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Dopo mesi di assenza dal blog, oggi è con piacere che ospito la testimonianza di una collega logopedista che ha è riuscita a portare nel suo lavoro lo yoga, creando così un nuovo metodo che lei chiama “logoyoga”. Grazie Emanuela Lo Savio!

La  mia storia di logopedista inizia come quella di tutte le professioni. Inizia e basta. Arrivano i pazienti grandi, piccoli, adolescenti, ognuno con la sua personale storia, ognuno con la sua diagnosi, ognuno con la sua riabilitazione impacchettata da esperire.

Gli anni passano e comincio a fare quella che tutti chiamano “esperienza sul campo”. La mia esperienza personale era diversa da quella delle mie colleghe di reparto. Mentre loro armeggiavano con test e protocolli io armeggiavo con l’Anima dei miei pazienti, con il loro mondo Sottile.

Ho iniziato a fare yoga che ero giovanissima. Ho iniziato mentre facevo l’ università. L’India, il mistero e la sacralità nella quale è avvolta, la filosofia, la metafisica, la disciplina di vita dello yoga. Ho iniziato anche lì. Iniziato e basta. E mi hanno  iniziata.

Ho frequentato l’ Alta scuola di Hatha yoga all’Accademia Efoa University con Francoise Berlette e Roberto Laurenzi. Pezzi da 90. Mi hanno insegnato la differenza tra Esistere e Vivere. E tutto questo consapevolmente l’ho sempre trasmesso durante le mie terapie ai miei pazienti. Notavo che se abbinavo tecniche di pranayama (respirazione consapevole), tecniche di meditazione ed anche asana (posizioni) fisiche, il paziente migliorava in maniera  repentina e soprattutto, veniva da me con il sorriso stampato sul volto… e con i bambini credetemi non è facile arrivare a tale idilliaca condizione!

Ho continuato negli anni con entusiasmo e devozione ad unire la mia grande passione ed il mio lavoro fino a crearne un vero e proprio metodo: il logoyoga.

Anche il nome è nato così per caso, mentre discorrevo della mia professione con un carissimo amico che aveva frequentato la scuola per insegnanti yoga con me. Quel giorno di luglio di qualche anno fa lui mi invitò al Gianicolo per parlare della mia esperienza lavorativa in una sorta di tavola rotonda con diversi tipi di professionisti in vari settori differenti. Tocca a me.

Mi alzo in piedi e parlo del mio lavoro di logopedista, poi dico anche che oltre a quello la sera organizzo corsi di yoga. Infine aggiungo che faccio la logopedista e  l’ insegnante di yoga contemporaneamente. Tutti i partecipanti alla tavola mi sorridono incuriositi e divertiti. Allora una ragazza che sedeva vicino a me, conduttrice radiofonica piena di fascino ed energia, mi fa con la faccia illuminata di stupore: ” Ma tu, Emanuela, hai inventato una cosa fantastica! Lo devi brevettare il tuo metodo! Lo potresti chiamare Il Logoyoga!” Quel giorno è arrivato il nome alla mia esperienza, cominciata tanto tempo fa. Che inizia e ri-inizia e basta. Tutti i giorni della mia vita.       

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