Dyslexia

Da oggi ho inserito in sidebar laterale del blog un Sondaggio a cui chiedo di partecipare in massa, per raccogliere informazioni e per capire e far capire se il fenomeno “dislessia e psicofarmaci” sia reale o sia pura fantasia, almeno qui in Italia.

Questo dopo l’ennesimo articolo pubblicato in rete nei giorni scorsi, dove un professore di Pedagogia Speciale dell’Università di Bologna esprimeva il suo dissenso sull’aumento delle diagnosi di dislessia:

«Siamo bombardati da uno sguardo dell’apprendimento di tipo unicamente clinico, che osserva solo i sintomi, e abbiamo abbandonato quello pedagogico, che invece cerca di comprendere le potenzialità del singolo nel suo processo di apprendimento. In realtà, pochissimi casi di dislessia sono frutto di un deficit neurologico. Ma questo sguardo clinico diffuso porta il bambino con difficoltà a sentirsi diverso ed emarginato. Il più delle volte, lui reagisce con ansia o iperattività, sintomi per i quali le case farmaceutiche vendono psicofarmaci con enorme profitto. Senza contare i grandi guadagni dei neurologi e degli psicologi privati, a cui le famiglie ricorrono per evitare i tempi troppo lunghi di diagnosi nelle strutture pubbliche».

In pratica sarebbe un circolo vizioso: il bambino viene diagnosticato dislessico, si sente emarginato e diverso, questo produrrebbe ansia o iperattività, indi per cui i medici prescriverebbero psicofarmaci.

Concordo con il professore che abbiamo bisogno di uno sguardo diverso sulla dislessia, anche di stampo pedagogico e che, quindi, le scuole dovrebbero riappropriarsi di una didattica che sia alla portata di tutti, ma da qui ad affermare tutto il resto… ce ne vuole.

Il professore in questione fa parte dei così detti “negazionisti della dislessia”, spesso legati alla setta di Scientology. Come scrive l’amico su Dislessia? Io ti conosco:

Scientology è notoriamente schierata contro la psichiatria e più volte ha messo in discussione i disturbi specifici dell’apprendimento negandone persino l’esistenza. La strategia più adoperata è la diffusione di falsa informazione sui disturbi specifici dell’apprendimento come ad esempio la battaglia contro l’uso dei psicofarmaci sui bambini dislessici. Chi conosce davvero la dislessia e DSA sa che accostare a questi l’uso di psicofarmaci è totalmente errato tant’è che la legge 170/2010 e le relative linee guida non fanno assolutamente cenno a questo tipo di soluzioni. Infatti non servono in alcun modo ai dislessici i quali hanno semmai bisogno di logopedia e di leggere e apprendere in maniera differente.

Quello che è importante dimostrare, a mio parere, è che il dislessico va in ansia perchè non compreso ed aiutato a scuola, è lì che la sua diversità viene sottolineata, soprattutto in ambito di una didattica tradizionale di tipo frontale (lezioni-spiegazioni-dettati-copiati). La diagnosi dovrebbe essere un momento di grande comprensione che libera, almeno in parte, il soggetto da sentimenti di inferiorità. Così anche la legge, a tutela del suo diverso modo di apprendere.

Chiedo anche a tutti i genitori di dislessici che hanno avuto prescrizione di farmaci di lasciarmi un messaggio o di scrivermi su rosgre@libero.it Vi garantisco l’ anonimato.

Ringrazio chi vorrà collaborare anche solo rispondendo al Sondaggio che trovate di lato.Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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16 commenti su “SONDAGGIO: DISLESSIA E PSICOFARMACI”

