L’amica Facebook Maria Luisa Boninelli è Docente specializzata nelle attività di recupero e potenziamento cognitivo.
Nel suo blog Un momento sto pensando parla della sua esperienza come formatrice e applicatrice del Metodo Feuerstein.

E’ sempre più diffusa la convinzione che per aumentare la qualità inclusiva dell’offerta formativa e didattica sia necessario attivare, per tutti gli alunni diversamente abili e non, quei principi tipici di metodologie che si avvalgono degli studi psicopedagogici più recenti.
Di fatto ” I bisogni educativi speciali” non sono solo dello studente diversamente abile, cosi come viene definito e stabilito dalla legge 104/92, ma esiste un buon 10-15% di alunni che incontrano significative difficoltà di apprendimento e di relazione. Se si pensa, inoltre, la presenza nella scuola di alunni con disturbi specifici di apprendimento è sempre più in aumento, (circa il 4% per ogni istituto) la percentuale sopra presentata va sicuramente ad incrementarsi.
Gli studi sulle difficoltà di apprendimento chiariscono sempre più i confini tra i disturbi specifici di apprendimento, dislessia, discalculia, disturbi di attenzione ed iperattività, disturbi visuo spaziali, ecc, e altre forme di difficoltà di apprendimento dovute a scarsa stimolazione, motivazione, difficoltà socio-culturali, handicap indotti provocati dall’ ambiente che circorda il soggetto in educazione.
Gli studi sulle differenze individuali, sulla pluralità  delle intelligenze e sull’ individualità degli stili di apprendimento e di pensiero, pensiamo a Gardner, De Beni e Zamperlin, lo stesso Sternberg e Spear-Swelling, ci confermano che quando entriamo in un contesto classe abbiamo davanti a noi 23 teste ben fatte alla cui base sta la regola delle essere gli uni completamente diversi dagli altri dal punto di vista del metodo di studio sia dell’ apprendimento.
Avere una classe eterogenea è la regola per cui si dovrebbe individualizzare l’offerta formativa per tutti gli alunni, normodotati e non.
I programmi di natura metacognitiva, elaborati a partire dagli anni ’80, con lo scopo di insegnare a pensare, stanno diventando sempre più un importante risorsa a cui attingere per una didattica dell’integrazione attenta e mirata ad ogni singola persona.
Entro questo ricco filone di ricerca di una didattica per la ” Speciale Normalità” delle classi, si colloca il Metodo Feuerstein.
La proposta pedagogica presenta un contributo fondamentale ed fortemente innovativo sul come si può lavorare sul potenziale di apprendimento sia di soggetti disabili “normali” , appartenenti anche a culture diverse e si caratterizza come uno dei primi approcci metacognitivi in ambito educativo e riabilitativo.

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2 commenti su “IL METODO FEUERSTEIN NEI DISTURBI DI APPRENDIMENTO”

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