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Oggi nella pagina delle Testimonianze ho trovato questo commento che ho deciso di pubblicare. E’ la storia di una ragazza dislessica, ora 24enne.

Mi è sembrato importante perchè, come ben conclude la sua lunga testimonianza, si capisca che la dislessia non condiziona solo gli apprendimenti scolastici, soprattutto quando si “incontra gente ignorante”, come dice lei stessa. Questo a conferma di un ennesimo episodio increscioso avvenuto nella mia città a discapito di un ragazzino con difficoltà scolastiche, di cui se ne è parlato su Facebook.

A voi il racconto di S.:

Salve, sono una ragazza di 24 anni dislessica pura, disortografica, disgrafica e con problemi pure di discalculia. Mia mamma dopo aver sentito questa diagnosi, si è davvero spaventata, le avevano detto che non sarei mai riuscita a leggere. I segnali, che fecero capire a mia mamma che qualcosa non andava, erano tanti: non si capiva nulla di quello che dicevo, scrivevo all’incontrario, non riuscivo a leggere l’orologio, ad allacciarmi le scarpe, confondevo la destra con la sinistra ecc. Purtroppo, ho avuto una vita scolastica turbolenta, mi hanno affiancato un insegnante di sostegno alle elementari, le insegnanti mi chiamavano handicappata davanti ai mie compagni, che si divertivano a seviziarmi: mi picchiavano (mi hanno anche buttato giù dalle scale), ritornavo a casa piena di lividi, mi sfottevano, nessuno voleva giocare con me. Nell’ora di ginnastica, nessuno mi voleva in squadra. E come se non bastasse, i genitori dei mie compagni, chiesero che io me ne andassi da quella classe, perchè essendo handicappata, distraevo tutti i loro figli dall’apprendimento. Mia mamma, cercò in tutti i modi di farmi cambiare scuola, ma la preside si opponeva, quindi passai in quella terribile scuola 5 anni di torture. Una volta, mi difesi; un bambino cercò di picchiarmi, e io gli graffiai la faccia, mi mandarono dritta in presidenza. Tutti i giorni uscivo prima da scuola, andavo in un centro per bambini con problemi, lì non facevo nulla, anzi, le logopediste che mi seguivano non sapevano nemmeno cosa avessi, pensavano fossi ritardata, infatti mi davano della handicappata in mia presenza. Chiesi a mia mamma, di non mandarmi più in quel posto orribile, e lei per fortuna accondiscendette. A scuola, la maggior parte delle ore, le passavo nell’auletta degli handicappati, insieme a bambini con la sindrome di Down, secondo i miei insegnanti non mi meritavo di imparare niente.

Ho sempre imparato da sola, visto questa chiusura del mondo scolastico nei miei confronti, mi prendevo dei libri e studiavo da me: quanti libri ho letto (si ho detto letto, perchè nel giro di un mese di sforzi, leggevo alla perfezione) in quel periodo: Cuore, Il piccolo principe ecc. robe che i miei compagni delle elementari si sognavano. Andavo bene a scuola, tutti buoni, distinto e ottimo, nonostante tutto. Sapevo fare dei ritratti alle persone perfetti, li conservo ancora, e non sembrano fatti da una bambina di 9 anni.

Alle medie, per fortuna non ho più l’insegnante di sostegno, però ancora tutti mi evitano, e mi sfottono. Ancora prendevo bei voti, tutti buoni e distinto, a parte nei temi dove prendevo sempre l’insufficienza lieve, ma comunque mi riuscivo a sollevare anche in italiano, perchè poi nelle comprensioni del testo e in grammatica prendevo sempre ottimo. Nonostante i mie buoni voti, per 2 volte cercarono di bocciarmi, per problemi relazionari. In terza media, alla scelta della scuola superiore, mi consigliarono di lasciare la scuola, e di fare un corso per diventare vetraia. Ma io che sono sempre stata caparbia, me ne sono fregata e mi sono iscritta al liceo artistico, andando però contro la mia volontà, infatti volevo fare lo scientifico per poi prendere medicina, ma pensavo che per me fosse troppo difficile (nonostante in matematica e scienze avessi ottimo) . Al liceo le cose sono andate molto meglio, non avevo amici veri, però uscivo ogni tanto e nessuno mi prendeva in giro, anzi ero stata accettata, anche con i professori mi sono trovata bene. Purtroppo, avendo difficoltà nel parlato, relazionarmi per me è sempre stata un’impresa, oltretutto i dislessici gravi hanno anche sempre un aspetto infantile e spaesato, che ci impedisce di essere presi sul serio dalla gente.

