Un articolo trovato in rete della dottoressa Sabine Eck è davvero illuminante sotto diversi punti di vista. Volete comprendere la vera differenza tra bambini e bambine? Allora dovete leggerlo e leggere anche questo sulle bambine perchè le “piccole principesse” sono davvero un universo a parte (personalmente mi è più difficile capirlo visto che ho solo figli maschi!).

Sabine racconta: “vedo anche tanti bambini in ambulatorio, e vi assicuro che è molto più complesso tenere buoni uno o due maschietti per un’ora, che una o due bambine.

La ragione è semplicissima: l’uomo, il maschio, in natura ha avuto per millenni dei compiti legati al movimento intenso (caccia, costruzione di abitazioni, difesa, lavoro della terra, e simili), mentre la donna, la femmina, faceva tutto il resto: figli e nutrizione, cioè ricerca e preparazione del cibo, organizzazione, produzione di vestiario, occuparsi del bello, aiutare occasionalmente durante la caccia (e certamente anche in guerra); insomma, spalleggiare i propri uomini quando era necessario.

Per essere chiari ai fini didattici si potrebbe affermare che la femmina è di tipo multi-centrico, mentre il maschio è tendenzialmente mono-centrico, cioè appassionato a uno o a due interessi al massimo nella vita in maniera intensa e possibilmente esclusiva.

…Il succo dell’intera questione del maschietto è in sintesi la sua grande forza fisica. Un maschio non dotato di forza muscolare difficilmente veniva considerato di valore dagli altri maschi, e nemmeno veniva preso in considerazione più di tanto dalla donna, che necessitava di un partner che proteggesse lei e la sua prole, e che le procurasse cibo a sufficienza.”

A questo punto si comprende più facilmente che i bambini hanno bisogno di fare attività in cui possano “scaricare” e incanalare la loro forza fisica, altrimenti saranno a rischio di iperattività (e non solo…).

Alcuni dei consigli della dottoressa Eck sono:

  • Vivere all’aria aperta: è possibile spostare legna, sassi, scoprire/esplorare la terra, gli animali, stare a piedi nudi sul prato, osservare le formiche e le lumache (senza pestarle però, altrimenti una immediata piccola ma seria lezione serve proprio: infatti, chi pesta oggi senza riguardo gli insetti, pesterà più facilmente i più deboli domani);
  • Frequentare magari regolarmente un agriturismo vicino a casa, per vedere e toccare qualche animale vero. Andate a cercare parchi grandi fuori città dove si cammina davvero e dove la natura è un po’ più selvaggia. I maschi adorano ogni tipo di buco in terra, tane, alberi vecchi caduti;
  • A casa allestite una stanza senza spigoli e con mobili non pregiati e oggetti da spostare: va bene anche uno scatolone di cartone da imballaggio per lavatrice o simili: diventano casette, navi, velivoli, tane, e spesso poi vengono distrutte, ma anche questa è una fase da sperimentare;
  • Giochi di movimento finalizzati: saltare su una gamba, raccogliere oggetti piccoli da terra con i piedi nudi. Correre per casa con in mano un cucchiaio, dove avete appoggiato per esempio l’uovo da rammendo di legno: il compito/l’obiettivo sta nel correre senza farlo cadere, ovviamente. Raccogliere stoffe e materiali simili da terra con la bocca muovendosi a quattro zampe come un animale. Saltare su un vecchio materasso a molle messo a terra.
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    5 commenti su “I MASCHIETTI: TANTA ENERGIA A RISCHIO DI IPERATTIVITA’”

    • Anche io ho due maschi…e santo cielo se è vero!!!
      Pero’ quando si trovano con le cuginette, due vere principessine normalmente, i maschiacci diventano quattro!

        • Anzi, così spiega bene la dottoressa Eck: “Una bambina che cresce in campagna con 5 maschi si trasforma facilmente nel sesto maschietto (capacità di adattamento), mentre un maschio che cresce con 10 bambine diventerà difficilmente una femmina. Principio rigido di qua, principio elastico di là.”

    • ecco..devo spiegarlo a mia cognata!! ” Sabry, non diventano maschiacci…si tratta di empatia!!!! … 😀

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