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Testimonianza riportata circa 1 anno fa su un blog di una mamma che vive la problematica della dislessia. Anch’essa è scritta da una mamma:

“La scuola così strutturata, è discriminante nei confronti di bambini che apprendono con modalità diverse dalla tradizionale istruzione di tipo linguistico e/o logico quantitative.
Le istituzioni educative devono raggiungere il maggior numero di studenti e quindi essere aperte a forme diverse di apprendimento, applicazione e di comprensione.
La scuola così strutturata manca nel modo più assoluto di interventi di valutazione scolastiche capaciti essere utili a tutti gli studenti. In che modo può essere utile ad un bambino dislessico (con tanto di relazione psicodiagnostica che conferma “danni sull’autostima legati al forte impegno scolastico con cattivi risultati”) annotare sulla sua pagella che ha dimostrato “limitata applicazione allo studio” e quindi non raggiunge lo standard prefissato dall’educatore quand’anche l’educatore non è in grado di fornire i mezzi per la comprensione della materia? Manca il riconoscimento della molteplicità dei modi di rappresentare e acquisire le conoscenze. E’ stato dimostrato (Johan Hopkins University – Massachussettes) che il 70% degli studenti pur ottenendo buone valutazioni non sono comunque in grado di padroneggiare le informazioni ricevute dalle scuole, che non raggiungono la comprensione profonda dei concetti e i principi intorno ai quali è stato costruito il loro programma (standard). Questo dovrebbe essere un ottimo spunto per farci capire che è ora di mettere al centro dell’attenzione gli studenti e di impegnarsi seriamente e concretamente nella ricerca di sistemi che possano essere realmente d’aiuto agli studenti, per quanto il cambiamento possa rappresentare una notevole spauracchio nonché una scocciatura!
Bambini con così detti “disturbi dell’apprendimento” e non, arrivano facilmente a muoversi con sicurezza entro molti campi a volte anche complessi, ma non entro le discipline che è compito della scuola insegnare. PERCHE’?
“STUDENTI DIVERSI POSSONO ESSERE RAGGIUNTI IN MODI DIVERSI E L’ESPERTO DISCIPLINARE E’ COLUI CHE SA MOSTRARE LA PROPRIA PADRONANZA DELLA MATERIA IN MODI MOLTEPLICI E FLESSIBILI.”
Quanti esperti disciplinari di questo tipo ci sono nelle scuole?
Se ci sono, come mai non sono in grado di insegnare a bambini che non imparano con metodi tradizionalmente fossilizzati che insistentemente e ipnoticamente continuano a essere inflitti a bambini innocenti e ignari della violenza subita, che ledono la loro autostima e li persuadono a sentirsi inadeguati ma che fiduciosi come solo i bambini sanno essere, non possono sapere che gli inadeguati sono coloro in cui hanno riposto la loro fiducia e il loro rispetto.
Si, la scuola così strutturata è per molti bambini e studenti in genere, un martirio nonché un’ umiliazione inevitabile, ma la scuola ha altro a cui pensare.
L’attenzione della scuola è incentrata sul rispetto degli standard mentre la comprensione delle cose è considerata irrilevante e spesso dannosa.
Quanto è importante la vera comprensione rispetto agli standard, ai programmi, ai vincoli e alla burocrazia? E quanti insegnanti, spesso disposti a scioperare per i propri interessi, per cameratismo o per partito preso, sono disposti ad esporsi e impegnarsi in un salto di qualità a beneficio degli studenti e di tutta la società che loro stessi vanno creando?
La dislessia viene intesa come “problema dell’apprendimento”, ma è necessario fare una precisazione: il problema non è del bambino, ma di chi deve insegnargli ad apprendere nel modo giusto per lui. Solo partendo da questo presupposto è possibile superare e scavalcare la dislessia e riuscire finalmente a dare a tutti la possibilità di apprendere con consapevolezza, comprensione, motivazione e padronanza delle materie.
Vi chiedo se è giusto che le valutazioni siano basate su un modello standard che tiene presente solo l’aver imparato meccanicamente un concetto, oppure dovrebbe tenere presente la padronanza del concetto nonché delle (limitate)possibilità offerte agli alunni di padroneggiarle? Chiedo questo perché molti bambini dislessici padroneggiano un concetto ma non possono a causa della dislessia concepirne ed esplicitarne la struttura perché gli attuali sistemi di insegnamento non forniscono loro i mezzi necessari e su questa base sono irrimediabilmente giudicati.
Di fatto la scuola non è per tutti, è fatta solo per chi risponde agli standard predisposti da persone con conoscenze standard.
Ma la scuola , in quanto costituita non dai muri, non dall’arredamento, ma da persone dotate di un loro ingegno, non ha mai pensato di metterlo a disposizione per la soluzione di questi problemi? O meglio, si è mai posta questi problemi?

Ricordiamo dislessici famosi: Leonardo da Vinci, Napoleone Bonaparte, Gustave Flaubert, Michael Faraday, Thomas Edison, Winston Churchil,Guglielmo Marconi, Albert Einstain, Agata Christie, Nelson Rockfeller, Jackie Stewart,Cher, Whoopi Goldberg e chi più ne ha più ne metta. Questi sono esempi del potenziale genio creativo dei nostri bambini dislessici che la scuola, invece di far emergere e valorizzare, cerca in realtà di uccidere!

– Il Dono della Dislessia – Davis D.R.
– Le Aquile sono nate per volare il genio creativo nei bambini dislessici – Grenci R.

– Eucare al comprendere stereotipi infantili e apprendimento scolastico – Gardner H.
– Come insegnare l’intelligenza ai vostri bambini – il metodo Feuerstein Laniado N.
– Lo spirito creativo – Goleman, Ray, Kaufman.

Decine di libri sono a disposizione su questi argomenti,soprattutto rivolti ad insegnanti ed educatori ma forse leggere è faticoso per tutti!”

Rita

Grazie Rita!!!!Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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