Arriva il momento di iscriversi all’università, non avevo mai avuto dubbi, che mi sarei iscritta, però in quale facoltà, fin da bambina avrei voluto tanto fare il medico, ma avevo fatto l’artistico… e il test d’ingresso mamma mia, non lo avrei mai passato. Quindi da brava stupida, mi sono iscritta a farmacia. Gli esami li passo molto facilmente, anzi mi accorgo che i miei colleghi non dislessici gravi e usciti dallo scientifico, non se la cavano molto bene come me. Quindi incomincia a rinascere in me la voglia di fare medicina, ma ormai al terzo anno, penso che mi conviene laurearmi prima li. Ancora non ho amici, solo conoscenze superficiali, anche perchè, la mia parlantina è tutt’altro che fluente, e inoltre ogni volta che invio un messaggio, subito mi becco dell’analfabeta che passa gli esami perchè raccomandata, i più cafoni mi danno della minorata mentale. Avevo facebook, me lo sono tolto perchè ricevevo messaggi minatori, di miei compagni universitari, che mi sfottevano per i miei errori ortografici, per come parlavo e per la mia area spaesata.

Mi hanno fatto anche molti scherzi, alcuni molto pesanti, anche perchè alcuni avevano scoperto che ero dislessica. Mi hanno incoronata regina delle deficienti di farmacia su facebook, mi hanno fatto ritrovare la mia sciarpa piena di sostanze chimiche (argento nitrato, impossibile da togliere) ecc. la lista è lunghissima. Ora mi manca un’esame alla laurea, e quest’anno ho tentato finalmente il test di medicina (non passato per pochi punti), l’hanno prossimo lo ritenterò nuovamente (devo togliermi questo sfizio), però senza applicare le nuove leggi per i dislessici, perchè ho fatto sempre da sola, e perchè non mi conviene farmi dei nemici anticipatamente, un dislessico dichiarato viene distrutto fidatevi, sopratutto, se ha a che fare con gente ignorante, che pensa che dici che sei dislessico per impietosire, e per farti aiutare (per loro imbrogliare).

Non ho certo avuto esperienze positive, anzi il mio racconto è surreale, non penso che mi crederete. Anche in ambito lavorativo, i dislessici trovano dei muri: sono entrata a lavorare in ambito scolastico come insegnante (mentre frequentavo l’università) solo perchè mia mamma è insegnante. Poi ho fatto solo qualche lavoretto, ma poco perchè con la mia aria da svampita è difficile, sopratutto in questo periodo in cui fanno fatica tutti. Il fidanzato non lo ho, nessuna relazione, solo qualche corteggiatore e nessun amico vero, anche se pratico sport quotidiatamente, e quindi frequentando altri ambienti. Molte cose le ho saltate, in realtà la mia storia è ancora più tragica. Ho scritto questo post, perchè non sempre è facile capire come vive un dislessico grave, di solito oltretutto ci si ferma solo all’ambito scolastico, dimenticandosi che un dislessico incontra muri in tutti i campi della vita quotidiana, non perchè abbia dei veri problemi, ma perchè la gente è ignorante.Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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14 commenti su “QUANDO LA DISLESSIA CONDIZIONA LA VITA”

  • Una testimonianza forte, di scuola e soprattutto di vita. Carissima S. se ce l’hai fatta nonostante tutto e tutti ad arrivare a un passo dalla laurea, anche nella vita riuscirai a farti riconoscere per quella che sei. Ne siamo sicuri. Gli altri, di cui parli, sono loro ad avere un “problema”! Devono ancora diventare umani…

