Buongiorno a tutti e ben ritrovati dopo questa settimana di vacanza che mi sono concessa! Oggi pubblico un’intervista fatta a Marco Iannacone, ideatore di EdiTouch, di cui ci racconta tutte le novità, la sperimentazione che è partita a Roma e il progetto con la Vodafone Xone.

 

 

Ciao Marco, abbiamo parlato del tuo EdiTouch circa un anno fa quando il progetto era ancora all’inizio. Molti lettori ci scrivono per chiederci notizie ed aggiornamenti. Ci racconti un po’ come sta andando?

Effettivamente e’ passato tanto tempo (gia’ un anno?!) anche perche’ – grazie alla tua sensibilita’ ed attenzione all’argomento – eravate stati tra i primi a parlare del progetto!

Di cose ne sono successe tante: cerco di riassumere qui le principali.

Innanzitutto – grazie ai numerosi tester che decidono di acquistare il tablet volontariamente dal nostro sito – abbiamo ricevuto moltissimi feedback che ci hanno aiutato a migliorare i programmi e le funzionalità disponibili.

Abbiamo poi seguito l’evoluzione del hardware provando prodotti più performanti di volta in volta che si presentavano sul mercato in modo da rendere i nostri programmi compatibili con un maggior numero di dispositivi.

Abbiamo iniziato una importante sperimentazione – coordinata dalla ASL di Roma D – all’interno di sette scuole Romane in un progetto scientifico atto a verificare l’efficacia del tablet.

Abbiamo lanciato – insieme a Vodafone Xone (l’acceleratore di idee di Vodafone) un programma di beta test accessibile attraverso alcuni suo negozi.

Abbiamo infine inserito nuovi applicativi e funzionalità quali un diario per i più piccoli, un font per facilitare la lettura ed altro ancora.

Complimenti: non si puo’ dire proprio che vi siete annoiati! Ci dai maggiori dettagli sulla sperimentazione?

Certo, come sai EdiTouch è solo uno strumento ed è importante quindi non soltanto imparare a usarlo tecnicamente, ma definire un processo di apprendimento efficace che ne preveda l’utilizzo nei momenti e con i contenuti appropriati.

E’ quindi fondamentale riuscire a coinvolgere insegnanti e genitori affinchè siano loro a diventare i protagonisti guidando correttamente i bambini. Il loro ruolo non viene meno, anzi ne risulta addirittura potenziato.
Attraverso la
pianificazione di una alfabetizzazione informatica capillare di alunni, genitori e insegnanti, la ASL ha attivato un processo di cambiamento attraverso il contributo partecipato di tutti nell’utilizzo delle opportunità compensative che la tecnologia offre.


Il progetto di Roma è piuttosto articolato: dal punto di vista tecnico insieme ai tablet vengono utilizzati scanner multipagina, LIM, chiavette usb, ecc. Inoltre è stata prevista la formazione tecnica non solo degli studenti ma anche di tutti gli insegnanti, dei genitori e del personale specialistico a supporto (logopedisti e neuropsichiatri).

Non solo EdiTouch, quindi ma anche metodi nuovi?

Ovviamente non abbiamo fatto tutto da soli: noi ci occupiamo solo di alcuni aspetti tecnologici. Il resto del progetto è guidato dal personale dell’ASL Roma D, da neuropsichiatri e logopedisti e dagli insegnanti. Non poteva che essere così.

Inoltre è stata coinvolta l’Università di Roma che ha messo a punto – insieme al Dott. Toni – il metodo scientifico attraverso il quale verrà verificata l’efficacia della metodologia e dello strumento nei prossimi 18 mesi.
Attraverso l’utilizzo di questionari per alunni, insegnanti e genitori è stata valutata la situazione di partenza; è stato poi costituito un comitato scientifico che sovraintende le varie attività e che valuterà quanto è stato efficace il tablet al termine del periodo di sperimentazione

 
Quindi l’obiettivo principale è di tipo scientifico?
In realtà il primo obiettivo è senza dubbio quello di cercare di aiutare questi 230 bambini. Cito la preside di una delle scuole in cui abbiamo avviato questa sperimentazione: «Se anche solo il 10% dei bambini che prendono parte a questo progetto riuscirà a guadagnare autostima e autonomia riuscendo ad affrontare lo studio con maggior efficacia, per noi sarà un grande risultato!».

In secondo luogo, ho intenzione di cogliere l’opportunità di capire cosa possiamo fare per migliorare EdiTouch, non solo risolvendo eventuali bug (ricordo, infatti, che è un prodotto ancora in fase di sviluppo), ma anche sviluppando nuovi applicativi o portandovi specifici contenuti che possano servire ai ragazzi nello studio.

Per finire, insieme all’ASL abbiamo l’ambizione di identificare in EdiTouch le caratteristiche di uno strumento compensativo e facilitatore per la didattica, accessibile a tutte le famiglie, da proporre anche a livello dell’Unione Europea e dell’Area Mediterranea.


In che cosa si differenzia invece il progetto con Vodafone xone?

Vodafone Xone è l’acceleratore di idee di Vodafone che ha deciso di supportare EdiTouch installando i principali componenti della nostra suite software su un tablet Vodafone ribattezzato Vodafone Smart Tab II 10 A Scuola powered by EdiTouch.
Il prodotto è acquistabile online attraverso lo shop Vodafone: http://beta.vodafone.it/ascuola/

La vendita del nostro EdiTouch 1022 continuerà sul sito Tabletascuola.net, ma in parallelo Vodafone venderà questi tablet con a bordo i principali elementi di EdiTouch.

Anche in quest’ambito sarà possibile fornire i propri suggerimenti affinchè il prodotto possa essere migliorato anche per le classi successive alla scuola primaria.

Ma quindi è un tablet diverso rispetto a quello che state testando a Roma?
 

Dal punto di vista hardware ad esempio il tablet Vodafone è un ottimo prodotto che offre anche connettività 3G, un processore dual core, ha un tempo di avvio molto ridotto ed ha una dimensione più allungata (10.1 pollici), mentre EdiTouch 1022 è più quadrato (9.7 pollici)

 

E il prezzo?

Vodafone Smart Tab II 10 A scuola può essere acquistato in abbonamento a partire da 25 euro al mese senza nessun contributo iniziale (e 3GB di traffico dati compresi)

 

Grazie ancora Rossella per lo spazio che ci hai voluto dedicare!

 

 

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Un commento su “EdiTouch: IL TABLET PER I BAMBINI DISLESSICI”

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