Come logopedista, a contatto con numerosi bambini con difficoltà di apprendimento, ho avuto modo di notare come la scuola (a partire da quella materna) metta sempre meno attenzione ai prerequisiti e ai requisiti utili per l’apprendimento della letto-scrittura.

Oggi vi parlo dell’importanza di mettere il giusto impegno nella didattica (e riabilitazione) della scrittura. Troppo spesso si è portati a pensare che basti mettere in mano ad un bambino una penna perchè egli sappia autonomamente scrivere!

L’apprendimento del tratto grafico, in particolare del corsivo, richiede tante di quelle abilità che, forse, molti non se lo immaginano nemmeno. Si parla di abilità oculo-manuali, ma anche prassico motorie più in generale. Ho trovato molto interessante queste indicazioni su Squidoo: anche se sono in lingua inglese sono facilmente intuibili!

Invece per chi vuole un libro in italiano vi consiglio Laboratorio Grafo-Motorio delle Edizioni Erickson.

Queste abilità si possono potenziare, sopratutto per i bambini che ne hanno più bisogno, come quelli con difficoltà grosso e fino-motorie (disprassia).

Un lavoro sistematico negli ultimi anni di scuola materna o nei primi anni di scuola elementare darà ai bambini sicurezza nello scrivere e aiuterà chi è meno “sicuro”, migliorando il loro tratto grafico, legato anche ad una buona consapevolezza corporea.

I bambini che scrivono “bene” avranno, perciò, meno problemi posturali, perchè non saranno costretti ad assumere posizioni compensatorie a causa delle loro difficoltà.Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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16 commenti su “EDUCARE I BAMBINI ALLA SCRITTURA”

  • Ciao Rossella, in questo caso sono d’accordo con te . Ho verificato con i miei “clientini” in genere di otto anni, come si pretenda una grafia scolastica senza aver creato l’immagine mentale delle forme da acquisire, elemento che è fondamentale nella progettazione dell’atto grafico,sia in chi è dislettico sia in chi non lo è. Chiaramente,essere poi un pensatore per immagini complica le cose e crea ulteriori disagi. In comcreto manca la pratica alla scrittura e se ne pretende l’utilizzo confezionato a scadenze temporali prefissate.
    Dunque anche io come Pedagogista e Facilitatrice Davis confermo questo dato che hai rilevato tu come Professionista Riabilitatrice della parola e cioè che la fonazione resta intrappolata nella carente capacità di padroneggiare i grafemi e di conseguenza produce enorme fatica nella rilettura.
    Ti aggiungo poi un dato che sto rilevando: a scuola si richiede che si scriva “bene” cioè come bambini delle prime due classi elementari,mentre dagli otto anni in poi,la scrittura è soggetta ai cambiamenti dell’età evolutiva. In breve, si incomincia a scrivere cercando di avvicinarsi allo stile più adulto,personale, quello che usiamo ormai tutti,visto che non è più richiesta la calligrafia ufficiale. Spesso,stimolando ad una maggiore libertà grafica,in tempi brevissimi il bambino trova la propria equilibrata forma di vergatura delle lettere,dopo un’iniziale scompenso motorio, che produce stili alternanti,un fenomeno simile alla voce bitonale nel momento dell’adolescenza.
    Grazie per l’ospitalità e complimenti per il tuo lavoro ricco di spunti e di indicazioni concrete e preziose.

  • Buon giorno Rossella, sono la mamma di un ragazzino di 11 che ha iniziato la prima media ed è disgrafico e disortografico in quanto disprattico. Frequenta la scuola con l’insegnante di sostegno dalla prima elementare e nonostante le sue difficoltà ha potuto seguire il programma della classe con solo piccoli ritocchi a quello di grammatica. La prof di italiano delle medie ritiene che mio figlio dovrebbe cominciare a scrivere in corsivo (utilizza solo lo stampatello e l’unica cosa che scrive in corsivo con difficoltà è il suo nome). Mi domando se a 11 anni sia ancora possibile recuperare questa abilità o abbia più senso passare direttamente all’apprendimento della scrittura su PC. Vedendolo scrivere capisco che ci sarebbe da correggere la postura della mano affinchè la scrittura smetta di essere per lui anche un’esperienza dolorosa a causa dell’irrigidimento della mano.
    Grazie per lo splendido sito. Complimenti.

    • Una rieducazione della disgrafia, soprattutto a 11 anni, richiederebbe una presa in carico più globale, compresa la valutazione della postura. Ci sono dei metodi che possono venire incontro a queste difficoltà. Io quest’anno ho conosciuto il Brain Gym e, anche se personalmente ancora non lo applico, chi lo utilizza dice che lo trova molto utile!
      Nel caso di tuo figlio se scrive bene in stampato, non vedo a che serva scrivere in corsivo… E’ chiaro che come ultima ipotesi c’è il PC, ma dipende da quanto quest’ultimo sia preferito da tuo figlio.
      Grazie a te e buonagiornata!

  • ciao ho letto con interesse il tuo articolo e volevo chiedere una cosa ho un bimbo che frequenta la seconda elementare in prima non ha avuto problemi anzi è stato tra i migliori adesso ha iniziato la seconda e io ho un dubbio lui legge e scrive bene senza troppi errori il suo problema è che non scrive in corsivo nel senso che legge il corsivo ma non riesce a scriverlo bene e la maestra non si preoccupa più di tanto e lo lascia scrivere in stampatello o al massimo in stampato ha qualche consiglio e qualche esercizio da fare a casa per farlo esercitare
    grazie

  • Ciao Rossella, avrei bisogno di un consiglio. Sono la mamma di un bimbo che deve iniziare la seconda elementare, Il suo problema é che quando scrive, sia in stampatello o in corsivo tende in una frase ad attaccarmi le parole, non lasciando spazzi! Come posso aiutarlo!

    • Ciao Denise, se fa questo significa che ancora è in uno stadio in cui non distingue le parole in una frase e, quindi, ti consiglierei di fargli dare un’occhiata. Per il resto come legge?

  • Il bimbo legge abbastanza bene sia il corsivo che lo stampatello, nello stampato spesso confonde la a con la e, la q con la p.

  • Ciao io ho un bambino 7 anni e fa troPpi errori ne scrivere le parole ponti ad esempio dente lui scrive dete oppure imbuTo ibuto o lente l’ete lui legge bene e ha una bella scrittura

    • Questi tipi di errori si chiamano fonologici e manifestano delle difficoltà di tipo percettivo acustico nel bambino. Nel senso che non percepisce quei suoni quando deve scriverli. Se sono tanti andrebbe valutato, soprattutto se è in II classe.

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