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Sapete chi è il più grande paleontologo esperto in dinosauri? Si chiama Jack Horner ed è dislessico. Nel mio libro Le aquile sono nate per volare ho raccontato di come egli veda la dislessia: “una straordinaria caratteristica e non qualcosa  che dovrebbe essere risolta, o guarita, o eliminata”.

Come scritto anche su Wikipedia, Horner studiò geologia e zoologia presso la University of Montana ma a causa della dislessia non riuscì a concludere il percorso di studi (ricevette un dottorato ad honorem nel 1986 come riconoscimento per l’importanza delle sue scoperte). Le sue ricerche si sono concentrate soprattutto sullo sviluppo, sull’evoluzione e sui rapporti sociali dei dinosauri.

“Il mio obiettivo nella vita era semplice: volevo essere un paleontologo di dinosauri e dare un contributo nel campo della paleontologia che avrebbe aiutato la nostra comprensione dei dinosauri come esseri viventi. Per fare questo, sapevo che avevo bisogno di un lavoro in un museo, ma ho anche capito che, con i miei voti universitari e senza aver superato gli esami, non avrei mai potuto avere un tale lavoro “.

Riuscì ad entrare nel museo di Princeton come tecnico e a lavorare con il direttore del museo su progetti di ricerca e mostre. Apprezzato nel suo lavoro, è stato presto promosso assistente di ricerca e alla fine è riuscito nei propri progetti, con un finanziamento dal National Science Foundation. Ciononostante, non riusciva a firmare le ricerche, perché non aveva un dottorato.
Un giorno, durante il suo periodo di lavoro a Princeton, Horner ha visto un poster che offriva agli studenti la possibilità di essere valutati sulle capacità di apprendimento. Ha deciso di farsi valutare e così gli è stata  diagnosticata la dislessia. Ecco spiegato perchè “probabilmente non sarà mai in grado di passare anche un semplice corso universitario, senza metterci periodi di tempo straordinariamente lunghi per leggere e comprendere.”
“Fino ad oggi” dice Horner “faccio fatica con gli effetti della dislessia. Mi ci vuole molto tempo per leggere le cose, ma mi prendo il tempo che è necessario, perché se cerco di fare troppo in fretta, non ho idea di quello che sto leggendo. Così per la scrittura: avendo difficoltà si fa aiutare da un buon co-autore. Questo gli permette di dedicarsi a quello che gli interessa di più:  la scienza dei dinosauri.

“So quello che posso fare e quello che non posso fare, e per le cose che non posso fare cerco di trovare qualcuno che mi aiuti. 

Il dottor Horner è convinto che il suo successo sia dipeso proprio dalla sua dislessia!

“Da miei fallimenti, ho imparato dove ho bisogno di aiuto, come ad esempio in lettura e matematica. Ma ho anche imparato dai miei successi quello che so fare meglio dei pensatori lineari”. 

E lui sa bene che il suo punto di forza è essere un pensatore spaziale, mentre chiama i non dislessici, i pensatori lineari, “di-spaziali”.

Chi è normale: i dispaziali o gli spaziali? Sono due caratteristiche diverse, l’importante è riconoscere le proprie e utilizzarle per raggiungere i propri sogni.

Jack Horner ci è riuscito alla grande!

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