Un interessante articolo dal titolo ingannevole: Dislessia, imputato un gene. Ma di dislessia non si parla, piuttosto è un’articolata traduzione di uno studio  dell’Istituto Child Health dell’University College di Londra riguardo alle radici genetiche di un particolare disturbo di linguaggio che porta ad avere difficoltà nell’associazione automatica.
Tale studio potrebbe contribuire a spiegare più a fondo come il nostro cervello collega le parole a diversi oggetti, concetti e idee. «C’è la possibilità che sia coinvolto un singolo gene, che ancora non conosciamo. Una volta trovato tale gene e compreso il suo funzionamento e malfunzionamento, allora avremo  un modo tutto nuovo per comprendere la biologia di un deficit cognitivo così interessante», dice Simon Fisher, genetista presso il Wellcome Trust Centre for Human Genetics (Oxford)

E la dislessia che c’entra? Nello specifico non saprei, visto che poi nell’articolo non viene assolutamente nominata. Non solo, ma neanche nell’articolo originale in inglese viene nominata.

Potete leggere l’articolo inglese qui, oppure quello italiano qui. Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

Related Posts with Thumbnails

5 commenti su “UNA MUTAZIONE GENETICA ALL’ORIGINE DI UN PROBLEMA DI LINGUAGGIO… MA LA DISLESSIA?”

  • Condivido in pieno! Anch’io dopo aver letto l’articolo ho pensato “e la dislessia che c’entra?”.

  • Ciao Rossella! Mi chiedo se per molti ‘dislessia’ non sia un po’ un diventato un termine comune per indicare ‘disturbi del linguaggio’. Grazie per i tuoi contributi ti seguo sempre! Jessica

    • E’ così, ma la cosa è più grave se si considera il sito su cui è apparso l’articolo. Ciao Jessica, ti seguo anche io 🙂

  • Di sicuro. Il problema è che così facendo si rischia di produrre ancor più disinformazione di quanta già ce ne sia. Purtroppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.