  • Mio figlio è stato riconosciuto dislessico all’età di 14 anni, premetto che ora ne ha 42 con una laurea in tasca in fisica, l’unico farmaco che è stato necessario sono state: una brava insegnate
    ed una grandissima pedagogista, Lina Mazzaperlini che purtroppo ci ha lasciato (tutto privatamente e naturalmente dopo la scuola) e tantissima volontà di sapere da parte di mio figlio, naturalmente anche noi genitori (premetto che io sono stata un po’ dura con lui) non l’abbiamo mai lasciato solo. Poi i vari percorsi sono stato piuttosto duri sopratutto per mio figlio, fino alle superiori, ma c’è l’ha fatta, alla grande e debbo dire che l’università (non a Tirana ma quella pubblica di Parma) l’ha affrontata molto bene e sempre in regola con gli esami, tant’è che l’ultima rata d’iscrizione non l’abbiamo pagata, perché la tesi è stata data entro i tempi stabiliti) il voto è stato 110, non male per un dislessico

  • Mio figlio non ha mai è poi mai preso no psicofarmaco……ma guardate che il Dsa non ha mica una patologia……chi pensa che i Dsa prendono psicofarmaci………deve prendere lui gli psicofarmaci

  • Ma è follia anche solo pensare di somministrare farmaci x la dislessia…..non è una malattia ma purtroppo siamo circondati da persone ignoranti e incompetenti che rendono la vita degli alunni dislessici una vera via crucis….forse i farmaci andrebbero dati a loro x accendere il cervello prima di parlare o peggio ancora agire inadeguatamente

  • Rispondo volentieri al sondaggio,seguo il blog e apprezzo da anni Rossella Grenci.
    Mio figlio e’ stato diagnosticato DSA a 8 anni,ma solo l’anno scorso in prima media a 11 anni ha avuto una diagnosi di ADHD in comborbita’ di sisturbo oppositivo provocatore ,mi e’ stato proposto ora il farmaco, non ancora assunto,ma faremo una prova per vedere se la situazione migliora,il farmaco per la dislessia non me lo ha mai proposto nessuno,ma per solo per l’iperattività e il disturbo oppositivo,premetto che il suo atteggiamento compromette il suo normale lavoro a scuola,si rifiuta di lavorare,nonostante abbia tutti gli strumenti compensativi,ha fatto un campus aid e va a scuola con il pc dalla quinta elementare. Non e’ facile gestire la situazione,rifiuta anche il sostegno di 6 ore che ha da quest’anno. Io penso che lui sia sempre stato DOP,faceva terapia psicompostamentale una volta alla settimana da anni,ma i problemi sono rimasti e con l’inizio dell’adolescenza sono aumentati.

  • Mio figlio rinosciuto dislessico dall etá di 8 anni …. MAI PRESO PSICOFARMACI … Ma solo tante dosi di affetto, stimoli x l autostima e accoglimento x raccogliere le delusioni ricevute a scuola dagli insegnanti … E così andiamo avanti !!!!!

  • mio figlio ,dislessico di 20 anni ,non ha mai preso uno psicofarmaco in vita sua, è un ragazzo calmo e sereno l’abbiamo sempre seguito, supportato e amato ora frequenta l universita.
    Io lavoro con bambini e ragazzi dsa nessuno dei quali fa uso di farmaci . Come tutti anche i bambini e ragazzi dsa possono avere problemi psicologici di ansia e demotivazione causati quasi sempre dalla solitudine, dal non essere capiti e Dall essere mortificati per la loro difficoltà. Si tratta di conseguenze non di cause..

  • Mio figlio Diego (ora ha 22 anni) non ha MAI preso alcun farmaco in vita sua. Quindi neanche psicofarmaci… e devo dire che non è mai passato per la testa a nessuno di prescriverli!

  • Cara Rossella, rispondo molto volentieri al tuo sondaggio. Ma con un invito a te e a tutti quelli che leggono il mio commento. Vedo, che ci sono pochissimi commenti di protesta all’articolo in questione, e l’unica risposta che entra nel dettaglio resta la mia. Ti chiedo di segnalare lì questa tua eccellente iniziativa e chiedo agli altri di commentare, come ho fatto io.
    Grazie!
    Anselmo Cioffi

  • Scusate, ma come fa una diagnosi di dislessia a “creare uno stato di iperattività”?!! Ma che significa? E poi che farmaci dovrebbe usare un DSA? Inibitori della calcolatrice? O stimolatori del raddoppiamento? Oh signur..!

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