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Immagine presa da Varsity

In un bellissimo blog in cui si trovano articoli stranieri perfettamente tradotti, presi dai principali quotidiani internazionali ho trovato un articolo dal titolo La fortuna di essere dislessico. Il poeta britannico BENJAMIN ZEPHANIAH scrive: 

Se qualcuno non capisce la dislessia, il problema è suo. Così come se qualcuno mi discrimina per via della mia razza non mi siedo e penso: «Come faccio a diventare bianco?». Il problema non è mio, è suo, ed è suo il dovere di venirci a patti.

Se sei dislessico e pensi ci sia qualcosa che ti trattiene, ricordati: non sei tu. Per molti versi, essere dislessici è il modo più naturale di essere.

Queste parole si collegano bene ad un’altra cosa che ho letto in rete qualche giorno fa, scritto da una mamma

DSA: PATOLOGIA DA RIABILITARE O CARATTERISTICA DA RISPETTARE?

Leggetelo e poi dite cosa ne pensate 🙂

DISTURBO SPECIFICO DELL’ABBRONZATURA
Facciamo un esempio…
Nico è biondo, occhi azzurri, pelle chiarissima.
È una caratteristica.
Se al mare io non gli do cappellino, crema schermo totale e occhiali da sole lo metto in difficoltà, lui si ustiona e gli viene mal di testa.
Se cerco di “riabilitarlo” e comincio a imbottirlo di pasticche al carotene per farlo diventare come tutti gli altri lo intossico inutilmente.
Se sottolineo che è delicato come una femminuccia perché i suoi amici non si scottano e vanno senza occhiali ecco che la caratteristica diventa un DISTURBO SPECIFICO DELL’ABBRONZATURA.
Dopodiché Nico decide che il mare fa schifo, e non vuole più venire.
Mio figlio è DSA.
È una caratteristica.
Questa caratteristica genera un disturbo di apprendimento se chi è preposto all’insegnamento non tiene conto di questa caratteristica.
Se lo torturo con lunghe sessioni riabilitative per renderlo uguale agli altri non faccio altro che moltiplicare i fallimenti.
Quando poi chi è preposto all’insegnamento gli fa vivere la sua caratteristica come qualcosa che lo rende meno valido dei suoi compagni sottolineandone gli svantaggi e non i vantaggi ecco che la caratteristica diventa un DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO.
Dopodiché lui decide che la scuola fa schifo e che appena possibile farà un falò di libri e quaderni e smetterà di studiare.
È così che una caratteristica diventa un handicap dell’anima.
Alessandra Magli

Ringrazio mamma Alessandra per la possibilità di pubblicare le sue riflessioni!Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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