Più volte, durante i corsi che ho fatto per i docenti riguardo alla formazione sulla dislessia mi veniva chiesto: come fare ad individuare dei possibili segnali di rischio, soprattuto nei ragazzi delle scuole medie o superiori?

In effetti la dislessia, soprattutto se compensata, si manifesta in modo meno evidente ed è ancora più importante, a mio avviso, il ruolo degli insegnanti nella sua individuazione.

Come scrive Maristella Craighero nel capitolo sulla legge 170, nel nuovissimo libro della Erickson La dislessia. Intervento logopedico nei DSA, dovrebbe innanzitutto insospettire un’eccessiva discordanza tra le prove scritte e quelle orali o, comunque, una marcata disomogeneità nel rendimento.

Il consiglio è quello di:

utilizzare le griglie osservative per ogni area disciplinare, i questionari di autoanalisi per gli studenti e le conversazioni collettive o i colloqui individuali, da effettuarsi a margine di una verifica o di un’interrogazione con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sulla storia scolastica di ciascuno, sul modo di affrontare lo studio, sul disagio che ognuno percepisce relativamente alle proprie difficoltà…

La competenza osservativa dei docenti deve essere coadiuvata dalla comunicazione forte con la famiglia e con lo studente. I genitori sono da considerarsi fonte preziosa di informazioni nell’identificazione di comportamenti critici che possono costituire degli indicatori della possibile presenza di un disturbo specifico di apprendimento.

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