  • ciao s io non credo che la tua storia sia surreale perche lo passata sulla mia stessa pelle. le elementari sono stato il peggior periodo della mia vita un vero inferno. a scuola facevo casino e cosi mi mettevo contro le insegnanti ai miei compagni stavo antipatico amici non ne havevo, tutti i giorni veni preso per il culo da tutti, èro come un fantoccio per i miei compagni non contavo niente cercavo di ribbelarmi a questa situazione e quando ci provavo ce le prendevoun episodio che mi ricordo è questo un giorno stavamo giocando a acchiapparella presi una compagna e lei mi disse che non voleva essere presa da me.a casa ce le prendevo perche facevo casino e non studiavo, a scuola le maestre non mi aiutavano per niente e i miei compagni mi deridevano tuti i giorni insomma èro in un fuoco incrociato.comunque passate le elementari arrivo alle medie li riesco a farmi rispettare, mi bocciarono 2 volte nonostante questo la mia autostima sali.un giorno di luglio scorso mentre stavo litigando con mia madre mi confessa candidamente che sono dislessico e mi fa vedere una diagnosi vecchia del 2002 di quando facevo la seconda elementare sulle prime sto zitto e non faccio domande sconvolto da questa scoperta. poi dopo un po prendo coraggio e faccio una ricerca su internet e scopro che la dislessia non come me la spiegata mia madre tipo un handicap ma una caratterstica è che cosi glie ne parlo sclera un po ma alla fine riesco a farla ragionare cosi arriviamo ad oggi tra 2 giorni devo andare a ritirare la nuova diagnosi

  • che tristezza pensare ce delle persone debbano soffrire così….io sono una docente e di bambini dislessici ne ho incontati molti….ho sempre partecipato con tatto e delicatezza alla loro crescita, li ho accompagnati all’apprendimento cercando di far emergere le loro capacità (ed è proprio vero che spesso i dislessici hanno un’intelligenza al di sopra della media). ma non facile, perchè ancora non ci sono gli strumenti necessari, e soprattutto perchè c’è ancora poca cultura in merito, nonotante ormai se ne parli molto. Ho ncontrato delle collehe veramente ottuse, che afffrontavano le mamme di quei bimbi quasi dicendo che erano degli imbecilli o, nel migliore dei casi, svogliati. Non posso che esprimervi tutti i miei piu’ cari auguri, ve lo dico di vero cuore!

  • è incredibile come certi esseri umani sono vigliacchi.!!!!!qualcuno mi sa dire come chiamare la difficoltà che nella discalculia ti fa leggere i numeri invertiti!!!

  • Sono una mamma di un ragazzo con disturbo misto (dislessico, disortografico, disgrafico e discalculico)
    Non si è fatto mancare nulla.
    L’ho aiutato e appoggiato.
    Ha passato e sta passando la scuola come un ‘inferno.
    Ora è in prima superiore, usa il computer della terza elementare ed è visto come un ufo.
    Soprattutto quest’anno.
    Ha avuto delle offese da tutti.
    Ho lottato e sto lottando per fargli finire queste benedette scuole.
    Ho incontrato un’ignoranza e una cattiveria che fa paura.

    • Buongiorno Elena, è triste sentire che nel 2017 debbano succedere ancora queste cose. Significa che c’è ancora tanta strada da fare… Un augurio di bene 🙂

  • Sto ospitando una ragazza dislessica e anche lei lamenta, oltre alle difficoltà di apprendimento, il fatto di essere vittima di bullismo a scuola. Ho notato che sebbene abbia 14 anni, a volte è un po’ infantile nei comportamenti, quando va in bagno spesso si dimentica di tirare l’acqua o magari non si lava le mani, dopo che finisce di mangiare non lava il suo piatto, ma lo lascia sul lavandino, si relaziona meglio agli adulti che ai suoi coetanei e tende a raccontare a chiunque dettagli poco importanti della sua vita o di quella degli altri come il fatto che il mese scorso ha preso i pidocchi da sua sorella, o che l’altro giorno si è allagato il bagno di casa mia dove sta abitando, o che a volte io rifletto a voce alta. Quando si è allagato il bagno è scoppiata in una risata irrefrenabile come se avesse una crisi di panico. Vorrei sapere se tutto questo ha un nesso con la dislessia.

    • Buongiorno, sinceramente non mi pare che questi suoi atteggiamenti siano direttamente collegati alla dislessia, se non forse come conseguenza di difficoltà che hanno minato la sua autostima…Ma è sicura che abbia diagnosi di dislessia?

