Vi ricordate Gianfranco Zavalloni, quello dei diritti naturali di bimbi e bimbe e della Pedagogia della lumaca?

Gianfranco è, naturalmente, anche un convinto ecologista. E’, infatti, fra i fondatori dell’Ecoistituto di Cesena, una onlus che lavora per diffondere “tecnologie a misura d’uomo”. Sostenitore della Rete Italiana delle Scuola di Ecologia all’Aperto.

L’idea di scuola all’aperto, nata all’interno delle esperienze più vive delle cosiddette scuole attive, si sviluppa con l’intento di avvicinare i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, alla vita agricola di una fattoria tradizionale. Gli studenti partecipano attivamente ai lavori quotidiani e viene offerta loro, per quanto é possibile, una visione ecologica dei gesti quotidiani, riproponibili nella vita di tutti i giorni.

A fondamento delle attività didattiche nelle scuole di ecologia all’aperto, c’è la proposta della fattoria agricola che utilizza sistemi e tecniche di produzione “biologici”, come itinerario “didattico” ed educativo. Si offre a gruppi di bambini/e o ragazzi/e la possibilità di partecipare alle attività quotidiane della fattoria, seguendone la scansione lungo i cicli stagionali dell’annata agraria. I bambini e le bambine che, con la loro classe, fanno esperienza nelle fattorie-scuola, nelle aule di ecologia all’aperto, nei laboratori della manualità, negli orti scolastici biologici, negli orti botanici, negli ecomusei, negli stagni e nei giardini naturali, hanno infatti la possibilità di inserirsi nei cicli produttivi rispettosi delle leggi della natura. Si ha così l’occasione di vivere diverse attività tipicamente agricole: la semina, la piantumazione, le potature, le concimazioni, la zappatura, la raccolta di ortaggi, di frutta e di erbe officinali. Ci sono poi le esperienze legate alla stalla: la cura e l’accudimento degli animali da cortile e da pascolo, l’alimentazione, la mungitura. Infine c’è la trasformazione dei prodotti: le marmellate, la preparazione del formaggio, la smielatura, l’essiccazione e conservazione delle erbe officinali, la spremitura delle olive, la macinazione a pietra del grano e la pastificazione, la preparazione del pane o delle piadine. Collaterali a queste abbiamo diverse attività artigianali, come ad esempio la lavorazione dei cesti, la costruzione di giocattoli con materiali naturali, la manutenzione e riparazione di attrezzi agricoli per l’orto.

Per chi vuole approfondire consiglio la lettura del libro di Zavalloni e Papetti: A scuola di ecologia nelle fattorie didattiche biologiche.

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4 commenti su “LE FATTORIE DIDATTICHE BIOLOGICHE”

  • Adoro Gianfranco Zavalloni, mi piacerebbe che fosse il mio dirigente scolastico. Quando leggo i suoi libri mi sembra che qualcuno abbia tradotto la mia idea di scuola. Qualcuno pensa che le sue idee siano superate e preferisce offrire ai bambini e ai ragazzi di oggi conoscenze “virtuali”, tralasciando tutto ciò che è vita vera, fatta di terra, di cielo, di lavoro, di fatica, di profumi, di collaborazione, di esperienza e di esperienze.
    Grazie per le tue segnalazioni: contribuiscono a diffondere una cultura e un’idea di scuola più vere e più significative.
    Un abbraccio.
    Francesca

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