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Ciao, sono Emanuele un ragazzo dislessico, il libro del Le Aquile mi è servito a farmi coraggio, a capire che non ero solo, a capire che problemi avevo, come potevo risorverli e con che metodi. Il libro è molto bello e molto stimolante per continuare, per non vergognarsi di quello che si è veramente, che anzi di vergognarsi bisognerebbe “sentirsi fortunati”. In America viene detta anche questa battuta: “se devi sottoporti ad un intervento, assicurati che il dottore sia dislessico.”

Questa è la testimonianza di Emanuele, 19 anni. Sono rimasta colpita perchè sulla pagina facebook de Le Aquile consigliava il mio libro durante una discussione. L’ho contattato e chiesto di raccontarmi di lui. Di seguito la sua storia:

Questa cosa della dislessia e stata scoperta tardi nel mio caso, in 3^ media, alcuni miei proffesori dicevano solo che non avevo voglia, che ero sfacciato, però mia mamma vedeva che se qualcosa mi interessava la studiavo, non studiavo nemmeno: bastava che leggessi una volta l’argomento o che lo ascoltassi in tv in un documentario.

Poi sono andato alle superiori, anche se alle medie mi avevano consigliato un cfp, ma io andai in una scuola professionale, mi trovai bene all’inizio, andavo discretamente, nè bene nè male, insomma me la cavavo… solo che in seconda sono cambiati tutti i proff e allora dovetti cominciare tutto da capo, ri-informa i professori che non sanno cosa fare perchè non sono informati e in più succede che mi ritrovo contro anche alcuni professori e il preside!!!

Una cosa incredibile: il preside salta fuori prima che non sono dislessico e che sono uno a cui non interessa niente, e poi che la dislessia è una malattia che si può guarire!!! Quell’anno venni bocciato con una media superiore al 6. L’anno seguente mi ritrovai in classe un altro dislessico, quindi venimmo assistiti di più, lo stesso anno venimmo sospesi entrambi senza motivo, io non andavo d’accordo con alcuni professori e per questo forse venni sospeso, ma questa è un’altra storia.

Poi arrivati in terza le cose non andarono molto meglio poichè continavano a cambiare proff e restavano sempre quelli con cui avevo litigato, e alla fine non mi ammisero agli esami. Vedendo come stavo andando e preso dalla voglia di andarmene da una caos che ha il nome di scuola presi e me ne andai a fare l’ultimo anno al cfp, per me fu una delusione dare ragione hai miei proff delle medie ma finii il mio 3 anno li. Al cfp mi trovai meglio poichè erano più informati sull’argomento e seguivano veramente i ragazzi con “problemi”.

Spero di essere stato d’aiuto e non troppo dispersivo, non sono mai andato bene in italiano.

Grazie Emanule, sei stato chiarissimo! Ti ringrazio per aver accettato di scrivere per me, nonostante sappia quale fatica hai fatto, sia per scrivere, sia perchè hai dovuto richiamare alla mente la tua vicenda scolastica…

Tantissimi auguri Emanuele!!! La scuola, meno male, è solo una parte del percorso di una persona!

 

 Se ti è piaciuto l’articolo puoi seguirmi anche sulla pagina Facebook di Le aquile sono nate per volare.

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