Ecco cosa è la “demistificazione” (come suggerito da Mel Levine) che, attraverso la discussione aperta con adulti che supportano i bambini dislessici, li aiuta a imparare a chiarire e a specificare le loro differenze e a comprendere che, come ogni altra persona, essi hanno punti di forza e di debolezza. Di seguito alcuni suggerimenti:

Eliminare ogni marchio attraverso un atteggiamento empatico verso i bambini. Enfatizzare il fatto che non c’è da incolpare nessuno e che gli adulti sanno che loro hanno spesso bisogno di lavorare più sodo per leggere bene, che loro imparano in modo differente.


Discutere sulle abilità e gli interessi: aiutare i bambini a trovare i loro punti di forza, usando esempi concreti ed evitare falsi elogi. Per esempio, se un bambino descrive correttamente un film, gli si può dire: “Mi piace il modo in cui puoi ricordare i particolari che mostrano come il film sia divertente”;
Discutere sui punti di debolezza: usare un linguaggio chiaro per spiegare quale aspetto della lettura è difficile per il bambino. Per esempio, si può dirgli: “puoi avere difficoltà a comprendere quello che leggi perché perdi la tua attenzione mentre leggi, ciò fa sì che non afferri i dettagli e perdi il segno”;
Dare importanza all’ottimismo: aiutare i bambini a mettere in risalto le future possibilità di successo date dai loro attuali sforzi. Aiutarli a costruire una sensazione di controllo sul loro apprendimento, incoraggiandoli ad essere responsabili dei propri progressi (es. usare i “Post-it” per ricordare le informazioni più importanti);
Cercare un alleato: aiutare i bambini a trovare una persona di fiducia (insegnante preferito, vicino di casa, adolescente…, ecc.) che ha il compito di lavorare con lui e di supportarlo. Spiegare ai bambini che possono aiutare se stessi condividendo con gli altri il modo in cui essi riescono a imparare meglio;
Proteggere dall’umiliazione: evitare di criticare in pubblico i bambini e proteggerli dall’imbarazzo di fronte ai fratelli e ai compagni di classe. Per esempio, non chiedere al bambino di leggere ad alta voce materiale per lui non familiare.

Tratto dal mio libro Le aquile sono nate per volare. Il genio creativo nei bambini dislessici.

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