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Un argomento spinoso per l’apprendimento è la Memoria.  I dislessici sono piuttosto carenti a tal riguardo, sopratutto nella memoria a breve termine. 

Ma serve ancora esercitarla? E in che modo? Cercherò di rispondere a queste domande anche se l’argomento è molto vasto.

La memoria è importante ai fini dell’apprendimento, se vogliamo che questo sia significativo e duraturo. Esercitare la memoria non significa tanto imparare “a pappagallo”, come per le poesie. La dottoressa De Beni, autrice di numerosi libri della Erickson sulle strategie di studio, spiega che  

non c’è evidenza che studiare qualcosa parola per parola sviluppi la facoltà di ricordare tutto: le memorie sono di tanti tipi diversi e funzionano attraverso molteplici meccanismi. Quello che potenzia la capacità di immagazzinare nozioni esatte è capire. Capire e fare i collegamenti».

Ecco perché quello che serve è COMPRENDERE e poi crearsi delle strategie per ricordare. Vediamo quali possono essere le più utili anche per i dislessici (di alcune di queste ne parlo anche nei miei libri).

  1. TECNICHE ASSOCIATIVE

Fra le tecniche associative c’è latecnica dei loci”, risalente ai retori dell’antica Roma, i quali, per aiutarsi  nell’esposizione di un’orazione collocavano in luoghi conosciuti le varie tappe del discorso che poi ripercorrevano con la mente durante l’esposizione orale.

Cicerone, che esordiva dicendo “In primo luogo vi parlerò di…”, visitava con l’occhio della mente i suoi luoghi e vedeva gli argomenti che aveva posto in ciascuno.

Le tecniche associative possono riguardare un solo senso (la vista, l’udito, il tatto) ma possono essere ancora più efficaci se contemporaneamente incrociano i sensi tutti insieme. In questo caso la stimolazione sarà multisensorialeQuesto avviene per esempio se non ci si limita a far ripetere un argomento a voce ma, ad esempio, poi lo si mette in scena teatralizzandolo oppure, lo si disegna e/o lo si mette in mappa, diagramma o schema.

Più saranno aperte e multiple le strade dell’apprendimento offerte al cervello, più esso ne risulterà stimolato e verranno poste le basi per una solida memoria a lungo temine.

Importante il ricorso a mappe (o diagrammi, grafici, schemi) in quanto lo studente potrà, in questo modo, organizzare le informazioni, comprendere, per poi riassumerle in un grafico. Tale livello di comprensione concettuale è la base dei dati sedimentati nella memoria. In questo modo le informazioni risultano più durature e possono, così, essere attivate quando serve.

  • CREARE COLLEGAMENTI

Ogni volta che creiamo un collegamento con informazioni di cui siamo già in possesso perché sperimentate in prima persona, l’informazione diventa rilevante e crea un legame dando all’informazione un maggiore significato.  Un esempio lo si trova nel film Nicolas e i suoi genitori, nella scena in cui la maestra chiede a Clotaire qual è il fiume che attraversa Parigi. Il bambino è nel panico, non risponde… la maestra allora gli dice: non mi avevi detto che domenica sei andato in gita sul bateau mouche con i tuoi genitori? Su quale fiume? Allora il bambino risponde tranquillamente: sulla Senna! Ma ancora più interessante è la scena successiva:

Questa volta è il Ministro dell’Istruzione, in visita alla scuola, ad interrogare il bambino. Qui si è proiettati direttamente nella testa di Clotaire: è lampante la fatica e lo sforzo con cui cerca, ragionando, di trovare, raccogliere e comunicare l’informazione richiesta.(Puoi vedere l’episodio su You Tube). Che fatica! Clotaire è un po’ l’esempio di quello che succede nella testa di un dislessico prima di arrivare alla risposta corretta.

E’ Importante, quindi, insegnare a scorgere l’applicabilità di quanto appreso alla vita quotidiana. Può tornare utile fare sempre domande del tipo: “cosa ti ricorda questo?” o “credi che sapere questo potrebbe tornarmi utile nel mio lavoro?

  • FARE PAUSE

Come regola generale le pause di rilassamento tensivo dovrebbero avvenire dopo dieci minuti di ripasso o di studio, soprattutto quando viene richiesto un alto livello di concentrazione per i bambini delle elementari, e dopo un quarto d’ora o mezz’ora per quelli delle medie o superiori.

Questo non significa staccarsi dai compiti: basta stirare i muscoli, bere un bicchiere d’acqua o spostarsi in un altro ambiente, tutte azioni utili per allentare la tensione ed ossigenare il cervello.

Il movimento fisico, anche piccolo, durante le pause, risulta particolarmente indicato in quanto ai benefici del ristoro si aggiunge la possibilità di aumentare i flussi sanguigni nei circuiti circolatori del cervello. Una profonda respirazione, inoltre, provvede al corretto mantenimento dei livelli di ossigeno nelle cellule.

Un modo per allenare la memoria divertendosi è il Memory, con le classiche carte in coppia, oppure utilizzando le app che ho consigliato questo mese sul sito Mamamò.

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2 commenti su “MEMORIA (E APPRENDIMENTO): ALLENARLA NEL MODO MIGLIORE”

  • Ciao Rossella,
    vorrei avere un feed-back in merito alla validità dei corsi di memoria di MATTEO SALVO.
    Ho un figlio di 17 anni che frequenta la 4 liceo artistico e che vorrebbe parteciparvi ;visto l’investimento economico sto cercando di avere opinioni reali dei partecipanti sull’efficacia del corso live.
    Grazie

    • Buongiorno Paola, non conosco personalmente Matteo Salvo ma ritengo che il suo metodo sia valido.

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