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Quando si parla di didattica digitale, ci pare una cosa lontana e, per certi versi, impossibile. Invece non è così e ce lo dimostra Dianora Bardi, docente di Lettere nei Licei, che ha creato insieme ad un gruppo di docenti come lei, l’associazione no profit Impara Digitale, che sta sviluppando una piattaforma “open source o aperta” che integra tutti i servizi digitali necessari alla scuola, raccogliendo quelli esistenti e sviluppandone di nuovi.

Si tratta di un servizio atto a superare sia il “digital divide”, il diverso accesso alla tecnologia nella scuola, sia il “social divide”, ovvero la diversa possibilità delle scuole di accedere alla tecnologia. La piattaforma è lo strumento che “conduce” la scuola nella nuvola informatica.

Dianora Bardi è un esempio di “buona” scuola: qui leggete l’intervista apparsa qualche mese fa su iSchool.

“L’obiettivo è quello di rendere la scuola consapevole della rivoluzione digitale in corso e della sfida che ci porta, capendo come coglierla e affrontarla”, spiega Dianora Bardi. “Il digitale è inevitabile e i professori vanno formati. Non basta mettere un tablet in mano agli studenti: se non si cambia metodo di insegnamento, gli studenti si distraggono e il tablet diventa uno svago, non uno strumento per apprendere”.

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