Voglio condividere con voi i miei dubbi e le mie riflessioni, sperando che qualcuno mi dia anche qualche idea. Ieri ero in libreria (tanto per cambiare) e ho subito visto due libri il cui argomento poteva essere di interesse per i miei figli (o almeno…). Infatti il piccolo è alle prese con la filosofia a scuola (I Liceo Classico) e il grande con l’economia (I anno di Economia Aziendale). Li ho sfogliati e mi sono sembrati scritti in modo chiaro e con un indice interessante. Poco più di 100 pagine, un formato contenuto… Insomma, mi sembravano dei libri che potessero essere di stimolo per le loro nuove conoscenze. Però il dubbio mi ha assalito: ma se non hanno mai letto un libro per intero? E’ finito anche il tempo, ahimè, in cui la sera leggevamo le pagine dei loro libri preferiti. Come fare, allora?

Intanto ho deciso di comprarli lo stesso, visto anche il prezzo contenuto, per cui, al massimo, non sarebbe stata una grande perdita.

Arrivata a casa ho annunciato loro di avergli portato un regalo: ma che delusione nelle loro facce quando ho detto che era un libro! Ho dovuto spiegare di cosa si trattava, vantare interessanti argomenti e propormi come lettrice, registrando in file MP3 i libri.

Le loro reazioni sono state di massimo disprezzo, soprattutto per il piccolo, il grande ha invece detto che ci avrebbe pensato.

Questo è quanto…è possibile far leggere ad un ragazzo dislessico un libro (o anche solo qualche paragrafo di esso) che non sia per motivi scolastici? E se sì, come? La sintesi vocale non hanno mai voluto utilizzarla e quando erano più piccoli per studiare preferivano che uno di noi genitori leggessimo per loro. L’ultima volta che ho comprato loro un libro è stato 3-4 anni fa, libri di sport, ricchi di immagini e storie di personaggi, insomma libri che andavano letti senza rispettare un inizio e una fine e che bastava sfogliarli per farsi un’idea. Da allora il vuoto, non mi ero più permessa di comprargli un libro…

E allora? Alla fine ho persino concluso il discorso con loro dicendo: ok, teneteli per ricordo mio, anche se non li leggete!

E che dire della frase di Pennac tratta dal suo libro: Come un romanzo?
Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara. Forse proprio perchè la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici.

Ben triste conclusione…Si accettano proposte!Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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4 commenti su “COME FAR LEGGERE UN LIBRO A UN RAGAZZO DISLESSICO?”

  • Magari farlo ascoltare prima, se c’è la versione audio?
    Comunque il problema della lettura riguarda molti adolescenti anche non dislessici… musica, cinema, tv, tutto fa spettacolo più di un libro. Seminare sempre… qualche volta raccogliere… succede ai genitori, agli insegnanti, agli editori…

  • Nessuna proposta o consiglio, voglio solo dirti che ti capisco!
    Ho provato la stessa tua penosa impotenza davanti al rifiuto di un libro ed il pensiero che molto probabilmente (nonostante tutti i miei sforzi) mia figlia non avrà mai il piacere di leggere… Beh, è difficile da accettare!
    Dobbiamo aiutare i nostri figli, possiamo seminare e cercare di fare del nostro meglio ma non possiamo sostituirci a loro.

    “I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa.
    Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
    E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.
    Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
    perché essi hanno i propri pensieri.
    Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime,
    perché le loro anime abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.

    Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercare di renderli simili a voi,
    perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.
    Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.
    L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito,
    e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.
    Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere.
    Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo”.
    (da “Il Profeta” di Khalil Gibran )

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