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Riuscire a parlare ad un bambino dislessico della particolarità del suo funzionamento cerebrale, del suo modo di imparare, delle sue caratteristiche (ricordo che la dislessia non è una malattia, ma una neurodiversità!) non è facile. Come ho scritto anche nel mio libro Capire la mia dislessia, il primo passo per affrontare il problema è non nasconderlo, non negarlo, non far finta di niente.

Per raggiungere un rapporto empatico con il bambino, la cosa migliore è capire come vive la sua difficoltà.  Il bambino corre il rischio di non capire cosa gli stia accadendo perchè gli adulti sono i primi a non riconoscerlo. Questo aumenta lo stato di disagio del bambino oltre a creare una vera e propria sofferenza psicologica.

Un modo interessante è utilizzare la metafora della dottoressa Ania Siwek.

Le metafore chiariscono il complesso funzionamento del cervello, in modo che anche i bambini possano capire cosa sono i DSA e come influiscono sul loro apprendimento.

Punto 1: Come si impara? Macchine, autostrade e garage

Spiegate al bambino che l’apprendimento “avviene” nel cervello… Il nostro mondo è pieno  di cose nuove e interessanti da sapere, che si chiamano informazioni. Le troviamo dappertutto: nei libri, in TV, nelle riviste, nelle parole delle altre persone, a scuola… Tutte queste informazioni, quando le ascoltiamo, vediamo, studiamo, “entrano” nel nostro cervello.

Le informazioni arrivano e si muovono nel cervello lungo dei percorsi simili alle autostrade. Nel cervello queste “autostrade” sono tante, vanno in direzioni diverse e sono percorse da tantissime macchine.

Queste specie di  macchine trasportano le informazioni verso le diverse zone del cervello e sono velocissime. Ogni zona del cervello riceve tipi diversi di informazione. E’ come se nel cervello ci fossero dei garage per ogni tipo di cosa da imparare. Ad esempio, ci sono garage per le parole, per i numeri, per i nomi degli animali, e così via. Quando si impara una cosa nuova, una macchina trasporta quella informazione verso il suo garage privato. Quando vuoi ricordare una cosa che hai imparato tanto tempo fa, è come se una macchina andasse verso un garage, prendesse su l’informazione, e la trasportasse là dove serve.

Nelle autostrade del cervello, le informazioni possono viaggiare velocissime,  perché non ci sono semafori o altri ostacoli. Ci vuole meno di un secondo perchè una macchina prenda l’informazione dal garage giusto e la porti a destinazione. Più veloce di un battito delle ciglia!

Punto 2: Una spiegazione di cosa significa avere un Disturbo Specifico di Apprendimento 

Quando si ha un DSA, alcune autostrade del cervello non sono così libere e veloci. E’ un po’ come se ci fosse una lunga coda di macchine. Non tutte le autostrade sono lente però, soltanto alcune.
Quando si è bloccati nel traffico, nessuno sa quando si arriverà. A volte la coda “si muove” veloce, altre volte è lentissima e ci vuole tantissimo tempo!

Avere un DSA è come avere una coda che rallenta moltissimo le autostrade che vanno e vengono dal garage della “lettura”, “scrittura” e “calcolo”. E’ una seccatura e spesso ci fa stare male o arrabbiare. Prova a ricordare l’ultima volta che ti sei trovato bloccato in macchina in una coda… è stato divertente? Avresti voluto arrivare subito? Ti sei sentito arrabbiato, stanco, annoiato? A qualcuno invece non dà nessun fastidio, tanto alla fine si arriva, anche se dopo tanto tempo e fatica…Capisci ora perchè ti senti in questo modo quando hai una difficoltà a scuola?

Questi rallentamenti causano tanti problemi. Quando si ha un DSA che si chiama dislessia, ci vuole molto più tempo e si fanno molti più errori degli altri quando si legge qualcosa. Infatti, c’è una lunga coda di macchine che viene e che va al garage delle lettere e delle parole, e tutto si muove lentamente.

Capita di confondere i suoni di alcune lettere “b” e “d”, a volte si tira a indovinare,  a volte si molla perchè è troppo faticoso o perchè si è stufi di sbagliare. Nella matematica, si possono confondere i segni delle operazioni e fare un’operazione con il “+” invece che con il “x”. Imparare a memoria le tabelline è difficile. Anche cercare di raccontare una storia può essere un problema a causa delle code che si formano in alcune autostrade del cervello. Le parole giuste non arrivano mai in tempo quando si parla e viene da dire sempre “eh” “cioè” “coso”, “cosa”…

Punto 3: Aiutare il bambino a capire che il suo potenziale è illimitato

Avere un DSA rende alcune cose ancora più difficili. Ma la cosa da ricordarsi sempre è che ci sono dei trucchi che si possono imparare per rendersi la vita più semplice. Un po’ come trovare una “scorciatoia” per non dover perdere tempo nelle autostrade bloccate. Usare le scorciatoie aiuta le macchine a muoversi più velocemente!
Bisogna ricordarsi però che su queste scorciatoie, le cose non vanno sempre lisce. A volte prendere una scorciatoia porta velocemente dove bisogna andare, altre volte invece ci sono degli ostacoli che bisogna superare… Questo vuole dire che anche se si prende una scorciatoia mentre si scrive una parola difficile, si possono lo stesso fare degli errori. Ma di solito le scorciatoie funzionano benissimo e aiutano molto il traffico nel nostro cervello.

Un’altra cosa molto importante è che usando la stessa scorciatoia ogni volta, presto la conoscerai molto bene e eviterai tutti gli ostacoli. Così i compiti difficili faranno meno paura e ci saranno meno errori! Ricordati che per usare le scorciatoie bisogna essere anche un po’ coraggiosi e creativi… ecco perché tra le persone che hanno disturbi dell’apprendimento ce ne sono tante che hanno creato e inventato cose nuove e bellissime con il loro modo “diverso” di pensare.

Nel tuo cervello non manca niente e tutto funziona. L’unica differenza tra il tuo cervello e quello di un bambino che non ha un disturbo dell’apprendimento sono le “code” che si formano in certe autostrade. E certe macchine ci mettono di più per raggiungere il proprio garage. Ma, alla fine, ci arrivano. 

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2 commenti su “UN’AUTOSTRADA CHIAMATA DISLESSIA”

  • Ciao Rossella,
    io con Matilde ho sempre usato l’immagine del pc, forse più immediata per lei (tecnofila fin dalla nascita!).
    Le ho sempre detto che il suo cervello è come un pc che ha bisogno di un sistema operativo diverso per far girare i vari programmi ( di scrittura, lettura e calcolo).
    L’immagine dell’autostrada è azzeccatissima ovviamente e l’idea delle scorciatoie che vanno fatte e rifatte così si imparano è più che mai in linea con la idea di utilizzare il più possibile gli strumenti compensativi. Più si utilizzano e prima si riesce a rendersene autonomi.
    Quindi creare gli automismi, propri e personali.
    Un caro saluto e grazie come sempre per i tuoi articoli.

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