    • Ciao, ho 25 anni e per caso mi sono messa a leggere questo articolo, sono dislessica, lo scoprì una mia insegnate di psicologia quando avevo 15 anni, confermo ciò che ho letto e ringrazio perché non mi capita mai di sentire di essere capita. Ci si fa l abitutdine e ci si rassegna ad essere vista come una rincoglionita.. essere dentro qualcosa che non si riesce ad esprimere fino in fondo. Sto prendendo solo ora consapevolezza di questo, l ho sempre ignorato.. dopo aver passato elementari e medie da incubo, senza sapere perché ero presa di mira da tutti, accumulando un sacco di rabbia, dalle superiori e come se mi fossi trasformata in un altra persona, strafottente e menefreghista, mi sono creata una maschera per difendermi da chi mi circondava .. mi sono sempre sentita sbagliata, ho iniziato a conoscermi soltanto due anni fa, quando sono partita per l australia.. ho finalmente iniziato a volermi bene ed accettare me stessa.. ho sempre avuto un rifiuto mentale riguardo la dislessia, anche perché se lo dico mi sento rispondere “bah se.. pff ” come se fosse nulla ed è stato sempre nulla anche per me! Un niente che ora che ci penso ha sempre influenzato la mia vita.. E ci dovrò convivere per sempre, silenziosamente, come una compagna di viaggio immaginaria che mi fa fare tante tante figure di merda;)

  • Sono un “presunto” e ripeto “presunto” ragazzo Dislessico di 24 anni e non perchè non abbia la diagnosi perchè ce l’ho ma perchè continuo a non fidarmi dei test ma solo delle emozioni e vissuti provati nel tempo.
    Ero a scuola quando non facevo altro che mangiare ed ingerire caramelle a più non posso per evitare il dolore e il dispiacere di non sentirmi partecipe al gruppo.
    Ero il ragazzo più simpatico della scuola, forse della classe per essere più precisi perchè riuscì a trasformare il dolore fortunatamente in simpatia.
    Crescevo e le cose andavano sempre peggio da un punto di vista emotivo ma sempre meglio perchè ero ancora più ignaro della cosa a quell’età fino al punto che mi ritrovai alle scuole medie in un quartiere “Rinomato di Napoli, il Vomero” dove tutti i ragazzi gia di per se erano avvantaggiati per le buone istruzioni locali mentre io provenivo solo dal quartiere sottostante “Soccavo”.
    Ero l’ultimo della classe assieme a Due poveretti ma l’instancabile simpatia non mi lasciava e mi riusciva a far andare avanti in quei contesti.
    Iniziamo tutti a crescere e quando si parlava si Donne fuggivo sempre io, la mia autostima era sotto 0, la realtà della difficoltà iniziava ad uscire fuori. Mi sono sentito oltre che un inutile ciccione anche un inutilissimo Uomo, “all’epoca maschietto” che doveva non fare altro che le valigie ed andr via dal beato Paradiso “Vomero”.
    Da li inizia il calvario, giorni e anni di puro e vero buio, crisi di crescita, crisi adolescenziali, davvero non me ne sapevo uscire. I miei decisero di Mandarmi da un Psicologo, 3 anni di calvario anche li ma sempre consapevole che la problematica “Non fossi io ma mia (dislessia) poi scoperta anni dopo”.
    Passano le crisi, passano i momenti negativi, dopo altri 5 anni di “Psico-Analisi” da me scelta, conobbi la mia Ragazza (adesso separati per ora) Flavia
    Che al suo esame di Maturitá mi chiese di leggerle un brano che avrebbe dovuto portare nei giorni seguenti all’esame di stato.
    Incomincio:
    Primo rigo, secondo Rigo, Mi interrompe (anche lei dislessica) :
    Ale tu sei dislessico, devi fare un test.
    -Dislessico? Cos’è la dislessia?
    Da li incominciai tutte le mie ricerche sulla dislessia fino al punto che allo “scoccare dei 23 anni” non riconobbi la mi Dislessia…
    Tutto questo per dirvi che in primis mi rispecchio molto con tanti “Racconti” e in “secundis” che la Dislessia va seguita in modo attento perchè se così non fosse, il rischio di rimanere indietro in qualsiasi campo è davvero elevato, per non parlare poi della non conoscenza di queste cosa all’epoca dalle mie insegnati e dalla mia famiglia.
    Quindi Signori Cari, state molto attenti e siate molto cordiali con i vs figli in età infantile perchè dietro a qualche svogliatezza ci potrebbe essere qualcos’altro (Non per forza Dislessia) ma è bene che li seguiate.
    Vi abbraccio forte e in Tanti.
    Alessandro.

  • ho quasi 65 anni dopo 43 anni di lavoro nonostante sia in pensione sono perseguitato dai fantasmi del passato a c ausa del dsa all epoca no riconosciuto ero considerato uno scansafatiche asini

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