Dyslexia

Gli anni di esperienza con i DSA e la scuola, sia come mamma che come professionista, mi hanno portato a conoscere abbastanza bene il modo di pensare di tanti docenti e, qualche volta, anche di genitori non addentro al problema! Pensando a tutti i luoghi comuni (e le lamentele) di tanti docenti poco informati sui DSA ho fatti una lista dei 10 che mi paiono principali.

1 – Non è dislessico

Mettere in discussione la diagnosi fatta dagli specialisti è un atto di poca professionalità. Informarsi, invece, su come si legge una diagnosi e capire cosa può e deve fare un docente per un soggetto con DSA, questo è molto professionale!

2 – Ora sono tutti dislessici!

Un altro tipico luogo comune dovuto al fatto che negli anni c’è stata una grande campagna di informazione e di sensibilizzazione e sono aumentate le diagnosi. Purtroppo, invece, sappiamo che le percentiali di dislessia in Italia sono sottostimate.

3 – Deve allenarsi a leggere ad alta voce

Assolutamente no! L’automatismo è il loro problema e leggere e rileggere uno stesso brano più volte porterà loro solo affaticamento e frustrazione!

4 – Quando vuole ci riesce

Con grandissimo sforzo il dislessico riesce comunque ad ottenere buoni risultati in quelle materie nelle quali ha più difficoltà, ma quello che resta problematico è il fatto di riuscire a mantenere questi risultati nel tempo (qui ritorna il discorso Automatismi)!

5 – Non porta mai i libri a scuola

Ahi! Questa è una situazione abbastanza tipica. Il bambino dislessico è più disorganizzato, certo, ma in più non dobbiamo scordarci che il suo rifiuto nei confronti della scuola lo può portare ad “eliminare” il problema. Come? Scordando a casa tutto ciò che può occorrergli a scuola!

6 – … però è intelligente!

Certo! Le persone dislessiche hanno un’intelligenza nella media o superiore alla media, è uno dei criteri di inclusione nella diagnosi. In mancanza di un quadro cognitivo nella norma non si parla più di dislessia nè di DSA!

7 – Si distrae

Il problema del dislessico è che è facilmente distraibile ma non perchè ha poca attenzione, ma perchè riesce ad essere contemporaneamente attento a più cose. Sicuramente ha carenze nell’attenzione selettiva.

8 – Mentre spiego pensa ad altro o fa altre cose

Secondo quello che ho scritto al punto 7 il ragazzo riesce a fare più cose contemporaneamente, anzi in qualche modo ne ha bisogno per mantenere la sua attenzione, secondo anche la teoria di Davis del disorientamento dislessico.

9 – Non ha bisogno del Piano Didattico Personalizzato

Errato! Il PDP è uno dovere della scuola, secondo la legge 170 del 2010. Anche il ragazzo con una dislessia lieve deve poterne usufruire, perchè sebbene la sua dislessia possa apparire più lieve, la peculiarità nell’apprendimento rimane e la fatica ad apprendere attraverso la scrittura e la lettura non sarà minore!

10 – Non si può fare niente senza la diagnosi!

Errato! La diagnosi può essere fatta alla fine della II elementare, ma questo non significa non valutare un bambino per analizzare le sue difficoltà e il quadro cognitivo generale, per poter mettere in atto quegli aiuti pedagogici e logopedici che lo sosterranno e non permetteranno che il suo gap con l’intera classe aumenti sempre di più!

Ad alcune di queste domande base ho risposto nel mio libro La dislessia dalla A alla Z che, anche se pubblicato prima della legge 170, a mio parere risulta essere ancora utile per un approccio di base ai DSA.

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2 commenti su “DSA: 10 LUOGHI COMUNI”

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