticare la fatica che fanno i nostri ragazzi a scuola!

Mia mamma mi ha chiesto di raccontare quelle che sono state, e sono ancora, le mie sensazioni, ciò che provavo e talvolta provo ancora; ho detto NO! Mai racconterò a nessuno ciò che ho dentro, ciò che mi ha fatto soffrire; come posso esprimerele in una forma che ripugno? Ma poi capisco che è il mezzo con cui si deve comunicare e allora SCRIVERO’!

DOLORE FISICO: da piccolo ogni mattina quando entravo a scuola e ora prima di una verifica, ho mal di pancia, voglia di vomitare, per le scale i miei piedi sono piombi verso il patibolo, il cuore mi sale alla gola, non respiro, vorrei scappare, sparire. FRUSTRAZIONE: so che le cose che non riesco a fare sono semplici ed è assurdo che io non riesca a moltiplicare 3×4 senza calcolatrice. La mia testa è piena di idee, ma come comunicarle? A scrivere non ci penso proprio, e poi fuori da scuola, dove invece mi costringono a farlo. UMILIAZIONE: alle elementari ero considerato un ASINO, quello che non studia; quante volte ho letto e riletto la stessa pagina senza capirci un cavolo! A che serve impegnarsi a scrivere se poi quel foglio diventa un “lago di sangue” per colpa della penna rossa della maestra? E quel problema di aritmetica? Lo so fare, si, ho la soluzione, devo fare una moltiplicazione e una sottrazione……STOP! Non ci riesco! Boscata! SOLITUDINE: mi sedevo all’ultimo banco, per non rompere, nessuno si accorgeva di me, ero trasparente; all’improvviso però tornavo ad esistere, ma quello era il momento del: non hai fatto i compiti! Questo non è leggere, è balbettare! Non sai nulla! Cosa farai nella vita? (a questa domanda stò ancora cercando una risposta). Ero solo con il mio casino di parole. RABBIA: prima ero molto arrabbiato. Perchè non capisco? Perchè non lo so fare? E più ti sforzi di rispondere e più ti arrabbi ed odi te stesso. Ora ho capito ma non l’ho del tutto accettato. Ancora provo rabbia e odio, ma verso chi non capisce e mi considera ancora uno sfigato. DISLESSIA: è una parola che non riesco neanche a scrivere correttamente, è la sorgente di tutti i miei problemi, una brutta bestia. Ora la conosco meglio e ne ho meno PAURA; come dice mia mamma sono una “povera rondine” che inizia a volare libera.Ho condiviso con voi questo, è stato un grande sforzo, mamma non chiedermi altro! MirkoSe ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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